Una strana ossessione per il latte materno
di
Gio85
genere
etero
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Questo è uno dei racconti richiesti, si accettano eventuali suggerimenti
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Mi chiamo Antonio e lavoro come medico in un ospedale nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Da quando ero studente, ho maturato una ossessione verso il latte materno e forse anche per questo mi sono specializzato in questo settore. Quando vedo una mamma allattare il proprio figlio, mi eccito ma cerco di non farmi notare, altrimenti rischierei come minimo il posto di lavoro.
Purtroppo però, una delle mie infermiere è riuscita a scoprire questa mia perversione anche se non è mai riuscita a dimostrarla.
Con Sara, l’infermiera che sospetta della mia perversione, ho un bellissimo rapporto di amicizia ma anche se è una bellissima donna, alta 1.70 con capelli neri lunghissimi, due labbra molto carnose, una quarta abbondante di seno ed un sedere non bellissimo ma comunque apprezzabile, lei purtroppo è fidanzata con un coglione di ragazzo.
Condividiamo spesso il turno ed ogni volta che nell’ora di pranzo facciamo il giro per le stanze a visitare i pazienti, esordisce sempre “Dai che qualche mamma starà allattando, così il tuo pipino sarà felice”.
Non ho mai risposto alla sua provocazione, proprio per evitare che i suoi sospetti venissero confermati, ma era veramente la mia speranza.
Un giorno entriamo in una stanza e una signora aveva messo suo figlio nella culletta ed aveva la tetta di fuori che perdeva latte.
Signora mamma: Mi scusi dottore ho sporcato tutto, adesso pulisco.
Io: Non si preoccupi, si rimetta a letto e si riposi, a breve verrà qualcuno a pulire.
Usciti dalla stanza, quando non c’era nessuno nel corridoio, Sara mi supera, si gira e cammina indietreggiando: Di la verità, avresti voluto attaccarti tu a quelle tette e ciucciare fino a svuotargliele.
Era vero, nella mia testa avrei fatto proprio così, però risposi: Ma la finisci con sta cosa? Mi vuoi far passare i guai?
S: Assolutamente no, però se un giorno produrrò anche io latte, prometto che te lo farò assaggiare
La mia testa era in visibilio, ma cercai di non mostrare emozioni e risposi: Ancora? Poi sono proprio curioso di vedere la reazione di Massimo se ciuccio le tette della sua ragazza.
S: Bè non te lo farei fare in sua presenza, sarebbe un modo per ringraziarla visto che lei mi insegna tante cose
Io: Finiscila, se qualcuno ci sente passiamo i guai.
Passarono alcuni mesi da quel giorno e un mattina Sara si presenta in ospedale con un vassoio di pasticcini.
S: Amici, sono entusiasta di comunicarvi che sono incinta.
Ero molto contento per lei e stranamente non la stavo immaginando perdere latte da quelle belle tette, ma lei ovviamente quando rimanemmo sole in stanza
S: Non mi sono dimenticato della promessa, quando vorrai potrai godere del mio latte.
Io: Ancora? Finiscila.
Passarono due mesi e Sara mi chiama piangendo perché quel coglione del suo ragazzo l’aveva lasciata e non ne voleva sapere del bambino.
Ero molto triste per lei ma nella mia testa perversa pensavo solo che ora senza ragazzo poteva mantenere la sua promessa.
Nato il bambino, con altri colleghi andiamo da lei a trovarla e per tutto il tempo ha avuto il bambino attaccato al seno.
Il suo seno si era gonfiato parecchio, era passato da una quarta abbondante ad una settima, a suo dire la quantità di latte prodotta era abbondante e spesso era costretto ad usare la tira latte e buttarlo.
Non so se lo diceva solo per farmi eccitare o se era vero, ma per evitare di farmi vedere eccitato con una scusa me ne uscivo dalla stanza dove le donne parlavano tra loro.
Una sera che non ero di turno, ero a casa a guardare la tv quando mi chiama Sara piangendo per i dolori.
Sara vive sola con il bambino e non ha parenti nelle vicinanze ed io non ho una donna, così mi cambio e mi precipito da lei.
Quando mi apre la porta, è in lacrime dolorante. La faccio stendere sul letto e noto che ha alcune ragadi su entrambi i seni.
Io: Ma stai allattando il bambino in modo regolarmente? L’hai studiato, quindi sai che il bambino non lo devi mettere sempre nella stessa posizione per allattarlo
S: Lo so ma ho una produzione abbondante ed il bambino non riesce a svuotarmele. La tira latte mi è caduta e si è rotta, appena posso devo andare a comprarne un’altra.
Provo a massaggiarle il seno ma Sara continuava a lamentarsi forte
Io: Cerca di non urlare altrimenti svegli pure il bambino
S: Non fare lo stronzo, mi sta facendo impazzire questo dolore.
Istintivamente vedendo che con il massaggio non provava sollievo e si contorceva dal dolore, afferro con le mani le sue tette ed inizio a ciucciarle. Ingoio latte come un neonato ma succhiando come un adulto.
In pochi secondi le tette di Sara si svuotano e lei inizia a provare sollievo, mentre io continuo a passare da una tetta all’altra vuotandogliele.
Non me ne ero accorto, ma Sara da un po’ non si stava lamentando e con un mano mi stava massaggiando il cazzo da sopra i pantaloni.
Quando me ne accorgo, mi stacco da lei e la guardo in faccia
S: Lo sapevo che era la tua perversione, ma ti prego continua perché mi piace tantissimo
Riprendo a ciucciarle le tette, mentre lei con una mano mi libera il cazzo e con l’altra mi massaggia la testa.
Senza staccarmi da lei, la spoglio mentre lei mi incita
S: Oh siiii, continua spogliami, voglio sentire il tuo cazzo dentro di me.
Mi stacco e mi metto sopra di lei posizionandomi al rovescio facendoci una bella 69.
Io lecco la sua bella figa bagnata mentre lei prende in bocca il mio cazzone e mi lecca le palle ed il buco del culo.
Stavo vivendo un sogno, avevo ciucciato latte dalla donna che desideravo da anni e lei mi stava spompinando divinamente.
Mi fa stendere sul letto e lei si mette sopra di me a smorza candela.
S: Antò, non immagini da quanto tempo desideravo essere scopata da te, mi stai facendo impazzire con questo cazzone
Senza risponderle le afferro i seni e glieli stringo, facendomi inondare dal suo latte e lei godendo: Oh si continua, spremimi tutta
Ero tutto sporco del suo latte, ma stavo godendo tantissimo, lei addirittura era riuscita a raggiungere due volte l’orgasmo.
Dopo una decina di minuti e diverse posizioni dove comunque potevo continuare a spremerle le tette, ero sul punto di sborrare.
S: Antò aspetta un attimo, vado a prendere due bicchieri
Sara si stacca e va in cucina a prendere dalla credenza due calici, quando torna
S: Dobbiamo brindare a questa stupenda scopata, tu riempilo della tua sborra ed io del mio latte.
Assecondo la sua fantasia e sborro nel calice mentre lei spremendosi le tette riesce a riempire di latte l’altro calice.
Finito, ci stendiamo sul letto e ci scambiamo i calici
S: Alla salute
Io: Alla salute tua.
Beviamo i nostri nettari e rimaniamo stesi abbracciati sul letto e vedo la tiralatte sul tavolino.
Io: Scusa ma non avevi detto che la tiralatte si era rotta, sembra intera?
S: Eheehmmmm
Io: Hai sofferto per farmi ammettere che amo il latte materno bevuto alla fonte?
S: No … desideravo solo essere scopata da te
Questo è uno dei racconti richiesti, si accettano eventuali suggerimenti
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Mi chiamo Antonio e lavoro come medico in un ospedale nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Da quando ero studente, ho maturato una ossessione verso il latte materno e forse anche per questo mi sono specializzato in questo settore. Quando vedo una mamma allattare il proprio figlio, mi eccito ma cerco di non farmi notare, altrimenti rischierei come minimo il posto di lavoro.
Purtroppo però, una delle mie infermiere è riuscita a scoprire questa mia perversione anche se non è mai riuscita a dimostrarla.
Con Sara, l’infermiera che sospetta della mia perversione, ho un bellissimo rapporto di amicizia ma anche se è una bellissima donna, alta 1.70 con capelli neri lunghissimi, due labbra molto carnose, una quarta abbondante di seno ed un sedere non bellissimo ma comunque apprezzabile, lei purtroppo è fidanzata con un coglione di ragazzo.
Condividiamo spesso il turno ed ogni volta che nell’ora di pranzo facciamo il giro per le stanze a visitare i pazienti, esordisce sempre “Dai che qualche mamma starà allattando, così il tuo pipino sarà felice”.
Non ho mai risposto alla sua provocazione, proprio per evitare che i suoi sospetti venissero confermati, ma era veramente la mia speranza.
Un giorno entriamo in una stanza e una signora aveva messo suo figlio nella culletta ed aveva la tetta di fuori che perdeva latte.
Signora mamma: Mi scusi dottore ho sporcato tutto, adesso pulisco.
Io: Non si preoccupi, si rimetta a letto e si riposi, a breve verrà qualcuno a pulire.
Usciti dalla stanza, quando non c’era nessuno nel corridoio, Sara mi supera, si gira e cammina indietreggiando: Di la verità, avresti voluto attaccarti tu a quelle tette e ciucciare fino a svuotargliele.
Era vero, nella mia testa avrei fatto proprio così, però risposi: Ma la finisci con sta cosa? Mi vuoi far passare i guai?
S: Assolutamente no, però se un giorno produrrò anche io latte, prometto che te lo farò assaggiare
La mia testa era in visibilio, ma cercai di non mostrare emozioni e risposi: Ancora? Poi sono proprio curioso di vedere la reazione di Massimo se ciuccio le tette della sua ragazza.
S: Bè non te lo farei fare in sua presenza, sarebbe un modo per ringraziarla visto che lei mi insegna tante cose
Io: Finiscila, se qualcuno ci sente passiamo i guai.
Passarono alcuni mesi da quel giorno e un mattina Sara si presenta in ospedale con un vassoio di pasticcini.
S: Amici, sono entusiasta di comunicarvi che sono incinta.
Ero molto contento per lei e stranamente non la stavo immaginando perdere latte da quelle belle tette, ma lei ovviamente quando rimanemmo sole in stanza
S: Non mi sono dimenticato della promessa, quando vorrai potrai godere del mio latte.
Io: Ancora? Finiscila.
Passarono due mesi e Sara mi chiama piangendo perché quel coglione del suo ragazzo l’aveva lasciata e non ne voleva sapere del bambino.
Ero molto triste per lei ma nella mia testa perversa pensavo solo che ora senza ragazzo poteva mantenere la sua promessa.
Nato il bambino, con altri colleghi andiamo da lei a trovarla e per tutto il tempo ha avuto il bambino attaccato al seno.
Il suo seno si era gonfiato parecchio, era passato da una quarta abbondante ad una settima, a suo dire la quantità di latte prodotta era abbondante e spesso era costretto ad usare la tira latte e buttarlo.
Non so se lo diceva solo per farmi eccitare o se era vero, ma per evitare di farmi vedere eccitato con una scusa me ne uscivo dalla stanza dove le donne parlavano tra loro.
Una sera che non ero di turno, ero a casa a guardare la tv quando mi chiama Sara piangendo per i dolori.
Sara vive sola con il bambino e non ha parenti nelle vicinanze ed io non ho una donna, così mi cambio e mi precipito da lei.
Quando mi apre la porta, è in lacrime dolorante. La faccio stendere sul letto e noto che ha alcune ragadi su entrambi i seni.
Io: Ma stai allattando il bambino in modo regolarmente? L’hai studiato, quindi sai che il bambino non lo devi mettere sempre nella stessa posizione per allattarlo
S: Lo so ma ho una produzione abbondante ed il bambino non riesce a svuotarmele. La tira latte mi è caduta e si è rotta, appena posso devo andare a comprarne un’altra.
Provo a massaggiarle il seno ma Sara continuava a lamentarsi forte
Io: Cerca di non urlare altrimenti svegli pure il bambino
S: Non fare lo stronzo, mi sta facendo impazzire questo dolore.
Istintivamente vedendo che con il massaggio non provava sollievo e si contorceva dal dolore, afferro con le mani le sue tette ed inizio a ciucciarle. Ingoio latte come un neonato ma succhiando come un adulto.
In pochi secondi le tette di Sara si svuotano e lei inizia a provare sollievo, mentre io continuo a passare da una tetta all’altra vuotandogliele.
Non me ne ero accorto, ma Sara da un po’ non si stava lamentando e con un mano mi stava massaggiando il cazzo da sopra i pantaloni.
Quando me ne accorgo, mi stacco da lei e la guardo in faccia
S: Lo sapevo che era la tua perversione, ma ti prego continua perché mi piace tantissimo
Riprendo a ciucciarle le tette, mentre lei con una mano mi libera il cazzo e con l’altra mi massaggia la testa.
Senza staccarmi da lei, la spoglio mentre lei mi incita
S: Oh siiii, continua spogliami, voglio sentire il tuo cazzo dentro di me.
Mi stacco e mi metto sopra di lei posizionandomi al rovescio facendoci una bella 69.
Io lecco la sua bella figa bagnata mentre lei prende in bocca il mio cazzone e mi lecca le palle ed il buco del culo.
Stavo vivendo un sogno, avevo ciucciato latte dalla donna che desideravo da anni e lei mi stava spompinando divinamente.
Mi fa stendere sul letto e lei si mette sopra di me a smorza candela.
S: Antò, non immagini da quanto tempo desideravo essere scopata da te, mi stai facendo impazzire con questo cazzone
Senza risponderle le afferro i seni e glieli stringo, facendomi inondare dal suo latte e lei godendo: Oh si continua, spremimi tutta
Ero tutto sporco del suo latte, ma stavo godendo tantissimo, lei addirittura era riuscita a raggiungere due volte l’orgasmo.
Dopo una decina di minuti e diverse posizioni dove comunque potevo continuare a spremerle le tette, ero sul punto di sborrare.
S: Antò aspetta un attimo, vado a prendere due bicchieri
Sara si stacca e va in cucina a prendere dalla credenza due calici, quando torna
S: Dobbiamo brindare a questa stupenda scopata, tu riempilo della tua sborra ed io del mio latte.
Assecondo la sua fantasia e sborro nel calice mentre lei spremendosi le tette riesce a riempire di latte l’altro calice.
Finito, ci stendiamo sul letto e ci scambiamo i calici
S: Alla salute
Io: Alla salute tua.
Beviamo i nostri nettari e rimaniamo stesi abbracciati sul letto e vedo la tiralatte sul tavolino.
Io: Scusa ma non avevi detto che la tiralatte si era rotta, sembra intera?
S: Eheehmmmm
Io: Hai sofferto per farmi ammettere che amo il latte materno bevuto alla fonte?
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