Weekend al mare

scritto il 2026-10-30 tempo di lettura 7 min

di
genere
saffico
cura
A

Alessandra è sempre stata una brave amante. Mi fa venire più volte quando ci vediamo, è molto altruista. E’ possessiva e dolce al punto giusto, non ha paura di sperimentare, ogni tanto vuole scopare in luoghi pubblici dove devo cercare di non farmi beccare mentre mi fa godere. Mi ha portata a fare un weekend al mare e, come volevasi dimostrare, mi ha appena sditalinata in spiaggia.

Quando ritorniamo in hotel non mi dà tregua, me la ritrovo subito addosso. Le sue mani e la sua lingua calda sul mio corpo. Mi dice che la scopata in spiaggia è stato solo un preludio a quello che vuole farmi tutta notte. Le sue parole mi fanno sciogliere, mi fanno bagnare. Lei sì che sa come parlarmi.

Mi strappa i vestiti, mi porta in bagno. Mi divarica le gambe senza grazia contro il lavandino, passa un dito nella mia figa per sentire quanto sono bagnata. Lei mi fa impazzire, in più sto ovulando, sono ancora più bagnata del solito e le mie tette sono gonfie, doloranti. Mi schiaccia le tette, mi strizza i capezzoli, io ansimo. Mi solleva con facilità sul mobile del lavandino, io ho le gambe divaricate, lei si piazza in mezzo. Mi bacia e mi infila due dita in figa. Sono piantate fino in fondo. Non muove la mano, le usa come se fosse un cazzo, mi dà dei colpi con il bacino. Non c’è raffinatezza nei movimenti, è pura voglia di sfondarmi. Sento le dita fino in gola ad ogni colpo, le tette mi sobbalzano. Mi martella con questo ritmo fino a quando ho il primo orgasmo. Il primo di una lunga notte di orgasmi.

Mi aiuta a scendere dal mobile, mi porta nella doccia. Lei è ancora mezza vestita. Accende l’acqua fredda, prende la cornetta della doccia, me la punta sulla figa, il getto al massimo. Mi fa mancare l’aria, poi la mette calda. Il getto è puntato sul clitoride. Non posso far altro che subire e godere di questo gioco. Quando vede che sto iniziando a godere, lascia andare la cornetta e mi si fionda con la testa in mezzo alle gambe. Mi solleva una gamba, la mette sopra la schiena, perdo quasi l’equilibrio, lei mi tiene con le mani fisse sulle chiappe. Mi divora, succhia, beve l’acqua con cui mi ha bagnato e tutti i miei umori. Le sue mani sono ferme, sento le dita che mi entrano nella pelle. Raggiungo l’orgasmo poco dopo.

Mi accompagna a letto, sono ancora nuda. Finalmente si spoglia e si mette accanto a me. Prendo in bocca un suo capezzolo, ha delle tettine piccole. Non ama particolarmente quando sono io a prendere l’iniziativa, mi lascia giocare ma poco dopo mi ferma. Si mette sopra di me, mi bacia con passione. Le nostre lingue si incontrano, è un bacio lento, passionale. Mi accarezza i capelli, mi guarda; ha un mezzo sorriso. E’ il sorriso di quando vuole sperimentare cose nuove. Dice che mi vuole scopare il culo con il suo cazzo finto. Io sono favorevole al sesso anale, non ho alcun tipo di problema, ma con lei non l’ho mai fatto, di solito, sono gli uomini con lui lo faccio, lei si limita ad un dito in culo mente mi scopa. Mi bacia di nuovo, vuole convincermi a lasciarla fare, il fatto è che il suo cazzo è grosso e, avere un pezzo di plastica largo in culo, non mi fa impazzire. Le chiedo se l'abbia mai fatto con altre donne, dice che è capitato qualche volta ma mai con questo fallo, questo è riservato solo a me. Alla fine accetto.

Riprendono i baci, indossa lo strap-on. Si siede al bordo del letto, so già cosa vuole. Mi inginocchio davanti a lei, e lo prendo in bocca. Il fatto di averle detto di sì, sembra averla resa più possessiva. Faccio colare la saliva su tutto il cazzo per poi lucidare l’asta. La testa va su e giù fino a quando non mi pianta il cazzo fino in gola, mi tiene la testa piantata fino in fondo. Adesso è lei che mi scopa con il cazzo in gola, io continuo a leccarlo. Quando ha raggiunto l’orgasmo, mi tira per i capelli e mi sbatte sul letto.

Sono a pancia in giù, adagia un cuscino sotto la mia pancia così adesso ha anche le mie chiappe in bella vista. Mi lecca il buco del culo, lo apre leggermente per farci entrare della saliva. Mi sussurra parole dolci mentre infila un suo dito nella mia bocca per bagnarlo e poi mettermelo in culo. Il suo dito viene avvolto dal mio culo, ne infila subito un altro. Grido. Allarga le dita dentro di me, vuole che il mio culo sia pronto per quando mi inculerà davvero. Fa colare ancora della saliva sulle dita, le ritrae. Mi apre le chiappe con le mani, so che è arrivato il momento di essere inculata. Cerco di stare il più rilassata possibile ma lei non ha le mezze misure, in un colpo ne ha già messo dentro un quarto. Mi sento aprire, sento il culo che mi brucia, grido. Vorrei scappare in quel momento, la sensazione è strana. Lei mi tiene ferma, con un altro colpo ha superato la metà. Grido di nuovo. I vicini di stanza picchiano contro il muro. Lei ride, io un po’ meno. Mi dice di gridare piano altrimenti mi deve far stare zitta, metto la testa sotto i cuscini. Mi titilla il clitoride per tenermi rilassata così può finire di entrarmi in culo. Penso che adesso mi voglia scopare il culo, invece prima di farlo, mi descrive la situazione, ma credo solo che sia un modo per auto eccitarsi ancora di più. Quando ha finito di celebrarsi, inizia con dei piccoli movimenti, considerato, però, che è già dentro tutto sento tantissimo. Mi tiene premuta la pancia contro il cuscino. Forse è la prima volta che Alessandra è egoista mentre mi scopa. Si appoggia sopra di me, gli affondi sono più veloci. Mi allarga le gambe con le sue, il fallo così entra ancora più dentro. Per fortuna il cuscino attutisce i miei gemiti. Mi stringe, si muove veloce su di me. Il dolore è mischiato al piacere, io assecondo i suoi affondi. Ci muoviamo insieme. Il dolore è sempre presente, ma ormai è lontano, il piacere ha preso il sopravvento. Adesso sono io a dirle di incularmi, di sfondarmi il culo. Lei esegue, non ha più freni, l’ho sbloccata. Mi grugnisce nelle orecchie, sta perdendo il controllo, non vuole mollare. Il mio orgasmo monta da dentro, anche i miei movimenti sono meno controllati, le dico che sto per venire. Mi ordina di non venire, vuole venire prima lei, cerco di controllarmi ma non so per quanto riesco a resistere, lo capisce anche lei mi tiene la bocca chiusa. Affonda il suo cazzo ancora un paio di volte poi viene. Non l’ho mai sentita venire così forte. Finalmente mi dà il permesso di venire, il mio orgasmo arriva subito.

Rimaniamo immobili per non so quanto tempo, adesso Alessandra è tornata quella di prima, premurosa e dolce. Sfila il cazzo dal mio culo, ci metto un attimo ad abituarmi di nuovo a quella sensazione di vuoto. Lei mi dice di non preoccuparmi, che la notte è ancora lunga e lei non ha ancora finito con il mio culo.
92
visite
1
voti
valutazione
10
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Sua per una notte

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.