È sera e ho voglia
scritto il 2026-10-29 tempo di lettura 4 min
di
1villanelle3
genere
dominazione
cura
A+
Quella sera avevo proprio voglia di farmi scopare, di farmi scopare da un cazzo duro che mi avrebbe riempita. L’unico che avrebbe potuto farlo senza tanti giri di parole era Marco.
Marco era single per scelta, se ne portava a letto una diversa ogni sera. Gli scrivo, ci diamo appuntamento da me. Mi ordina solo di vestirmi con una minigonna, niente intimo e tacco 12. Arriva a casa. Io sono vestita come mi aveva ordinato.
Appena mi vede sorride, soddisfatto. Senza tanti preamboli mi mette la lingua in bocca mentre mi infila due dita nella figa. Ha le mani ruvide, grosse, come il suo cazzo. Io gemo di piacere, mi era mancato.
Mi solleva con facilità, mi porta sul tavolo della cucina. Mi divarica le gambe e mi divora. Tiene le due dita ferme, puntate fino in fondo, mentre con abilità mi slappa e succhia il clitoride. Con l’altra mano mi prende le tette, mi stringe i capelli fino a farmi male. Inizio a gridare senza vergogna, mi sta già facendo godere così. Continua a succhiarmi e mordere gentilmente il clitoride fino a quando senza neanche rendermene conto vengo.
Lui non è ancora venuto. Gli piace che io venga per prima e solo lui dopo. So che è il mio turno. Finalmente gli libero il suo uccello intrappolato nei boxer, è pronto mi stava aspettando. Scendo dal tavolo, mi metto in ginocchio e, da brava porca, inzio a prenderlo in bocca, prima la sua cappella e poi tutto il suo cazzo. Sento che gli piace, lo guardo mentre mi tiene gentilmente la testa. Lui ha quel mezzo sorrisino stampato in faccia. Gli bacio il cazzo, prendo in bocca le sue palle gonfie e poi lo riprendo in bocca. Lo lucido tutto. Quando sta per venire si stacca, si sega e poi sento un fiotto di sborra calda in faccia. Lecco quello che mi cola. Amo la sborra di Marco, e lui adora quando io ingoio.
Vedo che la sua asta non si è ancora arresa del tutto, gli chiedo dove mi devo mettere.
Mi sbatte contro il tavolo, gambe divaricate mentre sono a pancia in giù. Mi dice che vuole il mio culo. Io mi aggrappo con le mani al tavolo. Quando Marco parte così non c’è modo di fargli cambiare idea, meglio prepararsi e mettersi comode. Sputa sul buco del culo, mi infila due dita. Grido, piacere e dolore mischiati. Mi pompa con le dita, fino a quando il suo cazzo ritorna turgido e duro. Dice che sono troppo stretta nonostante mi sfonda ogni volta, che non ha tempo per farmi adattare al suo cazzo. Si allontana un attimo, prende dell’olio. Mi lubrifica il mio culo dentro e fuori. Quando fa così è una tortura, non mi dà il tempo di adattarmi che esce e poi rientra. Ha voglia di scopare, ha voglia di dominarmi senza chiedere se mi stia piacendo o meno. In questo momento sono solo un buco da riempire. Mi tiene ferma per i fianchi, appoggia la sua cappella al buco. E poi in un solo colpo che mi lacera infila il suo cazzo nel mio culo. Mi sento bruciare. Mi sento viva. Il mio buco stretto avvolge il suo cazzo. Non è soddisfatto, è arrabbiato perchè il suo cazzo non è entrato tutto, esce subito. Mi schiaffeggia le chiappe. Poi ci riprova. Questa volta entra, resta fuori solo qualche centimetro. Mi apre con le mani le chiappe e finalmente il suo cazzo è dentro del tutto. Io non oso muovermi. Sento le sue palle contro le mie chiappe e ancora non si è mosso. Poi inizia la danza. Rimane dentro fino in fondo, è lui che mi fa muovere contro il suo cazzo. Stringo le mani contro il tavolo, il ritmo è serrato. E’ veloce, si deve svuotare, ha urgenza. Lo sento dai movimenti, è animalesco. Fa dei versi animaleschi, sembra quasi grugnire. Il colpo di grazie arriva quando inizia a giocare con il mio clitoride. Perdo ogni freno inibitorio e vengo come una cagna. Lui affonda ancora qualche colpo prima di venirmi in culo.
Quando si è svuotato fino all’ultima goccia si sfila. Non mi fa muovere, mi lascia ancora a gambe divaricate. Si sistema il di nuovo il pisello nei boxer. Poi con tutta calma mi stringe le chiappe. Non vuole che la sua sborra mi coli.
Marco era single per scelta, se ne portava a letto una diversa ogni sera. Gli scrivo, ci diamo appuntamento da me. Mi ordina solo di vestirmi con una minigonna, niente intimo e tacco 12. Arriva a casa. Io sono vestita come mi aveva ordinato.
Appena mi vede sorride, soddisfatto. Senza tanti preamboli mi mette la lingua in bocca mentre mi infila due dita nella figa. Ha le mani ruvide, grosse, come il suo cazzo. Io gemo di piacere, mi era mancato.
Mi solleva con facilità, mi porta sul tavolo della cucina. Mi divarica le gambe e mi divora. Tiene le due dita ferme, puntate fino in fondo, mentre con abilità mi slappa e succhia il clitoride. Con l’altra mano mi prende le tette, mi stringe i capelli fino a farmi male. Inizio a gridare senza vergogna, mi sta già facendo godere così. Continua a succhiarmi e mordere gentilmente il clitoride fino a quando senza neanche rendermene conto vengo.
Lui non è ancora venuto. Gli piace che io venga per prima e solo lui dopo. So che è il mio turno. Finalmente gli libero il suo uccello intrappolato nei boxer, è pronto mi stava aspettando. Scendo dal tavolo, mi metto in ginocchio e, da brava porca, inzio a prenderlo in bocca, prima la sua cappella e poi tutto il suo cazzo. Sento che gli piace, lo guardo mentre mi tiene gentilmente la testa. Lui ha quel mezzo sorrisino stampato in faccia. Gli bacio il cazzo, prendo in bocca le sue palle gonfie e poi lo riprendo in bocca. Lo lucido tutto. Quando sta per venire si stacca, si sega e poi sento un fiotto di sborra calda in faccia. Lecco quello che mi cola. Amo la sborra di Marco, e lui adora quando io ingoio.
Vedo che la sua asta non si è ancora arresa del tutto, gli chiedo dove mi devo mettere.
Mi sbatte contro il tavolo, gambe divaricate mentre sono a pancia in giù. Mi dice che vuole il mio culo. Io mi aggrappo con le mani al tavolo. Quando Marco parte così non c’è modo di fargli cambiare idea, meglio prepararsi e mettersi comode. Sputa sul buco del culo, mi infila due dita. Grido, piacere e dolore mischiati. Mi pompa con le dita, fino a quando il suo cazzo ritorna turgido e duro. Dice che sono troppo stretta nonostante mi sfonda ogni volta, che non ha tempo per farmi adattare al suo cazzo. Si allontana un attimo, prende dell’olio. Mi lubrifica il mio culo dentro e fuori. Quando fa così è una tortura, non mi dà il tempo di adattarmi che esce e poi rientra. Ha voglia di scopare, ha voglia di dominarmi senza chiedere se mi stia piacendo o meno. In questo momento sono solo un buco da riempire. Mi tiene ferma per i fianchi, appoggia la sua cappella al buco. E poi in un solo colpo che mi lacera infila il suo cazzo nel mio culo. Mi sento bruciare. Mi sento viva. Il mio buco stretto avvolge il suo cazzo. Non è soddisfatto, è arrabbiato perchè il suo cazzo non è entrato tutto, esce subito. Mi schiaffeggia le chiappe. Poi ci riprova. Questa volta entra, resta fuori solo qualche centimetro. Mi apre con le mani le chiappe e finalmente il suo cazzo è dentro del tutto. Io non oso muovermi. Sento le sue palle contro le mie chiappe e ancora non si è mosso. Poi inizia la danza. Rimane dentro fino in fondo, è lui che mi fa muovere contro il suo cazzo. Stringo le mani contro il tavolo, il ritmo è serrato. E’ veloce, si deve svuotare, ha urgenza. Lo sento dai movimenti, è animalesco. Fa dei versi animaleschi, sembra quasi grugnire. Il colpo di grazie arriva quando inizia a giocare con il mio clitoride. Perdo ogni freno inibitorio e vengo come una cagna. Lui affonda ancora qualche colpo prima di venirmi in culo.
Quando si è svuotato fino all’ultima goccia si sfila. Non mi fa muovere, mi lascia ancora a gambe divaricate. Si sistema il di nuovo il pisello nei boxer. Poi con tutta calma mi stringe le chiappe. Non vuole che la sua sborra mi coli.
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