Mirella

Scritto da , il 2011-09-19, genere etero

Mirella l'avevo conosciuta attraverso un inserzione su un giornale, vedova qualche anno più di me, non molto alta, ma graziosa. Ci incontrrammo di sera nella mia 500, dopo i convenevoli di rito, mi indicò un sito appartato. Parlando le posi una mano su una gamba, non reagiva, mi spinsi oltre cacciandola sotto la gonna, aveva gambe sode, lisciavo e carezzavo quelle delizie. Lei godeva, le scansai le mutande e le penetrai la fica con due dita. Si avvinghiò a me e mi baciò, succhiandomi la lingua. La sentivo bagnata e anchio schizzai abbondantemente. Eravamo proprio andati, era tanto che non facevo sesso e il mio desiderio era al massimo, anche lei era su di giri, il marito era morto da tre mesi e per di più non era molto focoso, spesso la lasciava insoddisfatta, aveva voglia di rifarsi del tempo perduto. Avevamo fatto molto tardi, da ore stavamo smanettandoci in tutte le maniere, mi disse di andare a casa sua la sera successiva. Puntuale suonai alla sua porta, venni ad aprirmi e guardandomi alla luce disse " Non solo sei tosto ,ma sei anche carino e tanto giovane." E mi baciò con ardore, portandomi in camera da letto, si tolse la camicetta, rivelando un petto grande ma ben fatto, tolse anche la gonna e restò in mutande e reggiseno, oltre al reggicalze, che stava per togliere. la fermai, proseguendo io, mi piace tirare l'elastico dei reggicalze e falli piombare sulle gambe della donna, mentre l'accarezzo. Slacciai anche il reggiseno, altra operazione che ho sempre gradito, baciai i capezzoli, mentre lei faceva scivolare le mutande. La presi trà le braccia per depositarla sul letto, mi spogliai velocemente, mentre il cazzo cominciava a sollevarsi, lo prese e carezzandolo lo infilò in bocca. Andai sopra le divaricai le gambe ed entrai decisamente, con mia sorpresa entrava solo la metà, raddoppiai gli forzi e lei gridò "Fermo mi sfondi". Mi bloccai e mi spiegò che aveva l'utero da bambina, non potevo entrarci, per questo non aveva avuto figli. Anche entrando solo a metà godevo da morire, sentivo i brividi lungo la schiena anche lei gemeva di piacere, muoveva il bacino con un ritmo meraviglioso, accentuando così il mio e il suo piacere. Stavamo abbracciati nei momenti di pausa carezzandoci dolcemnente, mi piaceva sentire i peli che erano durissimi, come il fil di ferro, li stringevo e cercavo di farci le treccine. Andammo avanti così per anni, la sera mi fermavo spesso a cena da lei, era una buona cuoca, oltre ad essere una splendida amante. Cominciò a sentire dei bruciori dentro la fica, andò da un ginecogolo, per scoprire l'origine dei bruciori. Dopo qualche giorno l'accompagnai per ritirare il referto, attesi in macchina, tornò e leggendo il referto non capimmo il significato scritto in termini troppo scentifici. Riandò dal medico e usci ridendo. Le aveva detto "Signora buon per lei, ha un partner troppo focoso che con la sua irruenza le ha procurato una leggera abrasione. Metta questa pomata e trà qualche giorno non sentirà più bruciori. dica a quel signore di fare più attenzione." Seguii il consiglio e fummo felici.

Questo racconto di è stato letto 5 5 9 7 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.