Cose da grandi

di
genere
prime esperienze

COSE DA GRANDI
Premetto che prima di allora non avevo mai fatto sesso né con donne né con uomini. Per le donne non sentivo una particolare inclinazione, gli uomini li osservavo attentamente e me li figuravo nudi che mi chiedevano di amoreggiare. In palestra era tutta una tortura, quanti bei cazzi! Dovevo tenermi a freno perché nessuno scoprisse quanto ne ero attratto. Cosa combinassero a letto due uomini insieme proprio non lo sapevo ma ci pensò Raffaele a farmelo scoprire e fu quasi un trauma o piuttosto una grande scoperta per me la prima volta. Mi agganciò negli spogliatoi. Erano mesi che ci conoscevamo ma non era mai accaduto un bel niente. Quella volta che eravamo rimasti noi due soli a bruciapelo mi disse: L'ho visto sai come ci guardi.
Diventai rosso di vergogna e cercai di scansarmi ma lui mi incalzò: Si capisce al volo che sei un represso di nessuna esperienza. Proprio per questo mi piaci.
Quel mostro mi leggeva nel pensiero.
Poi d'improvviso: Toccamelo dai. Prendilo in mano e vedi come mi si drizza.
Glielo sfiorai e lo balzò su a canna.
-Ha tanta voglia di te, di disimbranarti.
Mi ispirò fiducia e lo accompagnai a bere un aperitivo.
Poi lui: Dai che facciamo serata. Ti insegno a prenderlo.
-Prenderlo come?
-Nel bel culetto che hai mio bel tesoro.
-Che centra il mio sedere?
-Ancora non ne sei consapevole ma è la tua carta vincente.
A casa sua ci sbaciucchiammo e fu molto bello. Mi abbracciava forte, mi palpava, mi teneva stuzzicato il buco.
Ci spogliammo. Io ce l'avevo piccolo ma lui no. Lo teneva bene in mostra. Me lo fece baciare. Gli diedi anche una succhiatina. Ero emozionatissimo.
-Ti fidi di me?
-Sì.
-Allora devi lasciarmi fare.
Mi sistemò a 90 aggrappato al tavolo di cucina.
-Tieniti forte e non pensare a niente.
Lo sentivo dietro di me, sopra di me. La punta del suo uccello spingeva piano.
-Ti faccio diventare un ometto, Ok?
-Ok.
Mi scivolò dentro. Che sensazione meravigliosa!
-Che ne dici?
Ero esterrefatto e non gli risposi se non con un primo gemito.
-Ora ti governo a spinta. È così che si fa sai.
Quanti spintoni a botta di culo che mi ha assestato. Prima piano, poi sempre più veloce, più intenso, più di furia. Mi piaceva così tanto!
-È il momento di lasciare traccia. Ecco sì. Sìì. Sììì...Huauuu.
Si era donato a me. Si tolse. Gli gocciolava. Mi mandò in bagno a risciacquarmi. Tornai da lui euforico.
-Ci vuole un brindisi.
-A cosa brindiamo?
-Alla tua deflorazione.
Più tardi, con molta calma e pazienza mi spiegò un po' di vocabolario del coito: La pompa. L'inculata, La sborrata. L'orgasmo genitale e quello anale.
-Ma ti avverto: in questo campo val più la pratica che la grammatica.
Proprio vero. Per fortuna che c'è lui che da allora mi tiene in allenamento. La prima pompa vera che mi ha insegnato ho avuto il senso del proibito e quando mi è arrivato lo schizzo l'ho bevuto tutto. Chi lo andava a pensare che esiste anche la scopata orale!
scritto il
2026-08-14
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