Al cinema

scritto il 2026-11-03 tempo di lettura 3 min

di
genere
Etero
cura
A−

Piove. Decido di vestirmi e truccarmi solo per me. Vado al cinema. Faccio il biglietto e, dietro di me, trovo Dario. Un mio ex di anni fa, cazzo notevole. Ci eravamo mollati, o meglio, mi aveva mollata lui, mi aveva trovato a letto con un altro. Vorrei far finta di niente, ma lui mi saluta in maniera affettuosa, forse non è più arrabbiato per le corna. La tipa con cui doveva vedersi gli ha dato buca, alla fine ci troviamo ad andare a vedere lo stesso spettacolo.

Ci sediamo vicini, ha messo su massa, la camicia è sbottonata, si vedono i pettorali scolpiti. Ci guardiamo i trailer dei film e li commentiamo come due vecchi amici. Ogni tanto io appoggio una mano sul suo braccio ma poi la ritraggo. Inizia il film, si spengono le luci. Ogni tanto vedo che mi guarda io faccio finta di niente. La prima mezz’ora passa liscia, il problema inizia quando il mio sguardo cade sul suo pacco, è in tiro. Non riesco a distogliere lo sguardo. Lui lo nota. Ci guardiamo negli occhi, ci baciamo, limoniamo. La sua barba mi solletica la faccia. Mi infila la lingua nella bocca. Sento la sua mano insinuarsi tra i miei seni, prende un capezzolo tra indice e pollice. Ansimo, mi scappa un urletto. Mi infila di nuovo la lingua in bocca per farmi stare zitta. Sento che armeggia con la cintura dei suoi pantaloni, gli esce il cazzo tirato come una molla. Mi inginocchio. Si mette comodo sulla poltrona, una mano tra i miei capelli mentre guida i movimenti. Lento, lo prendo tutto fino in gola, gli succhio la cappella. I suoi gemiti nascosti dall' audio della pellicola. Mi fa aumentare il ritmo mentre rimane piantato in gola, sento il suo cazzo gonfiarsi, le vene che si gonfiano, è il preludio ad una pioggia di sborra. Dopo poco mi riempie la bocca. Non ingoio subito, prima mi siedo a cavalcioni su di lui, solo dopo, appoggio la testa vicino al suo orecchio e ingoio tutto. Mi prende la testa tra le sue mani, mi bacia con avidità. Ho in bocca ancora il suo sapore dolciastro, come lo ricordavo, penso sia uno degli uomini con cui ho ingoiato di più. Il bacio si intensifica, il suo cazzo che apprezza il mio gioco di lingua contro la sua. In un secondo mi sfila le mutande, le fa calare da un lato. Sento la cappella aprire la mia figa bagnata, entra in un solo colpo. Andiamo piano nella speranza che i nostri gemiti non facciano insospettire qualcuno. Quando il ritmo si fa più intenso gli mordo una spalla e lui il collo. I movimenti accelerano, sento il suo cazzo che vibra dentro la mia figa. Affonda dentro, i miei umori lo fanno entrare ogni volta di più. Il mio bacino risponde ai suoi colpi. Siamo travolti dalla passione, quando dal buio della sala iniziano ad accendersi le luci per annunciare che in due minuti ci sarebbe stato l’intervallo tra primo e secondo tempo. Panico. Gli affondi sono più veloci, mi monta come un toro quando vede rosso. Manca un minuto, ci baciamo, i gemiti sono sempre di più. Sento la sua sborra riempirmi, gli mordo la spalla mentre lui mi tira i capelli, veniamo in un orgasmo che è tutto tranne che silenzioso.

Si accendono le luci, sono ritornata al mio posto, mi infilo di nuovo le mutande, ci sistemiamo i vestiti. Mi alzo per andare al bagno a sistemarmi, il suo sperma che mi cola tra le gambe.
232
visite
3
voti
valutazione
6.7
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

La sorpresa

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.