Il festino
di
IL MICROBO
genere
gay
IL FESTINO
Doveva essere un piacevole incontro a due e invece continuava ad arrivare gente. Daniel col quale pensavo di fare serata mi si avvicina e mi dice: Sono degli attivi amici miei, gli unici passivi siamo noi due.
Arrivò la cosiddetta ora X, di cui non sapevo niente. Daniel suonò il gong. A quel segnale tutti si spogliarono e cominciarono a girare a cazzo nudo come se niente fosse. Nudo anch'io mi guardavo intorno. Alcuni seguivano la partita in tv, Altri giocavano a carte. Due di loro in forte erezione presero posto di fianco a me sul divano iniziando ad accarezzarmi la schiena fino al culo in cerca del buchetto da tormentare con le dita. Con l'altra mano si massaggiavano l'asta e me la esibivano.
Uno dei due mi sussurrò: Non ti facciamo gola?
Ero sbalordito e senza parole risposi con un cenno. L'altro mi trascinò verso il corridoio: Di là stiamo più comodi.
Una volta in camera mi ritrovai a pavimento a succhiarli. A turno mentre ne pompavo uno l'altro mi saltava addosso da dietro per una più che sonora inculata. Fatti i loro comodi senza troppo badare a me, uscirono dalla stanza e appena varcata la porta li ho sentiti che dicevano: Noi abbiamo fatto. È vostro.
Nel giro di un'ora sono diventato di tutti.
Ho cercato Daniel.
-Mi hai tirato in un imboscata.
-Non resti per il secondo giro?
-Sono più che a posto così.
Me ne sono fuggito via a gambe levate con quel che restava delle mie povere chiappe e li ho piantati in asso. Che se la vedesse Daniel da solo con quegli scalmanati: rozzi, zozzi e troppo cazzuto per i miei gusti. Ma si può?
Doveva essere un piacevole incontro a due e invece continuava ad arrivare gente. Daniel col quale pensavo di fare serata mi si avvicina e mi dice: Sono degli attivi amici miei, gli unici passivi siamo noi due.
Arrivò la cosiddetta ora X, di cui non sapevo niente. Daniel suonò il gong. A quel segnale tutti si spogliarono e cominciarono a girare a cazzo nudo come se niente fosse. Nudo anch'io mi guardavo intorno. Alcuni seguivano la partita in tv, Altri giocavano a carte. Due di loro in forte erezione presero posto di fianco a me sul divano iniziando ad accarezzarmi la schiena fino al culo in cerca del buchetto da tormentare con le dita. Con l'altra mano si massaggiavano l'asta e me la esibivano.
Uno dei due mi sussurrò: Non ti facciamo gola?
Ero sbalordito e senza parole risposi con un cenno. L'altro mi trascinò verso il corridoio: Di là stiamo più comodi.
Una volta in camera mi ritrovai a pavimento a succhiarli. A turno mentre ne pompavo uno l'altro mi saltava addosso da dietro per una più che sonora inculata. Fatti i loro comodi senza troppo badare a me, uscirono dalla stanza e appena varcata la porta li ho sentiti che dicevano: Noi abbiamo fatto. È vostro.
Nel giro di un'ora sono diventato di tutti.
Ho cercato Daniel.
-Mi hai tirato in un imboscata.
-Non resti per il secondo giro?
-Sono più che a posto così.
Me ne sono fuggito via a gambe levate con quel che restava delle mie povere chiappe e li ho piantati in asso. Che se la vedesse Daniel da solo con quegli scalmanati: rozzi, zozzi e troppo cazzuto per i miei gusti. Ma si può?
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