Il cazzone

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gay

IL CAZZONE
Tutte le mattine lo vedevo scendere al fiume, tirare fuori il suo uccellone e pisciarvi dentro. Poi lo scrollava e lo rimetteva in mutanda. Una biscia che gli arrivava a metà coscia e anche oltre. Bussai alla sua porta e mi fece entrare. Era nudo patocco.
-Accomodati.
-Siamo vicino di casa.
-lo so. Siedi che ti racconto di me.
Morivo dalla curiosità di saperne di più.
-C'è lo sempre avuto fuori norma. Lo vedi anche tu. Da giovane mi imbarazzava. Poi ho cominciato a metterlo a frutto. Mi cercano in tanti e pagano bene per sentirlo fino a metà esofago o nel culo quasi a fisting. Vuoi provare un giro di giostra? La prima volta è gratis. Scegli tu dove.
-Lo proverei dietro.
Se lo massaggiò e me lo innalzò a canna da pesca. Mi posizionai. Mi penetrò con il suo mezzo metro. Ho goduto un casino.
-Una esperienza unica vero?
-Davvero insolita.
-Levati di torno che aspetto dei clienti.
Ce n'erano molti che gli arrivavano a tiro. Entravano normali e uscivano in disordine.
Ogni tanto mi chiamava e correvo svelto da lui.
-Gli altri mi fanno quasi schifo. Tu mi interessi.
-Sono squattrinato.
-Fa lo stesso.
Glielo succhiavo fin oltre alla gola. Poi durissimo me lo inseriva sotto mandandomi in confusione.
-Tornami presto.
-Tutte le volte che vuoi.
-Sei diverso dagli altri.
-In che senso?
-Che mi fai godere come non mai.
Buon per me. Per noi due. Per come mi guzza senza chiedere il suo solito compenso. Poco ci manca che è lui che paga.
scritto il
2026-08-09
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