Pamela il finale

scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 7 min

di
genere
Prime esperienze, Sentimentali
cura
A+

Il sapore del sale sulla pelle
---
Antonio non la ferma quando Pamela si alza dal letto disfatto, il corpo ancora scosso e il sapore del sesso addosso. Le porge il vestito nero senza dire una parola, e i suoi passi sulle scale svaniscono nel rumore della strada.
---

Il respiro di Pamela rallenta contro il collo di Antonio, e il tremito delle sue cosce si placa in un abbandono pesante. Lui continua ad accarezzarle la schiena, le dita aperte sui fianchi, il palmo calloso che traccia la curva delle vertebre una per una. Il suo cazzo si ammorbidisce dentro di lei, ma non esce — resta lì, mezzo duro, ancora caldo del suo sperma e dei liquidi di Pamela che sono colati ovunque, appiccicosi tra i loro ventri.

Pamela solleva la testa dal suo collo. I capelli neri le si incollano alla guancia, e lui glieli scosta con una mano, lentamente. La guarda. Gli occhi di lei sono gonfi, il mascara sbavato sotto le ciglia. Antonio le passa il pollice sotto l'occhio sinistro, raccoglie una lacrima che non è ancora asciutta.

«Sei venuta come se ti stessero ammazzando» dice lui, la voce bassa, ruvida.

Pamela non risponde subito. Si morde il labbro inferiore, poi lascia cadere lo sguardo sul petto di lui, sui peli grigi appiattiti dal sudore. «Non riuscivo a fermarmi.»

«Non dovevi fermarti.»

Lei si muove appena, un piccolo aggiustamento del bacino, e sente il suo sperma colare fuori, scivolare lungo la fessura del culo fino a bagnare le palle di lui. Antonio la sente stringere involontariamente, un ultimo fremito delle pareti vaginali che lo spreme. Trattiene il respiro.

Pamela si solleva piano, le mani sulle sue spalle, e lui scivola fuori con un suono umido, osceno. Il suo cazzo cade contro la coscia, bagnato, rilassato. Lei si mette a cavalcioni su di lui, le ginocchia ai lati dei suoi fianchi, e il suo sesso resta aperto, esposto, le labbra gonfie e rosse, il liquido che le cola tra le gambe. Antonio la guarda lì sotto — la fica aperta, stillante — e qualcosa nel suo sguardo cambia. Non è tenerezza.

Le prende i fianchi con entrambe le mani. «Girati.»

Pamela esita. Le dita di lui affondano nella carne dei suoi fianchi, stringono. Lei gira la testa, lo guarda da sopra la spalla, e lui non sta sorridendo. La faccia è seria, la mascella contratta sotto la barba grigia.

«Antonio...»

«Girati, Pamela.»

Lei obbedisce. Si volta lentamente, le ginocchia che si spostano sul materasso, finché non gli dà la schiena. Il sedere pieno, rotondo, si appoggia sulle sue cosce. Antonio la tira verso il basso finché il suo cazzo — non completamente duro ma quasi — non preme contro la fessura del culo. Pamela irrigidisce la schiena.

«Aspetta —»

«Voglio scoparti qui.» La voce di lui è secca, senza negoziazione. Le mani grandi le aprono le natiche, i pollici che premono nella carne morbida. Il buco è piccolo, stretto, e Antonio ci sputa sopra — un gesto rapido, brutale — poi spinge il pollice dentro, piano, ruotando.

Pamela emette un suono che non è un lamento e non è un gemito — qualcosa di intermedio, un'aria che le esce dai polmoni come se l'avessero svuotata. Il pollice entra fino alla prima nocca. Il muscolo si stringe attorno al dito, poi cede, appena.

«Non lo faccio da...» comincia Pamela, e si ferma.

«Da quanto?»

«Non lo so. Tanto.»

Antonio non chiede altro. Sputa di nuovo, muove il pollice dentro e fuori, sente il muscolo che si rilassa a poco a poco. Poi sfila il pollice e si prende il cazzo in mano. Non è completamente duro — deve stringerlo, muovere la mano due, tre volte — ma il sangue torna, e diventa sufficiente. Appoggia la punta contro il buco.

«Spingi contro di me» dice.

Pamela poggia le mani sul materasso, ai lati delle ginocchia di lui. Inarca la schiena. Il sedere si solleva. Antonio le tiene i fianchi con una presa che le lascerà i segni, e spinge.

La testa entra. Pamela fa un verso strozzato — un "ah" acuto, rotto — e le braccia tremano. Antonio si ferma. Aspetta. Il muscolo pulsa attorno alla sua cappella, stringe, morde. Poi lui spinge ancora, un centimetro, un altro, e il cazzo scivola dentro con una lentezza straziante, il calore che lo avvolge come una morsa.

«Cazzo» ringhia Antonio, e la voce gli si spezza. «Cazzo, Pamela.»

Lei non risponde. Ha la fronte premuta sulle lenzuola, i capelli che cadono come una cortina nera. Le sue mani stringono il tessuto. Il respiro le esce in sbuffi corti, rapidi, come se stesse correndo.

Antonio comincia a muoversi. Piano, dapprima — entra, esce, entra — con spinte corte che non la penetrano fino in fondo. Poi si fa strada, centimetro dopo centimetro, finché i suoi fianchi non sbattono contro le sue natiche ed è dentro completamente, fino alla base.

Pamela urla. Non un grido di dolore — qualcosa di più complesso, un suono che le nasce dal basso ventre e le squarcia la gola. Le sue pareti interne si contraggono attorno a lui, e Antonio sente il culo di lei che lo stritola, che lo munge con pulsazioni rapide e involontarie.

«Ti piace» dice lui. Non è una domanda.

Pamela muove il bacino. Indietro, verso di lui, prendendolo più a fondo. Antonio le afferra i fianchi e comincia a scoparla sul serio — spinte lunghe, brutali, che la fanno scivolare sul materasso. Il letto cigola. La testiera batte contro il muro. Pamela spinge indietro a ogni affondo, e il suono della loro carne che si incontra riempie la stanza — umido, pesante, osceno.

«Sì — sì — lì —» La voce di Pamela si spezza in frammenti. Antonio le allunga una mano attorno al fianco, le trova la fica con le dita, e la sente bagnata come non mai — aperta, stillante, il clitoride gonfio sotto il suo polpastrello. Lo strofina in cerchi rapidi mentre la scopa nel culo, e Pamela comincia a tremare.

L'orgasmo la prende dal profondo. Non come il primo — non è un'onda, è un'esplosione. Le pareti vaginali e anali si contraggono contemporaneamente, e qualcosa schizza fuori di lei, un getto caldo che le bagna le cosce, le bagna la mano di Antonio, le lenzuola. Pamela urla — un urlo lungo, acuto, che si trasforma in un singhiozzo — e il suo corpo si inarca come se fosse attraversato da una corrente.

Antonio non si ferma. La scopa attraverso le convulsioni, il cazzo che entra ed esce dal culo stretto, e l'orgasmo di lei lo spinge oltre il limite. Viene con un ringhio gutturale, affondando fino in fondo, e lo sperma riempie il canale in pulsazioni calde che Pamela sente dentro — profonde, estranee, intime.

Restano così. Antonio piegato su di lei, il petto contro la sua schiena, il cazzo che si svuota. Pamela con la faccia nelle lenzuola, il corpo che trema ancora in scosse residue. Lo squirt ha bagnato tutto — il materasso, le gambe di lui, l'aria sa di sesso e di sale.

Antonio esce lentamente. Il cazzo scivola fuori con un suono molle, e Pamela emette un piccolo verso — di vuoto, di perdita. Lui si siede sui talloni, la guarda: la schiena curva, il sedere arrossato dove le sue mani hanno stretto, il buco che non si chiude subito, che resta aperto, stillante del suo sperma.

Pamela si volta. Si siede lentamente, con una smorfia, e lo guarda. I capelli sono un disastro, il trucco distrutto, gli occhi rossi. È bellissima e sfatta.

«Devo andare» dice.

Antonio non la ferma. Non dice "non andare" questa volta. Le porge il vestito nudo dal pavimento, e lei lo prende, lo infila senza il reggiseno, la stoffa che si appiccica alla pelle sudata.

Sulla porta, Pamela si volta. «Antonio.»

Lui è seduto sul letto, nudo, le lenzuola aggrovigliate attorno ai fianchi. La guarda.

«Grazie» dice lei.

Poi esce. La porta si chiude con un clic attutito. Antonio resta immobile, ascolta i suoi passi sulle scale — tre piani, uno dopo l'altro — finché non svaniscono nel rumore della strada.

La persiana sbatte fuori. Antonio si sdraia sul materasso bagnato, chiude gli occhi, e il suo cazzo pulsa ancora una volta, vuoto, contro la coscia.
40
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Pamela parte 3

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.