La lezione di spagnolo
scritto il 2026-10-28 tempo di lettura 7 min
di
1villanelle3
genere
etero
cura
A−
Non sono mai stata una grande amante del sesso, semplicemente non mi interessava il sesso, e infatti, ero vergine. Avevo avuto qualche esperienza ma non avevamo mai concluso. Tutto cambia quando ho conosciuto lui: alto, bello, con quel sorrisino che ti fa sciogliere immediatamente.
Avevo 18 anni, era piena estate e avevo finito da poco la tanto temuta maturità.
Andrea aveva due anni in più di me, era il mio vicino di casa. Io lo guardavo dalla mia finestra in cameretta, non era tipo da relazione fissa. Cambiava ragazza quasi ogni settimana. Spesso, è capitato di veder andar via qualche ragazza in lacrime.
Un giorno ci incrociamo sul pianerottolo di casa, lui inizia a chiedermi che università avrei frequentato, scopriamo di andare nella stessa università, stesso corso. Lui mi dice che se avessi riscontrato problemi all'esame di spagnolo di chiamarlo, mi avrebbe aiutato lui.
Passano i mesi, ci becchiamo qualche volta ma nulla di più, fino a quando frequento il corso e il primo esame parziale di spagnolo. Vengo bocciata. Riprovo l’esame, vengo bocciata di nuovo.
Capisco di avere difficoltà nella materia e di avere una soluzione molto più vicina di quanto pensassi. Incontro Andrea e decidiamo di vederci a cadenza settimanale per delle ripetizioni a casa sua. Gli dico che sono anche a corto di denaro ma mi dice di non preoccuparmi. Top.
Ci vediamo, lui mi spiega la materia, io faccio fatica a rimanere concentrata ma, tutto sommato qualcosa inizia a ingranare.
La situazione cambia quando una volta si presenta con mezz'ora di ritardo. Io ero abbastanza piccata, mi aveva fatto aspettare nell’androne di casa al freddo. Lui si scusa più volte, mi dice che era con una ragazza e aveva perso la coincidenza con il pullman per tornare a casa. Io faccio finta di fare l’indifferente ma sono gelosa. Lui lo nota. Inizia a chiedermi se sono gelosa, se ho un fidanzato con cui mi è mai capitato di fare una pazzia. Io, ovviamente, nego tutto.
Dopo questo scambio di frecciatine inizia la solita lezione. Io sono persa e sempre più presa da lui, tant’è che a un certo punto mi chiede se va tutto bene. Io dico di sì, che ero solo stanca. finisce quella tortura/lezione.
Mi accompagna alla porta di casa, ma, mentre sono sull’uscio di casa mi dice che stanotte i suoi sarebbero rincasati tardi. Io lo guardo, faccio finta di non capire la sua proposta. Faccio per aprire la porta ma lui la richiude. Mi schiaccia con il suo peso contro la porta e mi bacia. Mi infila la lingua in bocca e io rispondo subito. Sento il suo membro contro di me che si gonfia, era duro.
Lui mi guarda, mi dice lo so che lo vuoi pure tu. Io lo bacio. Mi porta di nuovo in camera, questa volta sul letto. Le sue lenzuola hanno il suo profumo. Iniziamo a baciarci, io sotto e lui sopra. Le sue mani abili si infilano sotto la maglia, mi tocca il seno, mi strizza i capezzoli. Già così divento un lago. Dopo mi slaccia lentamente i pantaloni, mi infila un dito e sente che sono bagnata.
Lui si slaccia i pantaloni, mi toglie le mutandine, e poi le sue, il pisello di Andrea è duro e gonfio. E’ chiaro cosa vuole fare.
Aspetta, aspetta, aspetta gli dico. Lui mi guarda, non capisce. Sono vergine.
Si siede un attimo sul letto, il suo membro sempre dritto che mi punta. Si fa tutto serio e mi dice: se te ne vuoi andare sei libera di farlo ma, se decidi di rimanere, ti farò mia.
Io rimango senza parole, tant’è che interpreta la mia titubanza come un rifiuto. Mi ordina di andarmene. Solo dopo varie suppliche si convince a farmi rimanere.
Prende la mia testa e me la appoggia sul suo pisello. Me lo infila fino in gola e poi lo toglie. E poi di nuovo. Mi ordina di leccarglielo e succhiarlo. E’ lui che decide il ritmo, a volte più lento, a volte più veloce. Poi mi ordina di smettere. Mi fa sdraiare di nuovo e si mette sopra di me.
E’ il momento. Andrea mi guarda, mi dice: adesso ti faccio mia, tu sarai per sempre mia. Ti farò godere come una troia che assaggia un cazzo per la prima volta.
Mi infila due dita fino in fondo, poi le toglie e ci appoggia la cappella. Entra di un centimetro.
Mi ordina di guardarlo. Mentre mi sorride, mi infila tutto il suo pisello in una volta sola. Lui rimane dentro, fermo per un attimo, mi sussurra che sono stretta. Io mi sento piena e ho male. E’ troppo. Mi dimeno. Lui mi ordina di stare ferma. Esce per poi rientrare di nuovo. Mi stantuffa fino in fondo. Mi riempie a ogni colpo. Quando il dolore inizia a passare, lui decide di cambiare posizione. Adesso tu ti metti sopra di me, voglio che lo prendi tutto, troia. Ti voglio impalare. Sfila il suo cazzo e si mette sotto.
Poi mi prende e mi aiuta a infilarlo dentro di nuovo. Così è veramente troppo. Mi muovo piano, forse troppo. Mi tiene ferma per i fianchi mentre mi afferra il sedere per aumentare il ritmo.
Così ti voglio, la mia troia impalata. Aumenta il ritmo per poi rallentare per poi riprendere di nuovo.
Mi scopa, finalmente anche io inizio a godere. E’ forte duro, si muove veloce fino a quando sento una cosa calda dentro di me. Mi tiene lì impilata fino a quando non si è svuotato del tutto, solo allora mi fa mettere vicino a lui.
Brava la mia troia, adesso andiamo avanti. Il tuo culo sarà solo mio, anche quando scoperai con gli altri, il culo resterà solo mio.
Andrea io non mi sento di farlo, non sono ancora pronta. Lui scoppia a ridere: non ho mai visto una troia prendere così il mio cazzo. Adesso ci penso io a te.
Me lo mette di nuovo in bocca, da flaccido man mano che lo succhio diventa duro. Mi si gonfia in bocca. Senza tanti preamboli mi gira, mi piega la testa sul cuscino con il culo in bella vista. Prende gli umori dalla mia fica e lubrifica il buco. Ci sputa della saliva. Mi infila il pollice. Io grido. Andrea fermati. Non mi piace. Più io cerco di fermarlo più mi bagna il culo con i miei e suoi umori mischiati.
Adesso ti rilassi, e lo prendi in culo. Tutto. E se non ci riesci lo rifacciamo fino a quando il tuo culo è abbastanza largo da prenderlo. Voglio che il mio cazzo sparisca dentro al tuo culo. Poi decido dove voglio sborrare. Magari in bocca e ride di nuovo. Prende i miei umori e si bagna la sua verga.
Mi allarga il buco con le mani, appoggia la cappella e entra centimetro per centimetro ma non perchè non mi voglia fare male, ma perchè vuole farmelo sentire. Piano e lento. Io in quel momento sento solo bruciare. Entra fino a metà poi lo sfila. Rientra di nuovo fino a metà, questa volta velocemente. Poi inizia di nuovo la tortura centimetro per centimetro. Quando praticamente inizio a sentire le sue palle contro il mio sedere me lo sfila di colpo.
Sai, non sono soddisfatto, non te l’ho allargato bene, meglio rifarlo. Ma questa volta me lo sbatte dentro tutto insieme e mi incula senza darmi il tempo di adattarmi al suo ritmo.
Il tuo culo sarà mia per sempre, tu sei mia. E mentre lo dice mi scopa sempre più veloce fino a quando non mi sborra dentro al culo.
Mi tiene ferma fino a quando il suo pisello si affloscia. mentre lo sfila mi dice di non far uscire neanche una goccia. Ci provo ma non sono bravissima. Lui ride. Mi dà uno schiaffo sul culo.
Poi si accascia sul letto. Io mi sento piena e svuotata insieme. Lui mi passa i vestiti e me ne torno a casa. Finalmente non sono più vergine.
Adesso io e Andrea ci vediamo di rado, ma ho mantenuto la promessa, il mio culo è solo suo.
Avevo 18 anni, era piena estate e avevo finito da poco la tanto temuta maturità.
Andrea aveva due anni in più di me, era il mio vicino di casa. Io lo guardavo dalla mia finestra in cameretta, non era tipo da relazione fissa. Cambiava ragazza quasi ogni settimana. Spesso, è capitato di veder andar via qualche ragazza in lacrime.
Un giorno ci incrociamo sul pianerottolo di casa, lui inizia a chiedermi che università avrei frequentato, scopriamo di andare nella stessa università, stesso corso. Lui mi dice che se avessi riscontrato problemi all'esame di spagnolo di chiamarlo, mi avrebbe aiutato lui.
Passano i mesi, ci becchiamo qualche volta ma nulla di più, fino a quando frequento il corso e il primo esame parziale di spagnolo. Vengo bocciata. Riprovo l’esame, vengo bocciata di nuovo.
Capisco di avere difficoltà nella materia e di avere una soluzione molto più vicina di quanto pensassi. Incontro Andrea e decidiamo di vederci a cadenza settimanale per delle ripetizioni a casa sua. Gli dico che sono anche a corto di denaro ma mi dice di non preoccuparmi. Top.
Ci vediamo, lui mi spiega la materia, io faccio fatica a rimanere concentrata ma, tutto sommato qualcosa inizia a ingranare.
La situazione cambia quando una volta si presenta con mezz'ora di ritardo. Io ero abbastanza piccata, mi aveva fatto aspettare nell’androne di casa al freddo. Lui si scusa più volte, mi dice che era con una ragazza e aveva perso la coincidenza con il pullman per tornare a casa. Io faccio finta di fare l’indifferente ma sono gelosa. Lui lo nota. Inizia a chiedermi se sono gelosa, se ho un fidanzato con cui mi è mai capitato di fare una pazzia. Io, ovviamente, nego tutto.
Dopo questo scambio di frecciatine inizia la solita lezione. Io sono persa e sempre più presa da lui, tant’è che a un certo punto mi chiede se va tutto bene. Io dico di sì, che ero solo stanca. finisce quella tortura/lezione.
Mi accompagna alla porta di casa, ma, mentre sono sull’uscio di casa mi dice che stanotte i suoi sarebbero rincasati tardi. Io lo guardo, faccio finta di non capire la sua proposta. Faccio per aprire la porta ma lui la richiude. Mi schiaccia con il suo peso contro la porta e mi bacia. Mi infila la lingua in bocca e io rispondo subito. Sento il suo membro contro di me che si gonfia, era duro.
Lui mi guarda, mi dice lo so che lo vuoi pure tu. Io lo bacio. Mi porta di nuovo in camera, questa volta sul letto. Le sue lenzuola hanno il suo profumo. Iniziamo a baciarci, io sotto e lui sopra. Le sue mani abili si infilano sotto la maglia, mi tocca il seno, mi strizza i capezzoli. Già così divento un lago. Dopo mi slaccia lentamente i pantaloni, mi infila un dito e sente che sono bagnata.
Lui si slaccia i pantaloni, mi toglie le mutandine, e poi le sue, il pisello di Andrea è duro e gonfio. E’ chiaro cosa vuole fare.
Aspetta, aspetta, aspetta gli dico. Lui mi guarda, non capisce. Sono vergine.
Si siede un attimo sul letto, il suo membro sempre dritto che mi punta. Si fa tutto serio e mi dice: se te ne vuoi andare sei libera di farlo ma, se decidi di rimanere, ti farò mia.
Io rimango senza parole, tant’è che interpreta la mia titubanza come un rifiuto. Mi ordina di andarmene. Solo dopo varie suppliche si convince a farmi rimanere.
Prende la mia testa e me la appoggia sul suo pisello. Me lo infila fino in gola e poi lo toglie. E poi di nuovo. Mi ordina di leccarglielo e succhiarlo. E’ lui che decide il ritmo, a volte più lento, a volte più veloce. Poi mi ordina di smettere. Mi fa sdraiare di nuovo e si mette sopra di me.
E’ il momento. Andrea mi guarda, mi dice: adesso ti faccio mia, tu sarai per sempre mia. Ti farò godere come una troia che assaggia un cazzo per la prima volta.
Mi infila due dita fino in fondo, poi le toglie e ci appoggia la cappella. Entra di un centimetro.
Mi ordina di guardarlo. Mentre mi sorride, mi infila tutto il suo pisello in una volta sola. Lui rimane dentro, fermo per un attimo, mi sussurra che sono stretta. Io mi sento piena e ho male. E’ troppo. Mi dimeno. Lui mi ordina di stare ferma. Esce per poi rientrare di nuovo. Mi stantuffa fino in fondo. Mi riempie a ogni colpo. Quando il dolore inizia a passare, lui decide di cambiare posizione. Adesso tu ti metti sopra di me, voglio che lo prendi tutto, troia. Ti voglio impalare. Sfila il suo cazzo e si mette sotto.
Poi mi prende e mi aiuta a infilarlo dentro di nuovo. Così è veramente troppo. Mi muovo piano, forse troppo. Mi tiene ferma per i fianchi mentre mi afferra il sedere per aumentare il ritmo.
Così ti voglio, la mia troia impalata. Aumenta il ritmo per poi rallentare per poi riprendere di nuovo.
Mi scopa, finalmente anche io inizio a godere. E’ forte duro, si muove veloce fino a quando sento una cosa calda dentro di me. Mi tiene lì impilata fino a quando non si è svuotato del tutto, solo allora mi fa mettere vicino a lui.
Brava la mia troia, adesso andiamo avanti. Il tuo culo sarà solo mio, anche quando scoperai con gli altri, il culo resterà solo mio.
Andrea io non mi sento di farlo, non sono ancora pronta. Lui scoppia a ridere: non ho mai visto una troia prendere così il mio cazzo. Adesso ci penso io a te.
Me lo mette di nuovo in bocca, da flaccido man mano che lo succhio diventa duro. Mi si gonfia in bocca. Senza tanti preamboli mi gira, mi piega la testa sul cuscino con il culo in bella vista. Prende gli umori dalla mia fica e lubrifica il buco. Ci sputa della saliva. Mi infila il pollice. Io grido. Andrea fermati. Non mi piace. Più io cerco di fermarlo più mi bagna il culo con i miei e suoi umori mischiati.
Adesso ti rilassi, e lo prendi in culo. Tutto. E se non ci riesci lo rifacciamo fino a quando il tuo culo è abbastanza largo da prenderlo. Voglio che il mio cazzo sparisca dentro al tuo culo. Poi decido dove voglio sborrare. Magari in bocca e ride di nuovo. Prende i miei umori e si bagna la sua verga.
Mi allarga il buco con le mani, appoggia la cappella e entra centimetro per centimetro ma non perchè non mi voglia fare male, ma perchè vuole farmelo sentire. Piano e lento. Io in quel momento sento solo bruciare. Entra fino a metà poi lo sfila. Rientra di nuovo fino a metà, questa volta velocemente. Poi inizia di nuovo la tortura centimetro per centimetro. Quando praticamente inizio a sentire le sue palle contro il mio sedere me lo sfila di colpo.
Sai, non sono soddisfatto, non te l’ho allargato bene, meglio rifarlo. Ma questa volta me lo sbatte dentro tutto insieme e mi incula senza darmi il tempo di adattarmi al suo ritmo.
Il tuo culo sarà mia per sempre, tu sei mia. E mentre lo dice mi scopa sempre più veloce fino a quando non mi sborra dentro al culo.
Mi tiene ferma fino a quando il suo pisello si affloscia. mentre lo sfila mi dice di non far uscire neanche una goccia. Ci provo ma non sono bravissima. Lui ride. Mi dà uno schiaffo sul culo.
Poi si accascia sul letto. Io mi sento piena e svuotata insieme. Lui mi passa i vestiti e me ne torno a casa. Finalmente non sono più vergine.
Adesso io e Andrea ci vediamo di rado, ma ho mantenuto la promessa, il mio culo è solo suo.
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