La vacanza

di
genere
etero

Erano passati 3 giorni e di Marco neanche l'ombra. Io non lo cercavo e lui men che meno. Ovviamente sarebbe toccato a me fare la prima mossa. Lui si era esposto ed era venuto al mio compleanno, ma proprio non ci riuscivo. Forse volevo distaccarmi per non soffrire o forse avevo paura delle conseguenze, che ormai erano inevitabili.

Io e Anna avevamo parlato a non finire di quanto successo e lei era esterrefatta di quanto Marco avesse dato di matto, giustificando - o meglio interpretando- il suo comportamento come manifestazione di una folle gelosia.

Ma se una persona era gelosa, non significava che non poteva fare a meno dell'altro? Evidentemente no. Lui voleva la botte piena e la moglie ubriaca.

Quella sera, io e Anna eravamo sedute in piazza a prendere il fresco. Sarebbero arrivati gli altri. Avevamo deciso di partire tutti e dovevamo consultare qualche offerta last minute. Nei primi anni del 2000 nessuno disponeva di internet sul cellulare e tutto passava attraverso gli annunci. Dunque cominciammo a discutere di luoghi, numero di stanze, tipo di alloggio.

Alla fine decidemmo per una casa indipendente a Lipari e progettammo il viaggio in treno. Si era liberata una casa e si presentava l'occasione di andare in un posto meraviglioso.

Il giorno dopo prenotammo il treno, facemmo le valigie e due giorni dopo eravamo già in viaggio.

Di Marco nessuna traccia. Non sapeva neanche che ero partita. Di colpo, mi resi conto che così facendo, lo avrei definitivamente perso.

Così decisi che alla prima fermata, avrei cercato una cabina telefonica per chiamarlo a casa.

Finalmente dall'altoparlante annunciarono una sosta di 15 minuti. Mi fiondai giù, comprai la scheda e telefonai. Il numero, ovviamente, lo conoscevo a memoria. Avevo un'urgenza folle di sentirlo. Dopo qualche squillo, lui rispose.
'Sí?'
'Marco? Sono Mia.'
'Ah.'
'Ecco, ti ho chiamato perché volevo sentirti. Mi è dispiaciuto quella sera...'
'Dove sei? Ora.'
'Firenze centrale. Sono alla stazione dei treni.'
'Parti?'
'Sí, siamo partiti con ... Anna'
'Ah. Buon divertimento.'
Molto freddo.
'No, aspetta..ti prego. Io vorrei vederti..'
'Firenze non mi viene di passaggio da Milano'
'Intendo.. quando torno.'
'Dove andate?'
'A Lipari. Volevo dirti che mi ha fatto piacere che tu sia venuto da me. È stato un bel gesto...non potevo dirtelo per messaggio.'
'Divertiti.'
'Ci vediamo tra 5 giorni? Io torno...'
'Devo andare.'

E chiuse il telefono. Lo sapevo! Non dovevo chiamarlo. E invece il desiderio mi aveva appannato il cervello.
Non mi aveva chiesto se ci fosse anche Fabio. Forse...gli dava fastidio....
L'altoparlante annunciò che il treno era quasi pronto e tornai su.
Anna mi chiese spiegazioni.
'Ho chiamato...Marco.'
'Dovevi aspettare lui! Si è comportato malissimo....ma comunque, ormai, cosa ti ha detto?'
'Incazzato. E... dopo qualche frase, ha chiuso. Gli ho chiesto di vederci, gli ho detto che mi era piaciuto che lui fosse venuto da me, ma.... ormai è finita, Anna!'
La voce era incrinata.
'Ahahah! È un trucco. Ti vuole rovinare la vacanza. Gli rode, eccome. Sa che c'è Fabio. Quindi inutile chiedertelo: si esporrebbe inutilmente'
'Rode?'
'Sí. Serena. Quindi ora... divertiti in vacanza! A lui pensi al ritorno...a proposito... anche io....'
E anche lei si confidò con me.
Decisi di divertirmi e godermi Lipari. Il mare era una favola e le serate infinite. Ogni sera io e Anna venivamo importunate da ragazzi bellissimi e intraprendenti. Cominciai a farmi un'idea di come sarebbe stato il ragazzo medio, quando avrei iniziato la mia vita nella Grande Isola.

Fu mentre un ragazzo scuro, occhi magnetici mi stava rivolgendo la parola, che mi arrivò un sms. Scambiai due chiacchiere con il bel moretto (da lasciarci gli occhi, a dire il vero) e poi lessi, avida.
'Ti diverti?'
Il cuore mancò un battito.
Se avessi risposto subito, lui avrebbe vinto, ma non potevo tirare la corda. Aspettai mezz'ora. Poi risposi
'Il mare è una favola. Vorrei fare un bagno con te.... Sarebbe molto... '
Lui non rispose subito. Anche lui attese mezz'ora.
'Te l'ho detto l'altra sera che eri davvero arrapante?'

'Fa vedere!'- disse Anna
'Ah! Sta rosicando! Vuole distoglierti da occhi indiscreti. Rispondi ogni mezz'ora. Non prima.'

'No, non sapevo di esserlo per te...'
Risposi io. Volevo essere provocante in modo esplosivo e portarlo a fondere.

Nel frattempo, i maschi tartassavano me ed Anna. C'erano quelli che ci dicevano
'Stiamo svenendo alla vostra vista.'
Oppure
'Ci possiamo conoscere?'
Altri ci portavano, con qualche battuta, a fermarci a fare due chiacchiere
'Ma, ma... Guarda guarda che belle ragazze. La guardia del corpo ci vuole, sennò vi rapiscono.'
'Ah, e siete proprio voi due?'
Dicevo io maliziosa.
Tutte quelle attenzioni mi stavano facendo entrare in circolo adrenalina pura. Iniziai a giocare in modo sempre più esplicito. Era come essere ubriachi di attenzioni maschili. Lo dissi ad Anna, sempre più seria di me.
'Anna, appena scendo, penso che i primi mesi me li passo a rifarmi del tempo perso!'
'Sei sempre tu!'
Si mise a ridere.

Gli altri nel frattempo ci facevano segni di tornare. Volevano fare il bagno notturno.

'Cazzo, Anna! E come facciamo? Siamo in desabillet, sotto. Non è che ci arrestano per oltraggio al pubblico pudore?'
'Tu stai fuori!'
'E tu ti sei intrippata con Dario.'
E iniziammo a parlare della sua situazione.

Alla fine, Fabio mi sollevò di peso e decise che era arrivato il momento di buttarsi.

'Basta con la tua serietà. Divertiti, senza pensieri!'

Non sapeva che Marco era tornato e che io avevo tutte le intenzioni di fare qualcosa di folle, al nostro rientro.

'Sei una ragazzina molto spudorata e bugiarda....'

Nel frattempo, eravamo arrivati in spiaggia. Ci spogliammo tutti per buttarci in mare. Fu un'esperienza unica e liberatoria. Io iniziai a nuotare in modo febbrile. Sentivo che Fabio mi era alle costole e che stava per raggiungermi. Allora nuotai verso riva, ma lui mi raggiunse e mi abbracciò.

Io stavo cercando di mantenere un atteggiamento da amica, ma non era facile.

'Dai, Fabio, torniamo in spiaggia.'
'No.'
E sorrise in modo molto deciso.
Io cercai di avvicinarmi alla riva, ma lui mi teneva lì.

Non sapevo come fare.

'Dimmi la verità. Stai pensando a lui?'
'Ma sai... Qua abbiamo tanto da fare... Il mare è favoloso... E... '
'Rispondi sinceramente.'
Cazzo.
'In questo momento, sto pensando alla mia vacanza con i miei amici.'
Lui non era convinto, ma la parola amici non gli era piaciuta.

Mi dispiaceva, ma non riuscivo a coinvolgermi. Forse perché eravamo amici da sempre o forse perché Marco era un maledetto, capace di governarmi. Non mi dava scampo e io finivo sempre per fare quello che lui voleva.

Quando uscimmo dall'acqua, vidi che Fabio si allontanava per stare con altri. Era giusto. Io non avrei fatto nulla. Magari si sarebbe innamorato di una brava ragazza.

Cercai il cellulare e risposi: 'Addirittura spudorata e bugiarda... Perché?'
'Perchè sapevi di essere arrapante, ma volevi sentirtelo dire. Quando ci vediamo... Hai bisogno di una messa in riga.'
'Ma no... Dai... Non essere troppo severo con me....'
Iniziai ad avere caldo. Sapevo di averlo steso con questa risposta...
'Quando tornerai, nessuno potrà impedirmi di legarti... Bendarti....'
Ora era lui ad avere steso me. Aveva fatto presa su uno dei miei più antichi desideri. Non doveva essere difficile immaginare una cosa del genere per lui. Anna aveva ragione. Voleva distogliermi.

Decisi di non rispondere. Dovevamo camminare e poi gli SMS costavano.

A breve avremmo acquistato la summer card e avremmo avuto l'occasione di scriverci di più.

Arrivata a casa, risposi
'Ti sei buttato sul pesante... Sei certo che mi farei legare? O bendare?'
'Non sei tu a decidere.'

Il tono era diverso. Percepivo, seppur a distanza, che stava prendendo il sopravvento su di me.

'D'accordo. Vediamo cosa sai fare...'
'Non mi sfidare.'
Ero ormai in iperventilazione. Era riuscito a reincunearsi sotto pelle.

Arrivati a casa, risposi
'Sfidarti io? Non oserei... Mai.'
'Buonanotte e buona vacanza.'
'A te sogni d'oro'

Non avevo mai ceduto, durante quello scambio: era facile con quattro messaggi fare la forte, ma naturalmente sapevamo entrambi che se ci fossimo rivisti.. sarebbero stati cazzi miei.

La vacanza trascorse tra bagni, approcci, gelati, granite, pizze, notti brave, discoteca. Ci concedemmo tutto quello che dei ragazzi di circa 20 anni amavano.

Qualche messaggio, ma non ci furono più riferimenti a bende o corde. Il pensiero di essere legata o bendata mi rendeva istantaneamente eccitata e terrorizzata. Sarei stata completamente in suo potere. Sapevo che non avrebbe osato andare oltre i limiti che ben conosceva, di cui non era neanche necessario riparlare. Certamente però accettare di giocare così era un rischio. Avrebbe potuto anche perdere la testa e io ne avrei pagato le conseguenze. Ero perfettamente in grado di dire basta. Avevo un'ottima resistenza fisica. Ma per lui, ragazzo prossimo ai 23 e con esperienza alle spalle, era ben più difficile fermarsi.

Passarono i giorni e arrivò la data della partenza. Fabio mi prese da parte e mi disse che gli dispiaceva tornare a casa e soprattutto che a settembre sarei partita per sempre. Io ero dispiaciuta, ma la mia Vita era altrove. Lo sentivo. Un amore non poteva bloccare il mio sogno: da sempre avevo desiderato vivere nella mia Terra. Lui lo sapeva.

Quando arrivammo a casa, per me iniziò il conto alla rovescia. Marco mi scrisse: 'Bentornata. Sei pronta per domani?'

'Ciao, Marco. Domani?'

'Ci vediamo al centro alle 21. Puntuale.'

Continua...
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2026-09-21
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