BIGLamore Master
di
SPs
genere
dominazione
Biglamore D.
(questa è opera di fantasia, nomi, personaggi e tutto quanto il resto sono inventati)
Stavo guardando gli annunci di whiteslaveforFatBlack al quale ero abbonato quando trovai l'inserzione che faceva per me o almeno sembrava, diceva:
1,80 Fat Biglamore Dumberty 24cm di soul black thing, cerca schiavo bianco, 22-35 anni, adoratore del cazzo nero padronale, depilato, sano, carino.
No in relazioni serie. Devi essere solo mio!
Sotto una sua foto disteso su un letto: un volto simpatico e buono, una barbetta curata, un paio di occhiali neri dalla montatura enorme, un poco stempiato sopra, una bella pancetta sexy, gambe da maialotto, ma parevano anche resistenti. Aveva 50 anni.
L’altra foto era del suo cazzo: una vera bestia nera grossa, massiccia, dalla bella cappella rosa. Cazzo quanto avrei voluto succhiarlo. Ma era una foto vera? Ero eccitato e intimorito.
In passato su quel sito avevo preso delle fregature da vecchi orribili e sporchi, una volta mi era andata benino con un tipo del Brooklyn, ma ovvio avevo qualche perplessità. Lo contattai. Mi presentai: “Giovane bianco, 22 anni, adoratore del cazzo nero e della sua superiorità. Indole remissiva, amo essere dominato da master neri forti e sicuri della loro superiorità.” Mi rispose dopo una settimana via mail, mi disse che stava facendo una restrizione alla cerchia dei candidati, una ventina mi disse, ed io ero arrivato fra i primi 5, ora dovevo solo compilare il doc allegato e rinviarlo coi dati. L’allegato era una sorta di scheda di presentazione, altezza, peso, richiedeva un attestato di analisi del sangue con tutta una serie di malattie da controllare e poi due foto: una a busto intero nudo, l’altra del mio buco del culo ben aperto. Impiegai qualche giorno a inviare il modulo tutto compilato, passai un’intera giornata a farmi le due foto, alla fine inviai a attesi.
Al tempo lavoravo in una piccola libreria gay sulla 5h e Beverly. Guadagnavo una miseria e condividevo un appartamento con la mia amica Cinzy. Non avevo molte ambizioni nella vita, avevo 22 anni, senza relazioni e mi eccitavano i maschi neri, grassi col cazzo enorme come quello di BigLamore. Sperai che mi contattasse. Passarono 2 settimane poi un whatsapp. PRESENTATI DOMANI DA MILLAY SULLA 7TH E NAPLES ALLE 5PM
C’era una foto di lui vestito da bikers contro un muro di un locale che mi pareva il Masteroom sulla 167 dove ero stato qualche volta, e un’altra su un divano, teneva in mano il suo affare grosso, quello della foto. Sotto l’emoticon del bacetto.
Non riuscii a dormire eccitato. Guardai quella foto per tutta la notte. Era lui? Finalmente?
Ero già stato lo schiavo di un black fat, Joe che mi aveva sverginato a 19 anni e tenuto con sé per quasi un anno nella sua topaia a Messakuee, Ill. dove vivevo. Mi aveva insegnato tutto: a succhiare cazzi, a leccare culi e ad essere scopato da un grosso cazzo nero e Joe ne aveva uno bello grosso. Ma lui era troppo povero per me, ambivo a qualcosa di meglio. E così una sera che lui era tutto fatto scappai a New York da una zia e poi rimasi in città.
Poi c’era state un sacco di avventure sparse nei club o in chat, molte fregature, qualcuna fruttuosa, come Reginald un tipo molto grosso, un culo che non finiva mai, ma pure una mazza enorme che mi scopava alla grande. Ci frequentammo per qualche mese, ma poi lui lasciò il suo attico sulla 6th ovest, una vista mozzafiato e non lo rividi più.
BigLamore, avevo sbirciato il suo istagram era una persona agiata che faceva un lavoro importante, aveva una moglie e tre figlie femmine. Una bella moto, due auto , una berlina e una sportiva, una bella casa. La donna era una mulatta carina ma dalla faccia sempre un po' nervosa, poco divertita in ogni occasione. BigLamore pareva la giusta scarpa per me.
Mi presentai con venticinque minuti di anticipo. Rimasi ad un tavolo a bere una limonata guardandomi fisso allo specchio in fondo al locale.
Quando arrivò era proprio lui: ma non avevo dubbi, bello, non alto, rispetto a me, il doppio abbondante di peso, pulito, ordinato, profumato, ci abbracciammo, ero tutto sudato ed eccitato. Lui però fu gentile e mi dette un bacetto sulla bocca. Aveva un bel volto sicuro di sé, labbra carnose, barba morbida. Ci sedemmo: “Allora come va?”
“...scusa...non resisto...dimmi ho vinto? Hai scelto me?”
“Ah, lo vorresti?
“...Sì...tanto...” risposi confuso, agitato, eccitato, intimorito. Lui sorrise compiaciuto, sicuro di sé, dominante, emanava leadership e strafottenza.
“Quanto da zero a dieci?”
“11...11 mila”
Rise forte, aveva denti bianchi grossi e massicci. Si accomodò meglio davanti a me, ogni sua parte esprimeva un magnetismo notevole, con lo sguardo andavo al suo volto e alle sue spalle, poi tornavo a guardarmi le mani, nervoso, eccitato. Fossi stato una donna mi sarei già bagnato le mutande, il mio cazzo invece era tranquillo nelle mutande, ma io arrossivo di attesa e trepidazione.
“Sei una vera puttanella...vuoi essere la mia puttanella?”e mi dette uno schiaffetto in faccia. La cosa mi eccitò ancora di più, mi sentivo già pronto ad essere oggetto delle sue attenzioni particolari
“...sì...sì, ecco io…” balbettai nervoso, agitandomi sulla sedia.
“Ti piaccio?”
“...ehm...Sì tantissimo!!…”
“Cosa ti piace di me?”
“...ecco...io...cioè...tutto! Il tuo volto, le tue mani, sono così forti, belle...il tuo carisma, si vede che sei un vero master...che…
Mi fece segno di continuare ed intanto mise una mano sotto il tavolo e mi afferrò il ginocchio, con forza, ma senza stringere. Sussultai rapito ed estasiato.
“...ehm...sei bello e potente, le tue foto mi hanno eccitato da morire...
“E ti piace anche il mio cazzo immagino?”
“...sì, è un cazzo bellissimo...lo desidero tanto..”
“Non vedi l’ora di succhiarmelo?”
“...sì!”
“Di ingoiarlo tutto fino in gola?”
“...sì!”
“Di sentirlo dentro il tuo culetto bianco?”
“...sì..sì...sì..”
con l’altra mano mi afferrò il volto con forza e si avvicinò ad esso da sopra il tavolo. Fissavo imbambolato il suo volto curato, la sua pelle nera, i suoi occhi, sentivo l’odore della sua acqua di colonia di marca, del suo fiato. La sua mano mi teneva tutto il volto con forza, era sicuro di sé, già mi stavo innamorando di lui. Mi dette un bacetto sulle labbra. Mi sentii felice. Pensai che mi avrebbe accettato. Mi mollò la faccia.
“...allora..che dici?...mi hai accettato?” chiesi trepidante, con la paura del possibile rifiuto e la certezza che quel bacetto aveva voluto dire qualcosa. Biglamore Dumberty agitò davanti alla mia faccia arrossata per la morsa di prima e l’eccitazione un dito grande come se volesse ricordarmi qualcosa(era un bel dito nero, unghie curatissime e laccate, me lo immaginai in bocca o nel mio buco del culo), io lo afferrai e lo baciai, sull’unghia. Lui sorrise ancora compiaciuto.
“Ummm mi piaci puttanella...- e mi rifilò un paio di shciaffetti -...vediamo”
“Non me lo dici ancora? Non sto nella pelle..”
“Calma. Prima due cose: io ho una famiglia. Tu non avrai contatti mai con loro almeno che non sia io a volerlo. Secondo tu non hai altre storie. Ci sono solo io….”
“Chiaro Signore. No famiglia. Mai. Io non ho storie in ballo...sono tutto disponibile per lei, master..”azzardai.
“Bravo...ok..bene...decido io dove ci vediamo, come, quando. Tu non puoi chiamarmi.
“Grazie signore, non se ne pentirà...ma come la devo chiamare, così va bene? Preferisce in altro modo”
“Signore va bene, ma anche BigLomore mi piace. O come cazzo vorrò che mi chiamerai.”
“Sì, naturalmente…”
“Iniziamo venerdì prossimo. Vai a questo salone per un lavoro completo, voglio depilazione completa, via quel pizzetto, capelli più corti ai lati. Fatti ossigenare i capelli, mi piacciono le fighette bianche e bionde. Hai capito tutto?”
“Si BigLamore...è un nome stupendo...già lo amo…”
“Ah ah bene...vieni qua..” e mi prese fra le sue braccia mi baciò con passione in bocca e mentre mi pomiciava mi prese la mano e la mise sul suo pacco: era bello grosso.
Dopo mi dette un paio di schiaffi in pieno volto. “Lo avrai presto puttanella, a venerdì”
Il venerdì non arrivava mai, pianti, eccitazione, la cura al centro, Cinzy fu carina e mi fece da balia per giorni isterici. Finalmente arrivò il messaggio da BigLamore per dove ci saremo visti. In bar a Baheme bay. Andai in taxi come aveva chiesto lui, mi avrebbe ripagato, anche perché furono 90 dollari che però mi dette appena arrivai. Lui indossava una camicia da boscaiolo e bretelle, jeans scuri ma si vedeva che era roba di classe, una boutique di Manhattan, e profumava da morire. Mi baciò in bocca e mi fece accomodare in un privè del locale. Ordinò da bere e ci mettemmo rilassati a parlare, cioè parlava lui ovviamente, io ero accocolato su di lui, sulle sue grosse cosce, eccitato, felice, con la testa sulla su spalla profumata. Mi raccontava delle figlie, della moglie che stava con lui solo perché era una buona a nulla come il resto della sua famiglia: BigLamore infatti campava i 3 fratelli della moglie e pagava la retta della casa di cura della madre. La moglie dipendeva da lui, era rassegnata, spesso ubriaca. Le figlie erano già tutte grandicelle, ma sempre a carico di BigLamore. Accennò anche al suo lavoro, una roba della sicurezza per delle banche. Bevemmo e mangiammo, con lui che parlava, io che lo guardavo innamorato già e pensavo al suo cazzone. Quando ci servirono il dolce, BigLamore dette dei soldi al cameriere, dicendo di chiudere la porta del privè, non dovevamo essere disturbati. Quando fummo soli e la porta chiusa lui mi prese la faccia e mi fece aprire la bocca.
“Adesso puttanella vediamo come lo succhi. Adesso vai sotto il tavolo e mi fai un pompino. Voglio provare la mercanzia...sei ancora in prova..,ricordatelo...”
Così mi infilai sotto il tavolo e mentre lui mangiava il dessert gli feci un pompino. Aveva veramente un gran cazzo, bello duro, gonfio, la cappella a punta, rosa e nera, la succhiai e baciai a lungo, quindi mi misi a lavoro come mi aveva insegnato Joe coi cazzi grossi e neri, andai bello su e giù prendone bene in bocca e pompando. Un vero pompino per cazzi neri e grossi. Lui approvò e quando ebbe finito il dessert, spinse via il tavolo e mi prese la faccia ad altezza fronte: “Guardami puttanella….guardami in faccia quando me lo succhi...mi piace lo sguardo adorante che dei servetti bianchi, pieni di piacere e libidine...ti piace il cazzo grosso e nero, vero troietta?”
“..Slarppp...slurp...mumm..sì...sììì...mi piace tanto il cazzo nero...slurp...splurp...e il suo Signore è proprio...slurpp..slurp….bello e grosso...slurpp…”
E poi mi venne in bocca e mi fece mangiare il dessert con tracce del suo sperma raccolte dal cazzo o dalla mia bocca.
Pagò e mi chiamò un taxi.
“A venerdì prossimo, puttanella…” e mi baciò in bocca.
“Allora? Ho vinto?”
“Ah ah...sei stata brava...sei...una troietta niente male…” ma mi spinse nel taxi dette 100 dollari al conducente e mi salutò.
La settimana corse via lentissima e voloce, frenetica, Lui mi contattò per darmi le indicazioni:
VENERDì ASSEGGERò IL TUO CULETTO PUTTANELLA BIANCA. FAI IN MODO CHE SIA TUTTO PREDISPOSTO. PULITO, DEPILATO.
NON DELUDERMI.
inoltre staremo da me a questo indirizzo. Cucinerai per me questo piatto. Compra il necessario. Ti mando i soldi sulla tua carta.
A PRESTO TROIA.
INVIAMI ADESSO UNA TUA FOTO NUDO.
Lo feci ovviamente tutto felice, ero assieme a Cinzy e la sua ragazza. Che messaggio, lo conservai subito. Mi misi a studiare il piatto guardando tutto il giorno video di cuochi, in fondo era una cosa semplice, spaghetti con gamberetti grigliati nel pepe e zucchine. Ne preparai almeno una dozzina con Cinzy prima di venerdì. Non era male.
Mi portò nel suo appartamento. Era al 20 piano di un posto di periferia, ma tranquillo: cucina, una piccola saletta, bagno, camera da letto e un balcone minuscolo a nord. Sempre meglio di dove stavo. Mi misi all’opera dopo averlo servito di cocktail sul divano, era nudo: il corpaccione nero, la pancia il grosso cazzo a riposo. Anche io ero nudo a parte un grembiule che mi aveva fatto trovare in cucina e che avevo legato in vita. “Qui con me devi essere sempre nudo, intesi?”
Mi presi qualche sculaccione, per ricordare la natura del nostro rapporto. “Tu sei la mia puttanella e se ho voglia di sbatterti un po’ lo posso fare sempre, giusto?”
“Sì, Biglamore, giusto”
Rise e mi tirò un paio di schiaffi. Quindi mi mandò in cucina e mi misi a lavoro nervoso e teso. Alla fine mi sembrò un buon lavoro, lo servii assieme a del vino bianco francese e lui se lo gustò. Alla grande: “Fiuuuu puttanella bianca, sai che non è male? Affatto! Brava la mia troietta bianca...l’ultimo stronzetto non sapeva cucinare neanche un toast al formaggio..”
“Son felice che le piaccia signore..felicissimo..mi sono allenato con Cinzy per giorni..
“Chi cazzo è Cinzy? - e mi colpì in volto un paio di volte, fortissimo – tu sei solo mio..no relazioni ero stato chiaro..” “Cinzy è la mia coinquilina, una lesbica tedesca..”
“Ok..bene...beviamo allora!” e mi concesse di bere con lui e poi si divorò i miei spaghetti. Dopo mi ordinò di pulire la cucina e la camera da letto, cambiare lenzuola, allestire per dopo, quando mi avrebbe scopato. Mi misi al lavoro mentre lui beveva vino alla tv. Quando fu tutto pronto, lui si alzò, prese un collare rosa e me lo legò al collo, ci fissò un affare al quale era legato una corda di metallo non troppo lunga e mi tolse il grembiule. Mi ordinò di inginocchiarmi sul pavimento davanti alla camera e di non muovermi, mi mise la corda in bocca assieme ad un calzino suo usato e umido di sudore e pelle. Quindi andò in camera e chiuse la porta. Impiegò diversi minuti a prepararsi, lasciandomi eccitato in attesa, fremevo di desiderio e mi sentivo un oggetto nelle sue mani e alle dipendenze dei suoi capricci e la cosa mi piaceva da impazzire.
Quando uscì era nudo a parte due grossi e lucidi stivali bianchi. Venne verso di me lentamente. Ero eccitato, il desiderio mi martellava in testa. Mi tolse il calzino e il collare dalla bocca e mi afferrò i capelli tirandomi indietro la testa. Era sopra di me, grosso, nero, bello, dominate, sprizzava forza e prepotenza da ogni parte.
“Apri la bocca troietta” lo feci e lui ci ficcò un paio di dita e le agitò dentro la mia bocca. Guardavo il suo cazzo grosso che si muoveva sotto la pancetta sexy, le gambe erano muscolose al punto giusto. Quando tolse le dita le pulì sui miei capelli.
“Bravo…”
“Grazie Master” e tornai in attesa.
“Chi ti ha detto di chiudere la bocca, stupida? Apri bene!”
spalancai la bocca e lui ci sputò dentro un paio di volte. Grossi grumi di saliva.
Buttai giù cercando di mostrare entusiasmo.
Tornai ad aspettare. Non vedevo l’ora di succhiare di nuovo quel grosso cazzo e di prenderlo dietro. Invece mi presi uno schiaffo fortissimo in faccia che mi fece quasi cadere a terra.
“Non si ringrazia? Spreco la mia saliva per te, troia e tu non dici niente?”
“...oh..mi perdoni master...mi perdoni...GRAZIE GRAZIE, ancora la prego, master…”
“E allora apri la bocca, stupido!” e mi tirò ancora uno schiaffo forte in pieno volto.
Aprii la bocca e lui ci sputò dentro ancora un paio di volte. Quindi prese il suo cazzone in mano e me lo mise sulla faccia. Era grosso duro, bello, l’odore era forte, intenso di master e di sesso. Me lo sbattè sulla bocca e poi sul naso, le gote. Mi sentivo eccitato e suo, volevo quel cazzone dentro di me, ma lui continuò a giocare con me, alternando sputi nella bocca divaricata e sbattendomi il suo affare in faccia.
“Lo vuoi, toietta bianca?”
“...sì, Biglamore...sì...BIG, lo voglio…”
Uno schiaffo.
“Lo vuoi puttanella in calore?”
“...oh...sì...BIG….sì...lo vogl
altro schiaffo.
“Bene allora prendilo!” e me lo ficcò con forza dentro la bocca. Era grosso, lui mi sovrastava, mi teneva con la mano la testa e aveva messo un piede su una mia gamba, per rimarcare che era il padrone e che non potevo sfuggire da lui, ma la posizione non era comoda e quel cazzo mi trapanava la bocca, così allungai le mani e afferrai l’asta per spompinarlo meglio. Ma lui fece uscire il suo affare dalla mia bocca e mi rifilò un paio di schiaffi fortissimi. Caddi in avanti dal dolore e per sottrarmi, ma lui mi afferrò i capelli e col piede mi tenne fermo.
“Dove vai troia, guardami!!”
mi sollevo la faccia rossa per gli schiaffi, mi faceva male, ma ero la sua troia e mi meritavo sicuramente quel trattamento, dato che ero di sua proprietà, ero eccitato ed intimorito.
“Chi ti ha detto di usare le mani?” altro schiaffo. Mi misi a piangere.
“E poi ti ho detto che mi devi guardare negli occhi mentre me lo succhi, una troia bianca deve far vedere la sua devozione al cazzone padronale mentre lo succhia!” e altro schiaffo.
“...sì...scusi padrone...MI PERDONI...sì…”
“Metti le mani dietro la schiena e riprendi a succhiare, troia!”
Feci come voleva e lui mi rificcò il cazzone oramai duro in bocca. Ficcai gli occhi nei suoi mentre lo spompinavo. Cercai di essere bravo e feci un blow-job lungo e sexy.
Ad un tratto tolse il suo uccello nero dalla mia bocca e mi spinse via.
“Contro il muro, TROIA!!” strisciando andai verso il muro. Lui mi afferrò per il collare e mi sollevò, mi spinse contro il muro freddo.
“Apri le gambe bene troia, ora asseggerò il tuo culetto da puttanella bianca…!”
Ero eccitato e voglioso. Finalmente il cazzone di BIG nel mio culetto. Aprii le gambe e mi allungai contro il muro. Lui si mise del gel sul cazzo e poi altro lo ficcò nel mio culo. Quindi me lo sbattè dentro con forza, tutto in un colpo solo. Bello grosso. Potente. Duro, caldo. Si accomodò dentro di me, quindi mi schiacciò al muro, sentivo la sua pancia contro la mia schiena, le sue mani che mi tenevano prima alte contro la parete, quindi con una mi tirò il collare, mi baciò sulla bocca e iniziò a muoversi dentro di me. Fu forte, impetuoso e selvaggio. Mi scopò contro il muro. Gemevo di piacere e di lussuria, il cazzone di Big dentro il mio culo. Scopato come il suo slave. Sbattuto e montato con passione e rabbia. Sexy e selvaggio. Non durò molto ma fu intenso, rabbioso, pieno di amore e di cattiveria sana, quella che piaceva a me. Godevo e piangevo di piacere. Lui spingeva, mi fotteva, sentivo la sua pelle, la sua forza, il suo odore maschio e il suo profumo, gemeva di piacere anche lui, lo sentivo, era eccitato e si sentiva padrone.
Il padrone che scopava la sua puttanella bianca.
Mi venne copioso nel culo, sborrando e spingendomi contro la parete, quando uscì mi sbattè a terra.
“Non muoverti, troia!” mi ordinò mentre io sentivo ancora l’energia di piacere di quella scopata. Prese un piccolo plug anale e me lo ficcò dentro.
“Il seme padronale deve rimanere dentro di te. Ti metto incinta TROIA!” rise di gusto.
Rannicchiato, a terra, il plug nel culo presi a baciare i suoi stivali.
“Ok adesso basta troia! Rimani fermo qui, ti chiamerò io” e se ne andò in camera.
Rimasi in posizione rannicchiata contro il muro, sudato e appagato da quella scopata, il plug nel culo, il suo seme caldo dentro di me, nudo, il collare appiccicato alla schiena coperta di sudore e del suo odore.
(questa è opera di fantasia, nomi, personaggi e tutto quanto il resto sono inventati)
Stavo guardando gli annunci di whiteslaveforFatBlack al quale ero abbonato quando trovai l'inserzione che faceva per me o almeno sembrava, diceva:
1,80 Fat Biglamore Dumberty 24cm di soul black thing, cerca schiavo bianco, 22-35 anni, adoratore del cazzo nero padronale, depilato, sano, carino.
No in relazioni serie. Devi essere solo mio!
Sotto una sua foto disteso su un letto: un volto simpatico e buono, una barbetta curata, un paio di occhiali neri dalla montatura enorme, un poco stempiato sopra, una bella pancetta sexy, gambe da maialotto, ma parevano anche resistenti. Aveva 50 anni.
L’altra foto era del suo cazzo: una vera bestia nera grossa, massiccia, dalla bella cappella rosa. Cazzo quanto avrei voluto succhiarlo. Ma era una foto vera? Ero eccitato e intimorito.
In passato su quel sito avevo preso delle fregature da vecchi orribili e sporchi, una volta mi era andata benino con un tipo del Brooklyn, ma ovvio avevo qualche perplessità. Lo contattai. Mi presentai: “Giovane bianco, 22 anni, adoratore del cazzo nero e della sua superiorità. Indole remissiva, amo essere dominato da master neri forti e sicuri della loro superiorità.” Mi rispose dopo una settimana via mail, mi disse che stava facendo una restrizione alla cerchia dei candidati, una ventina mi disse, ed io ero arrivato fra i primi 5, ora dovevo solo compilare il doc allegato e rinviarlo coi dati. L’allegato era una sorta di scheda di presentazione, altezza, peso, richiedeva un attestato di analisi del sangue con tutta una serie di malattie da controllare e poi due foto: una a busto intero nudo, l’altra del mio buco del culo ben aperto. Impiegai qualche giorno a inviare il modulo tutto compilato, passai un’intera giornata a farmi le due foto, alla fine inviai a attesi.
Al tempo lavoravo in una piccola libreria gay sulla 5h e Beverly. Guadagnavo una miseria e condividevo un appartamento con la mia amica Cinzy. Non avevo molte ambizioni nella vita, avevo 22 anni, senza relazioni e mi eccitavano i maschi neri, grassi col cazzo enorme come quello di BigLamore. Sperai che mi contattasse. Passarono 2 settimane poi un whatsapp. PRESENTATI DOMANI DA MILLAY SULLA 7TH E NAPLES ALLE 5PM
C’era una foto di lui vestito da bikers contro un muro di un locale che mi pareva il Masteroom sulla 167 dove ero stato qualche volta, e un’altra su un divano, teneva in mano il suo affare grosso, quello della foto. Sotto l’emoticon del bacetto.
Non riuscii a dormire eccitato. Guardai quella foto per tutta la notte. Era lui? Finalmente?
Ero già stato lo schiavo di un black fat, Joe che mi aveva sverginato a 19 anni e tenuto con sé per quasi un anno nella sua topaia a Messakuee, Ill. dove vivevo. Mi aveva insegnato tutto: a succhiare cazzi, a leccare culi e ad essere scopato da un grosso cazzo nero e Joe ne aveva uno bello grosso. Ma lui era troppo povero per me, ambivo a qualcosa di meglio. E così una sera che lui era tutto fatto scappai a New York da una zia e poi rimasi in città.
Poi c’era state un sacco di avventure sparse nei club o in chat, molte fregature, qualcuna fruttuosa, come Reginald un tipo molto grosso, un culo che non finiva mai, ma pure una mazza enorme che mi scopava alla grande. Ci frequentammo per qualche mese, ma poi lui lasciò il suo attico sulla 6th ovest, una vista mozzafiato e non lo rividi più.
BigLamore, avevo sbirciato il suo istagram era una persona agiata che faceva un lavoro importante, aveva una moglie e tre figlie femmine. Una bella moto, due auto , una berlina e una sportiva, una bella casa. La donna era una mulatta carina ma dalla faccia sempre un po' nervosa, poco divertita in ogni occasione. BigLamore pareva la giusta scarpa per me.
Mi presentai con venticinque minuti di anticipo. Rimasi ad un tavolo a bere una limonata guardandomi fisso allo specchio in fondo al locale.
Quando arrivò era proprio lui: ma non avevo dubbi, bello, non alto, rispetto a me, il doppio abbondante di peso, pulito, ordinato, profumato, ci abbracciammo, ero tutto sudato ed eccitato. Lui però fu gentile e mi dette un bacetto sulla bocca. Aveva un bel volto sicuro di sé, labbra carnose, barba morbida. Ci sedemmo: “Allora come va?”
“...scusa...non resisto...dimmi ho vinto? Hai scelto me?”
“Ah, lo vorresti?
“...Sì...tanto...” risposi confuso, agitato, eccitato, intimorito. Lui sorrise compiaciuto, sicuro di sé, dominante, emanava leadership e strafottenza.
“Quanto da zero a dieci?”
“11...11 mila”
Rise forte, aveva denti bianchi grossi e massicci. Si accomodò meglio davanti a me, ogni sua parte esprimeva un magnetismo notevole, con lo sguardo andavo al suo volto e alle sue spalle, poi tornavo a guardarmi le mani, nervoso, eccitato. Fossi stato una donna mi sarei già bagnato le mutande, il mio cazzo invece era tranquillo nelle mutande, ma io arrossivo di attesa e trepidazione.
“Sei una vera puttanella...vuoi essere la mia puttanella?”e mi dette uno schiaffetto in faccia. La cosa mi eccitò ancora di più, mi sentivo già pronto ad essere oggetto delle sue attenzioni particolari
“...sì...sì, ecco io…” balbettai nervoso, agitandomi sulla sedia.
“Ti piaccio?”
“...ehm...Sì tantissimo!!…”
“Cosa ti piace di me?”
“...ecco...io...cioè...tutto! Il tuo volto, le tue mani, sono così forti, belle...il tuo carisma, si vede che sei un vero master...che…
Mi fece segno di continuare ed intanto mise una mano sotto il tavolo e mi afferrò il ginocchio, con forza, ma senza stringere. Sussultai rapito ed estasiato.
“...ehm...sei bello e potente, le tue foto mi hanno eccitato da morire...
“E ti piace anche il mio cazzo immagino?”
“...sì, è un cazzo bellissimo...lo desidero tanto..”
“Non vedi l’ora di succhiarmelo?”
“...sì!”
“Di ingoiarlo tutto fino in gola?”
“...sì!”
“Di sentirlo dentro il tuo culetto bianco?”
“...sì..sì...sì..”
con l’altra mano mi afferrò il volto con forza e si avvicinò ad esso da sopra il tavolo. Fissavo imbambolato il suo volto curato, la sua pelle nera, i suoi occhi, sentivo l’odore della sua acqua di colonia di marca, del suo fiato. La sua mano mi teneva tutto il volto con forza, era sicuro di sé, già mi stavo innamorando di lui. Mi dette un bacetto sulle labbra. Mi sentii felice. Pensai che mi avrebbe accettato. Mi mollò la faccia.
“...allora..che dici?...mi hai accettato?” chiesi trepidante, con la paura del possibile rifiuto e la certezza che quel bacetto aveva voluto dire qualcosa. Biglamore Dumberty agitò davanti alla mia faccia arrossata per la morsa di prima e l’eccitazione un dito grande come se volesse ricordarmi qualcosa(era un bel dito nero, unghie curatissime e laccate, me lo immaginai in bocca o nel mio buco del culo), io lo afferrai e lo baciai, sull’unghia. Lui sorrise ancora compiaciuto.
“Ummm mi piaci puttanella...- e mi rifilò un paio di shciaffetti -...vediamo”
“Non me lo dici ancora? Non sto nella pelle..”
“Calma. Prima due cose: io ho una famiglia. Tu non avrai contatti mai con loro almeno che non sia io a volerlo. Secondo tu non hai altre storie. Ci sono solo io….”
“Chiaro Signore. No famiglia. Mai. Io non ho storie in ballo...sono tutto disponibile per lei, master..”azzardai.
“Bravo...ok..bene...decido io dove ci vediamo, come, quando. Tu non puoi chiamarmi.
“Grazie signore, non se ne pentirà...ma come la devo chiamare, così va bene? Preferisce in altro modo”
“Signore va bene, ma anche BigLomore mi piace. O come cazzo vorrò che mi chiamerai.”
“Sì, naturalmente…”
“Iniziamo venerdì prossimo. Vai a questo salone per un lavoro completo, voglio depilazione completa, via quel pizzetto, capelli più corti ai lati. Fatti ossigenare i capelli, mi piacciono le fighette bianche e bionde. Hai capito tutto?”
“Si BigLamore...è un nome stupendo...già lo amo…”
“Ah ah bene...vieni qua..” e mi prese fra le sue braccia mi baciò con passione in bocca e mentre mi pomiciava mi prese la mano e la mise sul suo pacco: era bello grosso.
Dopo mi dette un paio di schiaffi in pieno volto. “Lo avrai presto puttanella, a venerdì”
Il venerdì non arrivava mai, pianti, eccitazione, la cura al centro, Cinzy fu carina e mi fece da balia per giorni isterici. Finalmente arrivò il messaggio da BigLamore per dove ci saremo visti. In bar a Baheme bay. Andai in taxi come aveva chiesto lui, mi avrebbe ripagato, anche perché furono 90 dollari che però mi dette appena arrivai. Lui indossava una camicia da boscaiolo e bretelle, jeans scuri ma si vedeva che era roba di classe, una boutique di Manhattan, e profumava da morire. Mi baciò in bocca e mi fece accomodare in un privè del locale. Ordinò da bere e ci mettemmo rilassati a parlare, cioè parlava lui ovviamente, io ero accocolato su di lui, sulle sue grosse cosce, eccitato, felice, con la testa sulla su spalla profumata. Mi raccontava delle figlie, della moglie che stava con lui solo perché era una buona a nulla come il resto della sua famiglia: BigLamore infatti campava i 3 fratelli della moglie e pagava la retta della casa di cura della madre. La moglie dipendeva da lui, era rassegnata, spesso ubriaca. Le figlie erano già tutte grandicelle, ma sempre a carico di BigLamore. Accennò anche al suo lavoro, una roba della sicurezza per delle banche. Bevemmo e mangiammo, con lui che parlava, io che lo guardavo innamorato già e pensavo al suo cazzone. Quando ci servirono il dolce, BigLamore dette dei soldi al cameriere, dicendo di chiudere la porta del privè, non dovevamo essere disturbati. Quando fummo soli e la porta chiusa lui mi prese la faccia e mi fece aprire la bocca.
“Adesso puttanella vediamo come lo succhi. Adesso vai sotto il tavolo e mi fai un pompino. Voglio provare la mercanzia...sei ancora in prova..,ricordatelo...”
Così mi infilai sotto il tavolo e mentre lui mangiava il dessert gli feci un pompino. Aveva veramente un gran cazzo, bello duro, gonfio, la cappella a punta, rosa e nera, la succhiai e baciai a lungo, quindi mi misi a lavoro come mi aveva insegnato Joe coi cazzi grossi e neri, andai bello su e giù prendone bene in bocca e pompando. Un vero pompino per cazzi neri e grossi. Lui approvò e quando ebbe finito il dessert, spinse via il tavolo e mi prese la faccia ad altezza fronte: “Guardami puttanella….guardami in faccia quando me lo succhi...mi piace lo sguardo adorante che dei servetti bianchi, pieni di piacere e libidine...ti piace il cazzo grosso e nero, vero troietta?”
“..Slarppp...slurp...mumm..sì...sììì...mi piace tanto il cazzo nero...slurp...splurp...e il suo Signore è proprio...slurpp..slurp….bello e grosso...slurpp…”
E poi mi venne in bocca e mi fece mangiare il dessert con tracce del suo sperma raccolte dal cazzo o dalla mia bocca.
Pagò e mi chiamò un taxi.
“A venerdì prossimo, puttanella…” e mi baciò in bocca.
“Allora? Ho vinto?”
“Ah ah...sei stata brava...sei...una troietta niente male…” ma mi spinse nel taxi dette 100 dollari al conducente e mi salutò.
La settimana corse via lentissima e voloce, frenetica, Lui mi contattò per darmi le indicazioni:
VENERDì ASSEGGERò IL TUO CULETTO PUTTANELLA BIANCA. FAI IN MODO CHE SIA TUTTO PREDISPOSTO. PULITO, DEPILATO.
NON DELUDERMI.
inoltre staremo da me a questo indirizzo. Cucinerai per me questo piatto. Compra il necessario. Ti mando i soldi sulla tua carta.
A PRESTO TROIA.
INVIAMI ADESSO UNA TUA FOTO NUDO.
Lo feci ovviamente tutto felice, ero assieme a Cinzy e la sua ragazza. Che messaggio, lo conservai subito. Mi misi a studiare il piatto guardando tutto il giorno video di cuochi, in fondo era una cosa semplice, spaghetti con gamberetti grigliati nel pepe e zucchine. Ne preparai almeno una dozzina con Cinzy prima di venerdì. Non era male.
Mi portò nel suo appartamento. Era al 20 piano di un posto di periferia, ma tranquillo: cucina, una piccola saletta, bagno, camera da letto e un balcone minuscolo a nord. Sempre meglio di dove stavo. Mi misi all’opera dopo averlo servito di cocktail sul divano, era nudo: il corpaccione nero, la pancia il grosso cazzo a riposo. Anche io ero nudo a parte un grembiule che mi aveva fatto trovare in cucina e che avevo legato in vita. “Qui con me devi essere sempre nudo, intesi?”
Mi presi qualche sculaccione, per ricordare la natura del nostro rapporto. “Tu sei la mia puttanella e se ho voglia di sbatterti un po’ lo posso fare sempre, giusto?”
“Sì, Biglamore, giusto”
Rise e mi tirò un paio di schiaffi. Quindi mi mandò in cucina e mi misi a lavoro nervoso e teso. Alla fine mi sembrò un buon lavoro, lo servii assieme a del vino bianco francese e lui se lo gustò. Alla grande: “Fiuuuu puttanella bianca, sai che non è male? Affatto! Brava la mia troietta bianca...l’ultimo stronzetto non sapeva cucinare neanche un toast al formaggio..”
“Son felice che le piaccia signore..felicissimo..mi sono allenato con Cinzy per giorni..
“Chi cazzo è Cinzy? - e mi colpì in volto un paio di volte, fortissimo – tu sei solo mio..no relazioni ero stato chiaro..” “Cinzy è la mia coinquilina, una lesbica tedesca..”
“Ok..bene...beviamo allora!” e mi concesse di bere con lui e poi si divorò i miei spaghetti. Dopo mi ordinò di pulire la cucina e la camera da letto, cambiare lenzuola, allestire per dopo, quando mi avrebbe scopato. Mi misi al lavoro mentre lui beveva vino alla tv. Quando fu tutto pronto, lui si alzò, prese un collare rosa e me lo legò al collo, ci fissò un affare al quale era legato una corda di metallo non troppo lunga e mi tolse il grembiule. Mi ordinò di inginocchiarmi sul pavimento davanti alla camera e di non muovermi, mi mise la corda in bocca assieme ad un calzino suo usato e umido di sudore e pelle. Quindi andò in camera e chiuse la porta. Impiegò diversi minuti a prepararsi, lasciandomi eccitato in attesa, fremevo di desiderio e mi sentivo un oggetto nelle sue mani e alle dipendenze dei suoi capricci e la cosa mi piaceva da impazzire.
Quando uscì era nudo a parte due grossi e lucidi stivali bianchi. Venne verso di me lentamente. Ero eccitato, il desiderio mi martellava in testa. Mi tolse il calzino e il collare dalla bocca e mi afferrò i capelli tirandomi indietro la testa. Era sopra di me, grosso, nero, bello, dominate, sprizzava forza e prepotenza da ogni parte.
“Apri la bocca troietta” lo feci e lui ci ficcò un paio di dita e le agitò dentro la mia bocca. Guardavo il suo cazzo grosso che si muoveva sotto la pancetta sexy, le gambe erano muscolose al punto giusto. Quando tolse le dita le pulì sui miei capelli.
“Bravo…”
“Grazie Master” e tornai in attesa.
“Chi ti ha detto di chiudere la bocca, stupida? Apri bene!”
spalancai la bocca e lui ci sputò dentro un paio di volte. Grossi grumi di saliva.
Buttai giù cercando di mostrare entusiasmo.
Tornai ad aspettare. Non vedevo l’ora di succhiare di nuovo quel grosso cazzo e di prenderlo dietro. Invece mi presi uno schiaffo fortissimo in faccia che mi fece quasi cadere a terra.
“Non si ringrazia? Spreco la mia saliva per te, troia e tu non dici niente?”
“...oh..mi perdoni master...mi perdoni...GRAZIE GRAZIE, ancora la prego, master…”
“E allora apri la bocca, stupido!” e mi tirò ancora uno schiaffo forte in pieno volto.
Aprii la bocca e lui ci sputò dentro ancora un paio di volte. Quindi prese il suo cazzone in mano e me lo mise sulla faccia. Era grosso duro, bello, l’odore era forte, intenso di master e di sesso. Me lo sbattè sulla bocca e poi sul naso, le gote. Mi sentivo eccitato e suo, volevo quel cazzone dentro di me, ma lui continuò a giocare con me, alternando sputi nella bocca divaricata e sbattendomi il suo affare in faccia.
“Lo vuoi, toietta bianca?”
“...sì, Biglamore...sì...BIG, lo voglio…”
Uno schiaffo.
“Lo vuoi puttanella in calore?”
“...oh...sì...BIG….sì...lo vogl
altro schiaffo.
“Bene allora prendilo!” e me lo ficcò con forza dentro la bocca. Era grosso, lui mi sovrastava, mi teneva con la mano la testa e aveva messo un piede su una mia gamba, per rimarcare che era il padrone e che non potevo sfuggire da lui, ma la posizione non era comoda e quel cazzo mi trapanava la bocca, così allungai le mani e afferrai l’asta per spompinarlo meglio. Ma lui fece uscire il suo affare dalla mia bocca e mi rifilò un paio di schiaffi fortissimi. Caddi in avanti dal dolore e per sottrarmi, ma lui mi afferrò i capelli e col piede mi tenne fermo.
“Dove vai troia, guardami!!”
mi sollevo la faccia rossa per gli schiaffi, mi faceva male, ma ero la sua troia e mi meritavo sicuramente quel trattamento, dato che ero di sua proprietà, ero eccitato ed intimorito.
“Chi ti ha detto di usare le mani?” altro schiaffo. Mi misi a piangere.
“E poi ti ho detto che mi devi guardare negli occhi mentre me lo succhi, una troia bianca deve far vedere la sua devozione al cazzone padronale mentre lo succhia!” e altro schiaffo.
“...sì...scusi padrone...MI PERDONI...sì…”
“Metti le mani dietro la schiena e riprendi a succhiare, troia!”
Feci come voleva e lui mi rificcò il cazzone oramai duro in bocca. Ficcai gli occhi nei suoi mentre lo spompinavo. Cercai di essere bravo e feci un blow-job lungo e sexy.
Ad un tratto tolse il suo uccello nero dalla mia bocca e mi spinse via.
“Contro il muro, TROIA!!” strisciando andai verso il muro. Lui mi afferrò per il collare e mi sollevò, mi spinse contro il muro freddo.
“Apri le gambe bene troia, ora asseggerò il tuo culetto da puttanella bianca…!”
Ero eccitato e voglioso. Finalmente il cazzone di BIG nel mio culetto. Aprii le gambe e mi allungai contro il muro. Lui si mise del gel sul cazzo e poi altro lo ficcò nel mio culo. Quindi me lo sbattè dentro con forza, tutto in un colpo solo. Bello grosso. Potente. Duro, caldo. Si accomodò dentro di me, quindi mi schiacciò al muro, sentivo la sua pancia contro la mia schiena, le sue mani che mi tenevano prima alte contro la parete, quindi con una mi tirò il collare, mi baciò sulla bocca e iniziò a muoversi dentro di me. Fu forte, impetuoso e selvaggio. Mi scopò contro il muro. Gemevo di piacere e di lussuria, il cazzone di Big dentro il mio culo. Scopato come il suo slave. Sbattuto e montato con passione e rabbia. Sexy e selvaggio. Non durò molto ma fu intenso, rabbioso, pieno di amore e di cattiveria sana, quella che piaceva a me. Godevo e piangevo di piacere. Lui spingeva, mi fotteva, sentivo la sua pelle, la sua forza, il suo odore maschio e il suo profumo, gemeva di piacere anche lui, lo sentivo, era eccitato e si sentiva padrone.
Il padrone che scopava la sua puttanella bianca.
Mi venne copioso nel culo, sborrando e spingendomi contro la parete, quando uscì mi sbattè a terra.
“Non muoverti, troia!” mi ordinò mentre io sentivo ancora l’energia di piacere di quella scopata. Prese un piccolo plug anale e me lo ficcò dentro.
“Il seme padronale deve rimanere dentro di te. Ti metto incinta TROIA!” rise di gusto.
Rannicchiato, a terra, il plug nel culo presi a baciare i suoi stivali.
“Ok adesso basta troia! Rimani fermo qui, ti chiamerò io” e se ne andò in camera.
Rimasi in posizione rannicchiata contro il muro, sudato e appagato da quella scopata, il plug nel culo, il suo seme caldo dentro di me, nudo, il collare appiccicato alla schiena coperta di sudore e del suo odore.
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