La mamma della mia ragazza che gran figa
di
femminaporcella
genere
incesti
mi chiamo mustafà e sono un ragazzo del gambia, sono arrivato in italia per ricongiungermi ai miei genitori, avevo vent'anni ed ho frequentato un corso per pasticcere, poi finito il corso ho trovato lavoro inuna piccola pasticceria di un paese vicino a quello dove abitavo con i miei, dopo alcuni mesi ho conosciuto la figlia del proprietario, una bella ragazza di venti anni, io ne ho 24, ci siamo frequentati e poi visto che io venivo in bicicletta dal paese dei miei ogni giorno, con l'arrivo dell'inverno mi sono trasferito nella loro villetta, in una camera solo per me, il mio capo si chiama paolo un bell'uomo sui 50 anni, la moglie elena e la figlia enrica, io sono alto 190 cm, la moglie 'e il ritratto della figlia, solo molto più in carne, con lunghi capelli biondi.
Con Enrica mi trovavo bene, la domenica spesso i suoi genitori andavano da amici e noi potevamo stare soli e farci delle grandi scopate, solo che enrica frequentava l'università e verso l'estate ha deciso di fare l'erasmus, io non ero tanto felice ma lei e' partita per la svezia, comunque sono rimasto a casa dei miei quasi suoceri, un fine settimana il sognor paolo e' andato via per un convegno e siamo rimasti soli io ed elena, era giugno e faceva caldo, la sera la signora mi stuzzicava un pò, ma non esci, non vai un pò in giro, no sognora non conosco nessuno e sto bene con enrica, rto che sei un bel ragazzone, le ragazze ti faranno il filo, non so io sono molto legato ad enrica e mi spiace che sia lontana.
Poi siamo andati a dormire, nella notte elena mi chiama, io ero in pantaloncini, mustafà ho sentito dei rumori, io vado in camera sua era in piedi vicino alla fnestra con una camicia da notte quasi trasparente e intuivo le sue tettone, insomma mi sono eccitato, sai ho paura dormiresti con me, ma signora non so se posso, si dai ho bisogno di calore, ho paura, senti come tremo e si e' stretta a me, le sue tettone mi eccitavano, wow e si e' seduta sul letto, mi abbassa i panaloncini, ma che cazzo che hai, inizia famelica a spompinarmi, io in piedi alla fine le ho preso la testa e le scopavo la bocca, lei mugolava e colava saliva, poi iniziò a masturbarsi, dopo poco le sborrai in bocca e lei ingoiò e tossì, mi e' andata nel naso, poi si alzò, tolse la camicia da notte, ti piaccio, si signora, lei rideva, poi mi sinse sul etto ed iniziò un mozzacandela, ero venuto ma ero ancora duro, le sue tette ballavano, la sentivo godere e il suo succo colava sulle palle, ebbe un orgasmo fortissimo e si sdraiò, dai scopami, le tirai su le gambe, ero con una erezine spaventosa, elena era bella e tanta, le tirai su le gambe e lei mi allacciò la schiena, iniziai s stantuffarla con forza, ahh che grosso, ahh lo sento tutto ahh mi fai venire, andai avanti più di mezz'ora e ei impazziva di piacere, poi le sborrai nella figa con grnde piacere, rimanemmo sdraiati, la sua figa bella larga colava sperma.Sei stato fantastico, si ma non volevo tradire enrica ma lei e' così bella signora, dai tesoro chiamami elena, poi ci addormentammo, la mattina appena svegli un bel pompino, poi colazione e dopo si mise a pecora sul tavolo e io la scopai a lungo, le sue gambe bagnate dai suoi succhi che scendevano copiosi, poi le inumidii il culo e la inculai, il culo non era stretto, era abituata, la inculai a fondo e la sentii squirtare, solava la sua figa e aveva bagnato il pavimento, poi le riempii il culo di sborra, dopo lei andò sul vater e io in doccia, fino alla domenica sera passammo il tempo nudi, era insaziabile e io avevo sempre voglia della sua figa carnosa, delle sue tettone e del suo culo caldo ed avvolgente.
Poi tornò il signor paolo, noi tranquilli, facemmo finta di nulla, le settimane passavano e il ricordo di quel favoloso fine settimana era sempre vivo e alcune volte elena mi diceva che le mancavo, poi il sognor paolo morì di malore improvviso, così elena mi aiutava in negozio, il signor paolo era ancora nella bara e già elena mi saltava addosso, poi enrica disse che si era innamorata di uno svedese e sarebbe rimasta li, così io e la signora elena eravamo liberi di amarci e scopavamo ogni giorno, alla fine aveva il doppio dei miei anni, ma era un vulcano sessualmente parlando e quasi faticavo a soddisfarla, la domenica era una scopata unica, io resistevo ma lei non smetteva di venire, dopo un paio di anni di lavoro vendette il negozio e ci sposammo felici e dopo dieci anni e' una sessantenne tonica e sempre vogliosa di cazzo che non mi fa desiderare nessuna donna.
Con Enrica mi trovavo bene, la domenica spesso i suoi genitori andavano da amici e noi potevamo stare soli e farci delle grandi scopate, solo che enrica frequentava l'università e verso l'estate ha deciso di fare l'erasmus, io non ero tanto felice ma lei e' partita per la svezia, comunque sono rimasto a casa dei miei quasi suoceri, un fine settimana il sognor paolo e' andato via per un convegno e siamo rimasti soli io ed elena, era giugno e faceva caldo, la sera la signora mi stuzzicava un pò, ma non esci, non vai un pò in giro, no sognora non conosco nessuno e sto bene con enrica, rto che sei un bel ragazzone, le ragazze ti faranno il filo, non so io sono molto legato ad enrica e mi spiace che sia lontana.
Poi siamo andati a dormire, nella notte elena mi chiama, io ero in pantaloncini, mustafà ho sentito dei rumori, io vado in camera sua era in piedi vicino alla fnestra con una camicia da notte quasi trasparente e intuivo le sue tettone, insomma mi sono eccitato, sai ho paura dormiresti con me, ma signora non so se posso, si dai ho bisogno di calore, ho paura, senti come tremo e si e' stretta a me, le sue tettone mi eccitavano, wow e si e' seduta sul letto, mi abbassa i panaloncini, ma che cazzo che hai, inizia famelica a spompinarmi, io in piedi alla fine le ho preso la testa e le scopavo la bocca, lei mugolava e colava saliva, poi iniziò a masturbarsi, dopo poco le sborrai in bocca e lei ingoiò e tossì, mi e' andata nel naso, poi si alzò, tolse la camicia da notte, ti piaccio, si signora, lei rideva, poi mi sinse sul etto ed iniziò un mozzacandela, ero venuto ma ero ancora duro, le sue tette ballavano, la sentivo godere e il suo succo colava sulle palle, ebbe un orgasmo fortissimo e si sdraiò, dai scopami, le tirai su le gambe, ero con una erezine spaventosa, elena era bella e tanta, le tirai su le gambe e lei mi allacciò la schiena, iniziai s stantuffarla con forza, ahh che grosso, ahh lo sento tutto ahh mi fai venire, andai avanti più di mezz'ora e ei impazziva di piacere, poi le sborrai nella figa con grnde piacere, rimanemmo sdraiati, la sua figa bella larga colava sperma.Sei stato fantastico, si ma non volevo tradire enrica ma lei e' così bella signora, dai tesoro chiamami elena, poi ci addormentammo, la mattina appena svegli un bel pompino, poi colazione e dopo si mise a pecora sul tavolo e io la scopai a lungo, le sue gambe bagnate dai suoi succhi che scendevano copiosi, poi le inumidii il culo e la inculai, il culo non era stretto, era abituata, la inculai a fondo e la sentii squirtare, solava la sua figa e aveva bagnato il pavimento, poi le riempii il culo di sborra, dopo lei andò sul vater e io in doccia, fino alla domenica sera passammo il tempo nudi, era insaziabile e io avevo sempre voglia della sua figa carnosa, delle sue tettone e del suo culo caldo ed avvolgente.
Poi tornò il signor paolo, noi tranquilli, facemmo finta di nulla, le settimane passavano e il ricordo di quel favoloso fine settimana era sempre vivo e alcune volte elena mi diceva che le mancavo, poi il sognor paolo morì di malore improvviso, così elena mi aiutava in negozio, il signor paolo era ancora nella bara e già elena mi saltava addosso, poi enrica disse che si era innamorata di uno svedese e sarebbe rimasta li, così io e la signora elena eravamo liberi di amarci e scopavamo ogni giorno, alla fine aveva il doppio dei miei anni, ma era un vulcano sessualmente parlando e quasi faticavo a soddisfarla, la domenica era una scopata unica, io resistevo ma lei non smetteva di venire, dopo un paio di anni di lavoro vendette il negozio e ci sposammo felici e dopo dieci anni e' una sessantenne tonica e sempre vogliosa di cazzo che non mi fa desiderare nessuna donna.
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