La cassiera del sexy shop mi esprime i suo sentimenti.
di
Maktero
genere
dominazione
Da quando sono un "bonus" al sexy shop mi sono interessata poco alla cassiera.
Lei; Paola; da settimane assiste al mio utilizzo come "bonus" nella stanzetta accanto alla sua cassa.
La stanzetta è aperta e lei nel tempo ha potuto assistere ad ogni mia degradazione giornaliera, dai numerosi pompini che faccio ai clienti alle inculate a cui vengo sottoposta, alle prove per gli strumenti sessuali che i clienti vogliono provare.
Ma durante i periodi di stanca in cui non ci sono clienti ho comimciato a soffermarmi a conversare con lei.
Non mi sento affatto in imbarazzo a dialogare con lei; nuda, talora con il cazzo in mano, talora con una cintura di castità.
Del resto lei ha assistito a come mi trattano i clienti, e lei non sembra sentirsi scandalizzata dalla mia nudità.
Mi parla del suo fidanzato e di quanto lo ama; si azzarda a descrivere i suo rapporti sessuali con lui come se fossi la sua migliore amica in vena di confidenze.
Ed io da frocetta, mi sento coinvolta dai suoi turbamenti intimi.
Ed esprimo le mie opinioni.
Questo esalta la mia natura femminile; mi fà sentire una "amichetta" della cassiera.
Poi improvvisamente, in maniera esplosiva mi dice che vorrebbe fare l'amore con me.
L'espressione mi lascia sconvolta; le chiedo di spiegarsi meglio.
Lei chinando il capo mi dice che da tempo ha cominciato a provare un sentimento verso di me.
Certo si rende conto che sono un frocio masochista, che mi piacciono i cazzi e le sevizie e che lei non è in grado di accontentarmi in tal modo.
Ma tuttavia ha cominciato a provare un sentimento, una sensazione incomprensibile nei miei confronti.
Nemmeno lei capisce esattamente cosa sia; comprende solo che vorrebbe passare del tempo con me per chiarire i suoi sentimenti.
Intanto è arrivato un cliente che con un buon acquisto ottiene la possibilità di utilizzarmi.
Il tizio mi incula, brutalmente, nello stanzino; mentre quella bestia mi penetra guardo verso la cassa e vedo lo sguardo di Paola che mi osserva con un profondo sgauardo di tristezza e forse di dolore.
Quando il cliente ha terminato di utilizzarmi, ritorno da Paola che china il capo ed ad occhi chiusi lo volge delicatamente lontano da me.
Comprendo la sua sensazione e gli dico che non deve addolorarsi per me e per la mia degradazione; è la mia funzione ed è anche il mio piacere.
Lei con le lacrime agli occhi si volta all'improvviso e mi sorprende baciandomi passionalmente.
Dopo quella prima straordinaria sorpresa, accolgo il suo bacio e la sua lingua.
Per me era una novità essere baciata da una donna, e comprendendo la passione di Paola continuai ad asseccondarla.
Terminammo solamente quando si presentò un altro cliente, ma quello non aveva speso abbastanza per utilizzarmi come "bonus".
Rimaste sole dissi a Paola che dovevamo approffondire il sentimento che stava nascendo; io stesso cominciavo a provare qualcosa di insolito; qualcosa che andava oltre gli aspetti meramente sessuali.
Dissi a Paola che dovevamo approffondire i nostri sentimenti, e che se voleva avere del tempo con me doveva comprarlo alla mia padrona.
Alla chiusura del negozio Paola chiese alla padrona di affittarmi per una nottata.
La padrona le disse che la mia tariffa era di 100 euro all'ora.
Ma visto che non c'erano state altre offerte per me, e considerando il rapporto di lavoro, con Paola, la padrone disse che poteva portarmi via gratis per la nottata, ma di riportarmi per la mattina presto.
Chiuso bruscamente il negozio Paola, tutta contenta, mi portò a casa sua; preparò una cena e mi diede da mangiare facendomi sedere al tavolo.
Per me era qualcosa di straordinario, di insolito, che mi faceva comprendere l'interesse particolare della ragazza.
Terminata la cena andammo a letto, ma entrambi nude non facemmo del sesso.
Cominciammo a parlare, a dialogare, ad esprimerci nei nostri sentimenti più profondi.
Fu una esperienza straordinaria dolcissima, sentimentalmente molto profonda, che penetrò i nostri sentimenti più che i nostri sensi.
Solamente verso l'alba quando le nostre menti avevano viaggiavato attraverso i paradisi del sentimento cominciammo a trasformare i sentimenti in qualcosa di più.
La sua figa cominciò a reclamare della passione ed io accolsi quel desiderio penetrandola con una passione immensa.
Con i suoi sentimenti di amore nella mia mente manovrai il mio cazzo, in modo da ricambiare il suo sentimento.
La penetrai più volte mentre lei mi abbraciava strettamente e mi baciava con passione.
Esauriti per quegli spossanti atti di amore ci addormentammo esauste.
Quando ci svegliammo ci accorgemmo che era molto tardi.
Arrivammo al negozio molto tardi e la padrona ci rimproverò che aveva dovuto lei darsi da fare alla cassa e che non aveva potuto offrire il "bonus" ai clienti meritevoli.
Era veramente incazzata; ma ad un certo punto guardandoci negli occhi scorse qualcosa! Qualcosa che la impressionò e che le fece comprendere, e brillare gli occhi, che il nostro ritardo era dovuto ad un interesse particolare.
Si calmò subito e ci disse se ci amavamo.
Rimanemmo spiazzati dalla domanda e farfugliammo inebetite.
La padrona comprendendo il nostro imbarazzo non insistette nella domanda e ci disse solamente di riprendere il nostro lavoro.
Paola alla cassa ed io nuda a girare per il negozio ad assistere i clienti ed a subire le richieste dei clienti più generosi.
Ma qualcosa di nuovo era nato; mentre venivo violentata nello stanzino accanto alla cassa, due occhi innamorati, mi guardavano e pensavano a me.
Era bellissimo, e mi rendeva più dolce subire ogni sopruso.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Lei; Paola; da settimane assiste al mio utilizzo come "bonus" nella stanzetta accanto alla sua cassa.
La stanzetta è aperta e lei nel tempo ha potuto assistere ad ogni mia degradazione giornaliera, dai numerosi pompini che faccio ai clienti alle inculate a cui vengo sottoposta, alle prove per gli strumenti sessuali che i clienti vogliono provare.
Ma durante i periodi di stanca in cui non ci sono clienti ho comimciato a soffermarmi a conversare con lei.
Non mi sento affatto in imbarazzo a dialogare con lei; nuda, talora con il cazzo in mano, talora con una cintura di castità.
Del resto lei ha assistito a come mi trattano i clienti, e lei non sembra sentirsi scandalizzata dalla mia nudità.
Mi parla del suo fidanzato e di quanto lo ama; si azzarda a descrivere i suo rapporti sessuali con lui come se fossi la sua migliore amica in vena di confidenze.
Ed io da frocetta, mi sento coinvolta dai suoi turbamenti intimi.
Ed esprimo le mie opinioni.
Questo esalta la mia natura femminile; mi fà sentire una "amichetta" della cassiera.
Poi improvvisamente, in maniera esplosiva mi dice che vorrebbe fare l'amore con me.
L'espressione mi lascia sconvolta; le chiedo di spiegarsi meglio.
Lei chinando il capo mi dice che da tempo ha cominciato a provare un sentimento verso di me.
Certo si rende conto che sono un frocio masochista, che mi piacciono i cazzi e le sevizie e che lei non è in grado di accontentarmi in tal modo.
Ma tuttavia ha cominciato a provare un sentimento, una sensazione incomprensibile nei miei confronti.
Nemmeno lei capisce esattamente cosa sia; comprende solo che vorrebbe passare del tempo con me per chiarire i suoi sentimenti.
Intanto è arrivato un cliente che con un buon acquisto ottiene la possibilità di utilizzarmi.
Il tizio mi incula, brutalmente, nello stanzino; mentre quella bestia mi penetra guardo verso la cassa e vedo lo sguardo di Paola che mi osserva con un profondo sgauardo di tristezza e forse di dolore.
Quando il cliente ha terminato di utilizzarmi, ritorno da Paola che china il capo ed ad occhi chiusi lo volge delicatamente lontano da me.
Comprendo la sua sensazione e gli dico che non deve addolorarsi per me e per la mia degradazione; è la mia funzione ed è anche il mio piacere.
Lei con le lacrime agli occhi si volta all'improvviso e mi sorprende baciandomi passionalmente.
Dopo quella prima straordinaria sorpresa, accolgo il suo bacio e la sua lingua.
Per me era una novità essere baciata da una donna, e comprendendo la passione di Paola continuai ad asseccondarla.
Terminammo solamente quando si presentò un altro cliente, ma quello non aveva speso abbastanza per utilizzarmi come "bonus".
Rimaste sole dissi a Paola che dovevamo approffondire il sentimento che stava nascendo; io stesso cominciavo a provare qualcosa di insolito; qualcosa che andava oltre gli aspetti meramente sessuali.
Dissi a Paola che dovevamo approffondire i nostri sentimenti, e che se voleva avere del tempo con me doveva comprarlo alla mia padrona.
Alla chiusura del negozio Paola chiese alla padrona di affittarmi per una nottata.
La padrona le disse che la mia tariffa era di 100 euro all'ora.
Ma visto che non c'erano state altre offerte per me, e considerando il rapporto di lavoro, con Paola, la padrone disse che poteva portarmi via gratis per la nottata, ma di riportarmi per la mattina presto.
Chiuso bruscamente il negozio Paola, tutta contenta, mi portò a casa sua; preparò una cena e mi diede da mangiare facendomi sedere al tavolo.
Per me era qualcosa di straordinario, di insolito, che mi faceva comprendere l'interesse particolare della ragazza.
Terminata la cena andammo a letto, ma entrambi nude non facemmo del sesso.
Cominciammo a parlare, a dialogare, ad esprimerci nei nostri sentimenti più profondi.
Fu una esperienza straordinaria dolcissima, sentimentalmente molto profonda, che penetrò i nostri sentimenti più che i nostri sensi.
Solamente verso l'alba quando le nostre menti avevano viaggiavato attraverso i paradisi del sentimento cominciammo a trasformare i sentimenti in qualcosa di più.
La sua figa cominciò a reclamare della passione ed io accolsi quel desiderio penetrandola con una passione immensa.
Con i suoi sentimenti di amore nella mia mente manovrai il mio cazzo, in modo da ricambiare il suo sentimento.
La penetrai più volte mentre lei mi abbraciava strettamente e mi baciava con passione.
Esauriti per quegli spossanti atti di amore ci addormentammo esauste.
Quando ci svegliammo ci accorgemmo che era molto tardi.
Arrivammo al negozio molto tardi e la padrona ci rimproverò che aveva dovuto lei darsi da fare alla cassa e che non aveva potuto offrire il "bonus" ai clienti meritevoli.
Era veramente incazzata; ma ad un certo punto guardandoci negli occhi scorse qualcosa! Qualcosa che la impressionò e che le fece comprendere, e brillare gli occhi, che il nostro ritardo era dovuto ad un interesse particolare.
Si calmò subito e ci disse se ci amavamo.
Rimanemmo spiazzati dalla domanda e farfugliammo inebetite.
La padrona comprendendo il nostro imbarazzo non insistette nella domanda e ci disse solamente di riprendere il nostro lavoro.
Paola alla cassa ed io nuda a girare per il negozio ad assistere i clienti ed a subire le richieste dei clienti più generosi.
Ma qualcosa di nuovo era nato; mentre venivo violentata nello stanzino accanto alla cassa, due occhi innamorati, mi guardavano e pensavano a me.
Era bellissimo, e mi rendeva più dolce subire ogni sopruso.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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