Quella notte
scritto il 2026-11-01 tempo di lettura 3 min
di
NUMB
genere
Incesti
cura
A
Laura aveva 55 anni. Il corpo non era più quello di una volta: seni pesanti e cadenti, pancia morbida, cosce larghe, pelle che mostrava i segni del tempo. I capelli, ancora scuri, erano un po’ spettinati. Quella notte di luglio faceva un caldo umido, e lei era in casa da sola con il figlio, Marco, 25 anni.Marco era tornato tardi. Aveva bevuto un po’. Laura era in salotto in canottiera e mutandine di cotone, le gambe aperte sul divano per cercare un po’ d’aria. Quando lui entrò, i suoi occhi si fermarono un attimo troppo a lungo sulle cosce della madre.Il silenzio divenne denso.«Mamma…» mormorò lui, voce bassa.Laura sentì il calore salirle in faccia. Vergogna e qualcosa di più oscuro. Aveva notato da mesi gli sguardi del figlio, il modo in cui a volte restava fermo a guardarla quando lei si chinava o quando sudava in cucina. Quella notte, però, la lussuria era più forte della vergogna.Non disse niente. Si alzò lentamente. La canottiera le si era appiccicata al petto per il sudore. I capelli le cadevano sugli occhi. Guardò Marco e, con un gesto quasi inconsapevole, si tolse la canottiera. I seni pesanti uscirono fuori, i capezzoli scuri e un po’ allungati. Poi abbassò le mutandine e le lasciò cadere.Marco restò immobile per un secondo. Poi si avvicinò. La afferrò per i fianchi e la spinse contro il muro del corridoio. Le mani di lei gli toccarono il petto, poi scesero a sbottonargli i pantaloni. Il cazzo era già duro, caldo, pulsante. Laura lo prese in mano e lo strinse, sentendo le vene sotto le dita.«Facciamo in fretta…» sussurrò lei, voce rotta dalla vergogna e dall’eccitazione.Lui la fece girare e la piegò in avanti contro il muro. Le mani le aprirono i glutei. Lei era già bagnata. Quando il figlio entrò dentro di lei, Laura emise un gemito basso, soffocato. Era grosso, caldo, e la riempiva completamente. Ogni spinta faceva muovere i suoi seni pesanti. Il sudore le scorreva tra le tette, lungo la schiena, sulle cosce.Marco la scopava con forza, senza delicatezza. Il suono umido della carne che batteva contro la carne riempiva il corridoio. Laura teneva gli occhi chiusi, le unghie graffiavano il muro. Si sentiva sporca, eccitata, e più bagnata di quanto fosse mai stata.«Mamma… sto per venire…» ansimò lui.Lei non lo fermò. Anzi, spinse il bacino indietro, prendendolo più a fondo. Marco si contrasse e venne dentro di lei, sparando fiotti caldi e spessi in fondo alla figa. Laura sentì il calore del seme riempirla, poi colarle lentamente lungo le cosce mentre lui continuava a spingere lentamente, svuotandosi completamente.Restarono così per alcuni secondi, ansimanti, sudati, attaccati l’uno all’altra. Il cazzo di Marco ancora dentro, il suo sperma che usciva a fiotti ogni volta che lui muoveva leggermente i fianchi.Laura si raddrizzò lentamente. Il seme le scendeva lungo la coscia interna fino al polpaccio. Si voltò e guardò il figlio negli occhi. La vergogna era ancora lì, ma insieme a una lussuria cruda che non riusciva a spegnere.«Vai a letto,» sussurrò. «E non dirlo a nessuno.»Marco annuì, ancora ansimante. Lei raccolse la canottiera e le mutandine dal pavimento e salì le scale senza voltarsi, sentendo ancora il seme caldo del figlio scendere tra le gambe.Quella notte, nella sua stanza, Laura si toccò di nuovo, con le dita ancora unte del suo sperma, e venne in silenzio pensando a quanto era stato sbagliato… e a quanto voleva rifarlo.
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