Invito alla confessione per coppie mature
di
Prozac1999
genere
confessioni
Ci sono molti studi e molte statistiche sulla vita sessuale all’interno delle coppie stabili, ma credo che siano largamente falsate da pudori, reticenze, inibizioni e falsi miti.
Soprattutto se sono studi italiani, dove certi tabu e certi retaggi culturali inquadrano la sfera sessuale come qualcosa di inviolabile, un caveau emotivo e fisiologico in cui solo i due diretti interessati possono interessare: meglio se uno alla volta.
Io e Caterina viviamo assieme da venti anni, e abbiamo passato da poco i 50; lei ha un precedente matrimonio naufragato e con una figlia, mentre io avevo avuto storie anche lunghe ma mai sfociate in convivenze.
Quando arrivò da noi in ufficio, cosi’ bella, elegante e disinvolta, dal fisico esuberante da trentenne già madre, tutti fummo subito convinto che fosse la classica pantera in cerca di una nuova vita e di forti emozioni, specialmente a letto; e che fosse indiscutibilmente una gran chiavatrice.
Sono quei miti adolescenziali da “Happy days” secondo cui le madri divorziate lo fanno meglio,sono le milf di molte diffuse fantasie erotiche e di sogni molto bagnati.
Sono andato a letto con mia moglie per la prima volta dopo un lungo ed estenuante corteggiamento; non detti peso, nei primi tempi, a qualche sua ingenuità, a qualche sua reticenza, a qualche sua piccola timidezza; pensai che comunque dopo un matrimonio e il giusto periodo da single, potesse esserci bisogno di un adeguato tempo di affiatamento.
La verità è emersa dopo, quando il fuoco dell’innamoramento chimico si è sopito e mi si sono aperti gli occhi da uomo consapevole.
Lei era incredibilmente acerba sessualmente; non come altre ragazze con cui ero stato, certo che no, ma li’ si parlava di ventenni magari ancora vergini e dalle deficienze normali nelle prime esperienze.
Qua ero davanti a una madre divorziata che viveva il sesso con pudica deferenza e ignoranza quasi completa di quella che è la sessualità maschile.
Voleva farlo solo al buio, cosa che io detesto e che trovo infantile perché ci si perde il senso potentissimo della vista.
Solo in camera, e solo la sera; quando la giornata è lunga e la casa era molto grande, con molti angoli intriganti dove dare sfogo a momenti di piacere.
Ricordo che una delle prime volte, durante un massaggio sensuale le avevo stuzzicato il buchetto con le dita umettandolo di saliva, poi baciandola sul collo le avevo chiesto sfacciatamente se fosse aperta a esperienze anali.
E la risposta era stata un si’, che l’ex marito l’aveva aperta e senza che ne fosse innamorata era una pratica che non disdegnava.
Ma ogni volta che provavo ad andare in quella direzione era un classico :”No, stasera non mi va”. Senza aggiungere chissà quali spiegazioni.
Mi ero reso conto subito che fosse completamente acerba in fatto di sesso orale; si sforzava di tenermelo in bocca ma in realtà era una sega mascherata molto male, e neppure si parlava di venirle in bocca.
Nei primi anni aveva il mito, da rivista Cioè, dell’orgasmo simultaneo, che dovessimo esplodere in sincrono in un orgasmo fiabesco.
Sono sempre stato un abile leccatore, o almeno le ex avevano sostenuto questo, ma ahimè soprattutto al primo giro son sempre stato anche troppo veloce nella fase di penetrazione.
Pertanto, come tutti gli uomini eiaculatori precoci mi armavo di santa pazienza per far godere la mia lei con l’arte del cunnilingus.
Con maestria, ripeto, nessuna si era mai lamentata: lei invece non voleva saperne di lasciarsi andare al piacere di godersi un ricco orgasmo, liberando me dall’ansia di dover durare chissà quanto.
Ok, direte voi, pure te potevi fare qualcosa per curarti; ho tentato varie cose, ma tutte inutili, i miei tempi erano variabili, ma l’ansia è la vera nemica di tutti noi speedy Gonzales.
Scoprii, con mia grande sorpresa, che non si masturbava; né da sola, né voleva farlo davanti a me; quando giocavo con il suo clitoride con le dita, ma anche con la lingua, la invitavo ad aiutarsi con le sue dita.
E’ una cosa che mi ha sempre eccitato e con le ex era sempre stato motivo di piacere e piccola trasgressione.
Lei no, era avulsa da qualsiasi forma di self service, e anzi si meravigliò, quasi scandalizzata, che io praticassi attivamente pratiche masturbatorie e di gran soddisfazione.
Sulla frequenza di esercizio, chiamiamola cosi’, c’era una forte oscillazione sulla base dei suoi umori: si passava dalle tre volte a settimana, raramente, ad astinenze di quasi un mese.
Durante il ciclo regnava il blocco del traffico, prima del ciclo umore nero e discussioni, dopo il ciclo minor voglia e stanchezze.
In pratica, era un mio bussare continuo con speranze spesso frustrate.
Non vi dico poi quanto la nascita di un figlio ha amplificato queste dinamiche.
Nel tempo molti muri sono caduti, ora l’ho educata ed è diventata, va detto, una pompinara DOC, pur evitando accuratamente di ingoiare, cosa peraltro che non ho mai ritenuto troppo appagante.
Ha finalmente capito che vale la pena godersi il suo ricco pasto orgasmico e poi dedicarsi alle mie penetrazioni, talvolta ancora veloci, altre volte molto più prolungate e profonde grazie a una cura medica approcciata in troppo tarda età.
Si presta a qualche giochetto fantasioso; dopo lunga resistenza ha capito quanto sia piacevole per un uomo sentire le sue dita nell’ano che stimolano la prostata durante un pompino fatto a regola d’arte.
La prima volta che lo fece, sbuffando e di controvoglia, rimase assolutamente pietrificata quando al momento del mio orgasmo si vide coperta da una doccia di fiotti generosi, quando io ero sempre stato un normalissimo produttore di sperma.
E ora cerca divertita il mio buchetto per giocarci, al punto che ci siamo comprati un set di dildo per goderne appieno ambedue.
La nostra frequenza è diminuita, con mie grandi lamentele; nonostante lei dica di essere incredibilmente soddisfatta delle nostre scopate, è sempre stanca e poco vogliosa.
La menopausa ha dato un colpo alla sua libido e la nostra media è una ogni 7-10 giorni.
Assolutamente insufficiente, diciamolo francamente, per me che sono ancora estremamente voglioso, anzi forse più di quando avevo trentanni e che la trovo ancora estremamente attraente e goduriosa.
Non è mai caduto il muro della sua squisità e inviolabile analità. Ogni volta che provo, appoggiandole il mio arnese normalissimo sull’ingresso ben unto dal gel lubrificante, dice che non se la sente perché anche il semplice dito le provoca dolore.
E su questo c’e’ poco da fare, non è una situazione che posso forzare perché rischierei di peggiorare la situazione; certo che a me la voglia di uno sfintere caldo e fasciante monta ogni giorno di più, ma mi chiedo sempre se valga la pena rovinare una famiglia per sporcarsi un po' l’attrezzo con una prostituta da tre soldi.
Mi son sempre chiesto se il suo ex marito l’avesse molto piccolo e quindi vedendo il mio ci sia timore del dolore, oppure l’ex l’avesse molto grosso, e quindi l’esperienza sia stata traumatica al punto da non volerla rivivere mai più.
Di certo l’ex marito si accontentava di una moglie del tutto inibita e insoddisfacente, e a ben pensarci era stato questo a provocare il divorzio: lui si faceva regolarmente la collega, ben più predisposta a soddisfazioni carnali.
Poi un giorno era stato scoperto, e scaricato. Triste,sì, ma anche con le palle molto vuote.
Chi ha voglia mi racconti la sua esperienza, sincera e senza falsi miti. Nessuna coppia di lungo corso scopa quanto racconta, sono favole da bar sport virtuali che ormai non incantano più nessuno.
Soprattutto se sono studi italiani, dove certi tabu e certi retaggi culturali inquadrano la sfera sessuale come qualcosa di inviolabile, un caveau emotivo e fisiologico in cui solo i due diretti interessati possono interessare: meglio se uno alla volta.
Io e Caterina viviamo assieme da venti anni, e abbiamo passato da poco i 50; lei ha un precedente matrimonio naufragato e con una figlia, mentre io avevo avuto storie anche lunghe ma mai sfociate in convivenze.
Quando arrivò da noi in ufficio, cosi’ bella, elegante e disinvolta, dal fisico esuberante da trentenne già madre, tutti fummo subito convinto che fosse la classica pantera in cerca di una nuova vita e di forti emozioni, specialmente a letto; e che fosse indiscutibilmente una gran chiavatrice.
Sono quei miti adolescenziali da “Happy days” secondo cui le madri divorziate lo fanno meglio,sono le milf di molte diffuse fantasie erotiche e di sogni molto bagnati.
Sono andato a letto con mia moglie per la prima volta dopo un lungo ed estenuante corteggiamento; non detti peso, nei primi tempi, a qualche sua ingenuità, a qualche sua reticenza, a qualche sua piccola timidezza; pensai che comunque dopo un matrimonio e il giusto periodo da single, potesse esserci bisogno di un adeguato tempo di affiatamento.
La verità è emersa dopo, quando il fuoco dell’innamoramento chimico si è sopito e mi si sono aperti gli occhi da uomo consapevole.
Lei era incredibilmente acerba sessualmente; non come altre ragazze con cui ero stato, certo che no, ma li’ si parlava di ventenni magari ancora vergini e dalle deficienze normali nelle prime esperienze.
Qua ero davanti a una madre divorziata che viveva il sesso con pudica deferenza e ignoranza quasi completa di quella che è la sessualità maschile.
Voleva farlo solo al buio, cosa che io detesto e che trovo infantile perché ci si perde il senso potentissimo della vista.
Solo in camera, e solo la sera; quando la giornata è lunga e la casa era molto grande, con molti angoli intriganti dove dare sfogo a momenti di piacere.
Ricordo che una delle prime volte, durante un massaggio sensuale le avevo stuzzicato il buchetto con le dita umettandolo di saliva, poi baciandola sul collo le avevo chiesto sfacciatamente se fosse aperta a esperienze anali.
E la risposta era stata un si’, che l’ex marito l’aveva aperta e senza che ne fosse innamorata era una pratica che non disdegnava.
Ma ogni volta che provavo ad andare in quella direzione era un classico :”No, stasera non mi va”. Senza aggiungere chissà quali spiegazioni.
Mi ero reso conto subito che fosse completamente acerba in fatto di sesso orale; si sforzava di tenermelo in bocca ma in realtà era una sega mascherata molto male, e neppure si parlava di venirle in bocca.
Nei primi anni aveva il mito, da rivista Cioè, dell’orgasmo simultaneo, che dovessimo esplodere in sincrono in un orgasmo fiabesco.
Sono sempre stato un abile leccatore, o almeno le ex avevano sostenuto questo, ma ahimè soprattutto al primo giro son sempre stato anche troppo veloce nella fase di penetrazione.
Pertanto, come tutti gli uomini eiaculatori precoci mi armavo di santa pazienza per far godere la mia lei con l’arte del cunnilingus.
Con maestria, ripeto, nessuna si era mai lamentata: lei invece non voleva saperne di lasciarsi andare al piacere di godersi un ricco orgasmo, liberando me dall’ansia di dover durare chissà quanto.
Ok, direte voi, pure te potevi fare qualcosa per curarti; ho tentato varie cose, ma tutte inutili, i miei tempi erano variabili, ma l’ansia è la vera nemica di tutti noi speedy Gonzales.
Scoprii, con mia grande sorpresa, che non si masturbava; né da sola, né voleva farlo davanti a me; quando giocavo con il suo clitoride con le dita, ma anche con la lingua, la invitavo ad aiutarsi con le sue dita.
E’ una cosa che mi ha sempre eccitato e con le ex era sempre stato motivo di piacere e piccola trasgressione.
Lei no, era avulsa da qualsiasi forma di self service, e anzi si meravigliò, quasi scandalizzata, che io praticassi attivamente pratiche masturbatorie e di gran soddisfazione.
Sulla frequenza di esercizio, chiamiamola cosi’, c’era una forte oscillazione sulla base dei suoi umori: si passava dalle tre volte a settimana, raramente, ad astinenze di quasi un mese.
Durante il ciclo regnava il blocco del traffico, prima del ciclo umore nero e discussioni, dopo il ciclo minor voglia e stanchezze.
In pratica, era un mio bussare continuo con speranze spesso frustrate.
Non vi dico poi quanto la nascita di un figlio ha amplificato queste dinamiche.
Nel tempo molti muri sono caduti, ora l’ho educata ed è diventata, va detto, una pompinara DOC, pur evitando accuratamente di ingoiare, cosa peraltro che non ho mai ritenuto troppo appagante.
Ha finalmente capito che vale la pena godersi il suo ricco pasto orgasmico e poi dedicarsi alle mie penetrazioni, talvolta ancora veloci, altre volte molto più prolungate e profonde grazie a una cura medica approcciata in troppo tarda età.
Si presta a qualche giochetto fantasioso; dopo lunga resistenza ha capito quanto sia piacevole per un uomo sentire le sue dita nell’ano che stimolano la prostata durante un pompino fatto a regola d’arte.
La prima volta che lo fece, sbuffando e di controvoglia, rimase assolutamente pietrificata quando al momento del mio orgasmo si vide coperta da una doccia di fiotti generosi, quando io ero sempre stato un normalissimo produttore di sperma.
E ora cerca divertita il mio buchetto per giocarci, al punto che ci siamo comprati un set di dildo per goderne appieno ambedue.
La nostra frequenza è diminuita, con mie grandi lamentele; nonostante lei dica di essere incredibilmente soddisfatta delle nostre scopate, è sempre stanca e poco vogliosa.
La menopausa ha dato un colpo alla sua libido e la nostra media è una ogni 7-10 giorni.
Assolutamente insufficiente, diciamolo francamente, per me che sono ancora estremamente voglioso, anzi forse più di quando avevo trentanni e che la trovo ancora estremamente attraente e goduriosa.
Non è mai caduto il muro della sua squisità e inviolabile analità. Ogni volta che provo, appoggiandole il mio arnese normalissimo sull’ingresso ben unto dal gel lubrificante, dice che non se la sente perché anche il semplice dito le provoca dolore.
E su questo c’e’ poco da fare, non è una situazione che posso forzare perché rischierei di peggiorare la situazione; certo che a me la voglia di uno sfintere caldo e fasciante monta ogni giorno di più, ma mi chiedo sempre se valga la pena rovinare una famiglia per sporcarsi un po' l’attrezzo con una prostituta da tre soldi.
Mi son sempre chiesto se il suo ex marito l’avesse molto piccolo e quindi vedendo il mio ci sia timore del dolore, oppure l’ex l’avesse molto grosso, e quindi l’esperienza sia stata traumatica al punto da non volerla rivivere mai più.
Di certo l’ex marito si accontentava di una moglie del tutto inibita e insoddisfacente, e a ben pensarci era stato questo a provocare il divorzio: lui si faceva regolarmente la collega, ben più predisposta a soddisfazioni carnali.
Poi un giorno era stato scoperto, e scaricato. Triste,sì, ma anche con le palle molto vuote.
Chi ha voglia mi racconti la sua esperienza, sincera e senza falsi miti. Nessuna coppia di lungo corso scopa quanto racconta, sono favole da bar sport virtuali che ormai non incantano più nessuno.
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Arina
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