Era meglio quando c'erano gli Squallor

di
genere
fantascienza

Questa notte ho fatto un sogno alquanto bizzarro, ero seduto in una comoda poltrona, ma non era casa mia, in mano avevo un tablet, la stanza era quasi del tutto buia tranne dove ero seduto, dove dal soffitto scendeva un filo della corrente che terminava a un metro sopra di me e con una lampadina accesa che mi illuminava.
Non avevo caldo, non avevo freddo, ma ero ugualmente nudo e leggevo uno ad uno tutti i racconti di ER, ma tutti eh, senza soluzione di sorta, parola per parola, cazzo per cazzo, fica per fica, incesti e pissing, scat e tradimenti, feticismo e fantascienza, corna e sentimenti, e tutte quelle parole, quella frasi, quei racconti che prendevano forma, man mano leggevo si trasformavano in immagini, in quel momento mi ero trasformato in un uomo multitasking, stravolgendo quella legge empirica che vuole un maschio in grado di fare una sola cosa alla volta.

In alcuni momenti riuscivo anche a grattarmi, mettermi una mano sul cazzo e scaccolare il naso, ecco, forse quest’ultima la potevo risparmiare, ah, e udite udite, senza sudare eh; comunque dopo un po’ che leggevo righe su righe ho iniziato ad avvertire un senso di nausea, quasi di rigetto per le mille e mille situazioni magistralmente descritte con dovizia di particolari, misure, aggettivi, punti, virgole e a capo e che subito si trasformano in immagini che scorrevano davanti a me come un film infinito, l’iniziale eccitazione si stava trasformando in un rigetto, ma intanto il sogno continuava e io non ero grado di governarlo, o prendermi una pausa o perché no, svegliarmi, e quando m’è sembrato di potervi riuscire, ecco che lui, il sogno, ha aggiunto un altro particolare a quella scena di per sé surreale, dove l’io sdraiato nel letto guardavo il me seduto in quella comoda poltrona, portando in questa sceneggiatura una voce narrante, ora era questa nuova entità a leggere al posto mio, continuavano ugualmente a materializzarsi le scene a seconda del racconto, e in alcuni c’era da stringere le chiappe fossi stata una donna, certi pitoni che manco esticazzi.

Avrei voluto alzarmi, scappare, bastava anche un semplice suono della sveglia, ma niente, più desideravo di finire quello che ormai stava iniziando ad essere un incubo, e più qualcosa mi teneva inchiodato a quella poltrona, tanto da supplicare il me a letto di venirmi a salvare, ma niente, quello stronzo ingrato dormiva, e mi sono trovato con i polsi e le caviglie bloccate, immaginandomi come Alex in una rivisitazione eroticomasochista di Arancia Meccanica, intanto attorno a me le scene si moltiplicavano, ogni parete era un orgia di culi, cazzi, tette, bocche, lingue, labbra, coglioni, volevo chiudere gli occhi ma era del tutto inutile, quella malefica voce stridula, e che mi ricordava una mia vecchia professoressa di matematica, mi rimbombava nel cervello, io non lo sapevo ancora ma il peggio doveva ancora arrivare.

MI mancavano giusto i miei insegnanti delle elementari, e così di fronte a me ecco materializzarsi le figure di suor Giorgetta e don Ettore che stavano limonando come non ci fosse un domani, ma no dai è la domenica delle Palme, ma sei proprio bastardo inside tu eh,
con il me che continuava a dormire e l’io costretto ad assistere a questa blasfemia cos’altro mi sarei potuto aspettare, ma al peggio non v’è fine, ai miei piedi la signora Clotilde, la nonna di due fratelli miei amici d'infanzia che in un atteggiamento che non lasciava spazio all’interpretazione, iniziava a farmi un lavoretto di bocca, non prima di essersi levata via la dentiera e posata nel pavimento, oddio salvami ti prego, salvami prima che, niente la nostra ormai s’era già fiondata sul membro che, giustamente, non ne voleva sapere di stagliarsi eretto verso il cielo, insomma cielo moscio, e succhiava e leccava e insisteva ma niente, calma piatta sul fronte orientale.
Per fortuna m’ha salvato la prostata e quel suo richiamo impellente di raggiungere urgentemente un bagno, ma il dramma è stato che una volta sveglio avevo “coso” duro come il marmo e non c’era verso di espletare tale bisogno, ritrovandomi così davanti alla tazza del wc con “coso” tra le mani, pregando che tornasse floscio per poter trovare un po’ di sollievo nell’espletare tale bisogno, e mentre restavo in piedi come un coglione, cercavo di trovare una sponda ripensando a tutte quelle immagini di prima ma niente.

Ma ecco che si aprì la porta del bagno e la mia dolce metà guardando “coso” così sveglio, manifestò il suo stupore con una colorita ma appropriata esclamazione, ah cazzo, tale inaspettata visione risvegliò anche “cosa” che ora reclama la sua giusta porzione di felicità, comunque si stava meglio quando c’erano gli Squallor!


https://www.youtube.com/watch?v=MA3OVz-dpzI


di
scritto il
2026-03-29
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