Apri il tuo cuore

di
genere
gay

APRI IL TUO CUORE
-Padre mi può confessare?
-Seguimi.
Mi trascinò in uno stanzino della sacrestia.
-Qui stiamo più comodi.
-Sì Padre.
-Lascia perdere le bagatelle e vai subito al sodo.
-Padre mi piace guardare gli uomini.
-Solo guardare?
-Sì Padre.
-Cosa guardi in particolare?
-Mi vergogno a dirlo.
-Ne ho sentite tante che una più o una meno...
-Guardo la patta.
-E cosa di suscita tale visione?
-Pensieri cattivi.
-Per esempio?
-Che qualche uomo apra e tiri fuori.
-Per fare cosa?
-Per farsi succhiare da me.
-Solo questo o anche altro?
-Che poi gli darei il culo.
-Maialino che sei. Tre peccati gravi in un colpo solo.
-Sì Padre ma sono solo fantasie.
-L’immaginazione è l’anticamera del vizio.
-Sì Padre.
-Stai guardando la mia patta.
-Sì Padre.
-A cosa pensi?
-La vedo piena.
-Di cosa?
-Dei Suoi genitali Padre.
-Usa un linguaggio più crudo e più vero.
-Di cazzo grosso e di coglioni duri, adagiati fra i peli.
Sì aprì la cerniera: Verifichiamo fin dove ti spingi. Tiramelo fuori. Spicciati.
-Che splendore.
-Succhieresti?
-Non l’ho mai fatto sul serio.
-Fallo ora.
Succhiai solo in punta.
-Più lingua. Più profondità.
Ci ho dato dentro.
-Alt.
Smisi.
-Fin qui mi hai dato prova di quanto lo desideri nel cavo orale.
-Sì Padre.
-Ti spingeresti anche oltre?
-A Sua discrezione Padre.
-Tira fuori il culo e mostramelo.
Via i pantaloni e anche gli slip.
-Bello.
-Padre ho tanta paura.
-Paura di che?
-Che faccia male.
-Un po’ forse ma poi ti ci abitui.
-Lei dice?
-Non lasciamo le cose a metà.
Mi piegai e mi inforcò.
-Devo smettere?
-No, no Padre.
Fui governato a spinta.
-Vuoi tutto?
-Ohh sì Padre.
Fui inondato dal suo orgasmo. Si tolse. Ce l’aveva ancora dritto che gocciolava.
-Concludi.
-Posso?
-Devi.
Mi sono dato da fare a lustrarglielo.
-Ricomponiamoci e parliamone.
-Sì Padre.
-I tuoi istinti contro natura sono troppo radicati.
Mi limitai ad annuire.
-Del tutto inutile reprimerli e contrastarli.
-Proprio così.
-Mi sei piaciuto davvero molto.
-Grazie Padre.
-Se ti va possiamo incontraci di tanto in tanto.
-Non chiedo altro.
-Anche spesso. In canonica da me.
-Non ci speravo.
-Vedo grossi pericoli se lo fai con estranei.
-Grossi pericoli.
-Da me ti sentirai al sicuro e potrò tenere sotto controllo la tua condotta.
Un grande sacrificio da parte sua.
-Nel buio della mia stanza non è vero peccato.
Cosa sarà mai?
-Un semplice scambio di purissima lussuria.
Pensavo peggio.
-Ho tanta voglia di te. Non deludermi.
-Questa sera Le va bene Padre?
-Sì e non vedo l’ora.
Di fare cosa mi chiedo.
-Di replicare ad alza posta.
-Imploro l’assoluzione.
-La tua penitenza è genuina. Ego te absolvo.
-Padre posso dirglielo fuori dai denti?
-Parla, ti ascolto.
-Il Suo cazzo è davvero speciale.
-Me lo dicono in molti.
-Non sono la Sua unica pecorella smarrita?
-Ora come ora sei in cima alla lista.
-A cosa devo questo privilegio?
-Come succhi tu e come lo prendi dietro nessuno ti eguaglia.
-Ma non costituisce comunque comportamento riprovevole?
-Con un religioso sei in una botte di ferro: è solo testimonianza.
-In virtù di cosa?
-Della clausola di esonero e di esclusione.
Il concetto mi è sembrato oscuro ma mi ha molto rassicurato.
-Strana clausola.
-Succhia e taci.
Spluch, spluch, spluch.
-Che bravo che sei. Continua.
Glielo sbavo.
-Girati cagna.
Me lo stampa. Quanta ipocrisia.
Non è ipocrisia. È solo uno sfogo dei sensi.
-Vado bene?
-Sei molto idoneo.
scritto il
2026-06-14
1 8 2
visite
7
voti
valutazione
4.3
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Pronto prontissimo

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.