La parente porca
di
femminaporcella
genere
incesti
Mi chiamo Paolo ho 20 anni, orfano di padre mia mamma si ammalò di una grave malattia e io la assistetti per anni tralasciando anche la scuola, poi lei morì, ero distrutto e con pochi soldi, sono un ragazzo magro, 170 cm, castano, una sera in un bar fui abbordato da una donna in carne, bionda, molto bella, mi offrì da bere, sai sei un ragazzo carino, con i tacchi era molto più alta di me, si signora grazie, ti piaccio, si signora le dissi, ti andrebbe di venire a casa mia a leccarmi la figa, io arrossii, si signora, salimmo nella sua auto, mi portò in periferia, signoralei non e' un trans vero, no tocca ho la figa, toccai era bagnata, sai mi ecciti, sembri un bravo schiavetto mi disse, si signora risposi.
Arrivammo ad una villa, entrammo nel garage, poi salimmo in casa, ahh finalmente libera tolse le scarpe e il vestito, che culo, che tette, anche così era più alta e più robusta di me, dai spogliati e andiamo a letto, che figa, larga e depilata, con un citoride grossoe due labbra enormi per quel che ne sapevo io, mi sdraiai e iniziai a leccare la figa, lei mi premeva la testa, poi venne, io leccavo e succhiavo, il cazzo duro strusciava contro i suoi piedi, venne tre volte, poi io le sborrai sui piedi, oh mi scusi signora le dissi, lecca e pulisci, io obbedii, che bello se vieni così, sai non amo essere penetrata, vivo con mia sorella, che oggi e' via, tu farai la spesa, pulirai la casa e sarai il nostro schiavo, si signora, mi aiuti a portare via qualche vestito, l' appartamento dove vivo e' in affitto e lo lascerò, bene e non hai genitori, no signora sono solo, lei sorrise, poteva avere 40 anni, andammo a casa mia, presi alcuni vestiti e poi mi trasferii nella villa, il giorno dopo arrivò sua sorella, non fu contenta di vedermi, ma fece buon viso a cattivo gioco, loro facevano delle belle sessantanove, io guardavo, poi elena mi disse, prendi un bicchiere, masturbati e bevi la sborra, non mi piace vederti con il cazzo duro, obbedii, sborrai e bevvi, ora vieni e leccami la figa, luisa non era contenta, io leccai e succhiai e la feci godere ancora.
Dormivo in una camera solo per me, loro dormivano insieme, la mattina preparavo la colazione, loro stavano smpre nude e così io solo che se avevo il cazzo duro dovevo segarmi e bere, poi andarono verso la piscina, dai prendiamo il sole e tu ci spalmerai la crema, quelle tette, quelle cosce, dopo poco ero in erezione, su masturbati e bevi, poi luisa prese una caraffa, devo piasciare e ne riempì metà tieni bevi e io bevvi, che buona la piscia calda, elena invece mi fece sdraiare e mi pisciò addosso, ebbi un'altra erezione, dovetti masturbarmi, bere e poi potei tuffarmi in piscina.
Poi Elena decise che dovevo prendere delle pastiglie per non avere erezioni, non ormoni, ma pastiglie che bloccavano la libido, ero triste, non potevo sborrare, ogni giorno prendevano il sole e dovevo bere la loro piacia calda, elena amava farsi leccare la figa, luisa a volte, ma diceva che non sapevo farla godere, una sera sentii luisa che si lamentava di me, e' piccolo, brutto, che lo teniamo a fare, elena le rispose senti ho fatto investimenti sbagliati, o lui o dobbiamo arrangiarci, luisa sbuffò, pensavo fossi ricca, poi andarono a letto, il giorno dopo luisa uscì, io chiesi a elena, ma davvero hai problemi di soldi, no ma lei e' molto gelosa di te, io mi sono affezionata a te, mi sento adorata e non voglio perderti, no mia signora non temere, io sono tuo.
Lei sorrise, bene leccami la figa e io leccai a lungo e lei venne bene e tanto, mi soddisfi propiro bene, sono felice mia signora, poi il giorno dopo in giardino luisa pisciò nela caraffa, io bevvi ma poi ne rovesciai un pò per terra, lei si arrabbiò mi prese e mi sculacciò forte, poi mi infilò un dito nel culo, io provai molto dolore, le sue unghie mi graffiarono, poi mi gettò per terra, io piangevo, elena mi prese e mi portò in piscina, mi strinse a se alle sue tettone, che bello, che bello le dissi sento di amarti, anche io disse lei.
A quel punto luisa disse che se ne andava, troverò qualcuno che mi mantiene, fece le valigie prese la sua auto e sparì, Elena miportò nel lettone, mi sento molto triste e sola, fammi compagnia, certo padrona le dissi, dormimmo abbracciati, che bello, il suo corpo mi scaldava, le sue tette le succhiavo e la mattina la masturbai con le dita, poi la leccai a lungo dopo preparai la colazione, mentre lei mangiava io sotto la tavolo la masturbavo e leccavo, mmmm mi fai impazzire, si padrona devi avere solo me, io ti amo troppo, morirei per te, mmmm bevi la mia piscia amore e io bevvi con piacere, con le labbra sulle sue labbra della figa, ero succube di lei e della sua bellezza, mi sarei anche fatto inculare ma a lei non interessava, anzi smise di darmi le pastiglie, leccami e poi sborrami dentro, la leccai e lei venne 4 volte,io succhiai tutto, poi salii su di lei e infilai il cazzo, mi sembrava di volare, pochi colpi e sborrai, padrona mi spiace, no fa niente, non mi piace essere penetrata, puoi venire subito e ora lecca e pulisci, leccai la mia sborra, almeno tre volte al giorno la leccavo, sborravo e pulivo, mi pareva di sognare, poi ricevette una telefonata da parte di luisa, sai vorebbe tornare mi disse, ma stiamo bene io e te le dissi, si ma mi manca, io piansi, mi spezzi il cuore amore mio, morirò a questo punto, lei mi guardò in maniera strana, ma sei pazzo, si di te, io sono tuo padrona non posso vederti con altri ti prego, la sera la leccai, sborrai e poi leccai, ma poi come lei si addormentò presi una lametta e mi tagliai le vene del braccio sinistro, emisi un gemito di dolore e lei si svegliò, accese la luce, ma che fai pazzo, si vestì, mi tamponò la ferita e poi mi prese in braccio, mi caricò sull'auto e portò al pronto soccorso, dove mi medicarono e mi tennero tutta la notte, il pomeriggio dopo lei venne a prendermi, pensavo volese cacciarmi, non parlava, mi caccerai padrona vero, iniziai a piangere disperato, non posso vivere senza te amore mio le dicevo piangendo, avevo quasi una crisi isterica, fermò l'auto e mi schiaffeggiò, calmati stupido ho detto a luisa di non farsi vedere, staremo sempre io e te e potrai sborrare sempre dentro di me, va bene?
si mia padrona sono felice le risposi, così dimenticata luisa io e lei vivevamo alla luce del sole la nostra storia, presi del testosterone, un pò più di muscoli, un pò più di cazzo, lei mi diede anche il culo, insomma leccavo sborravo e leccavo, lei era felice e io pure.
Arrivammo ad una villa, entrammo nel garage, poi salimmo in casa, ahh finalmente libera tolse le scarpe e il vestito, che culo, che tette, anche così era più alta e più robusta di me, dai spogliati e andiamo a letto, che figa, larga e depilata, con un citoride grossoe due labbra enormi per quel che ne sapevo io, mi sdraiai e iniziai a leccare la figa, lei mi premeva la testa, poi venne, io leccavo e succhiavo, il cazzo duro strusciava contro i suoi piedi, venne tre volte, poi io le sborrai sui piedi, oh mi scusi signora le dissi, lecca e pulisci, io obbedii, che bello se vieni così, sai non amo essere penetrata, vivo con mia sorella, che oggi e' via, tu farai la spesa, pulirai la casa e sarai il nostro schiavo, si signora, mi aiuti a portare via qualche vestito, l' appartamento dove vivo e' in affitto e lo lascerò, bene e non hai genitori, no signora sono solo, lei sorrise, poteva avere 40 anni, andammo a casa mia, presi alcuni vestiti e poi mi trasferii nella villa, il giorno dopo arrivò sua sorella, non fu contenta di vedermi, ma fece buon viso a cattivo gioco, loro facevano delle belle sessantanove, io guardavo, poi elena mi disse, prendi un bicchiere, masturbati e bevi la sborra, non mi piace vederti con il cazzo duro, obbedii, sborrai e bevvi, ora vieni e leccami la figa, luisa non era contenta, io leccai e succhiai e la feci godere ancora.
Dormivo in una camera solo per me, loro dormivano insieme, la mattina preparavo la colazione, loro stavano smpre nude e così io solo che se avevo il cazzo duro dovevo segarmi e bere, poi andarono verso la piscina, dai prendiamo il sole e tu ci spalmerai la crema, quelle tette, quelle cosce, dopo poco ero in erezione, su masturbati e bevi, poi luisa prese una caraffa, devo piasciare e ne riempì metà tieni bevi e io bevvi, che buona la piscia calda, elena invece mi fece sdraiare e mi pisciò addosso, ebbi un'altra erezione, dovetti masturbarmi, bere e poi potei tuffarmi in piscina.
Poi Elena decise che dovevo prendere delle pastiglie per non avere erezioni, non ormoni, ma pastiglie che bloccavano la libido, ero triste, non potevo sborrare, ogni giorno prendevano il sole e dovevo bere la loro piacia calda, elena amava farsi leccare la figa, luisa a volte, ma diceva che non sapevo farla godere, una sera sentii luisa che si lamentava di me, e' piccolo, brutto, che lo teniamo a fare, elena le rispose senti ho fatto investimenti sbagliati, o lui o dobbiamo arrangiarci, luisa sbuffò, pensavo fossi ricca, poi andarono a letto, il giorno dopo luisa uscì, io chiesi a elena, ma davvero hai problemi di soldi, no ma lei e' molto gelosa di te, io mi sono affezionata a te, mi sento adorata e non voglio perderti, no mia signora non temere, io sono tuo.
Lei sorrise, bene leccami la figa e io leccai a lungo e lei venne bene e tanto, mi soddisfi propiro bene, sono felice mia signora, poi il giorno dopo in giardino luisa pisciò nela caraffa, io bevvi ma poi ne rovesciai un pò per terra, lei si arrabbiò mi prese e mi sculacciò forte, poi mi infilò un dito nel culo, io provai molto dolore, le sue unghie mi graffiarono, poi mi gettò per terra, io piangevo, elena mi prese e mi portò in piscina, mi strinse a se alle sue tettone, che bello, che bello le dissi sento di amarti, anche io disse lei.
A quel punto luisa disse che se ne andava, troverò qualcuno che mi mantiene, fece le valigie prese la sua auto e sparì, Elena miportò nel lettone, mi sento molto triste e sola, fammi compagnia, certo padrona le dissi, dormimmo abbracciati, che bello, il suo corpo mi scaldava, le sue tette le succhiavo e la mattina la masturbai con le dita, poi la leccai a lungo dopo preparai la colazione, mentre lei mangiava io sotto la tavolo la masturbavo e leccavo, mmmm mi fai impazzire, si padrona devi avere solo me, io ti amo troppo, morirei per te, mmmm bevi la mia piscia amore e io bevvi con piacere, con le labbra sulle sue labbra della figa, ero succube di lei e della sua bellezza, mi sarei anche fatto inculare ma a lei non interessava, anzi smise di darmi le pastiglie, leccami e poi sborrami dentro, la leccai e lei venne 4 volte,io succhiai tutto, poi salii su di lei e infilai il cazzo, mi sembrava di volare, pochi colpi e sborrai, padrona mi spiace, no fa niente, non mi piace essere penetrata, puoi venire subito e ora lecca e pulisci, leccai la mia sborra, almeno tre volte al giorno la leccavo, sborravo e pulivo, mi pareva di sognare, poi ricevette una telefonata da parte di luisa, sai vorebbe tornare mi disse, ma stiamo bene io e te le dissi, si ma mi manca, io piansi, mi spezzi il cuore amore mio, morirò a questo punto, lei mi guardò in maniera strana, ma sei pazzo, si di te, io sono tuo padrona non posso vederti con altri ti prego, la sera la leccai, sborrai e poi leccai, ma poi come lei si addormentò presi una lametta e mi tagliai le vene del braccio sinistro, emisi un gemito di dolore e lei si svegliò, accese la luce, ma che fai pazzo, si vestì, mi tamponò la ferita e poi mi prese in braccio, mi caricò sull'auto e portò al pronto soccorso, dove mi medicarono e mi tennero tutta la notte, il pomeriggio dopo lei venne a prendermi, pensavo volese cacciarmi, non parlava, mi caccerai padrona vero, iniziai a piangere disperato, non posso vivere senza te amore mio le dicevo piangendo, avevo quasi una crisi isterica, fermò l'auto e mi schiaffeggiò, calmati stupido ho detto a luisa di non farsi vedere, staremo sempre io e te e potrai sborrare sempre dentro di me, va bene?
si mia padrona sono felice le risposi, così dimenticata luisa io e lei vivevamo alla luce del sole la nostra storia, presi del testosterone, un pò più di muscoli, un pò più di cazzo, lei mi diede anche il culo, insomma leccavo sborravo e leccavo, lei era felice e io pure.
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