Gianna ricattata - X parte - LEI
di
sexydurex
genere
dominazione
Arrivò il primo fine settimana di quel mese assurdo.
Lo zio sarebbe dovuto rimanere in casa con la zia e, comunque, non avrebbe avuto libertà di movimento come durante la settimana.
Tirai un sospiro di sollievo, forse sarei riuscita a rilassarmi per due giorni.
Non fu così.
Il sabato sera accettai l’invito di un gruppo di miei amici; saremmo andati, semplicemente, a mangiare una pizza e sarei tornata a casa. Papà mi avrebbe aspettato a casa.
Indossai un micro abito, non avevo altro da mettere a parte i leggings; ero ancora, praticamente, nuda. Una gonna verde elasticizzata, cortissima, all’altezza del culo, ed un top di pizzo bianco, del tutto trasparente.
I miei amici erano abituati a vedermi vestita sensuale, ma mai in maniera così esplicitamente audace.
Nessuno fece commenti ed arrivammo in pizzeria.
Stavo parlando con una di loro, quando gelai, vedendo uno dei camerieri. Era uno di quei dodici che mi avevano preso nel casolare, con Mimmo e Nino.
Lui mi riconobbe subito, me ne accordi dagli sguardi che cercava di ricambiarmi.
Feci finta di nulla, ma quando arrivò il mio turno per ordinare fece un allusione che colsi soltanto io
- Per la signora che pizza facciamo? Vuole la nostra specialità?
- Quale sarebbe, chiesi ingenuamente
- Una pizza, mi consenta, molto porca e se la prova non ne basterà solo una
Abbassai lo sguardo, e risposi
- No, la ringrazio; oggi voglio stare leggera, va bene una semplice margherita
Mi sorrise, ma non finì lì.
Mi alzai per andare alla toilette.
Chiesi dove fosse e mi accompagnò lui stesso; non era la toilette, ma uno spogliatoio per il personale
- Ehi troietta, ti piace ancora leccare la merda?
- per favore, lasciami andare e dimmi dov’è il bagno
- ok, ma quando finisci di mangiare la pizza, raggiungimi qui e mi fai un bel pompino…altrimenti avrei da raccontare qualcosa ai tuoi amici
Mi fece uscire; ero stravolta, mi venne il panico, forse non mi sarei mai più liberata da quella situazione.
Arrivò la pizza e la mangiai con gusto.
Appena la terminai, il cameriere venne a prendere il piatto e mi fece un impercettibile segno.
Quando gran parte del tavolo si alzò, per andare a fumare fuori dal locale, mi alzai con una scusa.
Lo raggiunsi nello spogliatoio; non era solo, lo stronzo
- Manuel, questa è la troia; che ti dicevo che sarebbe venuta, ha sempre fame di cazzi
- Cazzo, è davvero figa
Manuel mi palpò immediatamente il culo
- Facciamo presto, che mi aspettano, dissi senza alcun imbarazzo.
Mi inginocchiai, legai i capelli e tirai fuori i loro cazzi. Li leccai e li spompinai insieme, segandoli e succhiandoli.
Vennero in pochi minuti, facendomi ingoiare due discrete sborrate.
Uscii sistemandomi la minigonna, raggiunsi il tavolo
- tutto bene? mi chiese una mia amica
- sì, sì, tutto bene
Cercai di far finta di nulla; la serata trascorse senza ulteriori sorprese sino alla fine della cena; ci alzammo per andare via e, quando eravamo ormai fuori dal locale, il cameriere ci raggiunse e mi disse di rientrare perché mi era caduto il documento.
Non capii, ma rientrai.
Nel locale non c’era più nessuno, vidi i due che avevo spompinato, farmi cenno di andare da solo, nella toilette.
Qui dentro, mi dissero
- dobbiamo pisciare, troia, apri la bocca
- per favore, mi aspettano fuori
- prendilo in bocca ed ingoia tutto, altrimenti ti bagniamo sui vestiti
Mi inginocchiai, non avevo scelta, uno per uno, mi pisciarono in bocca e dovetti ingoiare tutto.
Mi alzai, avevo qualche goccia sul mento che asciugai e corsi fuori.
Nessuno fece domande.
Finalmente tornai a casa, capii che, per quei giorni, sarebbe stato meglio non uscire con i miei amici.
Entrai a casa e trovai papà, ma non era solo
- Finalmente, disse Saverio, il vicino di casa, porco
- nooo, esclamai soltanto
- Posso? chiese Saverio a papà, il quale fece solo segno di sì con la testa
Evidentemente era un ordine dello zio.
Rassegnata, presi quel porco di Saverio per mano e me lo portai in camera
Chiudendo la porta, guardai mio padre
- a dopo
mi salutò con uno strano sorriso che non riuscii ad interpretare.
Guardai Saverio, volevo sbrigare quella faccenda
- Senti, sai già quali sono le regole?
- sì, posso chiederti di fare qualsiasi cosa, ma non devo procurarti dolore fisico
- bravo, altrimenti ti mando via
Si spogliò, rimanendo completamente nudo. Un altro vecchio da scopare, pensai
Si stese sul mio letto
- Lascia la luce accesa, voglio guardarti, mi disse, iniziando a masturbarsi. Spogliati lentamente
Lo guardavo, mentre ancheggiavo; gli detti le spalle e feci scivolare la micro gonna ai piedi, mi piegai, mostrandogli il culo e le labbra della figa; rimasi sempre girata di spalle e mi tolsi il top, quindi mi voltai verso di lui, completamente nuda, con indosso solo le scarpe.
- Cosa vuoi che faccia? gli chiesi
- Fammi vedere come funziona quella sedia, indicando la sedia con i due plug
Mi avvicinai, allargai le cosce e presi i due vibratori, per sistemarli, prima quello nel culo e poi scesi su quello nella figa. Gli indicai il telecomando e gli dissi come azionarlo.
Lo fece, mise la velocità al massimo di entrambi i plug
- siiiiiii…mamma mia…siiiiiii iniziai a gemere, chiusi gli occhi, stavo godendo davvero
Saverio si stava segando, guardandomi, le gambe aperte, gli occhi semichiusi, il cazzo in mano, durissimo
- spegni, ho voglia del tuo cazzo, dissi inaspettatamente
Non se lo fece ripetere, prese il telecomando e spense i vibratori; me li sfilai, andai a cavalcioni su di lui, in posizione 69, sbattendogli la figa in faccia; mi piegai per prendergli il cazzo in bocca, invitandolo a leccarmi la passera. Ci leccammo a vicenda per diversi minuti; il suo cazzo pulsava e, non so perché, lo volevo nella figa.
Mi staccai dalle sue labbra, mi girai e lo cavalcai. Mi feci penetrare, standogli sopra, gli presi le mani e le portai sulle tette. Mi muovevo sul suo cazzo, sentendolo crescere e scoparmi.
Mi piegai, lo baciai e gli sussurrai nell’orecchio di incularmi con le dita.
Lo fece, infilando tre dita e muovendole in sincronia con il cazzo.
Gemetti, lo guardai e lo provocai
- cosa vuoi che ti faccia, porco?
- come sai fare
- io so fare tutto, vuoi sborrarmi in faccia?
- si, anche in bocca
- mmmmh…mi vuoi riempire con il tuo sperma, maiale, e cos’altro vuoi?
- voglio il tuo culo
- siiiiii…l’avrai, e poi? Lo sai che puoi pisciarmi in bocca, se lo desideri?
- davvero?
- sì…immaginati mentre mi pisci in faccia ed in bocca…e sai cos’altro faccio?
- no, dimmelo
Mi piegai, mi avvicinai con la bocca all’orecchio, volevo farlo impazzire
- se caghi, poi ti lecco il culo sporco di merda, te lo pulisco tutto con la lingua
- siiiiii…troia…porca…zoccola…siiiiiii, mi fai impazzire
gli sorrisi
- prima inculami
Mi sfilai e mi misi carponi; lui venne dietro, mi prese dai fianchi e me lo infilò facilmente nel culo. Eravamo di fronte allo specchio, sollevai il capo e vidi il riflesso; un vecchio, che non sopportavo, mi stava inculando, e mi piaceva. Affondò nel culo con foga, lo sentii sbattermi ed arrivare sino in fondo. Si piegò su di me, mi prese per i capelli, e mi baciò sulle labbra
- sfondami, Saverio, poi vieni a sborrarmi sulla faccia e dopo mi pisci dovunque, fallo, ti pregoooooo
Godetti; lui tolse il cazzo dal culo e corse davanti a me, si segò e mi schizzò in pieno volto.
Gli pulii la cappella, la leccai tutta intorno, succhiai le ultime gocce di sborra.
Mi sedetti sul letto, con la faccia completamente coperta di sperma.
- Pisciami in faccia, gli dissi
Saverio lo prese in mano e lo tenne in direzione del mio volto. Chiusi gli occhi ed attesi. Finalmente iniziò, all’iniziò con brevi e corti schizzi, poi si mise a pisciare normalmente, inondandomi viso e bocca.
Gocciolavo piscio, lo leccai per pulirlo dalle ultime gocce. Lo guardai
- Non credevi avessi una vicina così porca?
- Ti ho sentito urlare di piacere, nelle ultime sere
- e ti segavi, immaginandomi?
- si, ogni sera. Toglimi una curiosità
- dimmi
- davvero lecchi il culo sporco di merda
sorrisi e gli risposi
- facciamo così, domani mattina, prima di cagare, mi chiami, vengo a casa tua…e poi ti faccio un regalone con questa lingua
Incredulo, si vestì ed uscì dalla camera.
Il fine settimana non era ancora terminato
Lo zio sarebbe dovuto rimanere in casa con la zia e, comunque, non avrebbe avuto libertà di movimento come durante la settimana.
Tirai un sospiro di sollievo, forse sarei riuscita a rilassarmi per due giorni.
Non fu così.
Il sabato sera accettai l’invito di un gruppo di miei amici; saremmo andati, semplicemente, a mangiare una pizza e sarei tornata a casa. Papà mi avrebbe aspettato a casa.
Indossai un micro abito, non avevo altro da mettere a parte i leggings; ero ancora, praticamente, nuda. Una gonna verde elasticizzata, cortissima, all’altezza del culo, ed un top di pizzo bianco, del tutto trasparente.
I miei amici erano abituati a vedermi vestita sensuale, ma mai in maniera così esplicitamente audace.
Nessuno fece commenti ed arrivammo in pizzeria.
Stavo parlando con una di loro, quando gelai, vedendo uno dei camerieri. Era uno di quei dodici che mi avevano preso nel casolare, con Mimmo e Nino.
Lui mi riconobbe subito, me ne accordi dagli sguardi che cercava di ricambiarmi.
Feci finta di nulla, ma quando arrivò il mio turno per ordinare fece un allusione che colsi soltanto io
- Per la signora che pizza facciamo? Vuole la nostra specialità?
- Quale sarebbe, chiesi ingenuamente
- Una pizza, mi consenta, molto porca e se la prova non ne basterà solo una
Abbassai lo sguardo, e risposi
- No, la ringrazio; oggi voglio stare leggera, va bene una semplice margherita
Mi sorrise, ma non finì lì.
Mi alzai per andare alla toilette.
Chiesi dove fosse e mi accompagnò lui stesso; non era la toilette, ma uno spogliatoio per il personale
- Ehi troietta, ti piace ancora leccare la merda?
- per favore, lasciami andare e dimmi dov’è il bagno
- ok, ma quando finisci di mangiare la pizza, raggiungimi qui e mi fai un bel pompino…altrimenti avrei da raccontare qualcosa ai tuoi amici
Mi fece uscire; ero stravolta, mi venne il panico, forse non mi sarei mai più liberata da quella situazione.
Arrivò la pizza e la mangiai con gusto.
Appena la terminai, il cameriere venne a prendere il piatto e mi fece un impercettibile segno.
Quando gran parte del tavolo si alzò, per andare a fumare fuori dal locale, mi alzai con una scusa.
Lo raggiunsi nello spogliatoio; non era solo, lo stronzo
- Manuel, questa è la troia; che ti dicevo che sarebbe venuta, ha sempre fame di cazzi
- Cazzo, è davvero figa
Manuel mi palpò immediatamente il culo
- Facciamo presto, che mi aspettano, dissi senza alcun imbarazzo.
Mi inginocchiai, legai i capelli e tirai fuori i loro cazzi. Li leccai e li spompinai insieme, segandoli e succhiandoli.
Vennero in pochi minuti, facendomi ingoiare due discrete sborrate.
Uscii sistemandomi la minigonna, raggiunsi il tavolo
- tutto bene? mi chiese una mia amica
- sì, sì, tutto bene
Cercai di far finta di nulla; la serata trascorse senza ulteriori sorprese sino alla fine della cena; ci alzammo per andare via e, quando eravamo ormai fuori dal locale, il cameriere ci raggiunse e mi disse di rientrare perché mi era caduto il documento.
Non capii, ma rientrai.
Nel locale non c’era più nessuno, vidi i due che avevo spompinato, farmi cenno di andare da solo, nella toilette.
Qui dentro, mi dissero
- dobbiamo pisciare, troia, apri la bocca
- per favore, mi aspettano fuori
- prendilo in bocca ed ingoia tutto, altrimenti ti bagniamo sui vestiti
Mi inginocchiai, non avevo scelta, uno per uno, mi pisciarono in bocca e dovetti ingoiare tutto.
Mi alzai, avevo qualche goccia sul mento che asciugai e corsi fuori.
Nessuno fece domande.
Finalmente tornai a casa, capii che, per quei giorni, sarebbe stato meglio non uscire con i miei amici.
Entrai a casa e trovai papà, ma non era solo
- Finalmente, disse Saverio, il vicino di casa, porco
- nooo, esclamai soltanto
- Posso? chiese Saverio a papà, il quale fece solo segno di sì con la testa
Evidentemente era un ordine dello zio.
Rassegnata, presi quel porco di Saverio per mano e me lo portai in camera
Chiudendo la porta, guardai mio padre
- a dopo
mi salutò con uno strano sorriso che non riuscii ad interpretare.
Guardai Saverio, volevo sbrigare quella faccenda
- Senti, sai già quali sono le regole?
- sì, posso chiederti di fare qualsiasi cosa, ma non devo procurarti dolore fisico
- bravo, altrimenti ti mando via
Si spogliò, rimanendo completamente nudo. Un altro vecchio da scopare, pensai
Si stese sul mio letto
- Lascia la luce accesa, voglio guardarti, mi disse, iniziando a masturbarsi. Spogliati lentamente
Lo guardavo, mentre ancheggiavo; gli detti le spalle e feci scivolare la micro gonna ai piedi, mi piegai, mostrandogli il culo e le labbra della figa; rimasi sempre girata di spalle e mi tolsi il top, quindi mi voltai verso di lui, completamente nuda, con indosso solo le scarpe.
- Cosa vuoi che faccia? gli chiesi
- Fammi vedere come funziona quella sedia, indicando la sedia con i due plug
Mi avvicinai, allargai le cosce e presi i due vibratori, per sistemarli, prima quello nel culo e poi scesi su quello nella figa. Gli indicai il telecomando e gli dissi come azionarlo.
Lo fece, mise la velocità al massimo di entrambi i plug
- siiiiiii…mamma mia…siiiiiii iniziai a gemere, chiusi gli occhi, stavo godendo davvero
Saverio si stava segando, guardandomi, le gambe aperte, gli occhi semichiusi, il cazzo in mano, durissimo
- spegni, ho voglia del tuo cazzo, dissi inaspettatamente
Non se lo fece ripetere, prese il telecomando e spense i vibratori; me li sfilai, andai a cavalcioni su di lui, in posizione 69, sbattendogli la figa in faccia; mi piegai per prendergli il cazzo in bocca, invitandolo a leccarmi la passera. Ci leccammo a vicenda per diversi minuti; il suo cazzo pulsava e, non so perché, lo volevo nella figa.
Mi staccai dalle sue labbra, mi girai e lo cavalcai. Mi feci penetrare, standogli sopra, gli presi le mani e le portai sulle tette. Mi muovevo sul suo cazzo, sentendolo crescere e scoparmi.
Mi piegai, lo baciai e gli sussurrai nell’orecchio di incularmi con le dita.
Lo fece, infilando tre dita e muovendole in sincronia con il cazzo.
Gemetti, lo guardai e lo provocai
- cosa vuoi che ti faccia, porco?
- come sai fare
- io so fare tutto, vuoi sborrarmi in faccia?
- si, anche in bocca
- mmmmh…mi vuoi riempire con il tuo sperma, maiale, e cos’altro vuoi?
- voglio il tuo culo
- siiiiii…l’avrai, e poi? Lo sai che puoi pisciarmi in bocca, se lo desideri?
- davvero?
- sì…immaginati mentre mi pisci in faccia ed in bocca…e sai cos’altro faccio?
- no, dimmelo
Mi piegai, mi avvicinai con la bocca all’orecchio, volevo farlo impazzire
- se caghi, poi ti lecco il culo sporco di merda, te lo pulisco tutto con la lingua
- siiiiii…troia…porca…zoccola…siiiiiii, mi fai impazzire
gli sorrisi
- prima inculami
Mi sfilai e mi misi carponi; lui venne dietro, mi prese dai fianchi e me lo infilò facilmente nel culo. Eravamo di fronte allo specchio, sollevai il capo e vidi il riflesso; un vecchio, che non sopportavo, mi stava inculando, e mi piaceva. Affondò nel culo con foga, lo sentii sbattermi ed arrivare sino in fondo. Si piegò su di me, mi prese per i capelli, e mi baciò sulle labbra
- sfondami, Saverio, poi vieni a sborrarmi sulla faccia e dopo mi pisci dovunque, fallo, ti pregoooooo
Godetti; lui tolse il cazzo dal culo e corse davanti a me, si segò e mi schizzò in pieno volto.
Gli pulii la cappella, la leccai tutta intorno, succhiai le ultime gocce di sborra.
Mi sedetti sul letto, con la faccia completamente coperta di sperma.
- Pisciami in faccia, gli dissi
Saverio lo prese in mano e lo tenne in direzione del mio volto. Chiusi gli occhi ed attesi. Finalmente iniziò, all’iniziò con brevi e corti schizzi, poi si mise a pisciare normalmente, inondandomi viso e bocca.
Gocciolavo piscio, lo leccai per pulirlo dalle ultime gocce. Lo guardai
- Non credevi avessi una vicina così porca?
- Ti ho sentito urlare di piacere, nelle ultime sere
- e ti segavi, immaginandomi?
- si, ogni sera. Toglimi una curiosità
- dimmi
- davvero lecchi il culo sporco di merda
sorrisi e gli risposi
- facciamo così, domani mattina, prima di cagare, mi chiami, vengo a casa tua…e poi ti faccio un regalone con questa lingua
Incredulo, si vestì ed uscì dalla camera.
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