Evolvere ed involvere

di
genere
gay

EVOLVERE ED INVOLVERE
Una sera che eravamo quasi sbronzi il mio amico Andrea, che mai e poi mai si era lasciato andare ad allusioni o apprezzamenti di questo genere su di me come su altri, d'improvviso mi disse: Ma lo sai che hai un bellissimo culo?
-Come ti permetti?
-Me lo hai fatto crescere duro.
-Smettila.
-Non ci credi? Vuoi vederlo.
Lo tirò fuori e devo dire che mi lasciò senza parole.
-Sarei io il colpevole che te lo ha fatto rizzare così tanto?
-Chi altro.
-Non mi dire che sei uno di quelli.
-Ne ho già rotto qualcuno, non molti. Mi basta inserirlo e scopare forte fino al godimento.
-Ne ho abbastanza. Lasciamo perdere.
-Stai morendo dalla voglia. Dai toccamelo.
L'ho preso in mano.
-Ora chinati e dagli un bacetto.
Non ho resistito.
-Succhialo un pochino.
Che succhiata che gli ho dato?
-Scommetto che non riesci a ingoiarlo tutto.
Se era una sfida la volevo vincere. Gli sono piombato giù fino a raso pelo.
-Ti è arrivato in gola?
-Ben oltre.
-Sei di bocca buona. Continua.
Tanto per farlo tacere mi sono speso a pompa.
-Proprio bravo.
-Se lo dici tu.
-Girati che te lo faccio sentire sotto e dentro.
-Neanche per idea.
-Girati punto e basta.
Me lo ha detto in un certo modo deciso che non mi fu per niente facile scansarsi al punto di rifiutare. Mi sono girato e offerto da vittima. Me lo ha piantato di botto.
-Stai diventando mio.
-Mannaggia.
-Scopri un lato nuovo di te.
-Il lato B, certo.
Poi giù una valanga di spinte assassine. Bordate. Colpi secchi e precisi. Un dentro e fuori che mi ha travolto e mi ha fatto traballare, sussultare, gemere, guaire come una cagna, fino al suo orgasmo che è stato anche il mio.
Dopo la tempesta tornò il sereno. Andrea era stupito e io più di lui. Ci fu un lungo silenzio. Poi Andrea mi sussurrò all'orecchio.
-Sei stato fantastico.
-Prima o poi doveva succedere o no?
-Hai un grande avvenire davanti.
-E va bene. Confesso che ho goduto. Ma tutto finisce qui.
-Non ti vergognare. Io ti ammiro molto.
-Però che cazzone che hai.
-Da oggi in poi è tuo.
-In segreto vero?
-Silenzio di tomba.
E fu così che ci presi su la mano, e insieme alla mano la bocca e anche un bel po' di culo, e adesso come adesso non riesco più a farne a meno.
Venne l'estate e pensavamo a una meritata vacanza.
-Mikonos?
-Serve troppa grana.
-Un'idea ce l'ho.
-Non dirmela.
-Conoscerei un localino...
-Ino ino.
-...Aperto solo di sera...
-Embé.
-...Dove andresti a ruba.
-Dilla tutta. Mi vuoi far prostituire.
-Partecipo pure io. A te i mestoli, a me le pentole.
-Ne troviamo?
-Di sicuro.
Ci siamo rimboccati le maniche (e le mutande) e ci siamo buttati. Lui sfiancava vecchi culattoni in calore. Io mi arrendevo a uccelli di ogni età. Cinquanta euro a botta. Nel giro di qualche giorno abbiamo messo insieme un bel gruzzolo.
-Basta appena per il viaggio.
-Non ti preoccupare, che sull'isola ne troviamo ancora.
Infatti fui molto gettonato e anche lui. Abbiamo trascorso un mese da pascià in Hotel a cinque stelle. Un americano molto facoltoso che amava sia prendere che dare non ci ha dato tregua. Prima inchiappettava me, poi si donava al mio Andrea. Le nostre suite erano pagate a pié di lista e poco ci mancò che ci trasferissimo negli States in pianta stabile. Troppo impegno ma ne abbiamo trovato degli altri: Tedeschi, Olandesi, Francesi, assai disinvolti e più vicini a noi, da farci una capatina ogni tanto, mordi e fuggi e poi morta lì.
-Cosa ne dici di quello che siamo diventati?
-Dei puttani ma il migliore sei tu . Parla troppo bene del tuo utero.
-A te piace?
-Come me lo stringi e mi stimoli e mi avvolgi non c'è nessuno.
-Valgo così tanto?
-Sei da leasing.
-Lo sai bene che con te e per te viaggio completamente gratis.
-Gli altri non contano. Solo solo dei pezzenti.
-Però ci pagano bene.
-Eh si.
-Teniamoceli stretti.
-Dimmi come mi senti tuo.
-Il mio primo e unico. Quando ti bombardo sei la mia prima e seconda guerra mondiale.
-E gli altri che ti fai?
-Sono feccia.
-Io dunque cosa sarei?
-Il mio pupillo.
-Volevo ben dire che non fosse così.
-Non può essere diversamente.
scritto il
2026-08-11
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