Che fai, vieni?

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confessioni

Conosceva una mia fantasia che poi era la mia più grande debolezza, un sogno che rincorrevo da sempre ma che non ero mai riuscito a far diventare reale, vero, e il tempo che scorreva inesorabile allontanava sempre di più anche la speranza, e così mi restavano solo le provocazioni fatte in alcuni momenti di intimità dove mi facevo spavaldo, e anche un po’ stronzo, quando lei diventava vulnerabile e apparentemente più disposta ad ascoltare le mie fantasie che prendono forma attraverso parole sussurrate con un filo di voce mentre mi muovevo dentro di lei e la immaginavo a fare sesso con un’altra donna e io poco distante a godermi lo spettacolo.

Da qualche mese aveva una nuova cliente con la quale, almeno da come ne parlava, si era creata fin da subito una bella sintonia, è superfluo dire che questa situazione innescava nel mio cervello una moltitudine di fantasie che ogni tanto manifestavo con qualche battuta provocatoria, tanto più che questa sua nuova cliente la cercava spesso e ogni tanto uscivano insieme a prendere un aperitivo, insomma si stava creando tra loro una simpatica amicizia.

Anto, la mia compagna, non si era mai sbilanciata nel descriverla, ne se era impegnata o aveva famiglia, ma da qualche tempo a questa parte non disdegnava lanciarmi qualche provocazione e farmi delle battute, un po' per vedere come reagivo e come le rispondevo, e un po' per stuzzicare la mia immaginazione, eh si perché se io ero bastardello lei era proprio una gran bella stronza, poi un pomeriggio, avevamo terminato da poco di fare sesso, se ne uscì di punto in bianco dicendo che il giorno dopo sarebbe uscita a cena con Marisa, questa sua nuova amica.

Sarà che ero rilassato e con la mente ancora in viaggio con l’orgasmo di poco prima, sta di fatto che non la ascoltai con molta attenzione, si si lo so è tipico dei maschietti, e così il giorno dopo le mandai un vocale chiedendole se le andava di mangiare una pizza insieme quella sera, poco dopo arrivò la risposta, tra una serie di faccine perplesse, potevo vederla mentre scuoteva la testa ormai rassegnata per via della mia poca memoria, e un perentorio sei senza speranza, sorrisi e in effetti subito dopo mi tornò in mente quello che mi aveva detto il giorno prima, chiesi scusa e senza fare battute o altro la salutai augurandole una buona serata, poi però ne mandai uno con scritto: lesbicona.

Qualche minuto dopo mi scrisse nuovamente domandandomi che programmi avessi per la serata, in realtà prima scrisse: CRE-TI-NO, le risposi che mi sarei ordinato una pizza e me ne sarei rimasto a poltrire sul divano, la salutai nuovamente e continuai a fare quello che stavo facendo, ossia un impegnativo e faticoso dolce far niente.

La giornata si trascinò lenta e finalmente con solo 45 minuti di puntuale ritardo suonò il campanello di casa, era il ragazzo che mi portava la pizza che avevo ordinato due ore prima, lo pagai lasciando il resto, la puntualità si paga cari i miei, tagliai la pizza a fette, lasciandola dentro al cartone nella speranza di tenerla ancora un po' in caldo, e poi avrei evitato di lavare un piatto, no dico, ma vogliamo parlare della scarsità di acqua, presi una bottiglia di birra dal frigo e mi misi comodo sul divano a guardare la televisione anche se come al solito non c'era niente di interessante.

Finita la pizza sarei andato volentieri a letto ma non erano neppure le dieci, che palle pensai tra me e la noia, mia fedele amante e compagna della serata, e così mi trascinai nel bagno a farmi una doccia calda, ma prima piegai il cartone della pizza che butai dalla finestra, no dai scherzo, era nel suo apposito contenitore, buttai la salvietta unta di olio e salsa di pomodoro nell’apposito cestino, e misi la bottiglia della birra in quello del vetro che ormai era pieno, parola d’ordine salviamo il mondo ragazzi; stavo per andare verso il bagno quando arrivò un messaggio nel cellulare, era il mio tesoro, tra me e me pensai che magari la sua serata era bella che terminata e magari ci scappano un po' di coccole.

Invece girava proprio male, mi diceva che avevano finito di cenare e che sarebbero andate a casa dell'amica a bere qualcosa, poi mi chiese cosa stavo facendo, bè a parte quel desiderio di mandarla aff.....scherzo eh, risposi con un nulla di interessante, aggiungendo una faccina triste da cagnolino bastonato in modalità paraculo, aggiunsi che stavo andando a fare una doccia, seguì una linguetta provocatoria, ultimo disperato tentativo di salvare una serata di mer…

Aspettai un paio di minuti ma non arrivò nessuna risposta da parte sua e così rassegnato me ne andai a fare sta benedetta doccia che non durò molto, mentre mi asciugavo ero con l'orecchio teso per sentire se arrivava una risposta, ed infatti poco dopo ne arrivò una, era un video, il che mi sorprese e non poco, continuai a sorprendermi anche quando una volta caricato e aperto il contenuto, almeno quello dei primi 30 secondi era tutto nero, c'era solo qualche impercettibile rumore di sottofondo ma che non mi diceva nulla, mi sembrava che ci fosse della musica appena udibile e un vago confabulare ma non ne ero neppure così sicuro, di certo il tutto mi stava incuriosendo.

Restai con l'accappatoio e il cellulare in mano a vedere il niente fino a quando tutto cambiò in un istante, si accesa una tenue luce e nel piccolo schermo del cellulare apparirono due corpi femminili inginocchiate una di fronte all'altra sopra a un letto, la situazione ora iniziava ad essere molto più interessante.

L'immagine era fissa e in campo largo, i volti erano mascherati, vestite, si fa per dire, solo di una lingerie molto succinta ed estremamente provocatoria, cercai di ingrandire l'immagine, sia benedetto il touch screen, ora potevo riconoscere le fattezze della mia compagna, il taglio dei suoi capelli, le forme del suo corpo, le curve dei suoi fianchi così invitanti, la situazione si stava facendo tesa e dai risvolti ancora da decifrare.

L'altra donna era leggermente fuori campo e un po’ in penombra, aveva un fisico che sembrava essere armonioso, bionda o comunque coi capelli chiari, ma quello che continuava a catturare la mia attenzione erano i volti celati dietro a quelle maschere, mentre non lasciavano spazio alla fantasia e all'immaginazione le attenzioni che le due si stavano scambiando in ginocchio sopra a quel letto.

I miei occhi ormai erano totalmente catturati da quelle scene che si susseguivano, le loro mani danzavano nei loro corpi, le dita tratteggiano linee che conducono al peccato, labbra che scivolano sulla pelle, delicatamente, per poi affondare nella carne, era un estenuante crescendo ed io un fiume in piena desideroso di tracimare, e loro in un crescendo di provocazioni si lasciavano andare in un bacio iniziato lento guardando verso l’obbiettivo, e poi continuato con ardore e trasporto guardandosi negli occhi mentre io guardavo una erezione crescere.

Il video continuò per un paio di minuti dove le due continuavano a scambiarsi effusioni sempre più sfacciate, era un crescendo di immagini cariche di sensualità ed erotismo e io ero uno spettatore impotente, poi quando Anto accolse tra le sue labbra il capezzolo della sua nuova amica stringendole un seno, per me era diventata una tortura alla quale dovevo porre rimedio, iniziando ad accarezzarmi e raccogliendo nella mano l’asta ormai pronta.

Avevo iniziando a muovere la mano con più decisione quando successe quello che non mi sarei mai aspettato, e che sognavo da sempre, tanto da chiedermi se non fosse tutto solo un sogno, o il frutto dell'immaginazione in una serata che fino a pochi minuti prima era solo noiosa, le due si girarono sorridendo, avanzarono verso l'obiettivo che continuava ad immortalare quei momenti, e senza proferire parola alzarono un foglio bianco dove c'era una scritta nera, poche parole, indirizzo, campanello da suonare e poco sotto una domanda, che fai, vieni?
di
scritto il
2026-03-28
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