La sua mano
di
FILIPPO
genere
sadomaso
In palestra si incontrano molte persone, giovani, meno giovani, belli, carini, un pò di tutto, e nella palestra che frequento, in tarda serata, siamo quasi tutti gay.
Io oltre tutto adoro travestirmi, e sempre, anche di giorno, indosso slip di pizzo, e d'inverno collant, ho le unghie dei piedi con smalto rosso, e non mi vergogno, a spogliarmi in pubblico.
Tolgo le collant, e le ripongo nell'armadietto, sento gli sguardi vogliosi degli altri maschi, e sento anche le occhiatacce degli etero.
Mi metto la mia tutina attillata, e vado a fare i miei esercizi, al ritorno mi denudo, e faccio la doccia, mostrando le mie unghie ben tenute e smaglianti.
Chiaramente il mio cazzo è in tiro, è bello, scappellato, e guardo quello degli altri, che se lo lavano, segandosi, begli uccelli, e se siamo in doccia solo noi gay, io mi metto appoggiato al muro, spingo indietro il culetto, e in un attimo scivola dentro il cazzo di qualcuno.
Altri si avvicinano, e io li sego, e una volta che il maschio di turno sborra lascia ilposto a un'altro.
Sono diventata la puttana della palestra, e la voce è arrivata anche a maschi che venivano in orari diversi, così ho iniziato a scopare con nuovi arrivati.
Un paio di mesi fà, ho conosciuto Mario, un ragazzo di circa trent'anni, bel fisico, e bel cazzo, tosto, mi ha ripassata per bene una decina di volte, poi una sera sul tardi, eravamo rimasti in quattro più il titolare, e Mario, dopo avermi riempita per bene, ridendo dice, ma sei larghina puttanella, tenete presente che ho quasi sessantanni, e ho iniziato da ragazzino a scopare, quindi ne ho presi di cazzi di varie etnie e misure, sorrido e ammetto di essere ben disposta ai calibri maxi.
Il titolare allora propone se mi và, di provare a farmi fistare, la cosa mi attira, è da tempo che ci penso, e accetto, và in ufficio e prende della crema molto densa, ottima per i massaggi dice, e per inculare.
Nuda mi accompagnano in palestra, chiudono le porte, non si sà mai, e mi stendono su di una panca larga e comoda, in due mi sollevano le gambe e mi aprono per bene le cosce, Mario mi unge per bene l'ano, e inizia a infilarmi con due deita molta crema all'interno.
Poi si unge le dita e la mano, fino a dopo il polso, e inizia con due dita a forzarmi l'ano, poi passa a trè, mi lavora per bene, mentre il titolare mi masturba lentamente, io chiudo gli occhi, e me la goda.
Poi Mario passa a quattro dita, e inizio a sentirle, ma mi rilasso, lui è bravo, molto bravo, aprendo gli occhi vedo i cazzi dei due ragazzi che mi tengono le gambe, sono durissimi, ne approfitto e li sego lentamente.
Poi arriva ad aggiungere il ditone, e la cosa inizia a darmi bruciore e dolore, Il titolare allora prende in bocca il mio cazzo e mi spompina, è sublime, piacere e dolore insieme.
Mi rilasso, sò che stà per accadere, trà un attimo spingerà e entrerà nel mio culo, allora lo anticipo, spingi ora metti dentro la mano forza, sento uno schiocco, un dolore forte e la mano è dentro.
I muscoli dell'ano cercano di richiudersi, non riuscendoci il dolore è forte, ma resisto, e piano piano si rilassano e si abituano.
Dopo una decina di minuti, Mario spinge e avanza nel mio inetstino, io inizio a perdere urina e sborra, godo, lui spinge e arriva al gomito, la sensazione è terribilmente dolorosa e piacevole, e inevitabilmente vengo, schizzo sborra come una fontana accompagnata da un getto di urina.
Poi i due ragazzi mi sborrano in faccio, io apro la bocca e bevo, e si unisce il titolare e bevo.
Poi lentamente Mario mi entra ed esce dal culo, sono aperta, lui entra ed esce, e io godo.
Poi mi accompagnano a fare la doccia le gambe non mi reggono, tanto hp goduto.
Nei giorni a seguire piano piano mi sono richiusa, e dopo una quindicina di giorni habbiamo ripetuto, questa volta è stato più semplice e poco doloroso.
Ora due volte a settimana, mi mettono in reggicalze calze e tacchi, sulla panca e a turno, mentre spompino uno, l'altro infila mano e braccio dentro di mè, è stupendo, e ormai voglio solo mani, i cazzi solo in bocca.
Io oltre tutto adoro travestirmi, e sempre, anche di giorno, indosso slip di pizzo, e d'inverno collant, ho le unghie dei piedi con smalto rosso, e non mi vergogno, a spogliarmi in pubblico.
Tolgo le collant, e le ripongo nell'armadietto, sento gli sguardi vogliosi degli altri maschi, e sento anche le occhiatacce degli etero.
Mi metto la mia tutina attillata, e vado a fare i miei esercizi, al ritorno mi denudo, e faccio la doccia, mostrando le mie unghie ben tenute e smaglianti.
Chiaramente il mio cazzo è in tiro, è bello, scappellato, e guardo quello degli altri, che se lo lavano, segandosi, begli uccelli, e se siamo in doccia solo noi gay, io mi metto appoggiato al muro, spingo indietro il culetto, e in un attimo scivola dentro il cazzo di qualcuno.
Altri si avvicinano, e io li sego, e una volta che il maschio di turno sborra lascia ilposto a un'altro.
Sono diventata la puttana della palestra, e la voce è arrivata anche a maschi che venivano in orari diversi, così ho iniziato a scopare con nuovi arrivati.
Un paio di mesi fà, ho conosciuto Mario, un ragazzo di circa trent'anni, bel fisico, e bel cazzo, tosto, mi ha ripassata per bene una decina di volte, poi una sera sul tardi, eravamo rimasti in quattro più il titolare, e Mario, dopo avermi riempita per bene, ridendo dice, ma sei larghina puttanella, tenete presente che ho quasi sessantanni, e ho iniziato da ragazzino a scopare, quindi ne ho presi di cazzi di varie etnie e misure, sorrido e ammetto di essere ben disposta ai calibri maxi.
Il titolare allora propone se mi và, di provare a farmi fistare, la cosa mi attira, è da tempo che ci penso, e accetto, và in ufficio e prende della crema molto densa, ottima per i massaggi dice, e per inculare.
Nuda mi accompagnano in palestra, chiudono le porte, non si sà mai, e mi stendono su di una panca larga e comoda, in due mi sollevano le gambe e mi aprono per bene le cosce, Mario mi unge per bene l'ano, e inizia a infilarmi con due deita molta crema all'interno.
Poi si unge le dita e la mano, fino a dopo il polso, e inizia con due dita a forzarmi l'ano, poi passa a trè, mi lavora per bene, mentre il titolare mi masturba lentamente, io chiudo gli occhi, e me la goda.
Poi Mario passa a quattro dita, e inizio a sentirle, ma mi rilasso, lui è bravo, molto bravo, aprendo gli occhi vedo i cazzi dei due ragazzi che mi tengono le gambe, sono durissimi, ne approfitto e li sego lentamente.
Poi arriva ad aggiungere il ditone, e la cosa inizia a darmi bruciore e dolore, Il titolare allora prende in bocca il mio cazzo e mi spompina, è sublime, piacere e dolore insieme.
Mi rilasso, sò che stà per accadere, trà un attimo spingerà e entrerà nel mio culo, allora lo anticipo, spingi ora metti dentro la mano forza, sento uno schiocco, un dolore forte e la mano è dentro.
I muscoli dell'ano cercano di richiudersi, non riuscendoci il dolore è forte, ma resisto, e piano piano si rilassano e si abituano.
Dopo una decina di minuti, Mario spinge e avanza nel mio inetstino, io inizio a perdere urina e sborra, godo, lui spinge e arriva al gomito, la sensazione è terribilmente dolorosa e piacevole, e inevitabilmente vengo, schizzo sborra come una fontana accompagnata da un getto di urina.
Poi i due ragazzi mi sborrano in faccio, io apro la bocca e bevo, e si unisce il titolare e bevo.
Poi lentamente Mario mi entra ed esce dal culo, sono aperta, lui entra ed esce, e io godo.
Poi mi accompagnano a fare la doccia le gambe non mi reggono, tanto hp goduto.
Nei giorni a seguire piano piano mi sono richiusa, e dopo una quindicina di giorni habbiamo ripetuto, questa volta è stato più semplice e poco doloroso.
Ora due volte a settimana, mi mettono in reggicalze calze e tacchi, sulla panca e a turno, mentre spompino uno, l'altro infila mano e braccio dentro di mè, è stupendo, e ormai voglio solo mani, i cazzi solo in bocca.
1
voti
voti
valutazione
9
9
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Papino papino
Commenti dei lettori al racconto erotico