Attrazione fatale

di
genere
dominazione

Nei giorni successivi alla serata al cinema, tra me ed Edward cambiò qualcosa di sottile ma definitivo, il tipo di cambiamento che non ha bisogno di essere nominato per diventare reale. Non c'era stata nessuna conversazione seria, nessuna domanda imbarazzante su cosa fossimo o dove stessimo andando. Eppure era impossibile fingere che fossimo ancora semplicemente due amici che avevano oltrepassato il limite per sbaglio.

Perché non era stato uno sbaglio.
La parte peggiore era che iniziavo ad averne bisogno.

Il telefono vibrò accanto a me.

Edward:
Guarda fuori.

Mi alzai senza nemmeno rendermi conto di sorridere.

Quando scostai leggermente la tenda lo vidi immediatamente, appoggiato alla sua macchina sotto la pioggia battente, con la testa inclinata verso casa mia e le mani nelle tasche della giacca scura ormai completamente bagnata.

Rimasi a fissarlo per qualche secondo.

C'era qualcosa di assurdo in lui.
Qualcosa che mi faceva sempre sentire sul punto di fare la scelta sbagliata... e volerla fare comunque.

Scesi di corsa senza nemmeno prendere una felpa decente.

Quando aprii la porta, l'aria fredda mi colpì subito la pelle.

"Tu hai seri problemi," dissi cercando di trattenere una risata nervosa. "Sta diluviando."

Edward alzò appena le spalle, gli occhi fissi su di me come se non gli importasse minimamente della pioggia.

"Lo so."

"E allora perché sei qui?"

Fece qualche passo verso di me.

"Perché oggi non riuscivo a concentrarmi su niente che non fossi tu."

Il cuore mi saltò letteralmente un battito.

"Questa frase funziona con tutte?"

Lui sorrise appena, abbassando lo sguardo sulle mie labbra prima di tornare a guardarmi negli occhi.

"No. Solo con te mi capita di dire la verità senza pensarci troppo."

Avrei dovuto rispondere qualcosa.
Una battuta.
Una provocazione.
Qualunque cosa.

Sentivo il profumo della pioggia mescolato al suo.
Sentivo il calore del suo corpo nonostante il freddo.
Sentivo soprattutto il modo in cui mi guardava.

Lo tirai dentro casa prima che qualcuno potesse notarci e richiusi la porta velocemente alle nostre spalle. Sorrise appena.

"Hai intenzione di continuare a fissarmi così oppure posso baciarti?"

Non ebbi nemmeno il tempo di rispondere.

Edward mi prese delicatamente il viso tra le mani e mi baciò con una lentezza che mi colse completamente impreparata.

Era diverso dalle altre volte.

Alla villa c'era stata fame.
Nel bagno del cinema tensione e impulsività.
Questa volta invece sembrava quasi peggio, perché era lento. Consapevole. Intimo.

Le sue labbra si muovevano sulle mie senza fretta mentre le sue mani scivolavano lentamente lungo i miei fianchi sotto la maglia leggera che indossavo. Mi ritrovai ad aggrapparmi istintivamente alla sua giacca ancora umida mentre il cuore iniziava a battermi sempre più forte.

Edward si staccò appena per guardarmi.

Avevo il fiato corto.
E lui sembrava adorarlo.

"Ogni volta che mi guardi così," mormorò sfiorandomi il labbro inferiore con il pollice, "inizio seriamente a perdere il controllo."

Un brivido mi attraversò tutta la schiena.

Mi spinse lentamente contro il muro dell'ingresso senza smettere di baciarmi e sentii immediatamente il suo corpo aderire al mio, caldo, solido, troppo vicino perché riuscissi ancora a ragionare normalmente.

Le sue mani scesero lungo le mie gambe nude, facendomi trattenere il respiro quando le dita si insinuarono appena sotto il tessuto della maglia oversize che indossavo.

"Eri già mia da prima della festa," disse contro il mio collo. "Tu ancora non lo sapevi, ma io sì."

"E se non volessi appartenerti?"

Edward mi guardò per qualche secondo in silenzio, con quell'espressione intensa che riusciva sempre a farmi dimenticare dove finisse il confine tra gioco e verità.

Poi le sue dita strinsero appena la mia coscia.

"Allora perché ogni volta che ti tocco reagisci come se stessi aspettando solo questo?"

Mi sollevò lentamente facendomi sedere sul mobile accanto all'ingresso e si posizionò tra le mie gambe senza mai smettere di guardarmi.

Non era solo desiderio.
Era attenzione.
Ossessione.

Le sue mani scorrevano lentamente sulle mie cosce nude mentre continuava a baciarmi con una calma esasperante, e proprio quella lentezza stava distruggendo ogni tentativo di mantenere lucidità.

Ero completamente bagnata. Mi strappò via le mutandine e infilò due dita nella mia figa, facendomi urlare dal piacere. Non aspettavo altro.
Iniziò a muoverle con tutta la sua forza.

Poi si inginocchiò davanti a me, spostò il pollice sul clitoride, muovendolo velocemente, e iniziò a leccarmela delicatamente, poi come per divorarla.

Non riuscivo più a trattenermi dal piacere. I gemiti diventarono urla e invocazioni al suo nome e a continuare.

Si staccò di colpo, come per lasciarmi volutamente ancora troppo vogliosa.

Mi sollevò e mi portò sul divano. Mi spinse a terra, facendomi inginocchiare davanti a lui.
Si sfilò i pantaloni e tirò fuori il suo enorme membro. Me lo infilò tutto in bocca in un colpo solo. Mi prese da dietro la testa e iniziò a comandare i miei movimenti. Usavo la mia lingua.

Iniziò a farmi i complimenti, ripetendomi che ero la sua brava piccolina.
Mi fece staccare di colpo, buttandomi sul divano, posizionandomi poi a pecorina.
Mi tirò uno schiaffo forte sulle chiappe, il rumore risuonò in tutta la stanza.

Iniziò a sbattermi con tutta la forza che aveva nel suo corpo, come se le altre due volte non gli fossero bastate. Spingeva il suo membro con forza fino in fondo, a una velocità esaustiva e impressionante, al punto che non sentivo più il controllo sul mio corpo.

Urlavo e gemevo, non avevo mai provato una sensazione del genere.

Da dietro, appoggiò il suo busto sulla mia schiena, mentre ero posizionata come se fossi la sua cagnolina. Mi afferrò il seno e iniziò a spingere con ancora più forza.

Senza avvisare venne, riempendomi del suo seme caldo, Subito dopo venni anch'io, come mai ero venuta prima.

Ci sedemmo vicini.

Edward mi lasciò un ultimo bacio lento sulle labbra e appoggiò la fronte contro la mia, respirando profondamente come se stesse cercando di calmarsi davvero.
Io rimasi lì immobile, con il cuore fuori controllo e le mani strette alle sue.

E in quel momento capii una cosa che avrebbe dovuto farmi scappare immediatamente.
Non era solo attrazione.
Non era solo sesso.
Non era nemmeno solo amore.
Tra me ed Edward stava nascendo qualcosa di molto più pericoloso.
Qualcosa che nessuno dei due sembrava più capace di fermare.
scritto il
2026-09-03
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