La presentazione del libro

di
genere
masturbazione

L'aria all'interno della libreria era ancora densa di parole non dette e del profumo della carta stampata quando la presentazione terminò. Luisa, ventisette anni e una curiosità che le brillava negli occhi scuri, era rimasta colpita non tanto dal libro, quanto dalla profondità con cui Angelo ne aveva discusso. Lui, con i suoi quarantotto anni portati con una disinvoltura elegante e un filo di barba brizzolata, emanava un’autorità calma che l'aveva magnetizzata per tutta la serata. Quando i loro sguardi si erano incrociati durante il dibattito, Luisa aveva avvertito una scossa, un riconoscimento immediato che andava oltre la semplice condivisione intellettuale.

Fuori pioveva con un’insistenza sottile, trasformando le luci della città in macchie sfocate sull'asfalto nero. "Ti serve un passaggio? La mia auto è qui vicino," le disse Angelo, comparendole accanto mentre lei cercava l'ombrello nella borsa. La sua voce era bassa, una vibrazione che sembrava accarezzarle la schiena. Luisa accettò con un cenno del capo, sentendo il cuore accelerare un ritmo che non aveva nulla a che fare con il freddo della sera. Entrare nell'abitacolo della sua auto fu come scivolare in un universo parallelo: l'odore del cuoio, una musica jazz appena accennata e il calore che le avvolse immediatamente le gambe.

Mentre Angelo guidava con gesti sicuri, il silenzio tra loro divenne denso, quasi tattile. Parlarono del libro, certo, ma le parole erano solo un velo sopra un'attrazione che premeva per liberarsi. Luisa osservava le mani di lui sul volante, mani grandi e sapienti, e si ritrovò a desiderare che quel viaggio non finisse mai. Quando lui accostò sotto il portone di lei, non spense il motore, ma si voltò a guardarla. La luce fioca del cruscotto scavava ombre affascinanti sul suo volto, rendendo il suo sguardo ancora più intenso. Angelo le sfiorò una ciocca di capelli, un gesto lento che parve durare un'eternità. In quel piccolo spazio chiuso, tra il ticchettio della pioggia sul tetto e il respiro che si faceva corto, la differenza d'età sparì, lasciando posto solo a una connessione elettrica e ineludibile che prometteva di cambiare tutto.

Angelo le sfiorò la ciocca dei capelli, un gesto che la fece sussultare. Luisa, con lo sguardo fisso nei suoi occhi, sentì il calore salirle alle guance. Un desiderio inaspettato, una fame repressa, si risvegliò in lei. Allargò le gambe, il tessuto della gonna che si sollevava appena, e con lo sguardo spostò l'attenzione verso il centro delle sue cosce, un invito silenzioso e audace. Prese la mano di Angelo, la sua pelle che si mescolava alla sua, e la portò tra il suo calore. Angelo, senza esitazione, accolse l'invito. Con gesti lenti e precisi, spostò le mutandine di Luisa, rivelando la sua intimità. Le sue dita, esperte e gentili, iniziarono a muoversi, accarezzando e stimolando il corpo di lei.

Luisa gemette, il piacere che la percorreva come una scarica elettrica. Le dita di Angelo, esperte e delicate, danzavano sul suo corpo, portandola sull'orlo. Il respiro si fece affannoso, il cuore martellava nel petto. Un'onda di calore la invase, un'esplosione di sensazioni che la fece sussultare. L'orgasmo la colse di sorpresa, un vortice di piacere che la scosse da capo a piedi. Le dita di Angelo, ancora lì, furono il punto focale di quella scarica, il culmine di un'estasi indimenticabile.
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Io sono Luisa Damore e amo scrivere di erotismo.
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scritto il
2026-01-22
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