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Oggi è il giorno mensile del riordino del mio archivio, un’attività che mi rilassa e mi fa allontanare cattivi pensieri.
Sono una psicologa, abito a Bologna ma sono svedese da parte di madre anche se la sua eredità si ferma soltanto al nome, Ingeborg Anna che poi tutti abbreviano in Inge.
Questo mese ho avuto otto compagni di allenamento, come previsto dalla mia tabella: due a settimana.
Ho sempre amato lo sport, da ragazza sono stata una tennista di buon livello fino al giorno in cui mi ruppi il crociato; da lì ho ripiegato su cose meno agonistiche, palestra, spinning, trekking e sesso.
Ebbene sì, dopo il mio prematuro matrimonio durato 2 anni e finito quando stavo per compierne 25, ho deciso che mi piaceva fare sesso e che l’avrei considerato al pari di altre attività sportive.
Sano, tonificante, rilassante e piuttosto economico; il mio obiettivo è di farlo almeno due volte a settimana, ma non sempre ci riesco.
Ma la strada che ho scelto è quella di cambiare continuamente partner, idealmente ogni volta, ma sono capitate eccezioni in cui abbia fatto il bis con il solito uomo.
Quei pochi che davvero mi sono piaciuti, mi hanno appagata e intrigata hanno avuto il piacere della seconda chance; e come è tipico degli uomini l’hanno fallita.
Il mio lavoro mi porta a scovare i problemi in ciascuno di loro fin dalla prima sera; quei pochi che li han ben mascherati sono stati però sgamati al secondo incontro.
Io non sono perfetta, ho i miei bravi difetti; e ho scelto di non renderli pesanti per nessuno, non legandomi sentimentalmente.
Analogamente, i difetti degli uomini li accetto, ma non li voglio avere tra i piedi in casa mia.
Quindi ci incontriamo, scopiamo, ci divertiamo e poi ognuno per la sua strada.
Con quello di ieri sera ho avuto 652 partner, almeno questo recita il mio archivio.
Mi sono data poche, semplici regole di allenamento; nessuno di Bologna o dintorni, non mi va di rincontrarli anche casualmente in giro per locali o a fare la spesa.
Così ho avuto compagni di allenamento da tutta l’Emilia Romagna e regioni vicine; il più lontano che ricordi era di Foggia.
Beh no ho avuto anche una piacevole serata con un ragazzo di Stoccolma ma lui era in vacanza e quindi non lo segnerei come il più distante.
Dai 25 ai 65 anni sono tutti validi: io ne ho 35 e quindi agli occhi di tutti loro sono interessante, per motivi diversi; mi divertono le sfumature diverse che assumono le serate a seconda dell’età di lui.
Per i giovani sono una preda succulenta da narrare al bar con gli amici; per i coetanei fino ai 40 una possibile storia a lunga gittata.
Per i più senior sono la conquista amarcord per rivangare doti di latin lover sopite dalla canizie.
Mai a casa loro, per motivi di sicurezza e perché mi fa fatica muovermi troppo, devono essere loro a venire a Bologna; aperitivo, cena e poi a scelta se a casa mia, in un hotel sempre diverso o nel mio casino di caccia in collina ristrutturato a nido d’amore ai tempi delle mie nozze.
Dista venti minuti da Bologna ed è splendido, tutto in pietra e legno con un camino enorme e un letto a baldacchino d’altri tempi.
L’ultima regola è che se sento puzza di bruciato o di pericolo, dopo l’aperitivo gli do il benservito; molto spesso sono ancora in tempo per rimediare un secondo appuntamento in extremis che salvi il mio allenamento.
Ho quattro o cinque app di incontri e ricevo notifiche continuamente; non sono una top model dalle fattezze nordiche ma piaccio, e tanto basta.
Non mento, non prometto amore eterno o smancerie da futura sposina; prometto che la serata sarà divertente e agli uomini basta questo per accettare.
Non mi interessa l’aspetto fisico, ma sicuramente l’igiene sì, e un minimo di savoir faire.
Per il resto van bene ricchi, poveri, borghesi o operai, alti e bassi, magri e rotondetti anche se non amo gli obesi.
Ho fatto sesso con un nano, con un non vedente e con vari disabili, con uomini micro dotati o altri che avevano attrezzi degni di un cavallo.
Sono stata a letto con single, con uomini sposati, divorziati, vedovi, con due sacerdoti e perché no, anche con varie ragazze più o meno dichiaratamente lesbiche o bisex.
E’ allenamento pure quello, le endorfine dell’orgasmo sono le medesime e un buon strapon cura ogni invidia penis.
L’uomo di ieri sera era un 61enne vedovo da molti anni, molto educato ed elegante, forse persino troppo; aveva un velo di malinconia negli occhi che non è andato via in nessun momento della serata.
Mi ha narrato molte storie della sua vita senza mai fare accenno alla defunta, cosa che non avrei potuto sopportare; per quello ci sono gli psicologi, appunto, o i centri di ascolto nelle parrocchie.
Si è prodigato in un cunnilingus da premio oscar che mi ha procurato un doppio orgasmo più ravvicinato del solito; poi ha affondato i suoi colpi per troppo poco tempo per darmi una scarica di adrenalina decente e se ne è scusato.
Dopo un tempo refrattario lunghissimo, riempito da un buon cognac e da qualche piacevole aneddoto, ha tentato un bis ma ha osato troppo cercando il mio anfratto più torbido.
Non è riuscito ad avere un’erezione abbastanza marmorea da varcare le mie colonne d’ercole posteriori, e si è dovuto accontentare delle mie labbra che l’hanno portato alla gioia di un bis nel quale non si esibiva da anni, per sua stessa ammissione.
Non mi ha chiesto di rivederci, ma stamani ha avuto la squisitezza di farmi recapitare un mazzo di rose e questa cosa mi ha fatto capire che un mondo migliore è ancora possibile.
Ho archiviato la sua scheda, la numero 652 appunto.
Sono sicura di ricordarli tutti, non di viso, certo che no. Ma di quello che è capitato e se l’allenamento sia stato o meno di mio gradimento.
Qualcuno potrebbe pensare che sia una donna di facili e pessimi costumi; una puttana.
E molti uomini me l’hanno apertamente detto durante il rapporto: non ho mai incentivato ma neppure scoraggiato il dirty talking, e a molti uomini piace; li fa sentire provocanti e in posizione di dominio.
Qualcuno sa come rendere questa pratica intrigante e qualcuno invece la usa sguaiatamente.
Stessa cosa per le sculacciate; coloro che le hanno dosate con maestria mi han portato al livello successivo di piacere e coinvolgimento.
Qualcuno mi ha solo fatto diventare le natiche rosse come due angurie e talvolta ho dovuto fermarli per il dolore.
Non pratico sadomaso o bondage che dir si voglia, niente piogge dorate o schifezze simili; non sono cose che contribuiscono al benessere del mio fisico e neppure della mia mente: diciamolo, farsi pisciare addosso è da malati mentali, e di quelli ho l’agenda piena ma mi pagano per essere curati, non scopati.
Tra due giorni ho in ballo due potenziali partner e devo scegliere: un 40enne di Piacenza, e da lì di solito vengono parecchi zoticoni abbrutiti dalla vita in campagna tipica della bassa padana.
Oppure un trentenne di Viareggio che mi ha promesso di farmi ringiovanire di dieci anni; tipica sboronaggine dei toscani.
Nessuno dei due mi va a genio ma nessuno dei due è disdicevole; mi frulla un’idea balorda in testa e cerco di capire se sia una piega nuova che voglio dare alla mia tabella di allenamento.
Guardo sul telefono i due inviti in attesa di risposta: il letto del mio rifugio di campagna è un king size.
Sorrido, e lascio che il mio dito prema due volte il tasto “Conferma”.
scritto il
2026-02-23
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