Volevo essere una brava ragazza – 3 – la penitenza
di
Amico segreto
genere
dominazione
Mi chiamo Vittoria ho 34 anni, convivo da 5 anni con Marco, faccio la segretaria in un’azienda nel tessile.
Ho iniziato a leggere racconti erotici da un paio d’anni e commentando uno che mi aveva colpito particolarmente ho prima iniziato a chattare con Amico Segreto, poi dopo alcuni mesi mi ha convinto a debuttare raccontando cosa mi è successo nel 2018.
Questo è il terzo episodio, eravamo rimasti a:
Ormai il mattino era un rituale Marco andava a comprare i cornetti e nei venti minuti di sua assenza anticipavo la colazione con nutriente fluido biologico.
Essendo io la ricevente dovevo aggiornare il calendario con tutti gli orgasmi miei, di Marco, e dei miei due trombamici, era una sorta di vendetta per fargli lavare i piatti a turno.
Mi avevano fatto dire a Marco, che mi eccitava molto come venivo guardata da Luca e soprattutto da Ottavio, che gli spuntava dal costume non coso piuttosto grosso.
Vergognandomi come una ladra gli avevo dovuto chiedere se gli sarebbe piaciuto che mi mettessi in topless, l’avevo fatto una sola volta, ma eravamo solissimi.
Una mattina mi fecero chiedere al mio ignaro ragazzo se gli fosse dispiaciuto se mi fossi fatta mettere la crema sulla schiena da Ottavio, era geloso, ma gli piaceva molto il calore di come lo gratificavo.
Lo convinsi a proporre una passeggiata con Luca dimenticandosi di passarmi la crema sulla schiena, Ottavio mentre si allontanavano rideva sotto i baffi, oltre la crema, che volle mettere anche sulle tette, mi tocco tutta, sulla spiaggia con gli occhi di tutti bagnanti di sesso maschile piuttosto interessati, la disapprovazione e a volte l’invidia del sesso femminile.
Per fortuna non più di una quindicina di persone a non meno di trenta metri uno dall’altro.
Al mattino dopo Marco fu accompagnato da Ottavio e il mio spalmatore divenne Luca, che però era più sbrigativo, meno sensuale, qualche palpata me la dette anche lui, ma niente a che vedere con le mani di Ottavio, Luca era molto più bello, ma più egosta, Ottavio era un pennellone, con un pisello super, ma soprattutto si dedicava a dare piacere.
Un’altra abitudine che ci dettero fu molto gradita dal mio ragazzo, quando la sera andavamo a farci la doccia ci davano un’oretta di privacy, per farci scopare.
Quindi le mie giornate erano un crescendo d’eccitazione, al mattino tradivo Marco facendogli i due pompini completi, poi colazione e mare in topless, la sera doccia e scopata, spesso alla missionaria e poi dovevo dormire nuda eccitandomi nuovamente.
Anche perchè la scopata serale stava diventando un po’ deludente, per eccitarmi pensavo alle porcate che mi facevano fare, agli occhi dei padri di famiglia o dei ragazzini sulle mie tettine.
Erano tre giorni che non andavo in bagno, quindi incaricai Marco quando andava in pasticceria di fermarsi in farmacia a prendere le supposte di glicerina, gli stronzi aggiunsero anche un altro umiliante prodotto, la vasellina, che mentendo spudoratamente serviva per le supposte.
Mi dissero che appena liberata mi avrebbero “aperto il culo”, sapevano che ero vergine li, nel pomeriggio iniziarono una discussione sul sesso anale, che si dice che una ragazza diventa donna quando perde la verginità, invece secondo Luca, il vero passaggio della femminilità era il sesso anale.
Dovevo sondare il discorso con Marco, mentre scopavamo gli chiesi se gli fosse piaciuto provare, gli confessai che quei discorsi così volgari mi avevano eccitato, ed avevo paura di sentire male, ma ero tentata di provare, magari quando tornavamo a casa.
La sera nonostante la supposta di glicerina non riuscì ad andare in bagno, il giorno dopo avrei dovuto fargli solo i soliti pompini completi, giocammo ad una specie di gioco delle coppie io e Marco contro Luca e Ottavio, in ballo una penitenza.
Naturalmente perdemmo noi, e i due stronzi stavano decidendo la penitenza, che secondo il loro ragionamento doveva essere umiliante per tutti e due, ne solo per me, ne solo per lui.
Ottavio venne fuori con un ce l’ho, Luca ce l’ho, Marco si è dimenticato due mattine di mettere la crema sulla schiena a Vittoria, perchè non facciamo che domani la crema gliela mettiamo tutti e due mentre lui guarda, Luca sorrise, io diventai rossa e Marco protestava inizialmente sollevato: “solo sulla schiena però”.
Ottavio rincarò la dose: “che penitenza sarebbe solo sulla schiena, da per tutto dietro e davanti, io gli faccio la gamba destra, la chiappa destra, la schiena destra e poi davanti la pancina destra e la tettina destra, tu Luca a sinistra”
“Poi Marco, che penitenza ne fa troppo poca, deve rispondere alle nostre domande intime”.
Luca incominciò a ridere e battere le spalle di Marco: “su su non disperare un po’ di crema sulle tette, sai poi la sera come la trovi calda”
L’avevano già fatto, ma così era più perverso, davanti gli occhi del fidanzato.
Prima di farlo andare in pasticceria, gli dissi che mi vergognavo a farmi toccare davanti a lui, forse era meglio se si fosse girato, quando mi accorsi che avevo lo slip bianco con una chiazza davanti mi sarei sepolta, Marco fu tenerissimo: “tesoro Luca e Ottavio sono amici, saranno rispettosi, ti daranno qualche palpatina innocente, è solo per farsi due risate alle mie spalle”
Povero illuso! non c’aveva preso proprio, di prima mattina, mi scoparono tutti e due, l’ultimo orgasmo l’avevo avuto in solitaria sotto la doccia, dopo una scopata deludentissima con Marco due sere prima, mi fecero venire tre volte in venti minuti, prima Luca, poi Ottavio volle che lo cavalcassi da dietro piegata in avanti mentre mi stuzzicava con un dito dietro, era fastidioso perchè ero ancora tappata con la pancia piena..
Il terzo orgasmo Ottavio mi fece venire con due dita toccandomi il punto G, dieci secondi prima che Luca ci avvisasse che Marco era arrivato, scattai tutta nuda in bagno, ancora sotto l’effetto dell’orgasmo, dove rimasi un tempo interminabile, non solo per risistemarmi ma anche per fortuna, riuscii a liberarmi.
Dove non erano arrivate tre supposte di glicerina, erano arrivati tre orgasmi e un indice impertinente.
Fu la giornata più forte dell’intera vacanza, perchè durante la colazione, Luca e Ottavio meleggiavano me e Marco, per la penitenza che dovevo subire.
Ci misi un sacco a scendere in spiaggia, non avevo il coraggio, e anche questo mi si rivolse contro, essendo più tardi del solito c’è già più persone, tra cui due coppie e tre ragazzi piuttosto vicini.
Mi sembrava di andare al patibolo, ero io stessa meravigliata, mi avevano appena scopata in due, ma nel privato, adesso mi trovavo su una spiaggia, tette al vento, con i due marpioni che mi avrebbero unto tutto il corpo.
Mi misi di schiena, per sentirmi un po’ protetta, Marco era in piedi e guardava eccome se guardava. Partendo dalle caviglie tutti e due arrivarono al culo e mi allargavano le chiappe, lo slip era una brasiliana, non proprio un perizoma come vanno oggi.
Ottavio: “Complimenti Vittoria che bel culo sodo, merito della palestra o della natura?”
Luca: “Marco non te lo vorrei dire, ma la tua ragazza ha i brividi e non credo che sia il freddo”
Dopo un tempo interminabile erano saliti sulla schiena, continuando ad infierire.
Luca: “Eppure vi lasciamo un’oretta tutte le sere per sfogarvi, Marco ma la soddisfi questa ragazza?”
Lo stronzo era aggiornato dei miei orgasmi sul calendario, e erano diversi giorni che non mettevo il pallino sul mio nome.
Ottavio: “Dietro fatto, carezzandomi nuovamente il culo, preferisci girarti o te la mettiamo in piedi”
In piedi sarei stata ancora più guardata, non avevo il coraggio di alzare lo sguardo verso gli altri bagnanti, mi girai senza dire niente.
Marco era tutto rosso, e tento una debole protesta solo quando mi aprirono le gambe per lavorarmi l’interno coscia, io ero paonazza, sentivo un calore salirmi tra le gambe e sulla faccia.
I Capezzoli mi dolevano da tanto che erano dritti.
Anche sulla pancia le dita lambivano il bordo della brasiliana, Marco si era girato dicendo ai due di non esagerare, non visti tutti e due mi passavano la mano sotto lo slip, accarezzandomi prima il poco pelo che mi era rimasto, e al secondo passaggio, clitoride e labbra, Ottavio mi abbocco pure le due dita dentro.
Scandalizzata aprì gli occhi e tutta la spiaggia era girata a guardarmi, solo il mio ragazzo era di spalle e spiegava “abbiamo perso una scommessa” ai tre ragazzi che si erano avvicinati, che figura di merda colossale.
Dopo avermi pasturato le mie due tettine per almeno 2/3 minuti, brillandomi anche i capezzoli, Marco si era nuovamente girato verso di noi.
Luca, il più stronzo dei due: “Marco ma prima di fare l’amore questo lo fai? E questo? Lo vedi come reagiscono i capezzoli di Vittoria, questo significa che se anche si vergogna, guarda come è tutta rossa, ma il suo corpo ha decisamente bisogno di questo trattamento.
Ottavio, più signore: “Vittoria è normale provare piacere ad essere toccati così, la carne è debole”
Luca: “Dopo tutto questo calore.......” mi presero uno per le braccia e l’altro per le gambe, passando accanto alle due coppie che se la ridevano, e per concludere in bellezza mi buttarono in acqua.
Tutto il resto del tempo, mentre prendevo il sole ripensavo alla mattinata, fu Luca che mi fece cambiare prospettiva, pensando a quello che avrei dovuto fare la sera.
“Stasera mettiamo a letto il fidanzatino e apriamo questo bello scrigno”
Continua.......
Ho iniziato a leggere racconti erotici da un paio d’anni e commentando uno che mi aveva colpito particolarmente ho prima iniziato a chattare con Amico Segreto, poi dopo alcuni mesi mi ha convinto a debuttare raccontando cosa mi è successo nel 2018.
Questo è il terzo episodio, eravamo rimasti a:
Ormai il mattino era un rituale Marco andava a comprare i cornetti e nei venti minuti di sua assenza anticipavo la colazione con nutriente fluido biologico.
Essendo io la ricevente dovevo aggiornare il calendario con tutti gli orgasmi miei, di Marco, e dei miei due trombamici, era una sorta di vendetta per fargli lavare i piatti a turno.
Mi avevano fatto dire a Marco, che mi eccitava molto come venivo guardata da Luca e soprattutto da Ottavio, che gli spuntava dal costume non coso piuttosto grosso.
Vergognandomi come una ladra gli avevo dovuto chiedere se gli sarebbe piaciuto che mi mettessi in topless, l’avevo fatto una sola volta, ma eravamo solissimi.
Una mattina mi fecero chiedere al mio ignaro ragazzo se gli fosse dispiaciuto se mi fossi fatta mettere la crema sulla schiena da Ottavio, era geloso, ma gli piaceva molto il calore di come lo gratificavo.
Lo convinsi a proporre una passeggiata con Luca dimenticandosi di passarmi la crema sulla schiena, Ottavio mentre si allontanavano rideva sotto i baffi, oltre la crema, che volle mettere anche sulle tette, mi tocco tutta, sulla spiaggia con gli occhi di tutti bagnanti di sesso maschile piuttosto interessati, la disapprovazione e a volte l’invidia del sesso femminile.
Per fortuna non più di una quindicina di persone a non meno di trenta metri uno dall’altro.
Al mattino dopo Marco fu accompagnato da Ottavio e il mio spalmatore divenne Luca, che però era più sbrigativo, meno sensuale, qualche palpata me la dette anche lui, ma niente a che vedere con le mani di Ottavio, Luca era molto più bello, ma più egosta, Ottavio era un pennellone, con un pisello super, ma soprattutto si dedicava a dare piacere.
Un’altra abitudine che ci dettero fu molto gradita dal mio ragazzo, quando la sera andavamo a farci la doccia ci davano un’oretta di privacy, per farci scopare.
Quindi le mie giornate erano un crescendo d’eccitazione, al mattino tradivo Marco facendogli i due pompini completi, poi colazione e mare in topless, la sera doccia e scopata, spesso alla missionaria e poi dovevo dormire nuda eccitandomi nuovamente.
Anche perchè la scopata serale stava diventando un po’ deludente, per eccitarmi pensavo alle porcate che mi facevano fare, agli occhi dei padri di famiglia o dei ragazzini sulle mie tettine.
Erano tre giorni che non andavo in bagno, quindi incaricai Marco quando andava in pasticceria di fermarsi in farmacia a prendere le supposte di glicerina, gli stronzi aggiunsero anche un altro umiliante prodotto, la vasellina, che mentendo spudoratamente serviva per le supposte.
Mi dissero che appena liberata mi avrebbero “aperto il culo”, sapevano che ero vergine li, nel pomeriggio iniziarono una discussione sul sesso anale, che si dice che una ragazza diventa donna quando perde la verginità, invece secondo Luca, il vero passaggio della femminilità era il sesso anale.
Dovevo sondare il discorso con Marco, mentre scopavamo gli chiesi se gli fosse piaciuto provare, gli confessai che quei discorsi così volgari mi avevano eccitato, ed avevo paura di sentire male, ma ero tentata di provare, magari quando tornavamo a casa.
La sera nonostante la supposta di glicerina non riuscì ad andare in bagno, il giorno dopo avrei dovuto fargli solo i soliti pompini completi, giocammo ad una specie di gioco delle coppie io e Marco contro Luca e Ottavio, in ballo una penitenza.
Naturalmente perdemmo noi, e i due stronzi stavano decidendo la penitenza, che secondo il loro ragionamento doveva essere umiliante per tutti e due, ne solo per me, ne solo per lui.
Ottavio venne fuori con un ce l’ho, Luca ce l’ho, Marco si è dimenticato due mattine di mettere la crema sulla schiena a Vittoria, perchè non facciamo che domani la crema gliela mettiamo tutti e due mentre lui guarda, Luca sorrise, io diventai rossa e Marco protestava inizialmente sollevato: “solo sulla schiena però”.
Ottavio rincarò la dose: “che penitenza sarebbe solo sulla schiena, da per tutto dietro e davanti, io gli faccio la gamba destra, la chiappa destra, la schiena destra e poi davanti la pancina destra e la tettina destra, tu Luca a sinistra”
“Poi Marco, che penitenza ne fa troppo poca, deve rispondere alle nostre domande intime”.
Luca incominciò a ridere e battere le spalle di Marco: “su su non disperare un po’ di crema sulle tette, sai poi la sera come la trovi calda”
L’avevano già fatto, ma così era più perverso, davanti gli occhi del fidanzato.
Prima di farlo andare in pasticceria, gli dissi che mi vergognavo a farmi toccare davanti a lui, forse era meglio se si fosse girato, quando mi accorsi che avevo lo slip bianco con una chiazza davanti mi sarei sepolta, Marco fu tenerissimo: “tesoro Luca e Ottavio sono amici, saranno rispettosi, ti daranno qualche palpatina innocente, è solo per farsi due risate alle mie spalle”
Povero illuso! non c’aveva preso proprio, di prima mattina, mi scoparono tutti e due, l’ultimo orgasmo l’avevo avuto in solitaria sotto la doccia, dopo una scopata deludentissima con Marco due sere prima, mi fecero venire tre volte in venti minuti, prima Luca, poi Ottavio volle che lo cavalcassi da dietro piegata in avanti mentre mi stuzzicava con un dito dietro, era fastidioso perchè ero ancora tappata con la pancia piena..
Il terzo orgasmo Ottavio mi fece venire con due dita toccandomi il punto G, dieci secondi prima che Luca ci avvisasse che Marco era arrivato, scattai tutta nuda in bagno, ancora sotto l’effetto dell’orgasmo, dove rimasi un tempo interminabile, non solo per risistemarmi ma anche per fortuna, riuscii a liberarmi.
Dove non erano arrivate tre supposte di glicerina, erano arrivati tre orgasmi e un indice impertinente.
Fu la giornata più forte dell’intera vacanza, perchè durante la colazione, Luca e Ottavio meleggiavano me e Marco, per la penitenza che dovevo subire.
Ci misi un sacco a scendere in spiaggia, non avevo il coraggio, e anche questo mi si rivolse contro, essendo più tardi del solito c’è già più persone, tra cui due coppie e tre ragazzi piuttosto vicini.
Mi sembrava di andare al patibolo, ero io stessa meravigliata, mi avevano appena scopata in due, ma nel privato, adesso mi trovavo su una spiaggia, tette al vento, con i due marpioni che mi avrebbero unto tutto il corpo.
Mi misi di schiena, per sentirmi un po’ protetta, Marco era in piedi e guardava eccome se guardava. Partendo dalle caviglie tutti e due arrivarono al culo e mi allargavano le chiappe, lo slip era una brasiliana, non proprio un perizoma come vanno oggi.
Ottavio: “Complimenti Vittoria che bel culo sodo, merito della palestra o della natura?”
Luca: “Marco non te lo vorrei dire, ma la tua ragazza ha i brividi e non credo che sia il freddo”
Dopo un tempo interminabile erano saliti sulla schiena, continuando ad infierire.
Luca: “Eppure vi lasciamo un’oretta tutte le sere per sfogarvi, Marco ma la soddisfi questa ragazza?”
Lo stronzo era aggiornato dei miei orgasmi sul calendario, e erano diversi giorni che non mettevo il pallino sul mio nome.
Ottavio: “Dietro fatto, carezzandomi nuovamente il culo, preferisci girarti o te la mettiamo in piedi”
In piedi sarei stata ancora più guardata, non avevo il coraggio di alzare lo sguardo verso gli altri bagnanti, mi girai senza dire niente.
Marco era tutto rosso, e tento una debole protesta solo quando mi aprirono le gambe per lavorarmi l’interno coscia, io ero paonazza, sentivo un calore salirmi tra le gambe e sulla faccia.
I Capezzoli mi dolevano da tanto che erano dritti.
Anche sulla pancia le dita lambivano il bordo della brasiliana, Marco si era girato dicendo ai due di non esagerare, non visti tutti e due mi passavano la mano sotto lo slip, accarezzandomi prima il poco pelo che mi era rimasto, e al secondo passaggio, clitoride e labbra, Ottavio mi abbocco pure le due dita dentro.
Scandalizzata aprì gli occhi e tutta la spiaggia era girata a guardarmi, solo il mio ragazzo era di spalle e spiegava “abbiamo perso una scommessa” ai tre ragazzi che si erano avvicinati, che figura di merda colossale.
Dopo avermi pasturato le mie due tettine per almeno 2/3 minuti, brillandomi anche i capezzoli, Marco si era nuovamente girato verso di noi.
Luca, il più stronzo dei due: “Marco ma prima di fare l’amore questo lo fai? E questo? Lo vedi come reagiscono i capezzoli di Vittoria, questo significa che se anche si vergogna, guarda come è tutta rossa, ma il suo corpo ha decisamente bisogno di questo trattamento.
Ottavio, più signore: “Vittoria è normale provare piacere ad essere toccati così, la carne è debole”
Luca: “Dopo tutto questo calore.......” mi presero uno per le braccia e l’altro per le gambe, passando accanto alle due coppie che se la ridevano, e per concludere in bellezza mi buttarono in acqua.
Tutto il resto del tempo, mentre prendevo il sole ripensavo alla mattinata, fu Luca che mi fece cambiare prospettiva, pensando a quello che avrei dovuto fare la sera.
“Stasera mettiamo a letto il fidanzatino e apriamo questo bello scrigno”
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