Suo fratello è un toro 8

di
genere
tradimenti

Il mio cuore batteva ancora troppo veloce quando lo vidi entrare nel soggiorno con il computer sotto il braccio.

«Eccomi» disse con naturalezza. «Ho trovato tutto.»

Cercai di sorridere.

«Bene.»

La mia voce uscì un po’ più sottile del solito.

Lui appoggiò il computer sul tavolo e si tolse la giacca.

«Ci ho messo più del previsto» continuò. «C’era traffico.»

Annuii.

Sentivo il battito nelle tempie.

Il fratello era ancora seduto sulla poltrona.

Sembrava perfettamente tranquillo.

Troppo tranquillo.

«Allenamento finito?» chiese il mio fidanzato rivolgendosi a lui.

«Già.»

«E come mai sei ancora sudato?»

«Docce rotte, ora vado a farmela qui.»

«Potevi fartela prima, al posto di insudiciare la poltrona.»

«Colpa della tua ragazza, ci siamo messi a parlare e mi sono distratto. Quando vuole sa essere davvero di compagnia…» Rise.

Lo fulminai con lo sguardo.

Lui continuava a sembrare rilassato.

Il mio fidanzato fece un sorriso di circostanza, ma era comunque chiaro non sospettasse nulla.

Il mio fidanzato si sedette al tavolo.

Poi si voltò verso di me.

«Tutto bene?»

«Sì.»

«Sei rossa.»

Sorrisi.

«Fa caldo.»

Lui guardò verso la finestra.

«In realtà non molto.»

Il fratello ridacchiò piano.

Quel suono mi fece alzare lo sguardo.

I nostri occhi si incrociarono per un secondo.

Solo un secondo.

Ma fu abbastanza.

C’era ancora quella sicurezza nei suoi occhi.

Quella calma provocatoria che mi aveva fatto perdere il controllo pochi minuti prima.

Distolsi lo sguardo.

Il mio fidanzato intanto aveva acceso il computer.

«Mi serve solo un attimo» disse. «Poi possiamo andare a fare due passi se vuoi.»

Annuii.

Il rumore della tastiera riempì la stanza.

Il fratello si alzò lentamente dalla poltrona.

Fece qualche passo verso la cucina.

Quando mi passò accanto si fermò appena.

Così vicino che solo io potevo sentirlo.

«Respira» sussurrò.

Poi continuò a camminare.

Rimasi immobile.

Il mio fidanzato stava ancora digitando al computer.

«Hai detto qualcosa?» chiese senza alzare lo sguardo.

«No.»

Il fratello tornò dalla cucina con un bicchiere d’acqua.

Si appoggiò al tavolo.

«Allora?» disse al fratello maggiore. «Stasera mi lasciate tutto solo?»

«Sì.»

«Va bene.»

Bevve un sorso.

Poi mi guardò di nuovo.

Questa volta senza nemmeno provare a nasconderlo.

Il mio fidanzato chiuse il computer.

«Ok. Possiamo andare.»

Si alzò e mi mise una mano sulla spalla.

Un gesto semplice.

Affettuoso.

Mi baciò sulla tempia.

«Andiamo al parco, poi da te.»

Annuii.

«Aspetta, hai la bocca sporca, penso sia crema, ti pulisco…»

Il sangue mi raggelò nelle vene.

«Eh sì, abbiamo fatto merenda insieme prima.» disse il fratello, ridacchiando sotto i baffi.

«Ah! Vi siete divertiti senza di me, bravi.» disse il mio fidanzato ridendo.

Era ignaro di tutto. Stava facendo la figura del cornuto perfetto.

Mi feci pulire e prima di alzarmi alzai gli occhi un’ultima volta.

Il fratello era ancora lì.

Appoggiato al tavolo.

Mi guardava.

Con lo stesso mezzo sorriso.

E in quel momento capii una cosa con assoluta chiarezza.

Il gioco stava prendendo una piega molto pericolosa.

«Io vado a fare un doccia, ci vediamo. Non divertitevi troppo.» rise.

«Ciao, ciao!» ridemmo anche noi.

Poi io e il mio fidanzato uscimmo. La mia figa non aveva mai smesso di bagnarsi.
scritto il
2026-03-12
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