La prima volta in culo
scritto il 2026-11-03 tempo di lettura 6 min
di
1villanelle3
genere
Confessioni, Etero, Prime esperienze
cura
A−
La prima volta in cui ho fatto sesso anale avevo 19 anni. S., così era salvato sul cellulare, era un red flag ambulante, dieci anni più grande, mi prendeva e mi mollava a suo piacimento, io lo amavo, lui, ovviamente, mi prendeva in giro, non mi ha mai amata. Avevamo una relazione clandestina da circa sei mesi, solo una mia amica sapeva di lui. Ogni volta che volevo dormire da lui dovevo inventarmi le scuse più disparate, compleanni, feste, pigiama party… S. riusciva a farmi sentire la donna più bella, desiderata al mondo senza poi fare nulla. Un suo complimento mi faceva stare bene per un attimo, un litigio, al contrario, mi faceva stare male per giorni.
Non ero inesperta, avevo già avuto le mie esperienze, ero abbastanza disinibita con il mio corpo, avevo già iniziato a capire cosa mi potesse piacere e cosa no. Finalmente riesco a passare un intero weekend con lui. Vengo sedotta dalle sue parole, dai suoi gesti. S. riusciva a farmi bagnare anche solo dicendo un semplice brava.
Eravamo rientrati da poco da una passeggiata per il centro della città. Era inverno, appena chiuse la porta, mi ritrovai le sue mani gelide sotto la mia camicia, i capezzoli diventarono duri all’istante, mi baciò con passione, la sua lingua nella mia bocca. Mi sollevò di peso, mi portò in camera, mi spogliò con calma, divorando con lo sguardo il mio corpo. Mi spalancò le gambe, la sua lingua prese a farmi godere, la infilava dentro alla figa, sul clitoride, lo succhiava e lo mordeva, io gemevo sotto i suoi affondi. Era vorace, beveva i miei umori mentre mi slappava, mi stringeva il seno. Dopo poco, infatti, gli venni in bocca e lui bevve, tutto quanto. Ritornò su di me, assaporai le sue labbra, esplorai la sua bocca che aveva il mio sapore. Mi prese la mano, se la portò sull’uccello, glielo presi in mano iniziai a segarlo, poi me lo fece prendere in bocca. Col senno di poi, ripensandoci, il suo pisello era nella norma, ma a quel tempo, per me, era il pisello più bello del mondo. I pompini erano sempre lunghi, forse perché l’idea di avere una donna inginocchiata tra le sue gambe lo faceva eccitare tantissimo. Dovevano essere perfetti, no denti, no troppa saliva, movimenti sinuosi e poi dovevo prenderlo tutto dentro fino alla gola, doveva sparire nella mia bocca. Era lui a decidere quando era il momento di regalarmi la sua sborra calda in gola, ovviamente con ingoio. Quella sera mentre stava per venire, decise di non farmela bere, mi sborrò in faccia e sul seno.
Iniziammo a fare l’amore, il suo pisello entrò perfettamente nella mia figa, io sotto e lui sopra, mi guardava negli occhi mentre ad ogni affondo si spingeva più dentro, mi faceva impazzire, se mi avesse chiesto di sposarlo mentre mi scopava avrei detto sì. Io lo stringevo, lo volevo tutta per me. La mia figa si apriva e chiudeva ad ogni suo colpo. Godevo. Poi mi fece mettere seduta su di lui, mi teneva con i fianchi attaccati al suo bacino, il suo uccello dentro fino in fondo. Adesso era lui a stringermi mentre mi scopava, rallentava e aumentava il ritmo per farlo durare di più. Mi infilò il suo dito medio in bocca, me lo fece succhiare, poi me lo infilò nel sedere. Lui continuava a fottermi, sorridendo, non era la prima volta che lo faceva, a me piaceva. Mi tirò i capelli verso la sua faccia, ci baciammo mentre il suo pisello schizzava fiotti di sborra nella mia figa. Ci abbracciamo fino a quando non finì l’orgasmo.
Una volta finito, avevo la testa appoggiata al suo petto, mi sentivo la ragazza più fortunata del mondo. Lui iniziò a baciarmi, prima in maniera dolce poi sempre più impetuosa, sentivo la sua erezione pulsare contro le mie gambe. Con un suo dito, mi esplorò la figa ancora bagnata da prima, per lubrificare il mio sedere. Era un abile manipolatore, mi baciava, mordeva il collo, tutto per farmi distogliere l’attenzione dal mio culo, entrò in un colpo solo. Lui rimase fermo. Fui io a baciarlo per prima, dando il via ad essere inculata, inizialmente con le dita. La situazione divenne di nuovo calda nel giro di poco, il suo membro duro che mi sfregava addosso mentre continuava a baciarmi. Inserì un altro dito, gridai. Era una sensazione di piacere e dolore insieme. Non si era mai spinto a due. Mi disse di rimanere rilassata, mentre mi allargava le dita dentro. Lo stringevo a me, lui mi diceva che ero bravissima, che mi stava scopando il culo con le dita e lo stavo facendo impazzire. Poi tolse le dita, si giustificò che forse eravamo andati troppo oltre. Io, ovviamente, gli dissi che mi stava piacendo. Lui riprese a baciarmi e infilò di nuovo le dita in culo. Mi allargava il buco, affondava le dita dentro. Mi chiese se avessi mai provato il sesso anale, mi limitai a dire un timido no. Lui non disse niente, continuò a baciarmi mentre le due dita mi continuavano a dilatare. Dopo poco aggiunsi che avrei voluto farlo con lui. I suoi occhi si illuminarono, mi chiese più volte se ero sicura. Adagiò un cuscino sotto la mia pancia, prese del lubrificante, ne spalmò una quantità generosa sul suo pisello e poi fuori e dentro al buco. Ricordo ancora la tensione di quel momento, la testa appoggiata sul cuscino mentre il mio culo era in aria e lo allargava con le mani. Quando appoggiò la cappella al buco, iniziò a parlare e a farmi ridere, voleva godersi il momento, mentre mi fece una domanda entrò con la cappella. Un altro grido, avevo le lacrime. Mi baciò la schiena, mi disse che stavo andando benissimo, mi lasciò il tempo di riprendermi mentre con un dito mi solleticava il clitoride. Quandò notò che mi stavo rilassando entrò di più. Respiravo a fatica. Poi senza aspettare, entrò ancora. Alla fine entrò quasi del tutto prima di iniziare a muoversi. Inizialmente i movimenti erano lenti, io sentivo bruciare a ogni minimo movimento, poi il dolore lasciò spazio al piacere. S. aumentò il ritmo e gli affondi, solo una volta gli chiesi di rallentare. Mi strinse a sè, sentii tutto il suo il peso sulla mia schiena e, di conseguenza, tutto il suo cazzo nel culo. Affondò i colpi, sentivo le sue palle sbattere contro le mie chiappe, mi fotteva per puro godimento. L’inculata non so quanto durò, persi il conto, ogni volta che eravamo vicini all’orgasmo, rallentava. Quando mi tirò indietro i capelli, io inarcai la schiena, lui mi venne dentro con un orgasmo animalesco e io lo seguii subito dopo, più per avergli fatto avere l’orgasmo più bello della sua vita che per godimento vero. Una volta svuotatosi, si buttò su di me a peso morto, solo dopo che il cazzo perse l’erezione si tolse dal culo.
Dopo una settimana, mollai S.
Non ero inesperta, avevo già avuto le mie esperienze, ero abbastanza disinibita con il mio corpo, avevo già iniziato a capire cosa mi potesse piacere e cosa no. Finalmente riesco a passare un intero weekend con lui. Vengo sedotta dalle sue parole, dai suoi gesti. S. riusciva a farmi bagnare anche solo dicendo un semplice brava.
Eravamo rientrati da poco da una passeggiata per il centro della città. Era inverno, appena chiuse la porta, mi ritrovai le sue mani gelide sotto la mia camicia, i capezzoli diventarono duri all’istante, mi baciò con passione, la sua lingua nella mia bocca. Mi sollevò di peso, mi portò in camera, mi spogliò con calma, divorando con lo sguardo il mio corpo. Mi spalancò le gambe, la sua lingua prese a farmi godere, la infilava dentro alla figa, sul clitoride, lo succhiava e lo mordeva, io gemevo sotto i suoi affondi. Era vorace, beveva i miei umori mentre mi slappava, mi stringeva il seno. Dopo poco, infatti, gli venni in bocca e lui bevve, tutto quanto. Ritornò su di me, assaporai le sue labbra, esplorai la sua bocca che aveva il mio sapore. Mi prese la mano, se la portò sull’uccello, glielo presi in mano iniziai a segarlo, poi me lo fece prendere in bocca. Col senno di poi, ripensandoci, il suo pisello era nella norma, ma a quel tempo, per me, era il pisello più bello del mondo. I pompini erano sempre lunghi, forse perché l’idea di avere una donna inginocchiata tra le sue gambe lo faceva eccitare tantissimo. Dovevano essere perfetti, no denti, no troppa saliva, movimenti sinuosi e poi dovevo prenderlo tutto dentro fino alla gola, doveva sparire nella mia bocca. Era lui a decidere quando era il momento di regalarmi la sua sborra calda in gola, ovviamente con ingoio. Quella sera mentre stava per venire, decise di non farmela bere, mi sborrò in faccia e sul seno.
Iniziammo a fare l’amore, il suo pisello entrò perfettamente nella mia figa, io sotto e lui sopra, mi guardava negli occhi mentre ad ogni affondo si spingeva più dentro, mi faceva impazzire, se mi avesse chiesto di sposarlo mentre mi scopava avrei detto sì. Io lo stringevo, lo volevo tutta per me. La mia figa si apriva e chiudeva ad ogni suo colpo. Godevo. Poi mi fece mettere seduta su di lui, mi teneva con i fianchi attaccati al suo bacino, il suo uccello dentro fino in fondo. Adesso era lui a stringermi mentre mi scopava, rallentava e aumentava il ritmo per farlo durare di più. Mi infilò il suo dito medio in bocca, me lo fece succhiare, poi me lo infilò nel sedere. Lui continuava a fottermi, sorridendo, non era la prima volta che lo faceva, a me piaceva. Mi tirò i capelli verso la sua faccia, ci baciammo mentre il suo pisello schizzava fiotti di sborra nella mia figa. Ci abbracciamo fino a quando non finì l’orgasmo.
Una volta finito, avevo la testa appoggiata al suo petto, mi sentivo la ragazza più fortunata del mondo. Lui iniziò a baciarmi, prima in maniera dolce poi sempre più impetuosa, sentivo la sua erezione pulsare contro le mie gambe. Con un suo dito, mi esplorò la figa ancora bagnata da prima, per lubrificare il mio sedere. Era un abile manipolatore, mi baciava, mordeva il collo, tutto per farmi distogliere l’attenzione dal mio culo, entrò in un colpo solo. Lui rimase fermo. Fui io a baciarlo per prima, dando il via ad essere inculata, inizialmente con le dita. La situazione divenne di nuovo calda nel giro di poco, il suo membro duro che mi sfregava addosso mentre continuava a baciarmi. Inserì un altro dito, gridai. Era una sensazione di piacere e dolore insieme. Non si era mai spinto a due. Mi disse di rimanere rilassata, mentre mi allargava le dita dentro. Lo stringevo a me, lui mi diceva che ero bravissima, che mi stava scopando il culo con le dita e lo stavo facendo impazzire. Poi tolse le dita, si giustificò che forse eravamo andati troppo oltre. Io, ovviamente, gli dissi che mi stava piacendo. Lui riprese a baciarmi e infilò di nuovo le dita in culo. Mi allargava il buco, affondava le dita dentro. Mi chiese se avessi mai provato il sesso anale, mi limitai a dire un timido no. Lui non disse niente, continuò a baciarmi mentre le due dita mi continuavano a dilatare. Dopo poco aggiunsi che avrei voluto farlo con lui. I suoi occhi si illuminarono, mi chiese più volte se ero sicura. Adagiò un cuscino sotto la mia pancia, prese del lubrificante, ne spalmò una quantità generosa sul suo pisello e poi fuori e dentro al buco. Ricordo ancora la tensione di quel momento, la testa appoggiata sul cuscino mentre il mio culo era in aria e lo allargava con le mani. Quando appoggiò la cappella al buco, iniziò a parlare e a farmi ridere, voleva godersi il momento, mentre mi fece una domanda entrò con la cappella. Un altro grido, avevo le lacrime. Mi baciò la schiena, mi disse che stavo andando benissimo, mi lasciò il tempo di riprendermi mentre con un dito mi solleticava il clitoride. Quandò notò che mi stavo rilassando entrò di più. Respiravo a fatica. Poi senza aspettare, entrò ancora. Alla fine entrò quasi del tutto prima di iniziare a muoversi. Inizialmente i movimenti erano lenti, io sentivo bruciare a ogni minimo movimento, poi il dolore lasciò spazio al piacere. S. aumentò il ritmo e gli affondi, solo una volta gli chiesi di rallentare. Mi strinse a sè, sentii tutto il suo il peso sulla mia schiena e, di conseguenza, tutto il suo cazzo nel culo. Affondò i colpi, sentivo le sue palle sbattere contro le mie chiappe, mi fotteva per puro godimento. L’inculata non so quanto durò, persi il conto, ogni volta che eravamo vicini all’orgasmo, rallentava. Quando mi tirò indietro i capelli, io inarcai la schiena, lui mi venne dentro con un orgasmo animalesco e io lo seguii subito dopo, più per avergli fatto avere l’orgasmo più bello della sua vita che per godimento vero. Una volta svuotatosi, si buttò su di me a peso morto, solo dopo che il cazzo perse l’erezione si tolse dal culo.
Dopo una settimana, mollai S.
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