Da mane a sera
di
IL MICROBO
genere
gay
DA MANE A SERA
Vado in piscina sempre di buon ora quando è completamente deserta. C'è solo il guardiano che sta facendo le ultime pulizie.
Mi dice: Finché non c'è gente, se vuoi, puoi entrare nature.
-Dici davvero?
-Ti vedo solo io.
Mi sembrò quasi un invito. Lestamente mi sfilai il costumino.
Lui subito mi esclamò: Un vero peccato tenere prigioniere delle così belle forme.
Anche lui stava in costume e se lo sfilò immergendosi insieme a me. Nuota di qua, nuota di là si sa che è molto facile ritrovarsi a poca distanza l'uno dall'altro. E così fu. La sua mano ne approfittò per stringermi l'uccello che mi andò in erezione. Perso per perso lo ricambiai e gli presi il suo che stava durissimo. Semaforo verde pensai e lo pensò pure lui. Ci abbracciammo e ci baciammo.
Mi sussurrò: A te come piace?
-Prenderlo.
-A me darlo.
Mi avvolse di schiena e me lo fece sentire. Mi Fluttuava a ondate ed eravamo in alto mare. L'acqua cominciò a incresparsi e il ritmo di quel coito cresceva, sollevando spruzzi e schizzi intorno a noi fino al vero schizzo che lui mi destinò. Poi calma piatta.
Gli dissi: Che bello lasciarsi andare così.
Mi rispose: Davvero primordiale.
A bordo piscina arrivò un altro mattiniero, che vedendo noi si levò il costume e si immerse.
Provai un po' di imbarazzo.
-Non ti preoccupare. È dei nostri. Mi si offre sempre.
Era eccitatissimo e se lo scopò all'istante
Uscimmo insieme dall'acqua e ancora adamitici ci rifugiammo nelle docce aiutandoci l'un l'altro, prima di rivestirci e ritrovare un po' di dignità.
-Ragazzi, perché non venite qualche sera all'ora di chiusura, che a luci spente è ancora più magico?
-Urca urca.
-Di solito ci sta anche il Dirigente, che è un bel fusto e in quanto a uccello e a voglia ne ha più di me.
-Huauuu. Che pacchia.
Vado in piscina sempre di buon ora quando è completamente deserta. C'è solo il guardiano che sta facendo le ultime pulizie.
Mi dice: Finché non c'è gente, se vuoi, puoi entrare nature.
-Dici davvero?
-Ti vedo solo io.
Mi sembrò quasi un invito. Lestamente mi sfilai il costumino.
Lui subito mi esclamò: Un vero peccato tenere prigioniere delle così belle forme.
Anche lui stava in costume e se lo sfilò immergendosi insieme a me. Nuota di qua, nuota di là si sa che è molto facile ritrovarsi a poca distanza l'uno dall'altro. E così fu. La sua mano ne approfittò per stringermi l'uccello che mi andò in erezione. Perso per perso lo ricambiai e gli presi il suo che stava durissimo. Semaforo verde pensai e lo pensò pure lui. Ci abbracciammo e ci baciammo.
Mi sussurrò: A te come piace?
-Prenderlo.
-A me darlo.
Mi avvolse di schiena e me lo fece sentire. Mi Fluttuava a ondate ed eravamo in alto mare. L'acqua cominciò a incresparsi e il ritmo di quel coito cresceva, sollevando spruzzi e schizzi intorno a noi fino al vero schizzo che lui mi destinò. Poi calma piatta.
Gli dissi: Che bello lasciarsi andare così.
Mi rispose: Davvero primordiale.
A bordo piscina arrivò un altro mattiniero, che vedendo noi si levò il costume e si immerse.
Provai un po' di imbarazzo.
-Non ti preoccupare. È dei nostri. Mi si offre sempre.
Era eccitatissimo e se lo scopò all'istante
Uscimmo insieme dall'acqua e ancora adamitici ci rifugiammo nelle docce aiutandoci l'un l'altro, prima di rivestirci e ritrovare un po' di dignità.
-Ragazzi, perché non venite qualche sera all'ora di chiusura, che a luci spente è ancora più magico?
-Urca urca.
-Di solito ci sta anche il Dirigente, che è un bel fusto e in quanto a uccello e a voglia ne ha più di me.
-Huauuu. Che pacchia.
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