I desideri esibizionistici della mia nuova padrona
di
Maktero
genere
esibizionismo
Francesca la mia vecchia padrona mi ha venduta a Giovanna.
Quest'ultima molto contenta delle mie prestrazioni da troia depravata mi ha comprata per una cifra considerevole; convinta che godrà molto dalle mie prestazioni; mi trascina via tutta contenta per portarmi nella mia nuova prigionia.
Quando arriviamo in casa di Giovanna; lei mi spiega che mi utilizera subito.
Mi porterà nuda in un cesso pubblico femminile dove io dovrò masturbarmi; lei sarà lì facendo finta di essere una delle utenti ma godendo della mia degradazione.
E' il tardo pomeriggio quando Giovanna mi porta nuda nel bagagliaio della su macchina verso il luogo dove dovrò esibirmi.
Era la prima volta che mi veniva richiesta una cosa del genere; una prima esperienza; mi auguravo di accontentare la mia nuova padrona.
Arrivvammo in un cesso pubblico lungo l'autostrada, era quasi sera; giovanna mi abbondanò nuda, al centro del cesso delle donne, ordinandomi di masturbarmi.
Poi mi disse che se qualche donna avesse chiamato le forze dell'ordine per denunciare il mio comportamento osceno, sarebberò stati cazzi miei.
Io solamente convinta di accontare la mia nuova padrona, indifferrente a qualsiasi conseguenza, cominciai a masturbarmi il mio cazzo mentre lei comodamente accomodata su un cesso che le permetteva la completa vista della mia attività si toccava a sua volta guardandomi.
Entrò la prima donna che sveltamente poco prima di entrare, si accorse di me bloccandosi per un attimo; ma poi tutta presa dalla sua necessità si rinchiuse nel cesso.
Quando uscì mi guardò con pietà, allontanandosi rapidamente.
La mia padrona contenta si masturbava furiosamente.
Arrivò una seconda donna che anche lei rimase sconvoltà dalla mia oscenità, mcome quell'altra si rinchiuse nel cesso per i suoi bisogni.
La donna uscì poco dopo, mentre Giovanna godeva come una bestia.
Però la sconosciuta rientrò poco dopo con un ragazzo; lei mi indicò ed incazzato come una bestia cominciò a prendermi a calci e pugni urlandomi di quanto ero depravato.
Mi massacrò di botte mentre vedevo la mia padrona che si toccava furiosamente.
Quando la coppia se ne andò sputandomi addosso; Giovanna che aveva goduto come una bestia mi condusse via prima che quei tizi chiamasserò le forze dell'ordine; levandole il suo giocattolo.
Con la faccia gonfia ed insaguinata per le botte viaggiai nel bagagliaio della macchina di Giovanna, che mi fece uscire solamente in prossimità di una fontanella per ripulirmi del sangue che copriva il mio volto.
Poi, Giovanna ancora vogliosa di esperienze mi porto presso una stazione, mi accomodò presso un grosso cespuglio a lato dello stradello che arrivava alla stazione, ordinandomi di masturbarmi ogni volta che vedevo passare una donna.
Giovanna si accomodò lì vicino, nascosta ma in una posizione da poter vedere tutto e pronta con la sua manina a toccarsi.
Passò diverso tempo prima che si avviccinasse una donna diretta alla stazione; io ubbidiente cominciai a masturbarmi esponendomi al massimo come mi era stato ordinato.
La giovane, ovviamente mi vide, e dopo un urletto di sgomento lei accelerò il passo.
Giovanna si eccitò per l'esibizione e si masturbò fino ad arrivare.
Arrivarono altre donne che si spaventarono per la mia oscena esibizione.
Giovanna si sfinì di masturbazione.
Poi, quasi all'alba; con Giovanna quasi intontita dal godimento mi portò ad esibirmi per una ultima prova.
Si fermò davanti ad un bar dove mi costrinse ad entrare ed a masturbarmi.
Dopo alcuni minuti gli utenti del bar mi cacciarono a calci dal loocale; Giovanna mi raccolse e mi portò via prima che mi capitasse il peggio.
Durante il viaggio verso casa Giovanna mi chiese di masturbarla visto che lei era occupata nella guida e non poteva farlo.
Io provvidi ad accontentare la mia padrona, che godette come una bestia mentre guidava.
Una volta a casa io venni gettata nuda in quello che sarebbe stato il mio aloggio, cioè un angolo del cortile di casa sua.
Giovanna esausta andò a dormire e sputandomi addosso mi lasciò a riposare lì allaprto come una bestia.
Io sfinita mi masturbai per la straordinaria umiliazione ed il dolore a cui ero stata sottoposta.
Dopo aver goduto sfinita mi addormentai di colpo, sul lastrico esposta alla vista di chinque nel vicinato.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Quest'ultima molto contenta delle mie prestrazioni da troia depravata mi ha comprata per una cifra considerevole; convinta che godrà molto dalle mie prestazioni; mi trascina via tutta contenta per portarmi nella mia nuova prigionia.
Quando arriviamo in casa di Giovanna; lei mi spiega che mi utilizera subito.
Mi porterà nuda in un cesso pubblico femminile dove io dovrò masturbarmi; lei sarà lì facendo finta di essere una delle utenti ma godendo della mia degradazione.
E' il tardo pomeriggio quando Giovanna mi porta nuda nel bagagliaio della su macchina verso il luogo dove dovrò esibirmi.
Era la prima volta che mi veniva richiesta una cosa del genere; una prima esperienza; mi auguravo di accontentare la mia nuova padrona.
Arrivvammo in un cesso pubblico lungo l'autostrada, era quasi sera; giovanna mi abbondanò nuda, al centro del cesso delle donne, ordinandomi di masturbarmi.
Poi mi disse che se qualche donna avesse chiamato le forze dell'ordine per denunciare il mio comportamento osceno, sarebberò stati cazzi miei.
Io solamente convinta di accontare la mia nuova padrona, indifferrente a qualsiasi conseguenza, cominciai a masturbarmi il mio cazzo mentre lei comodamente accomodata su un cesso che le permetteva la completa vista della mia attività si toccava a sua volta guardandomi.
Entrò la prima donna che sveltamente poco prima di entrare, si accorse di me bloccandosi per un attimo; ma poi tutta presa dalla sua necessità si rinchiuse nel cesso.
Quando uscì mi guardò con pietà, allontanandosi rapidamente.
La mia padrona contenta si masturbava furiosamente.
Arrivò una seconda donna che anche lei rimase sconvoltà dalla mia oscenità, mcome quell'altra si rinchiuse nel cesso per i suoi bisogni.
La donna uscì poco dopo, mentre Giovanna godeva come una bestia.
Però la sconosciuta rientrò poco dopo con un ragazzo; lei mi indicò ed incazzato come una bestia cominciò a prendermi a calci e pugni urlandomi di quanto ero depravato.
Mi massacrò di botte mentre vedevo la mia padrona che si toccava furiosamente.
Quando la coppia se ne andò sputandomi addosso; Giovanna che aveva goduto come una bestia mi condusse via prima che quei tizi chiamasserò le forze dell'ordine; levandole il suo giocattolo.
Con la faccia gonfia ed insaguinata per le botte viaggiai nel bagagliaio della macchina di Giovanna, che mi fece uscire solamente in prossimità di una fontanella per ripulirmi del sangue che copriva il mio volto.
Poi, Giovanna ancora vogliosa di esperienze mi porto presso una stazione, mi accomodò presso un grosso cespuglio a lato dello stradello che arrivava alla stazione, ordinandomi di masturbarmi ogni volta che vedevo passare una donna.
Giovanna si accomodò lì vicino, nascosta ma in una posizione da poter vedere tutto e pronta con la sua manina a toccarsi.
Passò diverso tempo prima che si avviccinasse una donna diretta alla stazione; io ubbidiente cominciai a masturbarmi esponendomi al massimo come mi era stato ordinato.
La giovane, ovviamente mi vide, e dopo un urletto di sgomento lei accelerò il passo.
Giovanna si eccitò per l'esibizione e si masturbò fino ad arrivare.
Arrivarono altre donne che si spaventarono per la mia oscena esibizione.
Giovanna si sfinì di masturbazione.
Poi, quasi all'alba; con Giovanna quasi intontita dal godimento mi portò ad esibirmi per una ultima prova.
Si fermò davanti ad un bar dove mi costrinse ad entrare ed a masturbarmi.
Dopo alcuni minuti gli utenti del bar mi cacciarono a calci dal loocale; Giovanna mi raccolse e mi portò via prima che mi capitasse il peggio.
Durante il viaggio verso casa Giovanna mi chiese di masturbarla visto che lei era occupata nella guida e non poteva farlo.
Io provvidi ad accontentare la mia padrona, che godette come una bestia mentre guidava.
Una volta a casa io venni gettata nuda in quello che sarebbe stato il mio aloggio, cioè un angolo del cortile di casa sua.
Giovanna esausta andò a dormire e sputandomi addosso mi lasciò a riposare lì allaprto come una bestia.
Io sfinita mi masturbai per la straordinaria umiliazione ed il dolore a cui ero stata sottoposta.
Dopo aver goduto sfinita mi addormentai di colpo, sul lastrico esposta alla vista di chinque nel vicinato.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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