Finale
di
UF-pig
genere
tradimenti
Il nostro weekend al mare lasciò strascichi nella mia mente, l’invitante corpo di F che avevo già avuto due volte in condivisione con altri non abbandonava i miei pensieri: il suo culo mentre prendevamo il sole, il modo come si toccava i seni mentre mia moglie la leccava, la sua fica penetrata da me sul divano della sala, i suoi occhi azzurri che mi fissavano mentre venica scopata da L…
Appena queste immagini entravano nella mia tesra, dovevo interrompere le attività di lavoro, per andare a masturbarmi pensando a lei.
Anche il sesso con M era sempre accompagnato con il pensiero di lei nella mia testa.
Ovviamente, potevo parlarne con M e probabilmente si sarebbe potuto organizzare un’altra sessione di gruppo, del resto aveva visto solo una piccola parte di come vivevamo il sesso io ed M.
Il punto non era di avere la disponibilità di F, ma di riuscire a conquistarla.
Mi trovavo a domandarmi, come un ragazzino, se anche lei pensasse a me. La risposta arrivò una mattina, quando M era all’estero per la visita presso alcuni fornitori.
La boutique era pertanto presidiata da F. Mentre ero al lavoro al pc, sul telefono compare il numero della boutique di M.
Era F, aveva trovato il mio numero tra quelli della boutique e mi chiamava per sapere come stavo. Parlammo per una decina di minuti del più e del meno, il discorso finì al weekend vissuto. Mi disse che era felice dell’esperienza, anche se M dopo quell’orgia non l’aveva più aggiornata sulla nostra vita.
Le dissi che anche per me quell’esperienza vissuta con lei mi aveva segnato, molto più di altre che avevo sperimentato. La telefonata terminò con i saluti, mi chiese il permesso di salvarsi il mio numero di cellulare e acconsentì chiedendole di scrivermi per salvarmi il suo. F non mancò di dirmi che percepì e gradì le attenzioni che le avevo dedicato durante la breve vacanza, non solo durante il sesso di gruppo.
La telefonata mi eccitò oltre modo e mi stavo pianificando una sega per calmarmi, quando sul telefono arrivò il messaggio dal cellulare personale di F.
Il messaggio non aveva testo conteneva un suo selfie: lei sulla poltrona del negozio, con l’abito aperto a mostrare il suo corpo nudo, con una mano teneva il cellulare con l’altra si stuzzicava il capezzolo, la gamba appoggiata sul bracciolo lasciava penzolare il suo bel piedino nel sandalo a schiava e faceva offrire alla foto la sua fica solcata da una striscia verticale di pelo.
Chiusi il laptop e accorsi alla boutique.
In 15 minuti arrivai in negozio, senza dirmi niente F andò ad abbassare la serranda per chiuderci dentro.
Si appoggiò al bancone con aria invitante fissandomi con i suoi occhi e l’aria finta innocente, le presi il viso e la bacia con tutta la passione che avevo in corpo felice di averla finalmente tutta per me.
Le sbottonai l’abito, il suo corpo era rimasto sotto senza intimo dopo il selfie, le leccai con gusto i seni, godendo per come le montava l’eccitazione. Sentendo il profumo della sua pelle nel naso, mi portati davanti alla sua fica per affondarci la bocca.
Se la fece leccare prendendosi tutto quel piacere con gusto, si girò con il culo in su e presi a leccarle la fica e il culo. Con la lingua spinta nel suo ano, le stimolai il clitoride facendola venire tra i gemiti.
L’orgasmo non la placò, anzi.
Mi slacciò i pantaloni e da sola si prese il mio cazzo, segandolo con il suo volto vicino che mi fissava con dai sui occhi blu, mi leccò palle, poi l’asta e si spinse tutto il cazzo nella sua bocca. La tenevo delicatamente per i capelli guidandola nel pompino e passai a contemplare la nostra immagine riflessa allo specchio. Le spinsi tutto il cazzo fino alla gola, fino a sentire il suo conato, lo tirai fuori per vederla sbrodolarsi.
Si rialzò poco prima di farmi venire. Andè ancheggiando verso la poltrona su cui poco prima si era fatta il selfie che mi aveva mandato. Mi aspettava così a cosce spalancate con solo i suoi sandali schiava, in attesa di essere chiavata.
Dapprima la scopai alla missionaria facendo scivolare il mio cazzo nella sua fica calda e piena di umori, mentre i suoi occhi azzurri mi guardavano con ardore spingevo senza sosta reggendomi alla poltrona, senza risparmiarmi e facendo ballare i suoi piccoli seni al ritmo dei colpi provenienti dallo scontro dei nostri bassi ventri.
Mi sedetti e la feci salire sopra, guardavo il suo culo allo specchio muoversi su e giù, con movimenti di bacino si portò al suo secondo orgasmo, vaginale e tutto su mio cazzo.
Sempre sulla poltrona, si girò appoggiandosi sullo schienale e si fece penetrare a pecorina. Mi incitava a godere e pompavo nella sua fica, le comiciai a schiaffeggiare il culo. Gradì la cosa, a ogni schiaffo mi incitava a darci più forte, insulandomi.
Le volgarità che uscivano dalla sua bocca, mi portarono a godere. Tirai fuori il cazzo in tempo per schizzare la mia sborra sul suo culo arrossato e sulla sua schiena.
Dallo specchio vidi la sua espressione soddisfatta, si fece vedere che si portava la mano sul culo , prese un po del mio seme e se lo portò alla bocca, fissandomi dallo specchio.
Ci baciammo e finimmo a terra, in silenzio per alcuni minuti.
Squillò il telefono della boutique, era M che la aggiornava su alcune questioni di lavoro. F sembrò come tornata in se e con preoccupazione cercava di rispondere con naturalezza ad M.
Mi ricordai solo allora di mia moglie e capì che l’avevo tradita non solo con il corpo. Eravamo una coppia aperta, ma si era deciso di non fare nulla alle spalle dell’altro.
L’inserimento di M nella nostra situazione ci fece montare un senso di colpa, che però si trasformò in desiderio ed eccitazione per aver finalmente trovato qualcosa di veramente proibito: tradire l’amicizia e l’amore.
Il mio cazzo cominciò a gonfiarsi, F se ne accorse e ritornò la ragazza maliziosa di poco prima. Andò a sedersi sulla poltrona, mentre io ero rimasto seduto a terra, sempre restando al telefono con M.
La telefonata non accennava a finire, non mi sorprese conoscendo la passione e la dedizione che M mette nella sua attività, F si tolse i sandali e portò i piedi sul mio corpo. Un piede andò sul mio cazzo, l’altro finì sulla mia bocca.
Succhiavo il suo alluce, leccavo la sua pianta ignorando il sapore amarognolo del piede uscito dal sandalo e vivendo quel momento di estrema eccitazione fisica e mentale.
F continuava ad aggiornarsi con M al telefono, arrapata per le sensazioni che provenivano dai suoi piedi prese a sfiorarsi la fica per farla tornare eccitata.
Terminò la telefonata, con un sorriso malizioso e cominciò ad aumentare la velocità della sua mano sulla fica, ordinandomi di continuare a leccare il piede che mi spinse più in bocca.
Si alzò in piedi, per farsi bene leccare il piede; infoiata come posseduta prese a mastrubrarsi con due mani: una mano teneva larga la fica e l’altra spingeva sul suo punto G con forza. Con quella vista il cazzo tornò definitivamente di pietra ed era quasi pronto ad una nuova eiaculazione.
Tolse il piede dalla bocca e si mise a gambe spalancate sopra di me, dicendomi che mi faceva vedere come l’allieva ha superato la maestra, si abbandonò ad uno stridolio acuto facendo cadere su di me tutto il liquido che spruzzò fuori dalla sua fica. Avevo sulle labbra il suo sapore e assaporavo quel gusto mai sentito prima. Se pensavo di conquistarla, fu lei a conquistare me.
Volevo ritornare su di lei, ma F, Sudata e arrossata dall’orgasmo, mi tenne fermo a terra con il piede per poi spostarlo tra le mie palle e poi spinse l’alluce nel mio culo. Allargai le gambe per farmi stimolare meglio. Presi a segarmi al suo cospetto, fino a quando, come se le fosse venuta in mente una nuova idea, F mi fermò e mi disse di aspettare
La vidi andare dal bancone per tirare fuori da un cassetto un cazzo di gomma che, mi spiegò, M usò con lei per insegnarle delle cose da fare con il suo ex. Trattandosi di cose di M, era ovviamente XL
Si chinò davanti a me e leccò il cazzo di gomma, si sputò sulla mano per bagnarmi l’ano. E fissandomi con la sua espressione dolce e arrapante me lo spinse nel culo. Mi feci penetrare da F, mentre lei mi segava o mi succhiava l’uccello facendomi impazzire di godimento.
Con il cazzo nel culo nel culo venni con un orgasmo prostatico, che si riversò sul mio ventre.
Madidi dei nostri sudori e dei nostri orgasmi, ci baciammo.
Andando via le chiesi se potevo vederla da sola ancora, rimase vaga.
Una settimana dopo, M trovò sul bancone la lettera di dimissioni senza preavviso di F, le chiavi del negozio e una chiavetta usb.
Appena queste immagini entravano nella mia tesra, dovevo interrompere le attività di lavoro, per andare a masturbarmi pensando a lei.
Anche il sesso con M era sempre accompagnato con il pensiero di lei nella mia testa.
Ovviamente, potevo parlarne con M e probabilmente si sarebbe potuto organizzare un’altra sessione di gruppo, del resto aveva visto solo una piccola parte di come vivevamo il sesso io ed M.
Il punto non era di avere la disponibilità di F, ma di riuscire a conquistarla.
Mi trovavo a domandarmi, come un ragazzino, se anche lei pensasse a me. La risposta arrivò una mattina, quando M era all’estero per la visita presso alcuni fornitori.
La boutique era pertanto presidiata da F. Mentre ero al lavoro al pc, sul telefono compare il numero della boutique di M.
Era F, aveva trovato il mio numero tra quelli della boutique e mi chiamava per sapere come stavo. Parlammo per una decina di minuti del più e del meno, il discorso finì al weekend vissuto. Mi disse che era felice dell’esperienza, anche se M dopo quell’orgia non l’aveva più aggiornata sulla nostra vita.
Le dissi che anche per me quell’esperienza vissuta con lei mi aveva segnato, molto più di altre che avevo sperimentato. La telefonata terminò con i saluti, mi chiese il permesso di salvarsi il mio numero di cellulare e acconsentì chiedendole di scrivermi per salvarmi il suo. F non mancò di dirmi che percepì e gradì le attenzioni che le avevo dedicato durante la breve vacanza, non solo durante il sesso di gruppo.
La telefonata mi eccitò oltre modo e mi stavo pianificando una sega per calmarmi, quando sul telefono arrivò il messaggio dal cellulare personale di F.
Il messaggio non aveva testo conteneva un suo selfie: lei sulla poltrona del negozio, con l’abito aperto a mostrare il suo corpo nudo, con una mano teneva il cellulare con l’altra si stuzzicava il capezzolo, la gamba appoggiata sul bracciolo lasciava penzolare il suo bel piedino nel sandalo a schiava e faceva offrire alla foto la sua fica solcata da una striscia verticale di pelo.
Chiusi il laptop e accorsi alla boutique.
In 15 minuti arrivai in negozio, senza dirmi niente F andò ad abbassare la serranda per chiuderci dentro.
Si appoggiò al bancone con aria invitante fissandomi con i suoi occhi e l’aria finta innocente, le presi il viso e la bacia con tutta la passione che avevo in corpo felice di averla finalmente tutta per me.
Le sbottonai l’abito, il suo corpo era rimasto sotto senza intimo dopo il selfie, le leccai con gusto i seni, godendo per come le montava l’eccitazione. Sentendo il profumo della sua pelle nel naso, mi portati davanti alla sua fica per affondarci la bocca.
Se la fece leccare prendendosi tutto quel piacere con gusto, si girò con il culo in su e presi a leccarle la fica e il culo. Con la lingua spinta nel suo ano, le stimolai il clitoride facendola venire tra i gemiti.
L’orgasmo non la placò, anzi.
Mi slacciò i pantaloni e da sola si prese il mio cazzo, segandolo con il suo volto vicino che mi fissava con dai sui occhi blu, mi leccò palle, poi l’asta e si spinse tutto il cazzo nella sua bocca. La tenevo delicatamente per i capelli guidandola nel pompino e passai a contemplare la nostra immagine riflessa allo specchio. Le spinsi tutto il cazzo fino alla gola, fino a sentire il suo conato, lo tirai fuori per vederla sbrodolarsi.
Si rialzò poco prima di farmi venire. Andè ancheggiando verso la poltrona su cui poco prima si era fatta il selfie che mi aveva mandato. Mi aspettava così a cosce spalancate con solo i suoi sandali schiava, in attesa di essere chiavata.
Dapprima la scopai alla missionaria facendo scivolare il mio cazzo nella sua fica calda e piena di umori, mentre i suoi occhi azzurri mi guardavano con ardore spingevo senza sosta reggendomi alla poltrona, senza risparmiarmi e facendo ballare i suoi piccoli seni al ritmo dei colpi provenienti dallo scontro dei nostri bassi ventri.
Mi sedetti e la feci salire sopra, guardavo il suo culo allo specchio muoversi su e giù, con movimenti di bacino si portò al suo secondo orgasmo, vaginale e tutto su mio cazzo.
Sempre sulla poltrona, si girò appoggiandosi sullo schienale e si fece penetrare a pecorina. Mi incitava a godere e pompavo nella sua fica, le comiciai a schiaffeggiare il culo. Gradì la cosa, a ogni schiaffo mi incitava a darci più forte, insulandomi.
Le volgarità che uscivano dalla sua bocca, mi portarono a godere. Tirai fuori il cazzo in tempo per schizzare la mia sborra sul suo culo arrossato e sulla sua schiena.
Dallo specchio vidi la sua espressione soddisfatta, si fece vedere che si portava la mano sul culo , prese un po del mio seme e se lo portò alla bocca, fissandomi dallo specchio.
Ci baciammo e finimmo a terra, in silenzio per alcuni minuti.
Squillò il telefono della boutique, era M che la aggiornava su alcune questioni di lavoro. F sembrò come tornata in se e con preoccupazione cercava di rispondere con naturalezza ad M.
Mi ricordai solo allora di mia moglie e capì che l’avevo tradita non solo con il corpo. Eravamo una coppia aperta, ma si era deciso di non fare nulla alle spalle dell’altro.
L’inserimento di M nella nostra situazione ci fece montare un senso di colpa, che però si trasformò in desiderio ed eccitazione per aver finalmente trovato qualcosa di veramente proibito: tradire l’amicizia e l’amore.
Il mio cazzo cominciò a gonfiarsi, F se ne accorse e ritornò la ragazza maliziosa di poco prima. Andò a sedersi sulla poltrona, mentre io ero rimasto seduto a terra, sempre restando al telefono con M.
La telefonata non accennava a finire, non mi sorprese conoscendo la passione e la dedizione che M mette nella sua attività, F si tolse i sandali e portò i piedi sul mio corpo. Un piede andò sul mio cazzo, l’altro finì sulla mia bocca.
Succhiavo il suo alluce, leccavo la sua pianta ignorando il sapore amarognolo del piede uscito dal sandalo e vivendo quel momento di estrema eccitazione fisica e mentale.
F continuava ad aggiornarsi con M al telefono, arrapata per le sensazioni che provenivano dai suoi piedi prese a sfiorarsi la fica per farla tornare eccitata.
Terminò la telefonata, con un sorriso malizioso e cominciò ad aumentare la velocità della sua mano sulla fica, ordinandomi di continuare a leccare il piede che mi spinse più in bocca.
Si alzò in piedi, per farsi bene leccare il piede; infoiata come posseduta prese a mastrubrarsi con due mani: una mano teneva larga la fica e l’altra spingeva sul suo punto G con forza. Con quella vista il cazzo tornò definitivamente di pietra ed era quasi pronto ad una nuova eiaculazione.
Tolse il piede dalla bocca e si mise a gambe spalancate sopra di me, dicendomi che mi faceva vedere come l’allieva ha superato la maestra, si abbandonò ad uno stridolio acuto facendo cadere su di me tutto il liquido che spruzzò fuori dalla sua fica. Avevo sulle labbra il suo sapore e assaporavo quel gusto mai sentito prima. Se pensavo di conquistarla, fu lei a conquistare me.
Volevo ritornare su di lei, ma F, Sudata e arrossata dall’orgasmo, mi tenne fermo a terra con il piede per poi spostarlo tra le mie palle e poi spinse l’alluce nel mio culo. Allargai le gambe per farmi stimolare meglio. Presi a segarmi al suo cospetto, fino a quando, come se le fosse venuta in mente una nuova idea, F mi fermò e mi disse di aspettare
La vidi andare dal bancone per tirare fuori da un cassetto un cazzo di gomma che, mi spiegò, M usò con lei per insegnarle delle cose da fare con il suo ex. Trattandosi di cose di M, era ovviamente XL
Si chinò davanti a me e leccò il cazzo di gomma, si sputò sulla mano per bagnarmi l’ano. E fissandomi con la sua espressione dolce e arrapante me lo spinse nel culo. Mi feci penetrare da F, mentre lei mi segava o mi succhiava l’uccello facendomi impazzire di godimento.
Con il cazzo nel culo nel culo venni con un orgasmo prostatico, che si riversò sul mio ventre.
Madidi dei nostri sudori e dei nostri orgasmi, ci baciammo.
Andando via le chiesi se potevo vederla da sola ancora, rimase vaga.
Una settimana dopo, M trovò sul bancone la lettera di dimissioni senza preavviso di F, le chiavi del negozio e una chiavetta usb.
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