Camargue 1
di
Passionario
genere
trio
Mi sveglio sollecitato dalle carezze della lingua di Roberta, mia moglie, all’interno del prepuzio, tra la corona del glande e l’inizio dell’asta del pene, pene del tutto flaccido ma che in pochi secondi, nel momento in cui prendo coscienza della realtà, scatta in rapida erezione, eccitato da quel bocchino celestiale che mi sta facendo.
Disteso sul lettino della tenda in cui siamo, la prendo fra le braccia e la trovo nuda, senza costume, con i capezzoli turgidi e la vagina grondante di squirting e del suo profumato fluido denso e biancastro, segno di una feroce eiaculazione. E’ eccitatissima, mi bacia quasi a morsi e risucchi di lingua. La prendo subito e le infilo il cazzo nella caverna infuocata. La sento arrivare una, due, tre volte. Mi ferma, si gira e mi chiede di penetrarla nella selva oscura del suo didietro. La penetro con violenza, emette un urlo non se di dolore o di piacere, ma grida di continuare e di metterle un dito fra le gambe all’altezza del clitoride. Mi grida: Più forte, più veloce, masturbami con il dito. Esplode in un orgasmo micidiale. Arrivo pure io. Sento il mio pene vibrare un attimo prima che esploda la mia lava nel suo cunicolo cavernoso. Cola dal suo buco del culo una tonnellata di sperma. Mi chiede di prenderlo in bocca e passarglielo nella sua, perché lo vuole ingoiare. Succhio, mi gonfio le guance vado su, la bacio. Lei succhia fino all’ultima goccia. Si abbassa, mi prende il cazzo in bocca e rilecca tutta la crema che ancora fuoriesce lentamente. Poi cadiamo distesi e stanche sul lettino della tenda piantata nel campeggio della Camargue.
Non ti ho mai vista così eccitata, mai mi avevi svegliato nel sonno per chiavarmi. Certo, perché non mi era mai successo quello che mi è capitato stanotte.
Mi sono alzata per fare la pipi. Vado nei bagni, chiudo la porta e faccio il mio bisogno, Mi asciugo, apro la porta e che vedo? Sul fronte opposto, in una doccia aperta, c’era un ragazzo che si stava masturbando. Il costume giù ai piedi, un’asta potente e grossa che non ci stava nella mano. Resto pietrificata. Lui si accorge di me, e mi dice: “aimez-vous” (ti piace), “oui” (si) rispondo, e lui “alors viens ici” (allora vieni qui). Incantata, ipnotizzata, con gli occhi fissi su quel obelisco enorme mi avvicino. Glielo prendo in mano e comincio a masturbarlo. Lui mi mette una mano in testa e mi spinge in ginocchio per prenderlo in bocca. E’ saporito, profuma di pesce, sto assaporando le prime goccioline di sperma, quando esplode quel vulcano la sua lava incandescente. Mi riempie la bocca, vorrei sputarlo, ma per evitare di soffocare, mi tocca berlo tutto. E’ stato un bocchino meraviglioso. Sono eccitatissima, vorrei che quel cazzo si rialzasse e mi sfondasse la fica. Invece inserisce l’ormai flaccido arnese nel costume e dice: si tu veux, on peut se revoir demain soir ici (se vuoi possiamo vederci domani notte qui). Non vedevo l’ora di venire in tenda e farmi sfondare da te. Ero eccitatissima. Cosa dici, domani notte ci vado? Si, però ad una condizione, che io possa vederti mentre chiavi. Certo, vieni in bagno con me, io esco e tu resti e guardi dal buco della serratura.
Tutto il giorno dopo fu un’eccitazione sublime. Eravamo nella spiaggia dei nudisti e ….sorpresa.
Disteso sul lettino della tenda in cui siamo, la prendo fra le braccia e la trovo nuda, senza costume, con i capezzoli turgidi e la vagina grondante di squirting e del suo profumato fluido denso e biancastro, segno di una feroce eiaculazione. E’ eccitatissima, mi bacia quasi a morsi e risucchi di lingua. La prendo subito e le infilo il cazzo nella caverna infuocata. La sento arrivare una, due, tre volte. Mi ferma, si gira e mi chiede di penetrarla nella selva oscura del suo didietro. La penetro con violenza, emette un urlo non se di dolore o di piacere, ma grida di continuare e di metterle un dito fra le gambe all’altezza del clitoride. Mi grida: Più forte, più veloce, masturbami con il dito. Esplode in un orgasmo micidiale. Arrivo pure io. Sento il mio pene vibrare un attimo prima che esploda la mia lava nel suo cunicolo cavernoso. Cola dal suo buco del culo una tonnellata di sperma. Mi chiede di prenderlo in bocca e passarglielo nella sua, perché lo vuole ingoiare. Succhio, mi gonfio le guance vado su, la bacio. Lei succhia fino all’ultima goccia. Si abbassa, mi prende il cazzo in bocca e rilecca tutta la crema che ancora fuoriesce lentamente. Poi cadiamo distesi e stanche sul lettino della tenda piantata nel campeggio della Camargue.
Non ti ho mai vista così eccitata, mai mi avevi svegliato nel sonno per chiavarmi. Certo, perché non mi era mai successo quello che mi è capitato stanotte.
Mi sono alzata per fare la pipi. Vado nei bagni, chiudo la porta e faccio il mio bisogno, Mi asciugo, apro la porta e che vedo? Sul fronte opposto, in una doccia aperta, c’era un ragazzo che si stava masturbando. Il costume giù ai piedi, un’asta potente e grossa che non ci stava nella mano. Resto pietrificata. Lui si accorge di me, e mi dice: “aimez-vous” (ti piace), “oui” (si) rispondo, e lui “alors viens ici” (allora vieni qui). Incantata, ipnotizzata, con gli occhi fissi su quel obelisco enorme mi avvicino. Glielo prendo in mano e comincio a masturbarlo. Lui mi mette una mano in testa e mi spinge in ginocchio per prenderlo in bocca. E’ saporito, profuma di pesce, sto assaporando le prime goccioline di sperma, quando esplode quel vulcano la sua lava incandescente. Mi riempie la bocca, vorrei sputarlo, ma per evitare di soffocare, mi tocca berlo tutto. E’ stato un bocchino meraviglioso. Sono eccitatissima, vorrei che quel cazzo si rialzasse e mi sfondasse la fica. Invece inserisce l’ormai flaccido arnese nel costume e dice: si tu veux, on peut se revoir demain soir ici (se vuoi possiamo vederci domani notte qui). Non vedevo l’ora di venire in tenda e farmi sfondare da te. Ero eccitatissima. Cosa dici, domani notte ci vado? Si, però ad una condizione, che io possa vederti mentre chiavi. Certo, vieni in bagno con me, io esco e tu resti e guardi dal buco della serratura.
Tutto il giorno dopo fu un’eccitazione sublime. Eravamo nella spiaggia dei nudisti e ….sorpresa.
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Commenti dei lettori al racconto erotico