Luisa 70enne, prima la mamma poi la figlia

di
genere
etero

Prima di iniziare il mio racconto vi chiedo:
-"Avete mai fatto l'amore con una donna molto più avanti di voi con l'età? Avanti con l'età intendo 15-20 anni più grande di voi". È Certo che a oltre settant'anni non puoi più avere il vigore e la foga dei vent'anni, ma devi gestire i tempi e le energie. A me è capitato, e di seguito vi racconto l'episodio. Per me è stata un'esperienza fantastica che ho portato avanti per molti anni; e non pensavo mai che una donna di oltre settant'anni potesse dire ancora la sua a letto...e dare ancora altrettanto piacere sessuale! Luisa era una donna di circa un metro e sessanta, con un fisico asciutto e muscoloso, forse una 42 di taglia.Un caschetto ondulato di capelli completamente bianchi incorniciava il suo viso allungato un po' smagrito, dove risaltavano un paio di occhi grigio-verdi. Luisa abitava nel nostro palazzo dagli inizi degli anni 60, era arrivata nel quartiere di Monteverde a Roma fresca sposina e lì erano nate anche le sue due figlie Cinzia e Amelia. La seconda era nata con un deficit cognitivo e visse sempre coi genitori fino alla sua scomparsa a 44 anni. Sua figlia Cinzia invece aveva sposato un avvocato e abitavano in un paesino in provincia di Roma. Nel 2005 morì pure Ubaldo, il marito di Luisa che restò vedova all'età di 70 anni. Dopo circa due anni Luisa subì un secondo lutto: la perdita della figlia Amelia; nei giorni e mesi successivi esprimemmo sempre solidarietà per Luisa, sia noi condomini che le altre persone del quartiere. Ciò la aiutò parecchio, difatti riprese la sua fedele e radicata passione per lo sport. Luisa era una quotata insegnante di ginnastica artistica in una palestra poco distante dal nostro quartiere, e chi l'aveva vista all'opera raccontava che alla sua età riusciva ancora a fare la spaccata con naturalezza e senza il minimo affaticamento. Era facile incontrarla spesso col caldo estivo e/o i climi rigidi invernali, praticare jogging a villa Pamphili, e ogni anno partecipava a numerose maratone. Io avevo avuto modo di assistere ad alcune gare di travi e parallele per atleti over 60, e avevo potuto ammirare Luisa con un costume olimpionico di quelli neri interi che metteva in risalto il suo corpo. Lo sport appunto le aveva permesso di arrivare a oltre settant'anni con un fisico ancora tonico, e meno rughe per una donna della sua età. Insomma era una donna ancora piacente, brillante e interessante per gli anni che aveva. Tra le persone che le erano vicine, anche per il fatto di essere rimasta sola e di non guidare neppure la macchina, c'era pure il sottoscritto! Si era rafforzato parecchio il legame tra noi, e anche la fiducia  di Luisa in me, mi chiedeva qualche volta di accompagnarla in auto a fare la spesa o a qualche visita medica. E prima ancora di decidere qualsiasi cosa mi interpellava, che fosse l'acquisto di un nuovo elettrodomestico o anche solo ragioni di Pubblica Amministrazione, si consigliava sempre con me prima di fare un passo, ed ero sempre io che le facevo piccoli lavoretti in casa. Luisa in questi ultimi tre anni si era abbastanza ripresa dai due lutti, e questa sua nuova vita la ripagava di tanti anni di oppressione coniugale. Era una persona schiva e riservata, aveva tante conoscenze ma nessuna vera amicizia, e questo la rendeva una persona sola. L'unica visita che riceveva era quella di Cinzia, la primogenita, che stava con lei qualche ora e magari pranzavano insieme. Con Luisa ci frequentavamo un po' più assiduamente da oltre un anno e mezzo, nacque così tra noi una cordialità che pian piano sfociò in amicizia. Mi approcciavo a quella donna in maniera mai fatta prima, e col tempo accettò anche di trascorrere qualche ora in più con me. Si interessava di arte e cultura, e più volte era capitato che si usciva per girare Roma alla ricerca di un museo o di una chiesa, frequentando un teatro, un cinema, oppure semplicemente uscire per un gelato o un drink, qualche volta la portavo a vedere il mare di Ostia, e magari ci si fermava a cena. Tutto ciò chiaramente in maniera clandestina perché abitavamo nello stesso stabile. A mia moglie, essendo un libero professionista inventavo trasferte di lavoro, riunioni, o altro; capirai se con la gelosia di mia moglie avrei potuto avere una relazione con una donna alla luce del sole...seppur solo una semplice amicizia!!! Difatti con Luisa ci si dava sempre appuntamento lontano dal nostro quartiere, e non si rientrava mai insieme; seppur lei diceva sempre che non c'era nulla di male, anzi che un'amicizia tra un uomo e una donna è cosa rara ma preziosa. Ogni tanto, ma solo per un attimo, rimarcava che non stavamo facendo una cosa giusta a frequentarci così di nascosto dalle nostre famiglie;  ma poi prevaleva un leggero egoismo per il timore che alla luce del sole questo piacevole rapporto potesse interrompersi! Oramai ci frequentavamo da un anno e mezzo, e avevamo trovato anche una certa intesa, nonostante il divario di età, lei di anni ne aveva 72 anni, mentre io 54 ma restava soltanto un bel rapporto di amicizia tra due persone mature. Una mattina di fine luglio, stavo tornando dal mare dove avevo lasciato mia moglie, la famiglia, e il cane, quando mi arriva un suo messaggio. Non appena posso leggerlo mi dice che la serranda elettrica della sala da pranzo non risale più ed è rimasta completamente abbassata; pertanto la stanza è completamente al buio e non può neanche aprire il balcone per cambiare aria. Le rispondo che potrei passare, a guardare di cosa si tratta, nel pomeriggio prima di rientrare a casa, e così feci. Una volta sul posto avevo individuato il guasto: era l'interruttore a muro in corto circuito, ma non avendo con me il ricambio, dissi a Luisa che sarei tornato l'indomani. Alle 19 del giorno seguente mi presentai a casa sua con indosso una t-shirt e pantaloncini da mare, e chiaramente con il nuovo interruttore. Luisa era una donna a cui piaceva stare in ordine anche dentro casa; la trovai come sempre pettinata e col suo bel sorriso ad accogliermi. Luisa era una donna che se pur avanti con l'età amava prendersi cura di sé, parrucchiere ogni settimana, estetista, massaggi, manicure, ecc.Quel giorno indossava un vestitino da casa in cotone fantasia, senza maniche e abbottonato sul davanti, e ai piedi un paio di infradito. Mi apprestavo a sostituire l'interruttore, ma dopo un quarto d'ora il cielo si rabbuiò fino a diventare notte e scoppiò un violento temporale estivo! Una vera bomba d'acqua, si sentiva lo scrosciare della pioggia, il bagliore dei lampi e il rimbombare dei tuoni in lontananza e di lì a poco anche il rumore di un tuono più vicino che fece saltare la luce in tutto il quartiere, difatti si iniziava a sentire il suono inquietante di alcuni allarmi delle casa vicine. L'avvolgibile era rimasto giù e la stanza al buio. Mi allontanai verso l'ingresso dove c'era il contatore e staccai la luce; nel  tornare in sala chiesi a Luisa se avesse delle candele. Mi rispose che in casa aveva soltanto qualche lumino per profumatori ed erano nel mobile basso dell'ingresso. Mi feci luce con l'accendino e trovai due lumini accendendoli e posizionandoli sul tavolo della sala, poi raggiunsi Luisa che intanto si era accomodata sul divano. Chiaramente non mi sembrava il caso di sostituire l'interruttore al buio o con i lumini, e aspettando che finisse il temporale, mi sedetti accanto a Luisa sul divano. Dopo qualche istante si sentì un secondo tuono ancora più vicino è più forte del primo. Luisa lanciò un urlo avvinghiandosi a me in un profondo abbraccio!
-"Madonna che spavento...Ho paura dei temporali" mi disse... I lampi e i tuoni mi hanno sempre fatto paura". Rassicurandola la abbracciai e solo stringendola mi accorsi di quanto fosse ancora tonica! Restai abbracciato a lei e la stringevo sempre di più rincuorandola! Avvertivo il suo respiro caldo sul mio collo, finché ad un certo punto le dissi sottovoce che da sempre avevo un desiderio.
-"Quale" mi rispose lei, ed io: -"Ho sempre avuto il desiderio di baciarti". La sentii sogghignare e ironicamente arrivò la sua risposta:
-"Ma ti rendi conto? Alla nostra età... Dai stai scherzando! Non prenderti gioco di me". E per dimostrarle che non stavo scherzando le presi il viso tra le mani e le diedi un bacio a stampo sulle labbra, lei si ritrasse un attimo restando di stucco, e con la flebile luce di quella fiammella tremolante mi accorsi dello stupore sul suo volto!
-"So fare di meglio" mormorai, e accostai nuovamente le mie labbra alle sue, proprio nel mentre che un altro tuono fortissimo squarciò il silenzio della stanza. A quel punto strinsi più forte Luisa che schiuse le labbra rispondendo al mio bacio. Non so quanto duro' quel bacio che a me sembrò interminabile! Luisa si riprese un attimo, poi rossa in viso esclamò:
-"Si ma adesso basta! Che stiamo facendo? Così rischiamo di rovinare una bella amicizia...dai".
Io baciarla lo desideravo da tempo e prontamente risposi:
-"Io non sono d'accordo che si rovina un'amicizia, magari si rafforza. E ci potrebbe essere addirittura più complicità". Non aspettai la sua replica ma la baciai nuovamente sulle labbra intrufolandomi di nuovo con la lingua nella sua bocca, le nostre lingue si intrecciarono, e restammo a lungo a baciarci, si staccò un attimo per esclamare:
-"Madonna...ma sta' luce non arriva più?". Fu più un'esclamazione di turbamento, perché oramai avevamo rotto il ghiaccio, lei si dimostrò più accondiscendente ma non voleva dimostrarlo! Ero sempre più convinto che l'idea di staccare la luce stava giocando a favore della situazione!! Istintivamente presi ad accarezzarle un ginocchio, e mentre la tenevo ancora abbracciata risalii lungo la coscia scostando il vestitino; Luisa tentò di bloccarmi la mano ma senza troppa convinzione! Dissi la prima stupidaggine che mi venne in mente:
-"Hai una bella pelle... Molto liscia" e lei :
-"Sono vecchia ormai...Dovevi vedermi trent'anni fa". Io risposi a tono:
-"Sei ancora una donna attraente, e gli uomini per strada si voltano ancora a guardarti. Dai...dai...Non dirmi che non te ne accorgi che ti guardano"!! Spesso con frasi di questo genere le donne restano lusingate, e fu così anche per Luisa, che mi lasciò fare mentre risalivo con la mano la sua coscia. Non era stata un'azione intenzionale, ma il mio cazzo era già a buon punto per un'erezione; quella situazione era molto eccitante! Ora o mai più dissi tra me e me, e risalivo slacciando lentamente ad uno ad uno i bottoncini del vestito, arrivando a lambire la stoffa del reggiseno. Palpai attraverso il tessuto un seno che non sembrava quello di una donna della sua età per quanto era sodo. Lei era molto sorpresa e imbarazzata e arrivando a dire: "-Fermiamoci...Fermiamoci... Dai, non siamo due adolescenti... Dai basta... Fermati" diceva Luisa, e però anche lei mi accarezzava una coscia. Intanto approfittando anche della poca luce presi la mano di Luisa e accompagnandola sul cazzo le dissi
:-"Lo vedi? Lo vedi che effetto che mi fai? E ancora sei convinta che sei vecchia? Secondo te?". Avvertii un certo imbarazzo della donna che continuava a dirmi:-"No ti prego... Mi vergono... Sono anziana per queste cose" Fuori imperversava ancora il temporale, ma noi non lo sentivamo più; eravamo troppo presi da altro! Lei continuava a ripetere:
-"Mi sento confusa.... Mi metti a disagio... Mi ha vista nuda solo Ubaldo". In realtà Ubaldo era il defunto marito. Alla luce della fiamma notai un bel corpo a cui davi almeno 10-15 anni di meno, muscoloso, tonico, senza un filo di pancia, due glutei per niente flaccidi e senza smagliature, un corpo atletico insomma. Mi accarezzava il collo, le spalle, la schiena, e intanto continuava a dirmi di fare il bravo e di fermarmi, e lo diceva con molta dolcezza. Mi ero liberato della t-shirt restando a torso nudo e ci sdraiammo qualche minuto sul divano stesi uno accanto all'altro, ma la seduta del divano era poco profonda, e in due ci si stava con una certa scomodità. Proposi a Luisa di metterci più comodi. Presi un lumino dal tavolo, e tendendo la mano a Luisa la condussi in camera da letto, e la guidai a sedersi sulla sponda del letto, restando in piedi davanti a lei. Un altro boato di un forte tuono fece tremare i vetri del balcone e sentimmo ampliarsi il suono delle sirene le sirene degli antifurto. Luisa mi strinse forte, sentivo le sue braccia cingermi le natiche e la sua testa riccioluta schiacciata contro il mio torace, e debolmente disse:
-"Madonna mia... Non finisce... Non finisce più... Si è scatenato oggi". Intanto ero riuscito a toglierle  il vestitino lasciandole le spalle scoperte, e armeggiando con i gancetti del reggiseno riuscii a togliere anche quello. Venne fuori un seno leggermente a pera, ma non calante, di una seconda abbondante, abbastanza tonico per una donna della sua età, due piccole aureole piuttosto scure così come i capezzoli che iniziai a sfiorare e si indurivano alle mie carezze. Luisa si era ammorbidita abbastanza, ora i nostri corpi nudi si sfioravano, le nostre mani ad accarezzarci dappertutto, e le chiesi di baciarmi. Sentivo piccoli teneri baci percorrere il torace fino al ventre, poi risaliva e ricominciava, ma arrivata al basso ventre risaliva di nuovo e ricominciava. Le chiesi di baciarmi tutto, e le feci capire cosa intendevo; lei incredula continuava a tenermi abbracciato, sentivo le sue braccia cingermi le natiche e il suo respiro caldo sull'ombelico. In un attimo mi sfilai il costume restando completamente nudo, e il mio cazzo ritto toccava il viso di Luisa. Ci volle poco a farle capire che desideravo sentire la sua bocca sul mio cazzo, e in quei pochi attimi la donna riuscì sommessamente a pronunciare:
-"Scusa sono emozionata... Ho paura di non saperlo fare bene Sono anni che non lo faccio". Nelle sue parole colsi una certa apprensione, presi il cazzo in mano e dirigendolo verso le labbra di Luisa le dissi:
-"Tranquilla.... Non sto qui per giudicare... Ma solo per il piacere di entrambi... Non ti giudico, tranquilla... So solo che ti desidero... Ti desidero tanto... E ti desidera anche lui" facendo cenno al mio cazzo!Sentivo il respiro caldo e affannoso delle donna, mentre io continuavo a ripeterle:
-"Ti desidero... Ti desidero... Ti ho sempre desiderato, ed ora ti ho qui, abbracciata a me... Lo sto vivendo come un sogno". Luisa aveva una mano che percorreva su e giù la lunghezza del cazzo, e ci tenne a dirmi:
-"Mio marito mi diceva sempre che ero una frana a letto, che non ero una capace di farlo... Perciò farò quello che so fare... Scusami, non volermene". Poi mi baciò sulla punta del cazzo... poi piano piano infilandoli in bocca mi segnava con lenti movimenti. Dovetti dirle io che la parte più sensibile era la punta e doveva usare più lingua. Bastarono solo queste mie parole, e nel giro di qualche minuto sentivo la sua lingua roteare intorno alla cappella, poi schiuse le labbra ingoiando il mio cazzo, poi tornava di nuovo a occuparsi del frenulo. Pochi secondi e le mie espressioni roche di gradimento accesero maggiormente anche la passione di Luisa, che si dava da fare con maggior sicurezza. Presi ad accarezzarle i capelli e poi il viso, e con l'altra mano giocavo coi suoi capezzoli. Luisa stava dimostrando di aver capito il pompino che piaceva a me e cercava di accontentarmi, con una mano impugnava il cazzo, con l'altra mi accarezzava i coglioni. Dovetti fermarla dicendole che se continuava così le avrei schizzato nella gola; dopodiché si stese sul letto sfilandosi le mutandine. Alla luce della fiammella la osservai a lungo, aveva un pube curato con un triangolo appena accennato colore sale e pepe, due grandi labbra appena pronunciate, e cercai subito il bottoncino rosa. Ora Luisa era più distesa e l'inquietudine iniziale stava svanendo, e non mi aspettavo che una donna della sua età potesse essere già così eccitata; le accarezzavo delicatamente il clitoride che era venuto fuori grande e consistente come un nocciolo di ciliegia, e continuai a masturbarla delicatamente variando i movimenti e la velocità delle dita! Ansimava e gemeva e quel ditalino la stava rimettendo al mondo. Ero sul punto di tuffarmi con la faccia tra le sue gambe, ma prima le dissi:
-"Voglio sentirti godere... Voglio che mi gridi il tuo piacere... ad un certo punto mi tuffai con la faccia sulla fica. Lei ebbe un sussulto iniziale, poi si lasciò andare, io continuavo a bearmi di quella fica ancora carnosa, leccandola e succhiandone ogni umore. Avvertii una voce che era quasi un lamento:
-"Che bello... Siiii.... Sei bravo... Che bello.... Siiiii". Accompagnava i movimenti della mia lingua con i fremiti delle gambe e del ventre, e intuii che era prossima all'orgasmo quando iniziò a sbattersi con le gambe e pronunciando sottovoce di continuo:-"Hmmm... Siiii... Che bello... Siiii... Che bello... Hmmm... Eccomi.... Vengo... Vengo". Sentii le sue mani spingermi la testa a volermi staccare, ma per qualche secondo ancora riuscii a succhiarle il ciccetto! La sentivo respirare con un po' di affanno, ma guardandola in volto colsi un'espressione angelica, le piaceva da matti il trattamento che le avevo riservato, era una cosa che le mancava da tanto tempo!Difatti nei giorni e nei mesi successivi, avendo acquisito più confidenza con me, si aprì raccontandomi dei rapporti che aveva col marito; in realtà lui non rinunciava mai ai pompini di Luisa quasi obbligandola a farglieli. Di contro lui non era particolarmente portato a praticarle un preliminare orale, anzi la considerava alla stregua di una donnaccia se lei glielo avesse chiesto. A Luisa questo mancava, perché da ragazza, nelle sue esperienze sessuali, aveva provato il piacere che ti dà una leccata di fica! Così come il marito la considerava una mignotta se solo avesse gridato i suoi orgasmi, anziché godere in maniera composta, silenziosa, e soffocata. Luisa mi raccontava altresì che spesso e volentieri lui era soddisfatto dei piaceri sessuali, ma lei non provava alcun orgasmo e qualche volta che aveva osato parlarne col marito lui usava espressioni del tipo:-"Ma tu sei proprio una zoccola... Per te non ci vuole un uomo ma un asino... Non ti basta mai... Sei proprio una puttana... Ecc. Ecc." E questo succedeva quando lui dopo aver sborrato non si preoccupava minimamente se la sua compagna avesse goduto insieme a lui o no! Di conseguenza con me Luisa si era sentita senza freni, libera di esprimere il suo gradimento, e questo la rendeva una donna felice! Ma torniamo a quel pomeriggio. Per qualche minuto restammo abbracciati adagiati su un lato, avevo una gamba tra le sue, e potevo percepire quanto fosse bagnata. Mi misi supino invitandola a continuare il pompino interrotto prima e dicendole di farmelo duro perché volevo scoparla. Sentii nuovamente la sua bocca calda avvolgermi il cazzo, Luisa ora spompinava con più sicurezza, e senza più paure. Le chiesi di ingoiarlo tutto e lo fece, e in pochi minuti il mio cazzo aveva di nuovo una soddisfacente erezione!Quando ero pronto a penetrarla mi disse sempre con estrema dolcezza:
-"Ti prego fai piano... Sono tanti anni che non faccio sesso... Ti prego...". Tranquillizzandola le dissi che avrei usato la stessa dolcezza usata fino a quel momento, poi le dissi:
-"Devi stare serena... Rilassati... Farò piano... Stai tranquilla, rilassati" e aggiunsi:
-"Anzi, per farti stare tranquilla, facciamo una cosa, vieni tu sopra... Cavalcami tu, così potrai regolarti tu come muoverti". Luisa, ricordandomi ancora una volta di essere una frana, si mise a cavalcioni su di me calandosi sul cazzo con la grazia di una ballerina di danza classica, iniziando le movenze di una quarantenne, e per la prima volta avvertii quanto fosse ancora stretta. Piano si fece entrare la cappella ed io facevo la parte passiva aspettando solo che fosse lei a impalarsi del tutto, poi risaliva lasciando dentro solo la cappella e di nuovo giù a prenderlo tutto dentro! Intanto dai vetri del balcone filtravano le prime luci dei lampioni della strada e  poi pian piano si accesero le insegne luminose dei negozi, cosicché vidi più chiaramente l'espressione angelica sul volto di Luisa. Osservavo quella donna sopra di me che si muoveva con leggerezza ed eleganza, e ondulando col bacino; saranno stati i suoi esercizi di ginnastica artistica, fatto sta che riusciva a scoparmi veramente da Dio come poche donne ricordo avevano fatto. Era armoniosa nel dettare i tempi, si fermava un attimo per godersi tutto il cazzo dentro, poi ricominciava ma sempre lentamente e in maniera sinuosa. Era un piacere come pochi guardarla mentre si impegnava a cavalcarmi il cazzo. Le mie mani sui suoi fianchi seguivano i suoi movimenti di bacino, di tanto in tanto giocavano coi capezzoli duri, poi riscendevano ad accarezzare le natiche. Io non muovevo un muscolo, dopotutto lei lambiva le palle con le grandi labbra, e avevo timore che ogni mia mossa avrebbe spezzato un equilibrio; Luisa mi dimostrò il suo gradimento quando iniziò a spingere sempre con maggior vigore! Mi aspettavo che da un momento all'altro questo suo piacere sarebbe culminato con un irrefrenabile climax. Sarà forse stata la lunga astinenza, o forse ero stato bravo io, sta di fatto che Luisa si libero' in un intenso orgasmo che duro' molto a lungo, e accompagnato da frasi del tipo:
-"Sto godendo... È bellissimo... Hmmm... Hmmm... Siiiiii... È bellissimo... Siiiiii". Volevo godere anch'io e le dissi:-"Fammi godere... Fammi godere con te... Non fermarti". Per un attimo alzai gli occhi e la guardai, perle di sudore affioravano sulla sua fronte, le guance arrossate, ma Luisa continuava a muoversi sul mio cazzo e a cavalcarmi lentamente! Non so se vi è mai capitato che una donna, mentre state dentro di lei, vi faccia le contrazioni vaginali, ma credetemi è una sensazione bellissima; è come se una mano vi stringesse il cazzo per poi rilasciarlo, poi stringerlo di nuovo...e così via! Luisa stringeva e rilasciava i muscoli vaginali e mi stava letteralmente massaggiando l'uccello. È una sensazione fuori da ogni immaginazione. A me era capitato soltanto che un paio di donne usassero questa pratica, ma da fermo; invece lei lo faceva mentre mi stava scopando! Riuscii soltanto a dire:
-"Oddio sei una favola... Mi stai facendo morire... Continua... Continua così che ti schizzo tutta...". Non ci misi molto a raggiungere uno dei più belli orgasmi che ricordo, e avvertendo Luisa che ero prossimo a godere, le scaricai dentro tutto il mio seme. Lei continuò a mungermi il cazzo fino all'ultima goccia, poi si abbandono' accanto a me, e  con un po' di fiatone disse: -Che pasticcio abbiamo fatto... Che pasticcio... alla nostra età". Sorridendo le passai una mano tra i capelli chiedendole:-"Ma quale pasticcio... Dimmi la verità, sei stata bene? Tu che eri scettica e tesa, sei stata bene?". La sua risposta non si fece attendere:
-"Non sono stata bene, ma benissimo! Sei stato tu a farmi stare benissimo! Mi ero quasi dimenticata cosa sono le braccia di un uomo! Grazie!!". Mi diede un bacio sulle labbra e sorridendo mi  chiese:
-"E tu come sei stato con questa vecchia befana?". Anch'io sorridendo le risposi che non era affatto vecchia, non era affatto una befana, e che ero stato una favola a fare l'amore con lei; specialmente nel finale quando lei contraeva i muscoli vaginali e il mio orgasmo era amplificato. Nei giorni e nei mesi che seguirono ci rendemmo conto che il nostro rapporto di amicizia non era cambiato, non rinunciammo alle nostre uscite, alle nostre passeggiate, e a qualche pranzo o cena fuori. C'era un valore aggiunto, e scoprimmo insieme quanto fosse ancora bello e appagante fare sesso alla nostra età. Nei mesi che seguirono Luisa si mostrava sempre più interessata e curiosa riguardo la sfera sessuale e credo volesse recuperare i tempi che l'avevano vista sposa e moglie infelice; volle provare altre nuove posizioni sessuali, e altre pratiche dal 69 alla sega spagnola. Pian piano la convinsi anche a farsi sborrare in bocca e ingoiare. La vedevo raggiante e spesso mi confidava di sentirsi una donna appagata. Un giorno lesse da qualche parte che lo sperma fa bene alla pelle e la mantiene levigata, che ha anche una funzione antiossidante, che allevia le rughe, e contiene zinco oltre che vitamine C e B12. Negli incontri seguenti desiderava farsi sborrare addosso dal collo alle tette, dallo stomaco alla pancia, per poi spalmarselo tutto, e mi strizzava il cazzo finché non usciva l'ultima goccia. Per me era molto eccitante vedere questa donnina che a quell'età ci teneva ancora a mantenersi bene e in forma. E qualche volta che le sborravo nella bocca, non ingoiava più ma se lo riversava addosso per spalmarlo sulla pelle. Poi mi baciava lungamente sulla bocca ed era il suo modo per ringraziarmi. Negli anni che continuammo a frequentarci, circa otto, Luisa era come rifiorita! Arrivò però un giorno che la figlia Cinzia decise di non lasciarla più a vivere da sola, portandola a vivere con sé in un paesino in provincia di Roma. La nostra bella favola era finita, ma di nascosto ci sentivamo al telefono o ci scrivevamo su whatsapp ricordando con piacere quegli anni vissuti insieme
scritto il
2026-08-11
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