Sua per una notte
scritto il 2026-10-30 tempo di lettura 5 min
di
1villanelle3
genere
saffico
cura
A−
Con le donne sono sempre stata passiva. Alessandra è molto maschile, bruttina, anche se è sempre tutta agghindata, perfettina. Io ho 36 anni e lei 49 anni, la differenza d’età per me non è mai stata un problema. Quella sera mi invita a cena, mi vuole portare in un ristorante esclusivo. Mi passa a prendere, durante il viaggio in macchina mi mette la sua mano sulla mia gamba, ad altezza inguine, penso senta la mia figa calda che inizia a bagnarsi dal tanga.
La cena procede tra risate, battute e lusinghe. Usciamo dal ristorante, saliamo in macchina, mi bacia con forza, la sua lingua si insinua nella mia bocca senza chiedere permesso. Mi succhia la lingua, mi morde le labbra. Sento la sua lingua fino in gola, è tutto fuorché gentile.
Non facciamo in tempo ad entrare in casa che me la sento di nuovo addosso, mi sbatte contro la porta, mi morde il collo mentre le sue mani si insinuano sotto la gonna, mi leva il tanga.
Mi trascina in camera, mi spoglia con devozione, mi corico sul letto a gambe larghe mentre la guardo spogliarsi.
Mi raggiunge sul letto, riprende a baciarmi, mi dice che vuole guardarmi mentre mi masturbo. Spalanco ancora di più le gambe in maniera oscena, insalivo due dita e le faccio sparire nella figa. L’altra mano è impegnata a titillare i miei capezzoli, poi la faccio scendere lentamente fino al clitoride. Mi muovo lentamente, faccio piccoli cerchi. Guardo Ale, si sta godendo lo spettacolo. Io ansimo. I miei versi la fanno arrapare. Mi leva le mani dalla mia figa, si mette sopra di me.
Inizia prendendo in bocca i miei capezzoli, li succhia, li morde senza pietà. Mi cinge le mie gambe attorno alla sua vita. Inizia a sfregare la sua figa contro la mia mentre mi continua a torturare i capezzoli, è una tortura lenta. Gemo di piacere nelle sue orecchie. Mi infila tre dita in bocca, me la violenta. Le lecco con dovizia, le succhio. Me le infila fino in gola, devo tenere la bocca aperta per respirare. Sento la saliva che scende dalla mia bocca, lei la lecca. Quando sente che sono bagnate a dovere me le mette nella figa. Esplodo in un grido di piacere, mi tiene stretta a lei, sa esattamente come muoverle per farmi arrivare a perdere il controllo. Ma so che non è ancora il momento in cui vuole farmi perdere il controllo. Appena sono sul momento di venire, cambia apposta ritmo. Più veloce o più lento. Ritorna a torturare i capezzoli, già so che domani, quando la maglietta mi sfregherà contro, mi ricorderò di questa notte e di questa tortura dolce. La mia figa sta bagnando la sua mano sempre di più, sento le sue dita che mi scopano sempre più velocemente. Ne infila un quarto. Grido di nuovo. Si stacca dai capezzoli e con le dita infilate fino in fondo, si concentra sul mio clitoride. Lo prende in bocca, lo succhia avidamente, lo morde. Sto perdendo il controllo, cingo le mie gambe attorno alla sua testa. Mi sta facendo impazzire sempre di più, le vengo in bocca. Lei non si ferma, continua a succhiare fino all’ultima goccia. Non mi dà il tempo di riprendermi che è ancora sopra di me, mi infila di nuovo le quattro dita fino in gola. Mi scopa la bocca e ritorna ai capezzoli. Pulisco le sue dita dai miei umori.
Si stacca giusto per prendere dal cassetto il suo strap-on. Lo infila. Devo dire che Ale sta davvero bene con quel cazzo finto. La guardo mentre lo prendo in bocca, voglio farla impazzire e so che questo la fa impazzire. Muovo la testa, piano, lentamente. Sento le sue mani prendermi i capelli. Quando decide che è abbastanza si mette sotto di me. Vuole che la cavalchi. Mi metto a cavalcioni e lei mi infila il suo cazzo. Mi lascia il tempo di assestarmi, mi mette le mani attorno ai fianchi. E’ il momento in cui inizio a cavalcarla. Mi muovo in maniera frenetica. Lei che mi tiene ancorata al suo cazzo mentre torna a mordere i capezzoli. Mi fa gridare subito. Mi prende le mani, le porta dietro alla mia schiena. Si avvinghia al collo. La sento ovunque, le sue mani, la sua lingua. Sento l’orgasmo montarmi da dentro, sferro gli ultimi colpi e mi lascio andare in un orgasmo liberatorio. Mi accascio su di lei, il suo cazzo ancora dentro di me. Penso si sia calmata, faccio per togliermi da sopra, ma lei non mi lascia andare. Mi ribalta, adesso è lei sopra. Io sono sfinita. A lei in questo momento non interessa. Vuole farmi sua. Inizia con affondi lenti, delicati, ma non resiste molto, gli affondi diventano sempre più veloci e profondi. A volte il movimento è talmente veloce che il cazzo esce dalla figa, lo rimette subito dentro e me lo sbatte fino in fondo. Ritorna a torturare i capezzoli. Non so neanche per quanto tempo vada avanti. Ogni affondo equivale a un orgasmo. Mi fa perdere la testa. Per gli ultimi affondi decide di farmi girare a pancia in giù. Si succhia il pollice e, mentre, mi sbatte me lo infila in culo. Grido, ho un orgasmo talmente potente che mi sembra di perdere la voce. Lei viene subito dopo, si accascia su di me con tutto il corpo. Il cazzo ancora infilato nella figa.
La cena procede tra risate, battute e lusinghe. Usciamo dal ristorante, saliamo in macchina, mi bacia con forza, la sua lingua si insinua nella mia bocca senza chiedere permesso. Mi succhia la lingua, mi morde le labbra. Sento la sua lingua fino in gola, è tutto fuorché gentile.
Non facciamo in tempo ad entrare in casa che me la sento di nuovo addosso, mi sbatte contro la porta, mi morde il collo mentre le sue mani si insinuano sotto la gonna, mi leva il tanga.
Mi trascina in camera, mi spoglia con devozione, mi corico sul letto a gambe larghe mentre la guardo spogliarsi.
Mi raggiunge sul letto, riprende a baciarmi, mi dice che vuole guardarmi mentre mi masturbo. Spalanco ancora di più le gambe in maniera oscena, insalivo due dita e le faccio sparire nella figa. L’altra mano è impegnata a titillare i miei capezzoli, poi la faccio scendere lentamente fino al clitoride. Mi muovo lentamente, faccio piccoli cerchi. Guardo Ale, si sta godendo lo spettacolo. Io ansimo. I miei versi la fanno arrapare. Mi leva le mani dalla mia figa, si mette sopra di me.
Inizia prendendo in bocca i miei capezzoli, li succhia, li morde senza pietà. Mi cinge le mie gambe attorno alla sua vita. Inizia a sfregare la sua figa contro la mia mentre mi continua a torturare i capezzoli, è una tortura lenta. Gemo di piacere nelle sue orecchie. Mi infila tre dita in bocca, me la violenta. Le lecco con dovizia, le succhio. Me le infila fino in gola, devo tenere la bocca aperta per respirare. Sento la saliva che scende dalla mia bocca, lei la lecca. Quando sente che sono bagnate a dovere me le mette nella figa. Esplodo in un grido di piacere, mi tiene stretta a lei, sa esattamente come muoverle per farmi arrivare a perdere il controllo. Ma so che non è ancora il momento in cui vuole farmi perdere il controllo. Appena sono sul momento di venire, cambia apposta ritmo. Più veloce o più lento. Ritorna a torturare i capezzoli, già so che domani, quando la maglietta mi sfregherà contro, mi ricorderò di questa notte e di questa tortura dolce. La mia figa sta bagnando la sua mano sempre di più, sento le sue dita che mi scopano sempre più velocemente. Ne infila un quarto. Grido di nuovo. Si stacca dai capezzoli e con le dita infilate fino in fondo, si concentra sul mio clitoride. Lo prende in bocca, lo succhia avidamente, lo morde. Sto perdendo il controllo, cingo le mie gambe attorno alla sua testa. Mi sta facendo impazzire sempre di più, le vengo in bocca. Lei non si ferma, continua a succhiare fino all’ultima goccia. Non mi dà il tempo di riprendermi che è ancora sopra di me, mi infila di nuovo le quattro dita fino in gola. Mi scopa la bocca e ritorna ai capezzoli. Pulisco le sue dita dai miei umori.
Si stacca giusto per prendere dal cassetto il suo strap-on. Lo infila. Devo dire che Ale sta davvero bene con quel cazzo finto. La guardo mentre lo prendo in bocca, voglio farla impazzire e so che questo la fa impazzire. Muovo la testa, piano, lentamente. Sento le sue mani prendermi i capelli. Quando decide che è abbastanza si mette sotto di me. Vuole che la cavalchi. Mi metto a cavalcioni e lei mi infila il suo cazzo. Mi lascia il tempo di assestarmi, mi mette le mani attorno ai fianchi. E’ il momento in cui inizio a cavalcarla. Mi muovo in maniera frenetica. Lei che mi tiene ancorata al suo cazzo mentre torna a mordere i capezzoli. Mi fa gridare subito. Mi prende le mani, le porta dietro alla mia schiena. Si avvinghia al collo. La sento ovunque, le sue mani, la sua lingua. Sento l’orgasmo montarmi da dentro, sferro gli ultimi colpi e mi lascio andare in un orgasmo liberatorio. Mi accascio su di lei, il suo cazzo ancora dentro di me. Penso si sia calmata, faccio per togliermi da sopra, ma lei non mi lascia andare. Mi ribalta, adesso è lei sopra. Io sono sfinita. A lei in questo momento non interessa. Vuole farmi sua. Inizia con affondi lenti, delicati, ma non resiste molto, gli affondi diventano sempre più veloci e profondi. A volte il movimento è talmente veloce che il cazzo esce dalla figa, lo rimette subito dentro e me lo sbatte fino in fondo. Ritorna a torturare i capezzoli. Non so neanche per quanto tempo vada avanti. Ogni affondo equivale a un orgasmo. Mi fa perdere la testa. Per gli ultimi affondi decide di farmi girare a pancia in giù. Si succhia il pollice e, mentre, mi sbatte me lo infila in culo. Grido, ho un orgasmo talmente potente che mi sembra di perdere la voce. Lei viene subito dopo, si accascia su di me con tutto il corpo. Il cazzo ancora infilato nella figa.
di
1villanelle3
1villanelle3
142
visite
visite
2
voti
voti
valutazione
6.5
6.5
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
È sera e ho voglia
Commenti dei lettori al racconto erotico