Trapano cerca buco
di
IL MICROBO
genere
gay
TRAPANO CERCA BUCO
Ho uno zio che è molto dotato e che quando arriva la sera ha certe esigenze che gli riesce impossibile tenere a freno. Quando gli va buco qualche appuntamento galante, all'ultimo momento non sa come rimediare e mi chiama.
-Carissimo nipote, ciao.
-Ciao zio.
-Da tanto che non ti sento e che non vieni a trovarmi.
-Eh sì zio.
-Stasera sono di un solo...
-Povero zio.
-Vieni a farmi compagnia. Ho una bella sorpresina per te.
-Ti raggiungo al volo.
È un grande commediante. Come gli arrivo mi palpa il culetto e mi dice sempre: Ne hai messo su ancora un bel po'. Bene bene.
A seguire c'è sempre l'investitura: Solo per questa sera e in via del tutto eccezionale ti nomino mio amico di letto. Bacia tre volte il ripostiglio in segno di assenso.
In ginocchio gli stampo tre baci di pura devozione sul pacco.
-Scudiero alzati e vai a prepararti per la battaglia.
Conosco a memoria il copione. Vado in stanza e mi spoglio. Mi metto per bene in ginocchio tutto riverso e raggomitolato con il muso che sfiora il pavimento e col sedere che prende aria.
Mi arriva il guerriero, nudo da far paura. Tasta con un dito il buco: Più elastico di così, neanche fosse una vera fica.
Mi solleva alla giusta altezza e lo sospinge subito dentro. È il mio momento più bello, in presa da fermo, ai nastri di partenza prima del via.
-Diamo inizio al torneo.
Lo zio dura molto e mi fa godere un casino le sue interminabili scopate. Una prima spinta, una seconda, molte altre, intense, profonde ma anche delicate. Lo chiama pre-riscaldamento. Poi d'un tratto s'impenna e comincia ad andarci giù duro. Accelera il ritmo. Non mi da più tregua. È la fase selvaggia che mi squassa ma che io adoro. Al termine della quale come per magia si svuota e mi inonda.
Si toglie. Mi posiziono ai suoi piedi. Gli faccio sempre lo stesso commento che lo inorgoglisce: Zio che minchia grossa che hai.
-Puliscila.
Gliela lavoro a lingua, che quasi quasi mi schizza ancora e a volte succede.
-Bravo il mio nipotino.
Ci facciamo un goccetto, che lui chiama il gargarismo. Mi rivesto e mi saluta: Alla prossima.
-A presto zio. Non ti fare scrupolo quando hai bisogno.
Almeno una volta al mese mi convoca. Lascio perdere tutto e corro da lui. Sono visite brevi. Non la tira mai per le lunghe. Va direttamente al sodo come si conviene a un energumeno del suo calibro.
Ho uno zio che è molto dotato e che quando arriva la sera ha certe esigenze che gli riesce impossibile tenere a freno. Quando gli va buco qualche appuntamento galante, all'ultimo momento non sa come rimediare e mi chiama.
-Carissimo nipote, ciao.
-Ciao zio.
-Da tanto che non ti sento e che non vieni a trovarmi.
-Eh sì zio.
-Stasera sono di un solo...
-Povero zio.
-Vieni a farmi compagnia. Ho una bella sorpresina per te.
-Ti raggiungo al volo.
È un grande commediante. Come gli arrivo mi palpa il culetto e mi dice sempre: Ne hai messo su ancora un bel po'. Bene bene.
A seguire c'è sempre l'investitura: Solo per questa sera e in via del tutto eccezionale ti nomino mio amico di letto. Bacia tre volte il ripostiglio in segno di assenso.
In ginocchio gli stampo tre baci di pura devozione sul pacco.
-Scudiero alzati e vai a prepararti per la battaglia.
Conosco a memoria il copione. Vado in stanza e mi spoglio. Mi metto per bene in ginocchio tutto riverso e raggomitolato con il muso che sfiora il pavimento e col sedere che prende aria.
Mi arriva il guerriero, nudo da far paura. Tasta con un dito il buco: Più elastico di così, neanche fosse una vera fica.
Mi solleva alla giusta altezza e lo sospinge subito dentro. È il mio momento più bello, in presa da fermo, ai nastri di partenza prima del via.
-Diamo inizio al torneo.
Lo zio dura molto e mi fa godere un casino le sue interminabili scopate. Una prima spinta, una seconda, molte altre, intense, profonde ma anche delicate. Lo chiama pre-riscaldamento. Poi d'un tratto s'impenna e comincia ad andarci giù duro. Accelera il ritmo. Non mi da più tregua. È la fase selvaggia che mi squassa ma che io adoro. Al termine della quale come per magia si svuota e mi inonda.
Si toglie. Mi posiziono ai suoi piedi. Gli faccio sempre lo stesso commento che lo inorgoglisce: Zio che minchia grossa che hai.
-Puliscila.
Gliela lavoro a lingua, che quasi quasi mi schizza ancora e a volte succede.
-Bravo il mio nipotino.
Ci facciamo un goccetto, che lui chiama il gargarismo. Mi rivesto e mi saluta: Alla prossima.
-A presto zio. Non ti fare scrupolo quando hai bisogno.
Almeno una volta al mese mi convoca. Lascio perdere tutto e corro da lui. Sono visite brevi. Non la tira mai per le lunghe. Va direttamente al sodo come si conviene a un energumeno del suo calibro.
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