Volevo solo vedere fino a quando riuscivi a resistere
scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 3 min
di
1villanelle3
genere
Saffico
cura
A
È da qualche tempo che mi vedo con una ragazza, Ginevra. È bella, intelligente, ha fatto il liceo classico come me e ricorda a memoria l'incipit dell' Iliade in greco. Al quarto appuntamento, riesco, finalmente, a baciarla, mentre siamo in macchina sotto casa sua. Persino la sua lingua è bellissima, si muove contro la mia, mi morde il labbro, mi fa impazzire. Quando provo ad andare oltre, volevo solo palparle le tette, lei mi ferma. Mi saluta e scende dall' auto. Mi farà impazzire se continua così. Arrivata a casa mi masturbo tutta sera pensando a lei.
Dopo qualche giorno decido di prendere in mano la situazione, la invito a cena da me. La mia testa pensa solo a lei, la voglio. Cena a base di pesce, bollicine e torta al cioccolato. Lei arriva, tubino nero e tacchi. È ancora più bella del solito. Mi dà un bacio casto sulle labbra. La cena è molto piacevole, le ore passano in fretta. Ci mettiamo sul divano a guardare un film, ci abbracciamo, ci baciamo… finalmente penso sia arrivato il momento, ma ogni volta che io mi voglio spingere oltre, mi ferma. Ci riprovo, lei ancora mi ferma. Forse penso di non piacerle abbastanza, mi alzo, vado verso la cucina a prendere un altro bicchiere di vino. Mi siedo di nuovo vicino a lei con l'intento di guardarmi il film, almeno nel film i protagonisti stanno facendo sesso. Rimaniamo in silenzio. Mi toglie il calice, adesso è lei a baciarmi, si mette sopra di me. Io la fermo, le dico che se non lo vuole fare non c'è problema, ma di parlare chiaro. Mi bacia di nuovo, ho la sua lingua che esplora la mia bocca. La guardo, capisco che non sto capendo niente in quel momento. Lei mi sorride poi mi morde l'orecchio: “volevo solo vedere fino a quando riuscivi a resistere”. Riprende a baciarmi, la mia mano scivola tra i suoi seni, lei si lascia finalmente toccare. Il suo seno è sodo, i capezzoli rispondono subito. La prendo per mano e ci dirigiamo verso la camera. Ci spogliamo, lanciamo i vestiti a terra in disordine sul pavimento, lei è perfetta, il suo corpo è stupendo. Mi metto sopra di lei, iniziamo a strusciarci, mi ansima addosso, la sua voce mi fa impazzire. Le bacio il seno, la pancia, le gambe poi ritorno alla bocca. Inizio a fare dei piccoli cerchi sul suo clitoride, lentamente, la guardo, lei ha gli occhi chiusi, la bocca semiaperta. Vorrei prenderla qui, subito, in fretta, ma voglio far durare questo momento il più a lungo possibile. Le bacio il collo, applico la giusta pressione sul clitoride, sento dai suoi gemiti che le sta piacendo. Infilo un dito nella figa, è bagnata. È difficile mantenere un self control. Ne infilo un altro, aumento il ritmo, voglio farla impazzire. Il suo respiro è affannato, infilo un altro dito. Allargo le dita dentro la sua figa bagnata, gliele pianto fino in fondo mentre le muovo velocemente, il pollice sul clitoride. La sto facendo godere, è sotto di me che si muove, i suoi gemiti aumentano, so che è arrivata al limite. Sfilo le dita, non la faccio venire. Mi alzo e me ne torno in cucina. Dopo poco mi raggiunge, ha i capelli arruffati, le labbra lucide, il seno gonfio. Mi chiede se sono impazzita. Faccio spallucce, “volevo solo vedere fino a quando riuscivi a resistere”. La metto sul tavolo, la faccio venire. Due volte.
Dopo qualche giorno decido di prendere in mano la situazione, la invito a cena da me. La mia testa pensa solo a lei, la voglio. Cena a base di pesce, bollicine e torta al cioccolato. Lei arriva, tubino nero e tacchi. È ancora più bella del solito. Mi dà un bacio casto sulle labbra. La cena è molto piacevole, le ore passano in fretta. Ci mettiamo sul divano a guardare un film, ci abbracciamo, ci baciamo… finalmente penso sia arrivato il momento, ma ogni volta che io mi voglio spingere oltre, mi ferma. Ci riprovo, lei ancora mi ferma. Forse penso di non piacerle abbastanza, mi alzo, vado verso la cucina a prendere un altro bicchiere di vino. Mi siedo di nuovo vicino a lei con l'intento di guardarmi il film, almeno nel film i protagonisti stanno facendo sesso. Rimaniamo in silenzio. Mi toglie il calice, adesso è lei a baciarmi, si mette sopra di me. Io la fermo, le dico che se non lo vuole fare non c'è problema, ma di parlare chiaro. Mi bacia di nuovo, ho la sua lingua che esplora la mia bocca. La guardo, capisco che non sto capendo niente in quel momento. Lei mi sorride poi mi morde l'orecchio: “volevo solo vedere fino a quando riuscivi a resistere”. Riprende a baciarmi, la mia mano scivola tra i suoi seni, lei si lascia finalmente toccare. Il suo seno è sodo, i capezzoli rispondono subito. La prendo per mano e ci dirigiamo verso la camera. Ci spogliamo, lanciamo i vestiti a terra in disordine sul pavimento, lei è perfetta, il suo corpo è stupendo. Mi metto sopra di lei, iniziamo a strusciarci, mi ansima addosso, la sua voce mi fa impazzire. Le bacio il seno, la pancia, le gambe poi ritorno alla bocca. Inizio a fare dei piccoli cerchi sul suo clitoride, lentamente, la guardo, lei ha gli occhi chiusi, la bocca semiaperta. Vorrei prenderla qui, subito, in fretta, ma voglio far durare questo momento il più a lungo possibile. Le bacio il collo, applico la giusta pressione sul clitoride, sento dai suoi gemiti che le sta piacendo. Infilo un dito nella figa, è bagnata. È difficile mantenere un self control. Ne infilo un altro, aumento il ritmo, voglio farla impazzire. Il suo respiro è affannato, infilo un altro dito. Allargo le dita dentro la sua figa bagnata, gliele pianto fino in fondo mentre le muovo velocemente, il pollice sul clitoride. La sto facendo godere, è sotto di me che si muove, i suoi gemiti aumentano, so che è arrivata al limite. Sfilo le dita, non la faccio venire. Mi alzo e me ne torno in cucina. Dopo poco mi raggiunge, ha i capelli arruffati, le labbra lucide, il seno gonfio. Mi chiede se sono impazzita. Faccio spallucce, “volevo solo vedere fino a quando riuscivi a resistere”. La metto sul tavolo, la faccio venire. Due volte.
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