Lo schiavo estremo di Mark
di
Maktero
genere
sadomaso
Io e Mark ci incontraioma al bar come concordato.
Sono puntuale comincio a sorseggiare una bibita in attesa che Mark si presenti con lo schiavo che mi vuole presentare.
Con dieci minuti di ritardo vedo arrivare Mark al suo fianco cammina un giovanotto mingherlino dall'aria appena maggiorenne e dall'aspetto dimesso.
Il giovane indossa solamente una magliettina sdrucita e sporca, dei jeans altrettanto malmessi e delle infradito scalcinate.
Mark mi saluta e si siede di fronte a me, il ragazzo rimane in piedi in silenzio.
Passano alcuni momenti in cui io valuto il ragazzo, mi piace; ha un bell'aspetto macilento e mi piacerebbe farlo piangere e soffrire.
Quando Mark ha compreso che il mio esame è terminato, ordina al giovanotto di sedersi specificando di sedersi sulla sedia.
Il giovane un poco sorpreso dalla concessione di poter sedersi su una sedia si accomoda immediatamente.
Il cameriere ci raggiunge rapidamente ed io, ordino un'altre bibita. Mark un caffè ed un bicchiere d'acqua del rubinetto.
Comprendo che quell'ultima ordinazione è per lo schiavo.
Il cameriere ci serve, e facendo attenzione che nessuno ci osserva Mark sputa nel bicchiere delloo schiavo ed invita me a fare altrettanto.
Eccitata dalla situazione riverso nel bicchiere una generosa dose di saliva.
Poi Mark con fare mellifuo invita il ragazzo a bere quella lurida bevanda.
Mentre il ragazzo beve mi assicuro che il giovane sia maggiorenne; mark tira fuori una carta di identità sgualcita e sporca dove si evince che il giovanotto ha la giusta età per accettare la sua condizione.
Mark mi racconta di cosa fà con il giovanotto che intanto con uno sguardo triste, ma complice, ingoia il suo bicchiere d'acqua con i nostri sputi.
Confermo a Mark che il giovanotto mi piace e che mi piacerebbe massacrarlo di botte; il ragazzo mi guarda preoccupato ma entusiasmato nello stesso tempo.
A tal proposito chiedo a Mark come si chiama il suo schiavo; sò benissimo come si chiama avendo visionato la sua carta di identtità, ma voglio sapere se il suo padrone gli ha dato un nome.
Mark mi risponde di chiamarlo "cane", o "merda" come più mi piace.
Poi aggiunge che si eccitterebbe molto a vedere il suo "cane" masscrato da un'altro padrone e che non vede l'ora di vedermi all'opera.
Avendo terminato le nostre consumazioni decido che è arrivata l'ora di darci da fare; mi alzo dal tavolino dicendo che è ora di andare.
Arriviamo a casa di Mark quasi in contemporanea; saliamo all'appartamento insieme, Mark davanti io dietro con una borsa, e "cane", in silenzio dietro di noi.
Entrati in casa Mark ordina a "cane" di spogliarsi nudo, lui sempre senza aver pronunciato una parola ubbidisce immediatamente.
Il suo esile corpo nudo rivela una ragnatela di ematomi, di striature di ogni colore; è uno spettacolo.
Mi eccito alla visione di quel corpo martoriato e mi espongo anch'io.
Tolti i miei vestiti espongo con orgoglio il mio corpo pieno di grossi ematomi e strisciature di ogni colore, provocati dai colpi di chi a goduto dalla mia sottomissione.
Mi sento orgogliosa di fare concorrenza a "cane"; il quale sempre in silenzio mi osserva con desiderio, invidia ed apprensione.
Mark sconvolto si spoglia e si sdraia sul divano con il cazzo in mano.
Io accendo il televisore ad un buon volume; essendo in un condominio non vogliamo fare allarmare i vicini.
Abbavvaglio "cane" con la sua maglietta lurida per impedirli di disturbare i vicini con le sue urla di sofferenza.
Poi ordino a "cane" di mettersi a quattro zampe; impongo il mio piede sulla shiena del giovane e con un atteggiamento autoritario mi espongo come una dea agli occhi di Mark, che continua a masturbarsi esaltato, impressionato, con gli occhi sgranati, dalla visione del mio corpo vittorioso imponente sul suo schiavo.
Ma è arrivato il momento di finire con i simboli e di darsi da fare.
Guardo il corpo di "cane" posto a quattro zampe in attesa di essere massacrato; prima di iniziare mentre agguanto le sue palle ed il suo cazzo nella mano sinistra, mi avvicino per dargli un bacio sulla guancia.
Lui mi guarda con una espressione di infinita tristezza e piacere insieme.
Basta così i preliminari sono finiti.
Colpisco "cane" con un violento calcio alla pancia; lui si accascia di colpo gemendo; con prepotenza gli ordino di rimettersi in posizione e di non abbandonarla.
Lui obbeddisce e riprendo a prenderlo a calci nella pancia mentre lui con dedizione masochista e gemendo, si sorza di mantenersi in posizione.
Continuo a masscrarli di calci la pancia regolando i colpi sulle sue convulsioni.
Poi comincio a prenderlo a calci sul costato, in modo molto violento; gli fà molto male le sue urla sono smorzate daòl bavaglio.
Intanto quello schifoso di Mark si è talmente eccitatto che il suo cazzo è pronto ad esplodere e si gettà come un pazzo sul culo del ragazzo penetrandolo rapidamente nel suo largo culo.
Mentre Mark si diverte con il suo amico; prendo dalla borsa che mi sono portata dietro una catena, una di quelle coperte di gomma che si usano per chiudere i motorini e le biciclette.
Sono degli strumenti bellisimi per procurare dolore, la prima volta che sono state usate su di me ho sentito la mia carne spaccarsi, le ossa scricchiolare; sono degli oggetti di tortura magnifici.
Quando Mark ha finito con "cane", ordino al giovane di rimettersi in posizione a quattro zampe.
Piange ma ha il cazzo eretto; glielo tocco e lo masturbo; voglio farlo venire per dargli uno sfogo, una pausa prima della prossima sofferenza.
Lo faccio arrivare; e ci prendiamo un momento di pausa.
Faccio bere "Cane", gli tolgo il bavaglio per un attimo, giusto per farlo bere, lo rimbavaglio e lo butto sfinito sul pavimento.
Mark si trova in uno stato di estasi.
Io e Mark ci fumiamo una sigaretta mentre osserviamo il corpo di "cane" martoriato sdraiato su un fianco in attesa delle prossime sevizie.
Ci eccitiamo ed io apro la bocca di Mark e gli infilo il cazzo in bocca, mi faccio fare un pompino da quel frocio mentre "cane" guarda il suo padrone che spompina il suo torturartore.
Vengo nella bocca di Mark, mentre lui ingoia la mia sborra, arriva a sua volta.
Ci rilassiamo ancora un poco in quella stanza pervasa dall'odore di sborra di sudore e di sofferenza.
Io e Mark guardiamo il magnifico corpo nudo di "cane", accasciato per terra che respira profondamente; in attessa di essere seviziato.
La vista di quel corpo tutto ossa mi eccita e voglio finire l'opera massarandolo per davvero.
Prendo la catena; mi avvicino a quel corpo tutto ossa e comincio a colpirlo violentemente spaccandoli la carne.
Vedo il sangue uscire dalla carne colpita, così come avevano fatto con me.
Mentre lo colpivo sempre più violentemente lui stringeva con i denti il suo bavaglio ed il suo cazzo si ingrossava sempre di più per l'eccittazione del dolore che gli provocavo.
Continuai a colpirlo sempre più violentemente fino a farli schizzare saangue da tutto il corpo.
Lui era sempre più eccitato e quando esausta per la fatica di colpirlo proposi a "merda" di farsi spompinare dal suo padrone Mark.
Lui con il cazzo in mano intontito dall'eccitazione della situazione che stava vivendo, passivamente prese in bocca il cazzo del suo schiavo che gli arrivò in bocca in pochi istanti.
"cane" sodisfatto si butto da una parte semisvenuto.
Io eccitato come una bestia comincia ad accrezzare il culo di Mark che anche lui semincoscente non capiva più niente.
Attratto da quel culo mi inculai Mark, e venni abbondantemente nel suo orefizio.
Poi anche io esausto mi accasciai per riposare.
Dormimmo per alcune ore; molte ore.
Poi al mattinno ci svegliammo per organizzare la giornata.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Sono puntuale comincio a sorseggiare una bibita in attesa che Mark si presenti con lo schiavo che mi vuole presentare.
Con dieci minuti di ritardo vedo arrivare Mark al suo fianco cammina un giovanotto mingherlino dall'aria appena maggiorenne e dall'aspetto dimesso.
Il giovane indossa solamente una magliettina sdrucita e sporca, dei jeans altrettanto malmessi e delle infradito scalcinate.
Mark mi saluta e si siede di fronte a me, il ragazzo rimane in piedi in silenzio.
Passano alcuni momenti in cui io valuto il ragazzo, mi piace; ha un bell'aspetto macilento e mi piacerebbe farlo piangere e soffrire.
Quando Mark ha compreso che il mio esame è terminato, ordina al giovanotto di sedersi specificando di sedersi sulla sedia.
Il giovane un poco sorpreso dalla concessione di poter sedersi su una sedia si accomoda immediatamente.
Il cameriere ci raggiunge rapidamente ed io, ordino un'altre bibita. Mark un caffè ed un bicchiere d'acqua del rubinetto.
Comprendo che quell'ultima ordinazione è per lo schiavo.
Il cameriere ci serve, e facendo attenzione che nessuno ci osserva Mark sputa nel bicchiere delloo schiavo ed invita me a fare altrettanto.
Eccitata dalla situazione riverso nel bicchiere una generosa dose di saliva.
Poi Mark con fare mellifuo invita il ragazzo a bere quella lurida bevanda.
Mentre il ragazzo beve mi assicuro che il giovane sia maggiorenne; mark tira fuori una carta di identità sgualcita e sporca dove si evince che il giovanotto ha la giusta età per accettare la sua condizione.
Mark mi racconta di cosa fà con il giovanotto che intanto con uno sguardo triste, ma complice, ingoia il suo bicchiere d'acqua con i nostri sputi.
Confermo a Mark che il giovanotto mi piace e che mi piacerebbe massacrarlo di botte; il ragazzo mi guarda preoccupato ma entusiasmato nello stesso tempo.
A tal proposito chiedo a Mark come si chiama il suo schiavo; sò benissimo come si chiama avendo visionato la sua carta di identtità, ma voglio sapere se il suo padrone gli ha dato un nome.
Mark mi risponde di chiamarlo "cane", o "merda" come più mi piace.
Poi aggiunge che si eccitterebbe molto a vedere il suo "cane" masscrato da un'altro padrone e che non vede l'ora di vedermi all'opera.
Avendo terminato le nostre consumazioni decido che è arrivata l'ora di darci da fare; mi alzo dal tavolino dicendo che è ora di andare.
Arriviamo a casa di Mark quasi in contemporanea; saliamo all'appartamento insieme, Mark davanti io dietro con una borsa, e "cane", in silenzio dietro di noi.
Entrati in casa Mark ordina a "cane" di spogliarsi nudo, lui sempre senza aver pronunciato una parola ubbidisce immediatamente.
Il suo esile corpo nudo rivela una ragnatela di ematomi, di striature di ogni colore; è uno spettacolo.
Mi eccito alla visione di quel corpo martoriato e mi espongo anch'io.
Tolti i miei vestiti espongo con orgoglio il mio corpo pieno di grossi ematomi e strisciature di ogni colore, provocati dai colpi di chi a goduto dalla mia sottomissione.
Mi sento orgogliosa di fare concorrenza a "cane"; il quale sempre in silenzio mi osserva con desiderio, invidia ed apprensione.
Mark sconvolto si spoglia e si sdraia sul divano con il cazzo in mano.
Io accendo il televisore ad un buon volume; essendo in un condominio non vogliamo fare allarmare i vicini.
Abbavvaglio "cane" con la sua maglietta lurida per impedirli di disturbare i vicini con le sue urla di sofferenza.
Poi ordino a "cane" di mettersi a quattro zampe; impongo il mio piede sulla shiena del giovane e con un atteggiamento autoritario mi espongo come una dea agli occhi di Mark, che continua a masturbarsi esaltato, impressionato, con gli occhi sgranati, dalla visione del mio corpo vittorioso imponente sul suo schiavo.
Ma è arrivato il momento di finire con i simboli e di darsi da fare.
Guardo il corpo di "cane" posto a quattro zampe in attesa di essere massacrato; prima di iniziare mentre agguanto le sue palle ed il suo cazzo nella mano sinistra, mi avvicino per dargli un bacio sulla guancia.
Lui mi guarda con una espressione di infinita tristezza e piacere insieme.
Basta così i preliminari sono finiti.
Colpisco "cane" con un violento calcio alla pancia; lui si accascia di colpo gemendo; con prepotenza gli ordino di rimettersi in posizione e di non abbandonarla.
Lui obbeddisce e riprendo a prenderlo a calci nella pancia mentre lui con dedizione masochista e gemendo, si sorza di mantenersi in posizione.
Continuo a masscrarli di calci la pancia regolando i colpi sulle sue convulsioni.
Poi comincio a prenderlo a calci sul costato, in modo molto violento; gli fà molto male le sue urla sono smorzate daòl bavaglio.
Intanto quello schifoso di Mark si è talmente eccitatto che il suo cazzo è pronto ad esplodere e si gettà come un pazzo sul culo del ragazzo penetrandolo rapidamente nel suo largo culo.
Mentre Mark si diverte con il suo amico; prendo dalla borsa che mi sono portata dietro una catena, una di quelle coperte di gomma che si usano per chiudere i motorini e le biciclette.
Sono degli strumenti bellisimi per procurare dolore, la prima volta che sono state usate su di me ho sentito la mia carne spaccarsi, le ossa scricchiolare; sono degli oggetti di tortura magnifici.
Quando Mark ha finito con "cane", ordino al giovane di rimettersi in posizione a quattro zampe.
Piange ma ha il cazzo eretto; glielo tocco e lo masturbo; voglio farlo venire per dargli uno sfogo, una pausa prima della prossima sofferenza.
Lo faccio arrivare; e ci prendiamo un momento di pausa.
Faccio bere "Cane", gli tolgo il bavaglio per un attimo, giusto per farlo bere, lo rimbavaglio e lo butto sfinito sul pavimento.
Mark si trova in uno stato di estasi.
Io e Mark ci fumiamo una sigaretta mentre osserviamo il corpo di "cane" martoriato sdraiato su un fianco in attesa delle prossime sevizie.
Ci eccitiamo ed io apro la bocca di Mark e gli infilo il cazzo in bocca, mi faccio fare un pompino da quel frocio mentre "cane" guarda il suo padrone che spompina il suo torturartore.
Vengo nella bocca di Mark, mentre lui ingoia la mia sborra, arriva a sua volta.
Ci rilassiamo ancora un poco in quella stanza pervasa dall'odore di sborra di sudore e di sofferenza.
Io e Mark guardiamo il magnifico corpo nudo di "cane", accasciato per terra che respira profondamente; in attessa di essere seviziato.
La vista di quel corpo tutto ossa mi eccita e voglio finire l'opera massarandolo per davvero.
Prendo la catena; mi avvicino a quel corpo tutto ossa e comincio a colpirlo violentemente spaccandoli la carne.
Vedo il sangue uscire dalla carne colpita, così come avevano fatto con me.
Mentre lo colpivo sempre più violentemente lui stringeva con i denti il suo bavaglio ed il suo cazzo si ingrossava sempre di più per l'eccittazione del dolore che gli provocavo.
Continuai a colpirlo sempre più violentemente fino a farli schizzare saangue da tutto il corpo.
Lui era sempre più eccitato e quando esausta per la fatica di colpirlo proposi a "merda" di farsi spompinare dal suo padrone Mark.
Lui con il cazzo in mano intontito dall'eccitazione della situazione che stava vivendo, passivamente prese in bocca il cazzo del suo schiavo che gli arrivò in bocca in pochi istanti.
"cane" sodisfatto si butto da una parte semisvenuto.
Io eccitato come una bestia comincia ad accrezzare il culo di Mark che anche lui semincoscente non capiva più niente.
Attratto da quel culo mi inculai Mark, e venni abbondantemente nel suo orefizio.
Poi anche io esausto mi accasciai per riposare.
Dormimmo per alcune ore; molte ore.
Poi al mattinno ci svegliammo per organizzare la giornata.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
I sadici telematici
Commenti dei lettori al racconto erotico