Un lago di piacere

Scritto da , il 2016-05-05, genere trio

E finalmente fu diploma, esame finito, studi finiti, ora Valentina aveva di fronte solo le vacanze e poi forse avrebbe pensato all'università.
E finalmente i genitori le diedero il permesso di andare in campeggio col suo ragazzo.
Stavano assieme da 3 anni, compagni di scuola, i classici fidanzatini. Era il suo secondo ragazzo anche se ebbe una piccola sbandata per uno più grande che però non ebbe conseguenze. Il fidanzato non se ne rese mai conto e lei riuscì a dimenticare la cosa. Anzi sentiva di aver superato una prova importante e che la sua relazione con Matteo ne avesse beneficiato.
Andarono in un campeggio su un lago, non certo una vacanza esotica nei mari tropicali, ma era già qualcosa e per la prima volta sarebbe stata sola in vacanza col suo ragazzo.
Arrivarono nel tardo pomeriggio, si sistemarono con la loro tenda e poi andarono un po' a perlustrare il lago.
Era una piacevole giornata estiva, il caldo del pomeriggio, piano piano calava, il lago era calmo. Girarono un po' e si allontanarono un po' dal campeggio. Camminarono un po' e tra la vegetazione non proprio fitta, trovarono una specie di piccolissima spiaggetta, abbastanza nascosta. Fu una bella scoperta, rimasero lì, si sdraiarono nella sabbia umida e cominciarono con le effusioni. Erano felicissimi.
Era sicuramente lei la più peperina dei due, quella che prendeva l'iniziativa e tra baci e carezze, in quella atmosfera particolare, cominciarono ad andare oltre. Non c'era proprio nessuno nei dintorni, si sentivano completamente soli e cominciarono a togliersi qualche indumento.
Lui continuava a guardarsi intorno, lei invece continuava a insistere, voleva fare l'amore, abbasso i pantaloni e i boxer a lui e cominciò a prenderlo in bocca con i suoi soliti sorrisini maliziosi. Tolse maglietta, reggiseno e gonna e rimase solo con delle belle mutandine celesti, un perizoma che valorizzava il suo bel culetto da 18enne.
Valentina era castana chiara, alta, magra, giocava a pallavolo a discreto livello.
Lui cominciò ad accarezzarle il seno, a baciarlo, poi lei si alzò e dando le spalle a lui, scostò il perizoma e si fece penetrare. Danzava felice sopra il cazzo del fidanzato, con di fronte il lago e un silenzio enorme, interrotto solo da qualche verso degli insetti.
Fu in quel momento che vennero interrotti dalla voce di un uomo, che apparve quasi dal nulla.
"Che fate ragazzi?",
I due si spaventarono, si coprirono e rimasero in silenzio senza sapere cosa dire.
"Ragazzi, qui vi vedono, sono stato giovane anch'io, non vi preoccupate, non è successo nulla, ma state attenti".
Era il gestore del campeggio e gentilmente disse ai fidanzatini che non era il caso, visto che la privacy non era garantita.
"Non lo sapevamo, scusi", disse Valentina, cercando di rimettersi in sesto.
"Non ti preoccupare, cose che succedono, ora lo sapete".
Il gestore del campeggio era stato gentile e comprensivo, certo non aveva mai tolto di dosso gli occhi da Valentina, che prima cercò di coprirsi un po', ma in quei due minuti alla fine quando si giustificava rimase a seno scoperto e con il culetto ben in vista.
Se ne accorse persino Matteo, che un po' frastornato dalla vicenda se la prese un po' con lei, accusando sia di voler fare sesso all'aperto, sia di non essersi coperta sufficientemente quando c'era il gestore del campeggio.
Non solo, ma visto che fino a qualche attimo prima aveva il perizoma scostato e faceva su e giù sull'uccello di Matteo, all'alzarsi rimase con le mutandine mal messe.
Sfido chiunque a non rimanere a guardare il fisico di Valentina, con le sue belle tettine, il culetto da sogno e la passerina che si intravedeva ed era anche per forza di cose bagnata.
La cosa fu imbarazzante, fu oggetto di qualche litigata ma alla fine rimase come aneddoto, da tenere segreto.
Tornò a essere imbarazzante il ricordo, quando i due dovevano andare dal gestore a chiedere una cosa. Lui, timidissimo, non ne aveva proprio il coraggio e fu lei ad andare da sola, "tanto neppure si ricorderà e poi è stato gentilissimo", disse lei.
Così fu lei ad andare, era un piccolo appartamento, giusto all'ingresso del campeggio.
Il signore, aveva circa 50 anni, stempiato, non certo un uomo affascinante, ma era gentile.
"Salve, volevo chiedere delle cose, sulla posizione della tenda", cominciò lei lievemente imbarazzata.
Lui la guardò da sotto gli occhiali e rimase ad ascoltare e a rispondere ai dubbi della ragazza.
"Spero non sia ancora in imbarazzo per l'altro giorno", disse lui alla fine.
"Eh certo, un po' sì",
"Ma non ti preoccupare, se non lo fate quando siete giovani.", lei rise e lui proseguì
"Ma in tenda siete comodi? Dico da quel punto di vista".
Fu una domanda molto intima, strana per una persona quasi sconosciuta, ma Valentina, rispose lo stesso.
"Sì, abbastanza, anche se non è comodissimo, poi il mio ragazzo è fissato con la privacy, pensa che ci sentano"
"Ma che vi frega, siete giovani, ripeto, se non lo fate adesso. E poi, se mi posso permettere, hai un gran bel fisico" e la squadrò sorridendo spogliandola con gli occhi.
Valentina si rese conto benissimo che quelle occhiate erano maliziose e si ricordò come si lasciò guardare seminuda sul lago.
Era una sensazione strana, ma non era per niente fastidiosa nella sua mente. La notte mentre faceva l'amore col suo ragazzo, pensava al quel signore sconosciuto che li guardava, e la cosa la eccitava particolarmente. Sentiva che voleva essere guardata, ma non poteva dirlo a Matteo, perchè si sarebbe sicuramente incazzato.
Il giorno dopo, il gestore incrociò Valentina salutandola allegramente, ricevendo un bel sorriso e una pronta risposta
"Ciao, Bruno-così si chiamava-, come va?"
"Bene, bella, tu? Ti stai divertendo?", con sorrisino allusivo.
"Molto!", disse lei capendo benissimo a cosa si riferiva.
"Vuoi un gelato? vieni ti invito". Erano le 9 del mattino, Matteo stava ancora dormendo in tenda e così lei accettò l'invito.
"Entra Vale, accomodati, mi fa piacere vederti", parlarono un po', le chiese da dove venisse, cosa facesse.
"Da quanbti anni state assieme?",
"Tre quasi",
"Ah da bimbi, il primo fidanzatino?",
"No, il secondo",
"Ah brava. E qualche sbandata?"
"Eh sì una-disse ridacchiando- una sbandata con uno piú grande".
"Cose che capitano, ma solo una sbandata o hai preso anche dell'altro?",
"Cioè?", disse lei.
"Beh intendo, se sei finita come quando ti ho vista nel lago",
diventò rossa in viso "ehm sì, capitato".
"Brava, Vale, sei carinissima".
"Senti-riprese lui-, penserai che sono un vecchio porco, ma mi dici che mutandine hai ora?"
Lei sprofondò nell'imbarazzo e non sapeva cosa rispondere.
"Non ti spaventare, sei grande e intelligente, se non ti va non succede nulla. Però se vuoi ti regalo 20 euro",
"20 euro? Ma per fare cosa?", chiese lei allarmata.
"Niente, solo sollevare la gonna e rimanere così qualche minuto. E basta",
"E mi dai 20 euro, solo per questo?",
"Sì, eccoli", e le mostrò i soldi.
Valentina era una 18enne maliziosa, molto vispa, e a quell'età pensava di avere il mondo in pugno. E poi quella situazione strana e inaspettata iniziata qualche giorno prima, la solleticava. Aveva capito subito che gli sguardi di Bruno erano particolari e a lei piaceva essere guardata in quel modo.
"Va bene", prese i soldi e si sollevò la gonna mostrando un bel perizomino nero.
"Che carino! Guardo e basta, stai senza gonna 2 minuti e poi vai dal tuo ragazzo, io voglio solo ammirarti".
Valentina, tolse la gonna e rimase un po' facendosi guardare.
"Che culetto spettacolare. Ora devo andare, domani vieni a trovarmi? Ti pago".
"Va bene", disse Vale, rimettendosi la gonnellina e pensando che qualche soldo non faceva male, poi per così poco. Erano soldi facili.
Non fece cenno al suo ragazzo, ovviamente.
Anche il giorno dopo, sgattaiolò dalla tenda presto e andò da Bruno.
"Buongiorno, bella, ecco i soldi, togli la gonna dai".
Lei divertita dalla situazione, tolse la gonna subito e si mostrò nella sua gioventù maliziosa.
"Ma porti sempre queste mini mutandine?",
"Sì, sono comode".
Lui continuava a guardala, attento ai dettagli e curioso.
"Ma non ti danno fastidio nel culetto?"
"No, per niente, neppure le sento".
"Anche davanti sono carine, si intravede la fessurina della fichetta. Si intuisce che sei depilata lì, anche se a essere sincero, l'ho vista l'altro giorno, quindi lo so per certo".
"Sì, esatto", disse lei ridendo.
"Scopato ieri notte?"
"Sì, certo".
Bruno guardò e ammirò la sua giovane amica, finché dovette andare a lavoro, ma prima chiese
"Se domani ti do 50 euro, staresti senza intimo? Solo gonna e maglietta, però li devi togliere davanti a me".
Vale, ci pensò, non troppo a lungo a dire la verità, e poi accettò. Ormai si fidava di quell'uomo e i soldi facili non le dispiacevano. E nemmeno la situazione.
Aveva capito da quando erano arrivati, da quando avevano visto il lago e da quando si erano messi a scopare all'aperto, che quella sarebbe stata una vacanza particolare.
Il mattino dopo si presentò puntuale all'appuntamento con l'amico maturo, anche se questa volta era un po' nervosa, perchè la richiesta era molto piú intima.
"Ciao, meraviglia", la salutò lui, con un bacino sulla guancia.
"Questi sono i 50 euro, ora togli l'intimo".
Lei prese i soldi, sollevò la canottierina e cominciò con lo slacciarsi il reggiseno, rimanendo con il seno scoperto. Poi sollevò la gonna e dopo un istante di esitazione, abbassò di un colpo le mutandine appoggiandole nel letto, assieme al reggiseno.
"Solleva un po' la gonna, ma non del tutto, che si intraveda la fichetta. E rimani con la maglietta sollevata e le tettina di fuori".
Lui ogni tanto si avvicinava, ma non più di tanto, normalmente teneva una certa distanza, finché col viso si avvicinò molto alla passerina di lei, che chiuse gli occhi, come se sapesse che stava per ricevere delle attenzioni molto intime.
Ma non fu così, lui si limitò a guardarla e sentire il dolce tepore che emanava.
Le chiese di mettersi in certe posizioni, sdraiata sul letto.
"Che meraviglia che sei, ora l'ultima, seduta sul letto, sollevati la gonna apri le gambe e sorridi".
La guardò estasiato in quella posizione e poi si diedero appuntamento al giorno dopo, con la stessa richiesta e lo stesso compenso.
Mai lui la aveva toccata, solo sfiorata, mai aveva accennato al sesso, sicuramente si eccitava, ma non lo mostrava né aveva intenzione di farlo.
Lei a parte i soldi, adorava essere guardata in quel modo, senza essere toccata, si sentiva una divinità.
Il giorno dopo, la stessa storia, lei si tolse l'intimo e sdraiata nel letto, si mostrava nelle posizioni che il suo amico maturo le chiedeva.
Continuando a parlare e farle delle domande, a un certo punto Bruno cambiò discorso.
"Senti, non ti incazzare, ma ti devo dire una cosa. Ho il filmato di te col tuo ragazzo mentre scopavate nel lago, ho una telecamera di sorveglianza, vi ho visti lì e sono andato ad avvertirvi. Eccolo" e le mostrò il filmato sul cellulare.
Lei rimase perplessa e spaventata.
"Ho un'ultimissima richiesta, ma so che è difficile, però non ti arrabbiare. Che ne pensi di concincere il tuor agazzo a venire anche lui qui e lo fate in questo letto, davanti a me? Naturalmente vi pago".
Valentina non capiva più nulla, il video, la nuova richiesta, i soldi. Si rivestì e un po' turbata disse che era impossibile, che il suo ragazzo non avrebbe mai accettato, ma il giorno dopo sarebbe tornata. Però solo per togliere l'intimo, altro no.
Ci pensò e ripensò tutto il giorno, pensò al video. Vide solo qualche secondo, però ripensandoci era a colori. I video di sorveglianza di solito sono in bianco e nero, poi ebbe il flash, capì tutto.
Non era un video di sorveglianza, era lui che li stava riprendendo e guardando. E magari in camera, quando andava di mattina c'era una videocamera che la riprendeva. Era tutto chiaro. Ecco perchè stava lotano lui, ecco perchè la faceva mettere in posa.
La mattina successiva era arrabbiatissima, voleva fare chiarezza, voleva capire in che situazione si era messa.
"Ciao bella, come va?", disse lui subito, ma si accorse che Valentina era diversa, col viso scuro.
"Mi hai sempre filmata vero?", disse senza neppure salutare.
"Ma che dici? No, ho solo quel filmato, ma non ti preoccupare lo cancello subito, non pensare male",
"Dimmi la verità, non sono scema",
"Ti giuro, controlla pure, non c'é nessuna videocamera, guarda quanto vuoi. La verità è che adoro guardarti, rimarrei ore",
"E allora perchè mi facevi mettere in posa, non ti avvicinavi mai?",
"Perchè sono educato e rispettoso, non volevo fare niente che tu non volessi, non voglio litigare. Se avessi voluto fare cose strane non te lo avrei neppure detto del video. Mi piace guardarti e mi eccita pagarti, ma questo lo sai, non l'ho mai nascosto".
Valentina si tranquillizzò, ripensò a tutto e in fondo era verosimile. Perchè raccontarle del video se le intenzioni erano altre?
"Hai pensato a quello che ti ho detto ieri?",
"Sì, ma è impossibile, non accetterebbe mai",
"Ma a te piacerebbe?"
"Ehm sì, é una mia fantasia, ma non posso",
"Va bene, non c'è problema, ma Vale, sei ancora con le mutandine addosso, te le devo levare io?"
"Ormai è tardi, devo andare",
"Un attimo", disse lui, si abbassò, scostò leggermente le mutandine e diede un bel bacio leggero alla fichetta di Valentina, che non se l'aspettava.
Sgranò gli occhi, era il primo contatto intimo con Bruno.
"Piaciuto? Ci vediamo domandi, lì ci sono i soldi",
Non rispose per il bacio, i soldi non li accettò e si diedero appuntamento al giorno successivo.
I furtivi incontri con Bruno ormai andavano avanti da vari giorni, senza che Matteo se ne accorgesse, anche perchè dormiva.
Il giorno seguente, nuovamente allegra e pimpante, Valentina si presentò presto dall'amico e in pochi secondi era già con la gonna svolazzante e la fichetta al vento, nonchè con la maglietta sollevata.
Anche Bruno era particolarmente allegro e dal bacino intimo del giorno prima, si permetteva qualche contatto in più.
"Oggi ho una sorpresa per te", disse lui trionfante e, entrando nella camera da letto, le presentò un amico che era seduto sul letto.
Valentina, si coprì con la maglietta e chiese che significasse tutto ciò.
"Non era una tua fantasi?", disse sorridente Bruno.
"Sì, ma col mio ragazzo",
"Ma visto che lui non capirebbe, ho pensato che ti poteva far piacere compiere ugualmente la fantasia. Quando mai ti capiterà nella vita?"
Lei rimase titubante, guardando l'altro, che comunque si presentò gentilmente.
"Ho un'idea per scigliere il ghiaccio", disse Bruno, mostrando nel pc il video dei fidanzatini.
"Lo commentiamo assieme?", disse ridendo.
"Oddio", disse Valentina, girandosi, ma ormai coinvolta nell'atmosfera hot.
"Vieni con noi, raccontaci cosa provavi".
Si sedettero a guardare il video, si vedeva lei che scherzava e tirava fuori l'uccello al fidanzato.
Lei si vergognava terribilmente, ma altrettanto terribilmente era eccitata all'idea e poi era senza mutandine, fatto che fu rimarcato da Bruno, che mostrò all'amico la cosa, sollevandole la gonna.
"Posso?", disse l'amico e senza aspettare la risposta si inumidì due dita e le infilò leggermente nella fichetta di lei.
Quando nel vodeo, si vedeva lei inarcata all'indietro godendosi il cazzo del fidanzato, l'amico non riusciì a resistere e si tolse i pantaloni, e i boxer, rimanendo col cazzo duro che si masturbava.
"Andate a letto", disse Bruno, rimanendo seduto pronto per godersi la scena.
"Spogliati, completamente nuda, Vale e anche tu".
Rimasero nudi a letto e mentre lei non sapeva cosa fare, l'altro non smetteva di accarezzarla ovunque.
Lei era sdriata di lato e lui dietro, cominciò a darle colpetti col cazzo, poi le sollevò una gamba e la penetrò delicatamente, lei chiuse gli occhi e cominciò a mordicchiarsi le labbra.
"Cosa pensi, Vale?", disse Bruno intervistandola in quella situazione,
"Bene", abbozzò lei.
"Dimmi mcosa senti", incalzò lui,
"Sento ..." e non completò la frase perchè dovette emettere un urletto, dovuto alla penetrazione.
"Senti un cazzo dentro eh?"
"Sì"
"E ti piace prendere cazzi?"
Lei ormai non rispondeva piú, perchè l'altro aumentava il ritmo della penetrazione.
"Sai che oggi ti scopiamo e non ti pago?", a lei ormai non importavano i soldi, soprattuto dopo che anche Bruno, tirò fuori il cazzo e lo porse a Vale, che non esitò un attimo a mangiarselo.
La dolce e giovane Valentina fu chiavata da entrambi, in modo gentile, ma anche deciso e selvaggio.
Le dierono una bella ripassata di cazzo, che lei accettò senza opporre resistenza.
Fu sbattuta senza pietà per oltre un'ora. Andò via sconvolta, ma aveva goduto talmente tanto che si sentiva benissimo.
Il ragazzo la stava cercando e quando la vide le chiese che avesse e come mai fosse così rossa in viso e accaldata.
Gli disse che era andata a farsi una corsa poi andò diretta sotto la doccia. Lavò via tutto lo sporco, ma rimasero per sempre i ricordi di quella scopata selvaggia.

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