La dolce iniziazione di Tommaso al mondo sadomasochistico
di
Maktero
genere
incesti
Da tempo io ed Alessia parlottiamo di suo figlio Tommaso appena diccianovenne.
Per lei la sessualità del figlio è diventata una ossessione.
Mi racconta che lei e lui hanno un rapporto aperto e perverso, ma piacevole.
A casa lui invita spesso vari amici con cui fà sesso.
Alessia alle volte chiede ai ragazzi di guardare i loro rapporti e dopo aver avuto l'assenso, assiste masturbandosi.
Al mattino nuda prepara la colazione per i ragazzi e talora si fa possedere dall'amico del figlio sotto i suoi occhi indifferenti mentre consuma la sua colazione.
Alessia si è accorta che il figlio apprezza anche delle attività masochistiche; talora il giovanotto si è fatto picchiare dai suoi compagni occassionali eccitandosi per il trattamento.
Alessia vorrebbe chiarire questa sua tendenza e mi invita per un tè a casa sua in compagnia del figlio per scoprire quanto siano fondamentali questi suoi desideri.
Arrivo in orario alla casa della donna; lei prepara il tè e lo serve sul tavolino del salotto, poi chiama Tommaso che arriva senza nessun imbarazzo completamente nudo.
Il giovanotto ha un magnifico corpo un poco tonico ed un poco femminile; delle tettine appena pronunciate ed una pancia muscolosa; delle bellissime gambe e completamete depilato, con il suo uccello che sporge dalle gambe come un richiamo per i froci.
Sonono attratta da quel corpo e da quell uccello.
Si siede con noncuranza per la sua nudità tra me e sua madre; io mi presento e lui mi dà la mano, presentandosi a sua volta.
Poi comincia a sorbire il tè dalla sua tazza.
Cominciamo a conversare del più e del meno prima di arrivare all'argomento di maggior interesse.
Finalmente arrivammo al dunque; chiesi al ragazzo quanto gli piacevano i rapporti dolorosi con i suoi amici.
Lui mi rispose che gli piaceva moltissimo provare dolore nei rapporti con i suoi compagni.
Ma ammise che non tutti erano contenti di queste pratiche e che non volevano arrivare a certi limiti mentre lui avrebbe voluto provare certe sensazioni estreme.
Io gli dissi, che sua madre si era resa conto di questi suoi desideri e che mi aveva chiamato apposta.
Gli dissi che da molto tempo ero un esponetente del mondo bdsm sia come schiavo che come padrone, visto che per me non faceva differenza.
Ammissi di aver avuto rapporti con sua madre in entrambi i ruoli.
Il giovane rimase contento e sembrava fantasticare dalla cosa.
Gli proposi una cosa per la sera avrei dovuto torturare uno schiavo; una merda di uomo di nome Zeb, se voleva potevamo andare tutti assieme a vedere come avrei seviziato Zeb.
Il ragazzo si entusiasmò per la cosa ed accettò.
Ci recammo in macchina a casa mia, entrati proposi a tutti di spogliarci nudi in attesa di zeb.
Quella merda tardava e nell'attesa ci spaparanzammo sul divano, nude, davanti alla televisione toccandoci reciprocamente cazzo e figa.
Poi finalmente arrivò quella merda di zeb; lo aggreddimo per il suo ritardo, lui propose delle scuse di cui non ci fregava un cazzo.
Lo facemmo spogliare prendendolo a calci.
Mentre quella bestia di zeb era nuda a quattro zampe, in mezzo al salotto, dissi a Tommaso che quella schifezza dal vago corpo umano era un vero masochista e che lo avremmo trattato come tale.
Lui avrebbe dovuto decidere se ridursi ad una merda come lui oppure ad un seviziatore, oppure ancora ad entrambe le cose.
Mentre il ragazzo rimaneva perplesso io presi un manico di scopa con cui cominciai a colpire vilentemente la schiena di zeb.
Alessia prese una catena da bicicletta di quelle coperte da gomma cominciando a colpire zeb con tutta la violenza possibile.
Quella merda soffriva con la sua carne massacrata dai nostri colpi, strillando come una bestia.
Tommaso si entusiasmava per il trattamento che riservevamo a zeb.
Si gettò in un angolo masturbandosi ed arrivò con una sborratà fenomenale tipica della sua età.
Terminato il martirio di zeb mentre quello ansimava per il dolore; io ed Alessia inclementi lo prendemmo a calci nei coglioni.
Poi mentre quella merda si accasciava sfinito, io, Alessia e Tommaso ci accasciammo sul divano ponendo i nostri piedi sul corpo martoriato di zeb.
Cominciammo a toccarci reciprocamente ed a baciarci, io con Alessia, io con Tommasso, Alessia con suo figlio.
Fu un momento, famigliare dolcissimo, mentre sentivamo in sottofondo i lamenti di quella merda di zeb.
Tra baci dolcissimi pronunciammo vaghe frasi in cui Tommaso, sommesamente ammise che gli sarebbe piaciuo esere massacrato come zeb.
Sua madre con la lingua in bocca al figlio, bisbigliando, gli promise che il suo unico desiderio era quello di accontentarlo nei suoi desideri.
Per terminare la serata io mi inculai Tommaso; mentre sua madre godeva infilandomi le sue dita nel culo.
Zeb venne gettato fuori dalla casa nel vicolo, abbandonato al suo destino, mentre noi andammo a riposare esauste dal paiacere sessuale.
Il racconto è stato realizzato con le ispirazioni di "takhtrab@libero.it"; ovvero zeb.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Per lei la sessualità del figlio è diventata una ossessione.
Mi racconta che lei e lui hanno un rapporto aperto e perverso, ma piacevole.
A casa lui invita spesso vari amici con cui fà sesso.
Alessia alle volte chiede ai ragazzi di guardare i loro rapporti e dopo aver avuto l'assenso, assiste masturbandosi.
Al mattino nuda prepara la colazione per i ragazzi e talora si fa possedere dall'amico del figlio sotto i suoi occhi indifferenti mentre consuma la sua colazione.
Alessia si è accorta che il figlio apprezza anche delle attività masochistiche; talora il giovanotto si è fatto picchiare dai suoi compagni occassionali eccitandosi per il trattamento.
Alessia vorrebbe chiarire questa sua tendenza e mi invita per un tè a casa sua in compagnia del figlio per scoprire quanto siano fondamentali questi suoi desideri.
Arrivo in orario alla casa della donna; lei prepara il tè e lo serve sul tavolino del salotto, poi chiama Tommaso che arriva senza nessun imbarazzo completamente nudo.
Il giovanotto ha un magnifico corpo un poco tonico ed un poco femminile; delle tettine appena pronunciate ed una pancia muscolosa; delle bellissime gambe e completamete depilato, con il suo uccello che sporge dalle gambe come un richiamo per i froci.
Sonono attratta da quel corpo e da quell uccello.
Si siede con noncuranza per la sua nudità tra me e sua madre; io mi presento e lui mi dà la mano, presentandosi a sua volta.
Poi comincia a sorbire il tè dalla sua tazza.
Cominciamo a conversare del più e del meno prima di arrivare all'argomento di maggior interesse.
Finalmente arrivammo al dunque; chiesi al ragazzo quanto gli piacevano i rapporti dolorosi con i suoi amici.
Lui mi rispose che gli piaceva moltissimo provare dolore nei rapporti con i suoi compagni.
Ma ammise che non tutti erano contenti di queste pratiche e che non volevano arrivare a certi limiti mentre lui avrebbe voluto provare certe sensazioni estreme.
Io gli dissi, che sua madre si era resa conto di questi suoi desideri e che mi aveva chiamato apposta.
Gli dissi che da molto tempo ero un esponetente del mondo bdsm sia come schiavo che come padrone, visto che per me non faceva differenza.
Ammissi di aver avuto rapporti con sua madre in entrambi i ruoli.
Il giovane rimase contento e sembrava fantasticare dalla cosa.
Gli proposi una cosa per la sera avrei dovuto torturare uno schiavo; una merda di uomo di nome Zeb, se voleva potevamo andare tutti assieme a vedere come avrei seviziato Zeb.
Il ragazzo si entusiasmò per la cosa ed accettò.
Ci recammo in macchina a casa mia, entrati proposi a tutti di spogliarci nudi in attesa di zeb.
Quella merda tardava e nell'attesa ci spaparanzammo sul divano, nude, davanti alla televisione toccandoci reciprocamente cazzo e figa.
Poi finalmente arrivò quella merda di zeb; lo aggreddimo per il suo ritardo, lui propose delle scuse di cui non ci fregava un cazzo.
Lo facemmo spogliare prendendolo a calci.
Mentre quella bestia di zeb era nuda a quattro zampe, in mezzo al salotto, dissi a Tommaso che quella schifezza dal vago corpo umano era un vero masochista e che lo avremmo trattato come tale.
Lui avrebbe dovuto decidere se ridursi ad una merda come lui oppure ad un seviziatore, oppure ancora ad entrambe le cose.
Mentre il ragazzo rimaneva perplesso io presi un manico di scopa con cui cominciai a colpire vilentemente la schiena di zeb.
Alessia prese una catena da bicicletta di quelle coperte da gomma cominciando a colpire zeb con tutta la violenza possibile.
Quella merda soffriva con la sua carne massacrata dai nostri colpi, strillando come una bestia.
Tommaso si entusiasmava per il trattamento che riservevamo a zeb.
Si gettò in un angolo masturbandosi ed arrivò con una sborratà fenomenale tipica della sua età.
Terminato il martirio di zeb mentre quello ansimava per il dolore; io ed Alessia inclementi lo prendemmo a calci nei coglioni.
Poi mentre quella merda si accasciava sfinito, io, Alessia e Tommaso ci accasciammo sul divano ponendo i nostri piedi sul corpo martoriato di zeb.
Cominciammo a toccarci reciprocamente ed a baciarci, io con Alessia, io con Tommasso, Alessia con suo figlio.
Fu un momento, famigliare dolcissimo, mentre sentivamo in sottofondo i lamenti di quella merda di zeb.
Tra baci dolcissimi pronunciammo vaghe frasi in cui Tommaso, sommesamente ammise che gli sarebbe piaciuo esere massacrato come zeb.
Sua madre con la lingua in bocca al figlio, bisbigliando, gli promise che il suo unico desiderio era quello di accontentarlo nei suoi desideri.
Per terminare la serata io mi inculai Tommaso; mentre sua madre godeva infilandomi le sue dita nel culo.
Zeb venne gettato fuori dalla casa nel vicolo, abbandonato al suo destino, mentre noi andammo a riposare esauste dal paiacere sessuale.
Il racconto è stato realizzato con le ispirazioni di "takhtrab@libero.it"; ovvero zeb.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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