La mia pelle sulla tua pelle.

Scritto da , il 2022-11-29, genere saffico

La mia pelle sulla tua pelle.
Nude.
Contatto di due donne che si amano.
La mia bocca sulla tua bocca.
Sottile attrito di morbide superficie, le mie labbra sulle tue; sfioramento di petali di papavero, di rossi tulipani microscopicamente increspati.
Ne avverto la fine rugosità, mentre le accarezzo con le mie, rapendoti un bacio.
Le mie dita ti accarezzano la fronte, pettinano le tue sopracciglia castane dorate e continuano sul profilo dei tuoi occhi che mi guardano e mi sorridono.
Le mie dita sulle tue tempie, sulle guance, sul tuo mento.
Polpastrelli in lento esodo sul tuo collo e sulla tua schiena.
Transumanza di calme greggi, le mie dita si perdono in percorsi tortuosi e senza meta sulla pelle setosa della tua schiena.
Percorro i profili delle tue vertebre, rimbalzo tra i rilievi delle tue scapole e mi inebrio della morbidezza del tegumento che riveste di bellezza il tuo cuore dorato, il tuo amore incarnato.
Pelle morbida delle tue ascelle curate, ti accarezzo con la punta del naso, sussurro planando sulle tue cellule dolci parole d'amore con le mie labbra che cercano il tuo contatto.
Pelle piena, lino fresco e leggero sulle tue braccia abbronzate; il tuo profilo diventa affusolato alle estremità delle tue appendici, le tue dita curate che da poco sono entrate nel mio corpo per narrarmi del piacere saffico; le tue unghie vezzosamente smaltate perchè ti piace farti bella per me, curare il tuo splendore nei minimi dettagli affinché il mio sguardo adorante sul tuo corpo nudo si perda in melodie ineffabili.
Pelle tesa ricopre i tuoi seni, pelle delicata, variegata in sfumature nelle ombreggiature delle tue tonde curve, dei tuoi rilievi perfetti e abbondanti.
La sfioro con le dita e i capezzoli si contraggono di piacere, antenne sensibili in attesa dei miei baci.
Capezzoli appuntiti e duri, eccitante cedevolezza porosa in forma di lampone, sapore inebriante.
Accarezzo con le dita i tuoi seni, li ripercorro con le mie labbra e con la lingua firmo il mio amore per te.
Il mio seno sul tuo seno.
Indirizzo i miei capezzoli per incontrare i tuoi. Incontro tra due razze, simbiosi di due donne innamorate, contrasti di colori e di sapori.
Il tuo profumo di donna mediterranea, l'odore della mia pelle esotica.
Strofino i miei capezzoli sui tuoi mentre tu segui i miei gesti e ti sciogli in gemiti di eccitazione e sospiri di attesa.
Colore scuro delle mie cime, sfumatura rosa chiaro delle tue vette, ora a contatto: eccitazione reciproca, spasmodica attesa mentre serpeggia fra le cosce il desiderio umido e odoroso.
Baci rispettosi, sfioramenti appena accennati di labbra, di polpastrelli curiosi, di sguardi indagatori.
Il mio tatto sul tuo petto, circondo i tuoi seni con orbite concentriche, anelli e spirali convergenti e rotte divergenti verso l'imbuto oscuro del tuo ombelico.
La pelle del tuo ventre freme e si contrae quando la insidio con i miei dolci assalti, quando vi disegno un rosario di baci, mentre la mia lingua scrive nuove poesie di calda saliva.
Piccoli baci senza permesso, insinuazioni impertinenti, ticchettio in punta di lingua, la pelle del tuo ventre, il gorgo di perdizione del tuo ombelico mi risucchia e mi rapisce, incatena i miei voleri e li dirotta verso pensieri di seduzione e di penetrazione profonda.
Scivolo lungo i peli del tuo pube, rinnovo i solchi delle tue pieghe inguinali.
Punta di naso in binari di oscuro piacere, esplosione di sensi lungo le pieghe che avvolgono il tuo fiore. Profumi di donna, emanazioni di desiderio e di attesa.
Piccoli aratri rispettosi, i miei polpastrelli interrogano le pieghe tra le tue cosce e il monte della dea della bellezza, la tua vulva sussulta al gentile contatto.
I miei seni sfiorano il tuo pube, i miei capezzoli bussano alla porta del piccolo guardiano della soglia del piacere ottenebrante.
Ti volto per contemplare ogni particolare della tua bellezza, ogni segreto del tuo corpo e affondo lo sguardo sul tuo sedere.
Rinnovo il corteo di baci sui tuoi glutei e insinuo la lingua nella tua piega più seducente.
Le mie carezze ora scolpiscono rilievi arabescati sul tuo sedere; sottili filigrane di baci sulle tue lune piene, la punta della lingua sfiora il buco più scuro.
Ti tocco, ti penetro, ti disegno con pennelli di piacere, morbide setole di acquarelli per sfumature impressionistiche di piacere e anelito.
Cosce piene, cosce forti, guizzo di muscoli pronti per l'accoppiamento, cosce spesse e profumate.
Lenti movimenti in invitante apertura, ginocchia che si discostano per mostrarmi e offrirmi la culla del desiderio, la fonte umida della tua perdizione, la fiaba decantata da musicisti barocchi.
Le ginocchia affusolate si distendono al contatto con le dita, messaggeri di tenerezze che ti cullano e ti corteggiano in seducenti tracce fra brughiere di erica appena accennata.
Gambe irresistibili si offrono al mio sguardo quando ti sfilo le autoreggenti, polpacci sensuali, curve in chiave di violino per il vellutato passaggio del mio tocco discreto.
Piedi divini si contorcono al contatto dei miei baci, le dita imbizzarrite come piccoli puledri festosi si ribellano al mio tentativo di imbrigliarle di carezze e di baci.
Ripercorro la pelle del tuo corpo accarezzandoti con i miei piedi. E dopo le mani, la punta del naso, le labbra e la lingua, i seni che hanno scandagliato ogni tua curvatura, ritorno sui miei passi con le dita dei piedi a duellare con le tue in una tenzone di tenerezze.
I miei piedi attraversano le tue cosce e corteggiano l'umida entrata, si dipanano nel morbido vello del tuo monte e risalgono come onde di marea sul tuo ventre per infrangersi sui tuoi seni.
Affondo i piedi nelle tue tette, dolce morbidezza, impasto erotico di desiderio.
Mi muovo verso le tue ascelle e lambisco di nuovo la tua bocca; dita minute intorno alle tue labbra, ne scardinano esplosioni di baci.
I miei piedi accarezzano il tuo volto e si perdono nei tuoi capelli.
Il tuo corpo esplorato con ogni mia terminazione sensitiva e tattile.
La tua pelle indagata in ogni suo anfratto, carezze multiformi, variazioni cromatiche di contatti sensuali.
Ora mi sdraio nuda su di te, accolta e avvolta dal tuo abbraccio.
Il mio ventre sul tuo, i miei peli accarezzano i tuoi, con le mie gambe incateno le tue, le mie braccia ti scivolano sulla schiena nuda e io aderisco a te, come una nuova pelle, come un velluto intessuto per proteggerti e consegnarti a una nuova notte d'amore.
La mia pelle sulla tua, la mia essenza ti compenetra, si distende come un alito di petali, un sospiro di umido calore.

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