Cigarettes after sex
scritto il 2026-11-07 tempo di lettura 3 min
di
1villanelle3
genere
Confessioni, Corna, Saffico
cura
A+
Dovevo sposarmi, stavo con l'uomo più bravo e bello del mondo. Avevo tutto, ma alla fine l'ho tradito con Alessandra. Torno sempre da lei.
La incontro un giorno, per caso, mentre stavo entrando in un bar a bere un caffè, lei usciva. Ci salutiamo come due vecchie amiche, mi dice che ha visto le foto della proposta che mi ha fatto Claudio, che siamo una bella coppia e che è felice per noi. Poi mi fa la domanda più semplice e innocua del mondo: “sei felice?”. Annuisco, le faccio vedere il brillocco, dico di sì. Entro al bar.
Salgo in macchina subito dopo, mi tremano le mani, compongo il suo numero di telefono. Risponde dopo un solo squillo, mi stava aspettando.
Dopo un'ora sono sotto casa sua. Cazzo. Lo so che sto sbagliando, posso ancora tornare indietro, la mia mano è già pronta sul citofono. Mi fa entrare, sono io a baciare lei. La colonna sonora di Dexter in sottofondo. La sua lingua è pronta, mi conosce, sente la mia disperazione. Mi bacia, le metto le mani intorno al collo, lei mi spinge contro lo schienale del divano, mi divarica le gambe, mi prende il braccio dove ho l'anello, lo sfila. Lo lancia senza cura a terra, sei anni della mia vita buttati via per una scopata. Mi infila tre dita nella figa mentre mi morde il collo. Le spinge fino in fondo, le apre, ho bisogno di sentirla dentro. Toglie le dita, vuole andare in camera, ci baciamo mentre ci spostiamo, non ci arriviamo. Mi scopa a terra. Mi apre le gambe, mi pianta di nuovo due dita dentro mentre mi succhia il clitoride. Mi scopa fino a quando non le vengo in bocca. Mi porta in camera, non ha ancora finito con me. Riprendono i baci, struscia la sua figa contro la mia, mi scopa di nuovo con tre dita. Quando sto per venire, si ferma: “dimmi che vuoi solo me”. Mi irrigidisco, le dico di piantarla. Lei muove le dita di nuovo, con l'altra mano mi pinza un capezzolo, mi rifà la domanda. Io non rispondo. Si abbassa, riprende a leccarmi, le dita che mi scopano senza tregua. Sento che sto per venire, la supplico di farmi finire, non si ferma, sento l'orgasmo che sta per arrivare, le vengo di nuovo in bocca. Sono sfinita, lei si mette vicino a me, accende una sigaretta, non mi guarda. Mi rivesto, ho tre chiamate perse di Claudio.
La incontro un giorno, per caso, mentre stavo entrando in un bar a bere un caffè, lei usciva. Ci salutiamo come due vecchie amiche, mi dice che ha visto le foto della proposta che mi ha fatto Claudio, che siamo una bella coppia e che è felice per noi. Poi mi fa la domanda più semplice e innocua del mondo: “sei felice?”. Annuisco, le faccio vedere il brillocco, dico di sì. Entro al bar.
Salgo in macchina subito dopo, mi tremano le mani, compongo il suo numero di telefono. Risponde dopo un solo squillo, mi stava aspettando.
Dopo un'ora sono sotto casa sua. Cazzo. Lo so che sto sbagliando, posso ancora tornare indietro, la mia mano è già pronta sul citofono. Mi fa entrare, sono io a baciare lei. La colonna sonora di Dexter in sottofondo. La sua lingua è pronta, mi conosce, sente la mia disperazione. Mi bacia, le metto le mani intorno al collo, lei mi spinge contro lo schienale del divano, mi divarica le gambe, mi prende il braccio dove ho l'anello, lo sfila. Lo lancia senza cura a terra, sei anni della mia vita buttati via per una scopata. Mi infila tre dita nella figa mentre mi morde il collo. Le spinge fino in fondo, le apre, ho bisogno di sentirla dentro. Toglie le dita, vuole andare in camera, ci baciamo mentre ci spostiamo, non ci arriviamo. Mi scopa a terra. Mi apre le gambe, mi pianta di nuovo due dita dentro mentre mi succhia il clitoride. Mi scopa fino a quando non le vengo in bocca. Mi porta in camera, non ha ancora finito con me. Riprendono i baci, struscia la sua figa contro la mia, mi scopa di nuovo con tre dita. Quando sto per venire, si ferma: “dimmi che vuoi solo me”. Mi irrigidisco, le dico di piantarla. Lei muove le dita di nuovo, con l'altra mano mi pinza un capezzolo, mi rifà la domanda. Io non rispondo. Si abbassa, riprende a leccarmi, le dita che mi scopano senza tregua. Sento che sto per venire, la supplico di farmi finire, non si ferma, sento l'orgasmo che sta per arrivare, le vengo di nuovo in bocca. Sono sfinita, lei si mette vicino a me, accende una sigaretta, non mi guarda. Mi rivesto, ho tre chiamate perse di Claudio.
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