Ancora il giardiniere

di
genere
esibizionismo


Ci risiamo l’ho fatto un’altra volta ho scavalcato il recinto del giardino come una ladra per entrare di nascosto in casa del mio amante. Attraversando Il giardino sapevo di beccare lui il giardiniere detto l’orco stava potando gli ulivi sulla scala, anni 75 tutta panza capelli bianchi e faccia da orco, pantaloni color cachi con tasconi cintura di pelle marrone logora, dove attraverso i passanti tiene appesa la custodia delle cesoie che teneva in mano ed ad ogni ramo che posava e metteva un verso grottesco di fatica con la gola, golf di lana infeltrito, logorato sui gomiti e sui polsi troppo corte e troppo stretto per quell’enorme stomaco tanto da intravedere, fuoriuscire la pancia strizzata da quella cintura, ai piedi un vecchio paio di scarpe della domenica di pelle marrone tinta e consumata con le suole sfinite lateralmente.
Passando di sotto lo saluto e gli dico buongiorno, finalmente ci incontriamo, signor S. Proseguo fin sotto il portico dove mi sta aspettando lui che mi sorride e sa già che ho mirato la pred che so per certo mi stia ancora guardando le mie gambe velate color carne, i piedi negli aghi e il mio corpo avvolto in un mini Dress… come biasimarlo!
Rimaniamo appositamente ancora un po’ a parlare lì fuori, per attirare la sua attenzione, voglio che si avvicini il più possibile all’entrata e in men che non si dica vedo muovere la scala magicamente sembra che abbia già fatto più di cinque alberi a quel punto so che ha abboccato adesso inizia il bello indietro non si torna, entriamo in casa e ci mettiamo al di là della vetrata scorrevole sul divano faccio cadere a terra il mio abito resto solamente con i miei collant ultra velati sfilo con destrezza il mio ugg e allungo la gamba per mettere il mio piede caldo, umido e odoroso davanti alla bocca e al naso a lui seduto sul divano che inizia a sniffarlo rumorosamente e a leccarlo accuratamente tra ogni dita.
Stiamo a 1000 e dopo pochi minuti sono già in ginocchio ai suoi piedi che mi prendo cura del suo vulcano in eruzione.
Sto contando i minuti quando intravede un’ombra alle mie spalle lateralmente semi nascosto lo vediamo freneticamente muovere quella mano tarchiata larga dalle dita corte e tozze con le unghie nere che ci guarda ci spia ci invidia… Bingo ci siamo il tonno ha il lamo conficcato perfettamente in bocca, posso iniziare a usare il mulinello per tirarlo dentro la rete… è nostro!
( continua ….)
scritto il
2026-03-10
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