Un servizio ben pagato
di
Maktero
genere
sadomaso
Ho fatto pompini al cesso per una settimana per raccogliere i soldi necessari per pagarmi un bel servizio ai piedi.
Con i soldi in tasca suono al campanello della sadica che mi torturerà.
Scalza come sempre con i piedi luridi salgo per le scale ed arrivo alla porta della professionista.
Lei mi fà entrare, e dopo pochi convenevoli arriva al sodo e mi chiede cosa voglio.
Io le chiedo una fustigazione tremenda ai piedi che mi faccia piangere dal dolore; che mi spacchi la carne dei piedi e mi faccia soffrire tremendamente.
Lei mi chiede quanti soldi ho!
Io, ansimando per la speranza di essere accontentata e per il timore di superare la prova, tiro fuori dalla tasca tutto il denaro a mia disposizione.
Lei conta i soldi e mi dici che saranno sufficienti masscrarmi i piedi per mezz'ora.
Io acconsento, le chiedo solamente di farmi male, molto male.
Lei con un sguardo intrigante mi dice che farà del suo meglio per farmi sofrire.
Poi brualmente mi dice di spgliarmi nuda!
Io obbediente ubbidisco immediatamente.
Una volta nuda lei mi lega ad un trespolo che mi lascia con la schiena a terra ed i piedi esposti.
Impazzisco dall'eccittazione, sto per venire torturata da una professionista ed il mio cazzo comincia a crescere per l'eccitazione.
La troia mi concede dei bonus come dice lei dei morsetti ai capezzoli ed altri alle palle.
Sorrido soddisfatta per il dolore che ho cominciato a subire e fremo, ansiosa, per quello che arriverà tra poco.
La mercenaria mi mostra lo strumento con cui mi lavorerà; una lunga bacchetta nera con una aniama in acciaio.
Mi spiega che quella baccchetta mi procurerà un particolare dolore ai piedi.
Io mi sto eccitando e la puttana nota la mia erezione e improvvisamente mi da un colpo violento al cazzo eretto.
Io avverto un dolore terribile, urlo e mi contorco.
Lei, con lo sguardo infoiato da quella mia prima reazione, comincia a colpirmi le piante dei piedi esoste alla sua violenza.
Sono dei colpi violenti, mi sembra che le mie piante dei piedi si spezzino colpite da quel frustino di acciaio.
Urlo e mi agito e mi contorco per quella sofferenza; lei indifferente continua a colpirmi senza pausa.
Cazzo come sono contenta il dolore ai piedi mi sta facendo impazzire ed urlo a più non posso; e più urlo e più quella mi colpisce violentemente, quant'è brava!
Sputo e sbavo per il dolore mentre i colpi si susseguono e comincio a lacrimare ed a piangere.
Lei comprendente la mia anima masochistica non interrompe il lavoro e continua a massacrarmi i piedi così come le avevo chiesto, che cara.
Mi agitavo tremendamente nei legami che mi costringevano nella posizione scomoda ed ammiravo come la stronza puttana mi facesse soffrire; era veramente brava.
Il tormento durò per un tempo per me indefinibile in cui il mio cazzo si eccitava sempre di più per il magnifico trattamento che mi veniva offerto.
Poi ad un tratto la puttana terminò di tormentarmi dicendoche il mio tempo era finito.
Mi sciolse dai legacci e mi premise di masturbarmi; io effettivamente avevo il cazzo eretto allo spasimo, e con pochi colpi arrivai in una sborrata collossale che valeva quanto avevo subito e pagato.
Lei mi disse di rivestirmi e di andare via in fretta perchè stavano per arrivare altri clienti.
Io ubbidii e mi ricoprii dei miei pochi abiti, una magliettina ed un paio di jeans.
mentre stavo per uscire la puttana mi concesse un ulteriore bonus colandomi n bocca la sua saliva.
Entusiasmata da come ero stata trattata usci a quell'appartamento con la testa folleggiane.
Per le scale incontrai delle persone, dall'apparanza dei froci come me.
Probabilmente erano i prossimi clienti della troia.
Incrociammo gli sguardi, e ci compredemmo.
Erano le prossime vittime della troia.
Sorrisi ma quegli non mi dedicarono di uno sguardo.
Mi avviai verso casa camminado scalza ogni passo era dolooso.
La cosa mi fece eccittare e dovetti fermarmi in un vicolo sporco a masturbarmi.
Immersi i piedi feriti nella fanghiglia fresca che mi diede del sollievo e mi masturbai.
Poi prosegui verso casa e raggiuntala mi buttai sul letto esausta.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Con i soldi in tasca suono al campanello della sadica che mi torturerà.
Scalza come sempre con i piedi luridi salgo per le scale ed arrivo alla porta della professionista.
Lei mi fà entrare, e dopo pochi convenevoli arriva al sodo e mi chiede cosa voglio.
Io le chiedo una fustigazione tremenda ai piedi che mi faccia piangere dal dolore; che mi spacchi la carne dei piedi e mi faccia soffrire tremendamente.
Lei mi chiede quanti soldi ho!
Io, ansimando per la speranza di essere accontentata e per il timore di superare la prova, tiro fuori dalla tasca tutto il denaro a mia disposizione.
Lei conta i soldi e mi dici che saranno sufficienti masscrarmi i piedi per mezz'ora.
Io acconsento, le chiedo solamente di farmi male, molto male.
Lei con un sguardo intrigante mi dice che farà del suo meglio per farmi sofrire.
Poi brualmente mi dice di spgliarmi nuda!
Io obbediente ubbidisco immediatamente.
Una volta nuda lei mi lega ad un trespolo che mi lascia con la schiena a terra ed i piedi esposti.
Impazzisco dall'eccittazione, sto per venire torturata da una professionista ed il mio cazzo comincia a crescere per l'eccitazione.
La troia mi concede dei bonus come dice lei dei morsetti ai capezzoli ed altri alle palle.
Sorrido soddisfatta per il dolore che ho cominciato a subire e fremo, ansiosa, per quello che arriverà tra poco.
La mercenaria mi mostra lo strumento con cui mi lavorerà; una lunga bacchetta nera con una aniama in acciaio.
Mi spiega che quella baccchetta mi procurerà un particolare dolore ai piedi.
Io mi sto eccitando e la puttana nota la mia erezione e improvvisamente mi da un colpo violento al cazzo eretto.
Io avverto un dolore terribile, urlo e mi contorco.
Lei, con lo sguardo infoiato da quella mia prima reazione, comincia a colpirmi le piante dei piedi esoste alla sua violenza.
Sono dei colpi violenti, mi sembra che le mie piante dei piedi si spezzino colpite da quel frustino di acciaio.
Urlo e mi agito e mi contorco per quella sofferenza; lei indifferente continua a colpirmi senza pausa.
Cazzo come sono contenta il dolore ai piedi mi sta facendo impazzire ed urlo a più non posso; e più urlo e più quella mi colpisce violentemente, quant'è brava!
Sputo e sbavo per il dolore mentre i colpi si susseguono e comincio a lacrimare ed a piangere.
Lei comprendente la mia anima masochistica non interrompe il lavoro e continua a massacrarmi i piedi così come le avevo chiesto, che cara.
Mi agitavo tremendamente nei legami che mi costringevano nella posizione scomoda ed ammiravo come la stronza puttana mi facesse soffrire; era veramente brava.
Il tormento durò per un tempo per me indefinibile in cui il mio cazzo si eccitava sempre di più per il magnifico trattamento che mi veniva offerto.
Poi ad un tratto la puttana terminò di tormentarmi dicendoche il mio tempo era finito.
Mi sciolse dai legacci e mi premise di masturbarmi; io effettivamente avevo il cazzo eretto allo spasimo, e con pochi colpi arrivai in una sborrata collossale che valeva quanto avevo subito e pagato.
Lei mi disse di rivestirmi e di andare via in fretta perchè stavano per arrivare altri clienti.
Io ubbidii e mi ricoprii dei miei pochi abiti, una magliettina ed un paio di jeans.
mentre stavo per uscire la puttana mi concesse un ulteriore bonus colandomi n bocca la sua saliva.
Entusiasmata da come ero stata trattata usci a quell'appartamento con la testa folleggiane.
Per le scale incontrai delle persone, dall'apparanza dei froci come me.
Probabilmente erano i prossimi clienti della troia.
Incrociammo gli sguardi, e ci compredemmo.
Erano le prossime vittime della troia.
Sorrisi ma quegli non mi dedicarono di uno sguardo.
Mi avviai verso casa camminado scalza ogni passo era dolooso.
La cosa mi fece eccittare e dovetti fermarmi in un vicolo sporco a masturbarmi.
Immersi i piedi feriti nella fanghiglia fresca che mi diede del sollievo e mi masturbai.
Poi prosegui verso casa e raggiuntala mi buttai sul letto esausta.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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