Scelte sbagliate
scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 2 min
di
1villanelle3
genere
Etero
cura
A+
Ho sempre scelto gli uomini sbagliati. Da sempre. Sono in discoteca, brilla. La musica che non mi fa sentire i pensieri. Sto ballando, un uomo mai visto prima inizia a ballare con me, prima a distanza di sicurezza poi sempre più vicino. Sento il suo cazzo che sfrega sul mio culo, mi morde il collo. Mi giro, adesso il suo cazzo è sulla mia figa. Parliamo, non sento praticamente niente, mi dice il suo nome ma non mi interessa. Gli butto le braccia attorno al collo, lui mi morde l'orecchio. Ci spingiamo in una zona buia dove ci sono i divanetti. Limoniamo, lui mi infila una mano tra le mie cosce ad altezza figa. Sorride, sa che sono bagnata. Mi dice che fuori ha la macchina. Usciamo, mi accompagna fuori, la sua mano scende sul culo.
Saliamo in macchina, la sua mano che mi tasta la figa, si slaccia i pantaloni, mi fa prendere in bocca il suo uccello, sa di uomo. Lui mi scopa la gola, mentre mi infila due dita nella figa. È buio, la luce di un lampione in lontananza, ma sento che ride. Cerco di alzare la testa, non mi fa respirare, lui me la tiene fissa sul suo cazzo. Gli prendo le palle, gliele stringo. Le due dita mi ravanano. Mi viene dentro, non ha intenzione di levarsi fino a quando non ingoio. Lo faccio, si toglie, respiro di nuovo.
Mi fa sedere sul sedile dietro, le gambe aperte, i miei umori che bagnano la mia figa. Sento i suoi 80 kg addosso mentre entra in me con il suo pisello. Ogni affondo è un colpo. Mi sta fottendo, anche se di me, non gliene fotte niente. Non sono comoda, spero che finisca presto. Lui mi ansima addosso, sento la sua pancia che sbatte contro la mia. Devo farlo venire, e pure in fretta. Gli infilo un dito in culo, grida come una donna, diventa una furia, se possibile, mi sembra che il suo cazzo gli diventi più duro. I suoi affondi sono delle botte. Gli muovo il dito in culo, mi viene dentro a fiotti, non finisce più. Mi si accascia addosso, sfilo il dito, gli parte un gridolino e un ultimo colpo di sborra. Scendo dall'auto, lui mi vuole lasciare il suo numero di telefono.
Saliamo in macchina, la sua mano che mi tasta la figa, si slaccia i pantaloni, mi fa prendere in bocca il suo uccello, sa di uomo. Lui mi scopa la gola, mentre mi infila due dita nella figa. È buio, la luce di un lampione in lontananza, ma sento che ride. Cerco di alzare la testa, non mi fa respirare, lui me la tiene fissa sul suo cazzo. Gli prendo le palle, gliele stringo. Le due dita mi ravanano. Mi viene dentro, non ha intenzione di levarsi fino a quando non ingoio. Lo faccio, si toglie, respiro di nuovo.
Mi fa sedere sul sedile dietro, le gambe aperte, i miei umori che bagnano la mia figa. Sento i suoi 80 kg addosso mentre entra in me con il suo pisello. Ogni affondo è un colpo. Mi sta fottendo, anche se di me, non gliene fotte niente. Non sono comoda, spero che finisca presto. Lui mi ansima addosso, sento la sua pancia che sbatte contro la mia. Devo farlo venire, e pure in fretta. Gli infilo un dito in culo, grida come una donna, diventa una furia, se possibile, mi sembra che il suo cazzo gli diventi più duro. I suoi affondi sono delle botte. Gli muovo il dito in culo, mi viene dentro a fiotti, non finisce più. Mi si accascia addosso, sfilo il dito, gli parte un gridolino e un ultimo colpo di sborra. Scendo dall'auto, lui mi vuole lasciare il suo numero di telefono.
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