Notte senza limiti nel piazzale

di
genere
confessioni

Una sera di fine estate, Luca e Sofia, fidanzati da tre anni, parcheggiarono l’automobile in un piazzale isolato ai margini del paese. Sofia indossava collant velati neri aperti in mezzo alle gambe, senza mutandine: la figa era completamente scoperta, le labbra già unte e il pelo scuro e curato in bella mostra. Luca le allargò le cosce di scatto, le cacciò tre dita in fondo alla figa e cominciò a scoparla con la mano, sentendola già strabordare di liquido.
Sofia gli sbottonò i pantaloni di forza, gli strappò fuori il cazzo duro e se lo piantò in gola fino a toccare le palle col naso, succhiando e sbavando. Poi si issò a cavalcioni, si allargò le labbra della figa con le dita e si conficcò il membro di Luca dentro fino a farlo sparire completamente, iniziando a scoparlo con movimenti violenti e umidi, facendo schioccare la carne a ogni discesa.
Un uomo di mezza età si avvicinò al finestrino, si tirò fuori un cazzo enorme, nodoso e venato, e si mise a segarselo con il pugno stretto, gli occhi conficcati sulla figa aperta di Sofia. I due si fermarono un attimo. Sofia, ansimando, disse che voleva quel cazzo grosso, Luca acconsentì fuori di sé, e l’uomo accettò di fare solo quello che gli avrebbero permesso.
Salì in macchina. Sofia gli afferrò il cazzo con entrambe le mani, se lo strusciò sulla faccia e poi se lo ingoiò intero, succhiando e strozzandosi, mentre la saliva le colava sul mento. Nello stesso istante ordinò a Luca di sfondarla da dietro. Luca, accecato dall’eccitazione di vedere la sua ragazza con la gola piena del cazzo di uno sconosciuto, le afferrò i fianchi a forza e cominciò a trombarla come un forsennato, spingendole il cazzo fino in fondo all’utero a ogni colpo, facendo sbattere le palle contro la figa già gonfia. Sofia veniva di continuo: la figa le schizzava liquido sui collant e sul sedile, i muscoli le si contraevano a scatti, i gemiti le uscivano gorgogliando intorno al cazzo che le riempiva la bocca.
Dopo una serie di orgasmi che la lasciarono tremante e zuppa, Sofia tirò fuori il cazzo dalla bocca e ansimò, ormai fuori controllo dal godimento: «Voglio il cazzo del vecchio nella figa, adesso. È il primo cazzo che prendo dopo il tuo, non sono coperta dalla pillola, ma non me ne frega più un cazzo, voglio tutto senza limiti.» Luca, in pieno delirio, acconsentì subito. Sofia si sollevò, si piazzò a gambe divaricate sull’uomo, gli afferrò il membro nodoso e se lo cacciò dentro con un unico movimento deciso, gemendo forte mentre la figa le si spaccava intorno a quella grossa asta. Era la prima volta che un cazzo diverso da quello di Luca le entrava dentro, e la sensazione la fece venire di nuovo all’istante.
Poi si chinò di nuovo e riprese a spompinare Luca con rabbia, succhiandolo fino a farle male alla gola, mentre cavalcava il vecchio come una pazza, alzandosi e riabbassandosi a forza, facendo schioccare la figa bagnata a ogni botta. I tre andarono avanti in quello stato, sempre più sporchi e rumorosi. Sofia veniva ancora e ancora, la figa che schizzava e colava sui testicoli dell’uomo; poco dopo esplosero quasi insieme. Il vecchio le sparò la sborra a getti densi e caldi in fondo alla figa, riempiendola fino a farla traboccare e colare lungo le cosce in fiotti bianchi; Luca le scaricò un carico pesante dritto in gola, e lei lo bevve tutto, deglutendo a fatica mentre il proprio orgasmo la scuoteva ancora, la figa che si contraeva a spasmi intorno al cazzo che la inondava di sborra.
Quando i corpi smisero di tremare, si sistemarono in silenzio, ancora gocciolanti. L’uomo scese e sparì tra gli alberi. Luca e Sofia riavviarono la macchina e tornarono a casa, le cosce di lei ancora scivolose di sborra mista che le usciva dalla figa.
scritto il
2026-08-21
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