E' stata mamma a volerlo.

di
genere
incesti

Mio padre Carlo era esattore, lavorava nel casello della A 14, mia madre Marilena era casalinga, abitavamo non distanti dal casello circa due chilometri, dopo tante richieste finalmente papà è riuscito a farmi fare il suo stesso lavoro anche se con un contratto a termine solo per la stagione estiva. La preparazione non è stata facile perché il responsabile dell’ufficio a cui apparteneva mio padre era un tipo schivo, però una volta che ci avevano regalato un cesto di fave ed una forma di pecorino, lo ha invitato a cena insieme ad altri due colleghi ed allora con noi è diventato più socievole. Il signor Toscani a casa nostra si è rivelato tutt’altro che schivo anzi in certi momenti si è mostrato perfino audace nei confronti di mamma, la guardava con molta attenzione riempiendola di complimenti per la sua bellezza., a volte si rivolgeva anche a me, voleva capire che tipo di famiglia eravamo, mio padre come se non ci fosse, lo conosceva bene,
poco male, lui metteva le fave in tavola, affettava pecorino e pane dove poi versava l’olio. La cena è andata a buon fine, sono rimasti tutti soddisfatti ed il signor Toscani quando ci ha salutati si è rivolta a mamma con l’intento che sarebbe tornato a farci visita. In quella occasione si è risolto il problema della mia occupazione anche se temporanea. Dire che papà avesse in mano il signor Toscani è esagerato ma è riuscito a farci fare turni diversi a me e mio padre perché mamma aveva paura a stare da sola nonostante non fosse più una bambina, aveva trentasette anni, papà ne aveva tre in più. Avevamo una 500 una delle prime con gli sportelli che si aprivano al contrario, con papà ce la dividevamo, la usavamo per andare al lavoro anche se stavamo vicino al casello, non avevamo il garage, per non lasciarla in mezzo alla strada la mettevamo nel parcheggio dell’autostrada. Io ero e sono un tipo molto riservato, non avevo amici, forse a causa della mia timidezza, avevo un bel rapporto con i miei genitori, soprattutto con mamma con cui mi confidavo, anche lei mi informava del rapporto che aveva con papà, un rapporto bello anche se a causa dei turni di lavoro non avevano tanto tempo per stare insieme e quando il tempo c’era lui dormiva, diceva che era stravolto dai turni, non riusciva ad abituarsi agli orari per il sonno, quando si metteva sul letto cadeva in catalessi. La nostra casa, eravamo in affitto, non era grande, una camera per loro, una per me abbastanza piccola, un soggiorno, cucina ed un solo bagno. Una sera appena è andato al lavoro papà inizia a piovere, qualche lampo si vedeva lontano, il tuono subito dopo anch’esso a distanza. Ci siamo addormentati io e mamma con gli scrosci di pioggia ma un tuono fortissimo mi ha svegliati, subito si apre la porta ed entra mamma impaurita, si mette nel mio lettino e tremante mi abbraccia stringendomi fino a farmi male. Ora lampi e tuoni erano consecutivi, senza sosta, la camera, con la tapparella alzata, veniva illuminata a giorno dai lampi. Mamma sempre più stretta a me, sentivo il suo corpo incollato al mio, eravamo abbracciati, lei per la paura, io per proteggerla, i nostri volti uniti, sentivo il suo respiro frequente quasi affannoso, poi finalmente tuoni e lampi si sono diradati fino a cessare quasi del tutto. Eravamo stretti, non stavamo comodissimi, alla fine del temporale pensavo che mamma sarebbe tornata nel suo letto, invece no, è rimasta attaccata a me tutta la notte. Non volutamente, la distanza mi ha costretto ad entrare in contatto con molte parti del suo corpo, soprattutto il prosperoso seno a cui avevo attinto il latte della mia prima fase di vita, quel latte che mi aveva fatto crescere proprio bene. La mattina ci siamo alzati, papà è tornato e dopo una frugale colazione si è messo al letto. Avevo il turno dalle 14 alle 22 quindi siamo rimasti insieme io e mamma tutta la mattinata. E’ stata lei a scusarsi perché non mi aveva fatto riposare nella notte, non le potevo certo dire che era vero, ho risposto che la sua presenza mi ha deliziato, e che se ci fosse stato un altro temporale poteva venire. Si è avvicinata, mi ha dato un bacino sulle labbra, per poi continuare il discorso confessandomi che finalmente era stata a contatto col corpo di un uomo. L’ho guardata abbastanza sorpreso, lei si è avvicinata ancora dandomi un altro bacino sulle labbra, questo un pochino più lungo del primo. Cominciavo a pensare che a mamma mancasse la presenza di mio padre che dedicava, a ragione, più tempo al sonno che alle esigenze della moglie, mi sono sintonizzato sulla sua stessa lunghezza d’onda dicendole che forse anch’io avevo il suo stesso problema con caratteristiche diverse riferendomi alla mia situazione che non ero mai stato con una ragazza. Non so se non ha capito, o non ha voluto capire. Il discorso è terminato li, abbiamo parlato di altro fino a quando sono andato al lavoro. Nei giorni successivi abbiamo ripreso la nostra vita normale, ma sicuramente qualcosa tra noi era cambiato, il nostro modo di guardarci era diverso, non doveva passare troppo tempo, il ferro va battuto quando è caldo ed in un turno di notte di papà l’ho raggiunta in camera, lei era coperta dal lenzuolo rosso, appena sono entrato il colo del suo viso è diventato come il lenzuolo. Le ho solo detto che avevo paura a dormire solo, ci siamo messi a ridere, mi ha detto di spogliarmi, ho tolto tutto anche le mutande, solo allora lei ha tolto il lenzuolo ed era nuda, al suo fianco un dildo di dimensioni notevoli, spiegato il colore del suo viso. Le ho anche detto che non doveva giustificarsi, che la capivo e che l’iniziativa non mi sembrava affatto bislacca. In certi casi si passa subito all’azione, per noi non è stato così, abbiamo ripreso la posizione della notte del temporale, ora però avevo il suo seno ad un millimetro dalla bocca, mi sono sentito in dovere di afferrare delicatamente con i denti il suo capezzolo e subito dopo ho iniziato a succhiarlo. Mi ha offerto l’altro, mi ha voluto sopra, non so come ma il cazzo è scivolato dentro con una facilità sorprendente. Era evidente che il dildo aveva fatto la sua parte, ha voluto invertire le posizioni, io sotto e lei sopra, era lei a scoparmi, ha avuto un orgasmo immediato, tremava come la notte del temporale, ci siamo rimessi nella posizione iniziale ed in quel caso lo scopata io. Siamo rimasti così per tanto tempo, sentivo degli spasmi della figa come se mi mordesse il cazzo. Mi baciava, mi stringeva non sapeva cos’altro farmi, si è fermata di colpo, mi ha sussurrato che quello che avevamo fatto doveva restare un segreto fra noi, solo in quel modo
avremmo potuto continuare. Ero totalmente d’accordo, mai avrei pensato di fare uno sgarbo a papà, in quel caso, forse avevo risolto il problema di mamma. Instancabile mamma, ha voluto recuperare tutte le scopate perse, anche papà ha ripreso a scoparla perché vedeva mamma sempre eccitata e molto reattiva. Passavano i giorni, le settimane, i mesi, naturalmente avevo smesso di farmi le seghe, i programmi prevedevano di continuare per sempre, abbiamo esagerato, nel bel mezzo della notte, stavamo facendo una di quelle scopate che lasciano il segno, sentiamo la porta dell’ingresso aprirsi, non abbiamo fatto in tempo a nascondere il nostro operato. Papà era tornato perché si sentiva poco bene, non era vero aveva notato qualcosa di strano tra me e mamma, non ha voluto dubitare, ha voluto la certezza. Passato lo sgomento per la situazione, si è reso conto dei suoi errori ed ha approvato il nostro rapporto. Non poteva finire diversamente, si è unito a noi per l’esultanza di mamma.


















scritto il
2026-09-12
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