Il vicino mi da una mano
di
Messalina
genere
confessioni
.Quando mamma ritorno a casa,i rapporti con papà divemmero sporadici. Si chiavava sempre più di rado,a volte in cantina a volte in posti appartati, ma non in casa.
Con Enzo invece,chiavavo ogni giorno anche in publico,era inarrestabile la sua voglia di prendermi. Eravamo giovani,inesperti, immaturi,mon usavamo niente come protezione
Coitus interrotto, oppure calcolo dei giorni fecondi,questi erano i nostri contraccettivi. Bastò un attimo di distrazione, e ci rimasi. Dopo aver fatto le dovute analisi, si decise di sposarci. Enzo però dovette partire, il sevizio di leva allora era ancora obbligatorio.Poteva usare qualche conoscenza per evitarlo, ma non lo fece,almeno cosi sapevo.
Era di venerdì sera tornavo dal supermercato, avevo in mano una sportina piena di bottiglie pesanti. Mario,un mio vicino di abitazione,mi passo accanto. Notando la mia difficoltà nel trasportare quella sportina, di offri di darmi una mano,accettai volentieri. Comincimo a discorrere per strada, mi chiese anche di Enzo.
Disse che mi ero fatta troppo bella e che lui avrebbe saputo farmi godere aggiungendo che aveva in cazzo enorme.
Intanto giungemmo al portone, mi disse« vuoi vederlo », non so perché Annuii con la testa. Mi prese ill polso,mi tirò fino al sottoscala, li lo caccio fuori. Davvero era grande ,ma nom di lunghezza, di circonferenza. Rimasi imbsmbolata a guardare quel cazzo, mi disse « toccalo»,come un automa lo toccai. Un brivido mi corse lungo la schiena, e quando poi mi ordino di assaggiarlo non ci pensai due volte « Lo sapevo che eri una troia» disse mentre gli leccavo la cappella. « Lo voglio deve essere mio,fottomi la fessa» gli dissi, «voglio che mi aprì a metà». Non volli seguirlo a casa, volli che mi prendesse la. Mentre ero piena di quel cazzo stupendo, mentre la mia fessa avvolgeva quel pezzo di carne grosso e duro, in mezzo alle scale si denti la voce di Enzo che chiedeva di me
« Che facciamo ora, enzo ti cerca»,disse continuando a tenerlo dentro « Ora? Ora mi spacchi il culo non intendo rinunciare al tuo cazzo» gli risposi. Mi pernetrò vome piace a me con violenza, stavolta il dolore fu veveramente forte. Ciò non fece altro che aumentate il piacere,alla finei sborro dentro. Volle le mie mutandine ed una promessa, chelo avremmo rifatto.
Corsi a casa ad abbracciare Enzo, e mentre ci baciavamo la sborra comincio a fuoriuscire e mi rigava le gambe.
Con Enzo invece,chiavavo ogni giorno anche in publico,era inarrestabile la sua voglia di prendermi. Eravamo giovani,inesperti, immaturi,mon usavamo niente come protezione
Coitus interrotto, oppure calcolo dei giorni fecondi,questi erano i nostri contraccettivi. Bastò un attimo di distrazione, e ci rimasi. Dopo aver fatto le dovute analisi, si decise di sposarci. Enzo però dovette partire, il sevizio di leva allora era ancora obbligatorio.Poteva usare qualche conoscenza per evitarlo, ma non lo fece,almeno cosi sapevo.
Era di venerdì sera tornavo dal supermercato, avevo in mano una sportina piena di bottiglie pesanti. Mario,un mio vicino di abitazione,mi passo accanto. Notando la mia difficoltà nel trasportare quella sportina, di offri di darmi una mano,accettai volentieri. Comincimo a discorrere per strada, mi chiese anche di Enzo.
Disse che mi ero fatta troppo bella e che lui avrebbe saputo farmi godere aggiungendo che aveva in cazzo enorme.
Intanto giungemmo al portone, mi disse« vuoi vederlo », non so perché Annuii con la testa. Mi prese ill polso,mi tirò fino al sottoscala, li lo caccio fuori. Davvero era grande ,ma nom di lunghezza, di circonferenza. Rimasi imbsmbolata a guardare quel cazzo, mi disse « toccalo»,come un automa lo toccai. Un brivido mi corse lungo la schiena, e quando poi mi ordino di assaggiarlo non ci pensai due volte « Lo sapevo che eri una troia» disse mentre gli leccavo la cappella. « Lo voglio deve essere mio,fottomi la fessa» gli dissi, «voglio che mi aprì a metà». Non volli seguirlo a casa, volli che mi prendesse la. Mentre ero piena di quel cazzo stupendo, mentre la mia fessa avvolgeva quel pezzo di carne grosso e duro, in mezzo alle scale si denti la voce di Enzo che chiedeva di me
« Che facciamo ora, enzo ti cerca»,disse continuando a tenerlo dentro « Ora? Ora mi spacchi il culo non intendo rinunciare al tuo cazzo» gli risposi. Mi pernetrò vome piace a me con violenza, stavolta il dolore fu veveramente forte. Ciò non fece altro che aumentate il piacere,alla finei sborro dentro. Volle le mie mutandine ed una promessa, chelo avremmo rifatto.
Corsi a casa ad abbracciare Enzo, e mentre ci baciavamo la sborra comincio a fuoriuscire e mi rigava le gambe.
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