La telecamera di sorveglianza
di
Gioelefantasy
genere
voyeur
Una noiosa mattina al lavoro. Una come tante altre.
All’improvviso, un messaggio. Era Angelica, accompagnato da un link. Subito dopo ne arrivò un altro:
«Il codice è 25646500. Avvisami appena sei connesso.»
Ero titubante. Sembrava il classico messaggio truffa. Probabilmente le avevano clonato il telefono. Ma la curiosità era troppo forte.
Cliccai sul link.
Si aprì la pagina di un sistema di videosorveglianza. Inserii il codice e, dopo pochi istanti, ebbi davanti agli occhi il soggiorno di casa sua. Non capivo ancora il motivo per cui me lo avesse mandato.
«Ok, sono connesso.»
Dopo pochi istanti apparve davanti alla telecamera. Indossava un body e delle calze autoreggenti e iniziò a mostrarsi a favore di telecamera.
Chissà se era un gioco che faceva con Daniele e del quale voleva rendermi partecipe. Non me ne aveva mai parlato.
Iniziò a mettersi in mostra, facendomi godere della visione del suo corpo. Il body nero di pizzo, scollato a balconcino, ne evidenziava bene le forme. Il taglio posteriore risaltava perfettamente il suo culo.
Mi stavo eccitando, ma dovevo faticosamente fare finta di nulla.
A un certo punto abbassò con maestria le spalline e mostrò i seni. Avrei voluto averli fra le mani. Continuavo a chiedermi se fossi il solo spettatore di quello spettacolo. Era bellissimo vedere come li stringeva fra le mani e come giocava con i capezzoli turgidi.
Il mio cazzo sembrava voler scappare fuori dai pantaloni.
Un paio di volte si mise carponi, mostrandosi sia davanti sia dietro. A un certo punto aprì i bottoncini sul cavallo e, dopo aver sollevato i lembi, mise bene in evidenza la sua figa liscia.
Non contenta, si mise nuovamente carponi, mettendo in mostra il suo culo senza veli.
Volevo solo scappare via, nascondermi da qualche parte e segarmi come un ragazzino.
Poi prese un oggetto. Iniziò a passarlo fra le labbra e poi a stringerlo in mezzo ai seni.
Era un vibratore.
Dopo essersi sdraiata verso la telecamera e aver sollevato il bacino, iniziò a passarselo sulla figa. Doveva essere bagnatissima. E io avrei voluto essere lì per scoparla.
Iniziò a penetrarsi mentre si accarezzava con l’altra mano.
Io ero giunto al limite. Non mi restava altro da fare che scappare in bagno.
Riattivai lo schermo e la vidi carponi, mentre si penetrava con il vibratore e offriva alla telecamera la vista del suo culo. Pensai che la prossima volta le avrei chiesto di scoparle il culo e, nello stesso tempo, penetrarla con il vibratore.
Aprii i pantaloni e tirai fuori il cazzo. Ero eccitatissimo e iniziai a segarmi mentre guardavo il video di Angelica.
A tratti estraeva il vibratore dalla figa e lo affondava in bocca. La mia mano si muoveva sempre più velocemente sul cazzo.
Venni nel momento in cui lei si posizionò di schiena, con le gambe sollevate. Probabilmente aveva raggiunto l’orgasmo.
E anch’io.
Esplosi con tre potenti schizzi di sperma e a stento riuscii a non gridare.
Mi ricomposi e mi lavai il viso per poter tornare fra gli altri. Nel frattempo, la telecamera mostrava il soggiorno vuoto.
Feci appena in tempo a tornare alla mia scrivania che mi arrivò un altro messaggio da lei:
«Magari stasera ti farò godere di uno spettacolo diverso...»
Ancora una volta aveva alimentato la mia curiosità.
All’improvviso, un messaggio. Era Angelica, accompagnato da un link. Subito dopo ne arrivò un altro:
«Il codice è 25646500. Avvisami appena sei connesso.»
Ero titubante. Sembrava il classico messaggio truffa. Probabilmente le avevano clonato il telefono. Ma la curiosità era troppo forte.
Cliccai sul link.
Si aprì la pagina di un sistema di videosorveglianza. Inserii il codice e, dopo pochi istanti, ebbi davanti agli occhi il soggiorno di casa sua. Non capivo ancora il motivo per cui me lo avesse mandato.
«Ok, sono connesso.»
Dopo pochi istanti apparve davanti alla telecamera. Indossava un body e delle calze autoreggenti e iniziò a mostrarsi a favore di telecamera.
Chissà se era un gioco che faceva con Daniele e del quale voleva rendermi partecipe. Non me ne aveva mai parlato.
Iniziò a mettersi in mostra, facendomi godere della visione del suo corpo. Il body nero di pizzo, scollato a balconcino, ne evidenziava bene le forme. Il taglio posteriore risaltava perfettamente il suo culo.
Mi stavo eccitando, ma dovevo faticosamente fare finta di nulla.
A un certo punto abbassò con maestria le spalline e mostrò i seni. Avrei voluto averli fra le mani. Continuavo a chiedermi se fossi il solo spettatore di quello spettacolo. Era bellissimo vedere come li stringeva fra le mani e come giocava con i capezzoli turgidi.
Il mio cazzo sembrava voler scappare fuori dai pantaloni.
Un paio di volte si mise carponi, mostrandosi sia davanti sia dietro. A un certo punto aprì i bottoncini sul cavallo e, dopo aver sollevato i lembi, mise bene in evidenza la sua figa liscia.
Non contenta, si mise nuovamente carponi, mettendo in mostra il suo culo senza veli.
Volevo solo scappare via, nascondermi da qualche parte e segarmi come un ragazzino.
Poi prese un oggetto. Iniziò a passarlo fra le labbra e poi a stringerlo in mezzo ai seni.
Era un vibratore.
Dopo essersi sdraiata verso la telecamera e aver sollevato il bacino, iniziò a passarselo sulla figa. Doveva essere bagnatissima. E io avrei voluto essere lì per scoparla.
Iniziò a penetrarsi mentre si accarezzava con l’altra mano.
Io ero giunto al limite. Non mi restava altro da fare che scappare in bagno.
Riattivai lo schermo e la vidi carponi, mentre si penetrava con il vibratore e offriva alla telecamera la vista del suo culo. Pensai che la prossima volta le avrei chiesto di scoparle il culo e, nello stesso tempo, penetrarla con il vibratore.
Aprii i pantaloni e tirai fuori il cazzo. Ero eccitatissimo e iniziai a segarmi mentre guardavo il video di Angelica.
A tratti estraeva il vibratore dalla figa e lo affondava in bocca. La mia mano si muoveva sempre più velocemente sul cazzo.
Venni nel momento in cui lei si posizionò di schiena, con le gambe sollevate. Probabilmente aveva raggiunto l’orgasmo.
E anch’io.
Esplosi con tre potenti schizzi di sperma e a stento riuscii a non gridare.
Mi ricomposi e mi lavai il viso per poter tornare fra gli altri. Nel frattempo, la telecamera mostrava il soggiorno vuoto.
Feci appena in tempo a tornare alla mia scrivania che mi arrivò un altro messaggio da lei:
«Magari stasera ti farò godere di uno spettacolo diverso...»
Ancora una volta aveva alimentato la mia curiosità.
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