Il patto segreto di una famiglia per bene (Parte 5)

scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 7 min

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Incesti
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Intanto un pomeriggio, mentre ero intenta a rammendare un vestito sul divano della sala, sentii gli sguardi di entrambi su di me. Alzai lo sguardo e li vidi seduti sulle poltrone, con gli occhi fissi sulla scollatura del mio vestito e sulla gonna che si era leggermente rialzata, mostrando la cima delle mie cosce. Un sorriso complice si disegnò sulle mie labbra.
Senza dire una parola mi alzai, lenta, lasciando cadere l'ago e il filo sul cuscino. Mi misi al centro della stanza, su un palcoscenico invisibile che esisteva solo per noi tre, e cominciai a muovermi su una musica che solo noi potevamo sentire. Le mani scivolarono lungo i fianchi, risalirono il corpo con calma studiata, si fermarono a stringere i seni attraverso il tessuto. Sentii i loro respiri farsi più corti, più fitti, riempire il silenzio. Con un movimento languido lasciai scendere una spallina, scoprendo una spalla. Poi l'altra. Il vestito indugiò un istante sui fianchi, come se anche lui volesse assaporare l'attesa, e infine mi cadde ai piedi. Restai in intimo, sotto due paia di occhi che non si staccavano da me. Mi girai, porgendo loro le spalle, e con un gesto lento slacciai il reggiseno, lasciai che scivolasse a terra, poi sfilai le mutandine. Nuda, orgogliosa, al centro della loro ammirazione. Mio zio fu il primo a muoversi. Si avvicinò piano, come un predatore che ha già scelto la preda, ma negli occhi aveva solo adorazione. Mi prese per mano e mi condusse accanto al caminetto acceso, il cui crepitio divenne l'unica colonna sonora della scena. Mi fece sdraiare sul tappeto morbido e caldo, mentre Mattia si avvicinava dall'altro lato con un unguento in bottiglia, che aveva scaldato sul fuoco.
"Oggi ti coccoleremo come una dea," sussurrò zio Tommaso, mentre Mattia iniziava a versare l'olio profumato per massaggi sulla mia schiena.
Le loro quattro mani iniziarono a spalmarlo su tutto il corpo, e fu un'esperienza ipnotica. Le mani esperte di mio zio si muovevano sicure sulle gambe e sui glutei, con una forza che mi faceva sentire insieme rilassata ed eccitata. Quelle di Mattia, più giovani e impazienti, si concentravano sulla schiena, sulle spalle, sul collo, scendendo ogni tanto a sfiorare i fianchi e i lati dei seni. Ero in preda a un piacere travolgente, un piacere che non aveva un solo punto d'origine, che si diffondeva in ogni fibra del mio essere.
Mi girai sulla schiena, offrendo loro la parte anteriore del corpo. L'olio mi faceva brillare alla luce del fuoco, la pelle liscia e scivolosa sotto le loro dita. Continuarono la loro danza, questa volta senza più riserve: le mani si incontrarono sui miei seni, le dita si intrecciarono mentre mi accarezzavano i capezzoli, indurendoli ancora. Scesero insieme lungo il ventre, fino al monte di Venere. Lì si fermarono un istante, come per chiedere il permesso. Annuii con un gemito soffocato.
Le loro dita cominciarono a esplorare la mia intimità. La mano di mio zio mi aprì delicatamente le grandi labbra, esponendo il clitoride già gonfio di desiderio. Mentre lui iniziava a stimolarlo con movimenti circolari, precisi, le dita di Mattia si insinuavano all'ingresso della mia vagina, prima una, poi due, muovendosi in sincrono con la lingua di mio zio, chino a praticare un cunnilingus. Era un assalto di sensazioni, un'ondata di piacere così intensa che fui costretta a chiudere gli occhi e ad abbandonarmi del tutto a loro. Le mie mani si aggrapparono ai loro capelli, li spinsi più addosso, chiesi di più.
Sentii l'orgasmo avvicinarsi come un'onda imponente. Cominciò come un formicolio profondo, che presto divenne contrazioni potenti, incontrollabili. Il corpo si inarcò, un urlo di puro piacere mi sfuggì dalle labbra mentre le gambe si stringevano intorno alle loro teste, trattenendole lì, in quel punto di pura estasi. Venni a lungo, un'onda dopo l'altra, mentre loro continuavano a leccare e a stimolare, prolungando il mio piacere fino all'estremo.
Quando finalmente mi calmai, erano entrambi sopra di me, i corpi nudi e oliati premuti contro il mio. Era il momento di ricambiare.
"Adesso tocca a me", dissi, con voce decisa.
Li feci sdraiare sul tappeto, uno di fronte all'altro. Mi inginocchiai tra loro, afferrandone uno in ogni mano. Erano diversi, entrambi belli, entrambi potenti. Cominciai a masturbarli con lo stesso ritmo, guardandoli negli occhi, godendo del piacere che vedevo riflettersi sui loro volti. Poi mi chinai su quello di mio zio e lo presi in bocca, mentre la mano continuava a lavorare su Mattia. Lo succhiai con avidità, assaporandone il sapore, sentendolo pulsare tra le mie labbra. Dopo qualche minuto mi spostai su Mattia, ripetendo lo stesso trattamento, e continuai ad alternarmi finché non sentii i loro corpi tendersi, le cosce irrigidirsi sotto il mio tocco.
"Voglio sentirvi dentro di me", mormorai.
Mi misi a carponi, offrendo loro il mio corpo. Mattia si posizionò davanti a me, mio zio si inginocchiò dietro. Mattia guidò la sua erezione verso la mia bocca, mentre mio zio cominciava a penetrarmi da dietro. Sentii il suo cazzo scivolare dentro, riempirmi completamente, mentre nello stesso istante accoglievo quello di Mattia tra le labbra. Era una sensazione inaudita, essere riempita e posseduta da entrambi, presa da ogni parte. Cominciarono a muoversi, un ritmo perfetto, sincronizzato: ogni spinta di mio zio mi faceva andare più a fondo su Mattia, in un circolo vizioso di piacere che non lasciava tregua.
La stanza si riempì dei suoni dei nostri corpi che si scontravano, dei gemiti, delle parole sussurrate cariche di desiderio.
"Così, sì, ancora", sentivo dire. Ero al centro di un vortice di passione, che mi portava verso un nuovo orgasmo, ancora più intenso del primo.
Quando venni, fu esplosivo. Il corpo mi tremò, un urlo liberatorio riempì la stanza. Le contrazioni vaginali strinsero il cazzo di mio zio, che non riuscì a trattenersi e venne dentro di me, riempiendomi di sperma caldo. Pochi istanti dopo anche Mattia raggiunse l'orgasmo, venendomi in bocca, mentre io, per la prima volta, ingoiavo tutto, assaporando ogni goccia.
Crollammo esausti sul tappeto, le loro mani continuavano ad accarezzarmi dolcemente, non più con la foga del desiderio, ma con la tenerezza della complicità.
"Sei incredibile, nipote mia", mormorò mio zio, baciandomi sulle labbra. "Hai portato la vita e l'amore in questa casa, quando pensavamo di aver perso tutto. Tua zia te ne sarà grata."
Mattia, passandomi una mano tra i capelli, aggiunse: "Non sei solo la donna di questa casa. Sei al centro del nostro piacere."
Le loro parole mi riempirono di un'emozione più profonda del piacere stesso. Non ero più soltanto un corpo per soddisfare i loro bisogni, ma il collante che teneva insieme quella nostra strana, meravigliosa famiglia. In quel momento capii che il mio ruolo era molto più di quanto avessi immaginato. Ero la loro dea, la loro amante, la loro confidente, la loro valvola di sfogo. Ero tutto.
I giorni seguenti portarono una nuova consapevolezza nei nostri rapporti. La trasgressione era diventata la nostra normalità e, con essa, una libertà che non avrei mai creduto possibile. Cominciammo a giocare, a esplorare fantasie che prima erano solo sussurrate nei momenti di più intima confidenza.
Una sera, mentre cenavamo, Mattia mi guardò con un'espressione maliziosa. "Stasera vorrei provare qualcosa di nuovo. Qualcosa che ho sempre sognato."
Quale?(Leggi la parte 6)
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